/Sesso, gay e MTS. Siamo davvero sul pezzo? Pt 2, l’HIV

Sesso, gay e MTS. Siamo davvero sul pezzo? Pt 2, l’HIV

Ciao bitches! Ci eravamo lasciati qualche giorno fa apprendendo che nonostante viviamo nell’era digitale in realtà ci sono ancora questioni che vengono poco approfondite, soprattutto le MTS e l’HIV. Comportamenti superficiali, leggende metropolitane, pura e semplice disinformazione possono minare l’approccio verso l’attività più bella di sempre: il sesso. Ma non indugiamo oltre. Se avete perso la prima parte cliccate qui per stare sul pezzo. E ora sit back, relax and enjoy your flight.

In questa seconda parte approfondiremo il rapporto dei twitteri non tanto con l’HIV, quanto con i sieropositivi. In prima battuta ho posto una domanda semplicissima, aspettandomi a grandi linee il risultato ottenuto.


Questo perché molto spesso su Twitter si discute a proposito dell’importanza del condom, per cui non immaginavo niente di meno. C’è però una sovrapposizione dei risultati. Circa 46 persone su 193 hanno asserito di praticare sesso non protetto e circa 21 di farlo ma di non dirlo in giro. Ho ragione di credere che una parte di quei 46 abbia cliccato sulla prima risposta senza aver letto la seconda, dato che non mi risulta tutto questo sdoganamento del bareback, almeno non su Twitter. Inoltre, conoscendo varie e variegate situazioni, posso affermare che parte di quei 21 non lo dica per poi sentirsi in dovere di fare il moralizzatore nei confronti del resto del mondo. Che poi già io non tollero chi pretende di dirti cosa dovresti fare secondo una non ben specificata morale comune, figuriamoci quando questi sono anche ipocriti. Il mio stomaco entra in autodigestione!

L’altra parte invece è composta da coloro che non lo dicono semplicemente perché non vogliono rotture di palle dalle persone di cui sopra. E hanno la mia solidarietà. Raga, intendiamoci, io mi trovo spesso a sottolineare l’importanza della prevenzione e degli screening. Tuttavia aborro totalmente l’idea di dover controllare gli altri. Il bareback è una scelta personale e, sebbene possiate non approvarla in alcun modo, non potete pensare di attaccare qualcuno per questo. Semplicemente: finché uno non rompe i coglioni direttamente a voi ignorate e passate avanti. La trovo un’ottima filosofia di vita.

La seconda domanda era molto politically correct, eppure gli animi si sono divisi


Tolto il 12% formato dai soliti manager in carriera a cui non interessa niente fuorché l’oscillazione del NASDAQ, dal sondaggio emerge che almeno 13 stronzi (ovvero i sì!) condividono il fatto che le persone sieropositive siano vittima di bullismo, emarginazione, isolamento sociale e diffidenza diffusa. Perché possiamo scrivere trattati e tesi di laurea asserendo che non c’è alcun motivo per cui chi ha contratto l’HIV debba portare addosso la lettera scarlatta; possiamo organizzare dei convegni dicendo a gran voce che non siamo più negli anni ’90 e l’AIDS non ti uccide nel giro di qualche mese; possiamo pubblicare articoli pieni di nozioni sui progressi della medicina. Eppure per alcuni il sieropositivo rappresenterà sempre lo schifo, l’untore di peste bubbonica del 2017, quello che “sì vabbè poverino però sicuramente se l’è cercata”.  Perché così è, il livello con cui abbiamo a che fare è pressappoco quello. Che è il motivo per cui ho amici a cui viene l’ansia che il loro stato sierologico possa diventare di dominio pubblico. Per quanto riguarda la risposta “Faccio finta di no ma sì” all’inizio ero abbastanza stupito. Ma poi un twittero, l’unico che ha avuto il coraggio di argomentare, mi ha spiegato cosa intendesse dire:

E là, francamente non mi sono sentito affatto di criticarlo. Perché capisco benissimo che dall’altra parte ci sia ancora una gran paura, sia dell’HIV che delle conseguenze che ne derivano. Ho invece apprezzato tantissimo il fatto che si sia spiegato, che in un certo senso si sia messo a nudo in pubblico per comunicare la sua difficoltà.

Ora vi propongo la penultima domanda. Perché va bene la teoria, ma poi come reagireste all’atto pratico?

Devo dire che non mi aspettavo il 42% di risposte negative. Raga ma svegliamoci eh! Fate sesso più o meno assiduamente (a seconda della fortuna e dell’intraprendenza) ma in ogni caso a quasi tutti capita di avere rapporti occasionali. Ve lo devo dire io o ci arrivate da soli facendo una statistica a spanne che per la legge dei grandi numeri vi siete fatti un numero più o meno consistente di sieropositivi? Per caso riuscite a fare lo screening al volo tipo macchina della TAC? Io non credo. Ma sì, capisco benissimo che la domanda era riferita all’intenzione piuttosto che all’eventualità.

