La scuola della carne – RECENSIONE

9788807030666_quartaTaeko, fulgida donna avvenente grazie alla sua fermezza e alterità , stereotipo della donna divorziata e indipendente, vive la sua vita e la propria attività in nome della libertà, conquistata con il sangue e tenuta a costo del sangue. La collisione improvvisa in gay bar con Senkichi, la fatale attrazione. La sua vita cambia improvvisamente e si trova in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. La sua scuola della carne inizia nel gioco perfido e ossessivo che si instaura tra i due. Carnefici, vittime, passione, lucidità … Non resta che frequentare, prendendo appunti sulla propria pelle.

Chiariamo subito perché la vita sia assimilabile e riassumibile nella carne prendendo ad esempio i primi brandelli che perdiamo sfilacciandoci. La gioventù, quella cosa in cui per eccitarsi, per esempio, non si chiede il permesso prima a chi ci eccita: ci si eccita e basta. La gioventù è un erezione ed un orgasmo autonomi, uno schizzo nel vento. Sono tutti moti questi che puoi fare solo fuori, quando inizi a farli dentro è finita.

Stretti l’uno all’altra, i due si lasciarono cadere sul letto. Fu a quel punto che accadde una cosa di rara eleganza, una cosa che non si riscontra neanche nei giovani delle migliori famiglie: la carne di Senkichi prese a trasudare grazia.

image_12503Un probabile monologo interiore di Taeko rivolto al misterioso Senkichi, potrebbe essere “Ti seguo, ti sto vicino, ti ascolto e ribatto e discuto, ti do il meglio delle mie energie, corro e accorro e ti soccorro, ti contesto, ti do ragione solo se penso che la meriti, sono partecipe e fremente, mi lavo, mi pettino e presento in ordine, cucino, mi sveno … e tu, che ormai muori dalla voglia di conoscere la mia carne cosa fai? Scoprendo la tua mancanza di rispetto per me e per il mio desiderio di te, hai scoperto ciò cui hai sempre pensato tu, non io, e in che termini. Scopri che puoi far sesso per costrizione da corruzione , non per creazione, lo sai fare per negare ogni partecipazione, non per affermare una libera scelta. Scopri che hai bisogno di un alibi per commettere un crimine. Potresti di conseguenza perfino amarmi, ma senza mai guardare me, ma lo specchio deformante che hai bisogno di attraversare per mettermi a fuoco una volta ridottomi al feticcio che sei tu per chiunque altro. L’unico sesso che ti si confà è il sesso rinnegato, il sesso del rinnegato.” E’ un monologo personale o universale nella sua personalità?

Taeko , non si era mai scontrata con una verità tanto terrificante sugli esseri umani. Insondabile è la gioia impetuosa che, chi è amato, avverte nel profanare se stesso; mentre chi ama, è condannato a seguire l’altro in una perpetua discesa verso le profondità dell’inferno.

Vogliamo i dolci pensieri di un’attesa per ingigantire qualcosa che non sopporta troppi pesi e franeràacrylic-paint-woma_2082377i immediatamente al primo impatto con le aspettative. Vogliamo ciò che nemmeno noi sappiamo più essere: un uomo che sia uomo. Vogliamo tornare un’ultima volta, che sarà la penultima, a fuggire. Fuggire anche dalla vecchiaia che incalza, dalle ghiandole che invece di secernere, scolano.
Superficialmente si potrebbe imputare a Mishima di non essere andato a fondo nell’argomento, non di certo nelle argomentazioni. In realtà quello di Mishima è solo un monito, un monito non a frequentare la scuola della carne, quello è inevitabile, quella è la vita, l’invito è a considerarla come tale e quindi apprendere, in modo da poter arrivare ad un giorno, in cui rassettando i propri visceri residui, ci si potrà levare sui propri piedi ed esclamare “L’ho terminata”.

E se fosse stato un dolore da provare prima o poi nella vita, a quanto pare non si era accontentato di annunciarsi a distanza e restare li. No era qualcosa di folle e di vicino a lei, ma cosa?

frozenlake5Nonostante il titolo, nonostante l’argomento, ci viene regalato il candore di un fiocco di neve suggerendoci di essere come esso che non è la neve, ma senza quel fiocco che cade e ne tocca un altro e un altro ancora non si dà alcuna neve. La volontà umana che segue di raccoglierla e giocarci. Un semplice monito, guai a voi se nelle palle di neve ci mettete i sassi, piuttosto picchiatevi a sangue.

Amate.

Non poteva lasciar andare tutte queste cose che si erano incollate al cuore di Taeko come vischio. Se qualcuno le avesse estirpate con la forza, la sua pelle si sarebbe lacerata fino a sanguinare.

Kader

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Fammi tuo

Raccontamelo in una canzone

Kader

Ab urbe condita, un po’ di latino fa figo, vige la cultura dell’immagine, tutto si guarda e niente si legge: sovvertite, avversate voi stessi, tornate a guardare solo come sfilano le parole- Dio salvi la regina! Tornate a leggere un libro, io sono qui per gridarvi questo come posso.

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