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Scarlett Johansson, polemica per il ruolo di un gangster trans

Scarlett Johansson è al centro di una nuova polemica dopo aver annunciato il suo ruolo da protagonista nel film di Rupert Sanders Rub & Tug, la vera storia di Dante ‘Tex’ Gill, un gangster trans della Pittsburgh degli anni sessanta.

Il film, pur potendo attingere da una movimentata biografia piena di storie da raccontare, avrà come argomento centrale la relazione del protagonista con la moglie Cynthia Bruno e la sua esperienza da uomo trans negli anni sessanta: proprio per questo la scelta è stata aspramente criticata non soltanto dai social media, ma anche da molti attori trans* che rivedono in questo casting uno dei problemi centrali di Hollywood che ancora non trova soluzione, ovvero la maggiore difficoltà degli attori trans* di ottenere ruoli, anche minori.

 “Oh, veramente? Quindi potete continuare ad interpretarci ma noi non possiamo interpretarvi? Non sarei arrabbiata se avessi la possibilità di entrare nella stessa stanza di Jennifer Lawrence e Scarlett per ruoli cis, ma sappiamo che non è questo il caso. Un casino.”

ha twittato Trace Lysette (Transparent).

Jamie Clayton (Sense8), invece, ha twittato:

“Agli attori trans non è mai neanche data la possibilità di fare audizioni per ruoli non trans. Questo è il vero problema. Non possiamo neanche entrare nella stanza. Scritturate attori trans per ruoli non trans. Vi sfido.”

Altre attrici, tra cui Alexandra Grey (When We Rise), Laverne Cox (Orange is the new Black) e Jen Richards (Her Story) hanno proposto di tenere un dibattito sulla questione per sensibilizzare il pubblico sulla questione.

È stato inoltre fatto notare come il casting di una donna cis per il ruolo di un uomo trans non faccia altro se non perpetuare l’idea che gli uomini trans “non siano altro che donne travestite” e viceversa.

Scarlett Johansson ha risposto alle critiche dicendo di rivolgersi a Jeffrey Tambor, Jared Leto o Felicity Huffman, tre attori cis che hanno vinto o sono stati nominati per premi per la loro interpretazione di ruoli trans, anch’essi in realtà aspramente criticati dai media (soprattutto Tambor, che è stato cacciato dal set di Transparent per molestie contro due attrici trans).

Johansson è inoltre parte della produzione attraverso la sua compagnia These Pictures.

L’attrice aveva già visto una simile polemica per il suo ruolo in Ghost in the Shell, film dello stesso regista, nel quale aveva interpretato il ruolo della protagonista giapponese, forzando anche la riscrittura di alcune scene dal manga al grande schermo per giustificare il suo parlare inglese. Il casting, tra altre cause, è costato al film il fallimento al botteghino, perdendo oltre $60 milioni.