Francamente non amo l’assolutismo, per questo vesto un momento i panni della zia e vi dico: mai dire mai. Perché è un attimo che vi rigirate il karma e incontrate l’uomo della vostra vita (o una scopata fantastica o un bono stratosferico) e col piffero che lo rifiutate solo perché ha l’HIV. E sì, per quanto strano vi possa sembrare basta usare il condom e magicamente il problema del contagio scompare. Come dicevo prima posso capire l’essere nervosi, posso capire l’aver paura. Ma ricevere una corretta informazione significa anche capire che farsi venire l’ansia pur essendosi protetti non ha senso. Coppie sierodiscordanti hanno vissuto una vita senza contagiarsi, nonostante non esistessero né la PrEP né gli undetectable.

E a proposito degli undetectable, l’argomento è uscito fuori praticamente subito tra una domanda e l’altra. Soprattutto è stata messa in discussione la mia affermazione quando ho fatto notare che chi ha la viremia azzerata non può trasmettere l’HIV durante un rapporto sessuale. Apriti cielo. Scandalo, panico e paura. Qualche insulto me lo sono preso anche in privato da gentiluomini laureati all’università della vita. Ma io sono stato una Signora e ho contenuto i vaffanculo (circa).

Vi illustro la situazione. Era già stata lanciata da mesi la campagna U=U (Undetectable = Untransmittable) e da un po’ si sapeva già che chi segue la terapia e ha i parametri a posto non contagia. Questo in base a studi su coppie sierodiscordanti, su uomini avvezzi al sesso bareback e meta-analisi varie. Tuttavia è di pochi giorni fa la notizia del comunicato ufficiale del CDC, che potete leggere qui, nel quale è stato confermato che “When [antiretroviral treatment] results in viral suppression, defined as less than 200 copies/ml or undetectable levels, it prevents sexual HIV transmission“. Più chiaro di così. Ma se non dovesse bastare vi allego anche un documento aggiornato periodicamente che raccoglie le dichiarazioni di vari scienziati e/o fonti governative che ripetono la stessa cosa.

So che questo non metterà a tacere quelli che sono convinti di saperne più del resto del mondo, ma per tutti gli altri dovrebbero bastare. Bisogna inoltre specificare, come se ce ne fosse bisogno, che nessuno ha dichiarato obsoleto il preservativo, che continua ad essere il vostro miglior alleato non solo contro l’HIV ma anche contro le altre MTS (che sono sempre lì, non ce le dimentichiamo).

L’ultima domanda, infine, è quella che ha fatto incazzare un sacco di gente. E sì, era volutamente provocatoria.

In molti mi hanno detto che mancava l’opzione “di entrambi”. Questa è stata volutamente omessa, dato che in quel caso tutti si sarebbero lavati la coscienza dicendo: “Ok, facciamo che condividiamo il 50% di responsabilità”. Nonostante questo sia parzialmente vero, volevo che le persone si schierassero in una sorta di aut aut. E la maggior parte ha effettivamente centrato il punto, come si evince anche da commenti come questo

Altri invece hanno espresso dei dubbi al riguardo, oppure hanno ammesso che effettivamente è una cosa a cui non avevano pensato. Ma l’apoteosi dell’assurdo si è raggiunta con questa risposta

Ora, chiariamoci un momento. Nessuno, e dico NESSUNO, ha il “sacrosanto diritto” di conoscere informazioni mediche personali. Con chi state andando al letto non lo saprete mai fino in fondo, soprattutto se sono i primi incontri. E questa mania di deresponsabilizzare se stessi e delegare agli altri il controllo della propria salute è 1) pericolosa e 2) da poveri idioti. Durante un rapporto sessuale il vostro dovere è indossare il condom, ma esiste il libero arbitrio e potete scegliere di non farlo. Questo è il nodo centrale della questione. Siete voi a decidere se esporvi ad un rischio potenziale o meno e la responsabilità è interamente personale. Nessuno vi obbliga a fare bareback e se questo è il caso allora quello che state subendo si chiama stupro! Vi ricordo inoltre che non esiste alcun vincolo legale per cui un sieropositivo debba informarvi, benché meno un dovere morale. Non finirò mai di ripeterlo: invece di affidarvi alle parole di uno sconosciuto che vi comunica di essere “sano e pulito”, utilizzate precauzioni e continuate a stare sereni.

Ho dovuto censurare il porcone per ovvi motivi, tuttavia questo twittero ha riassunto in sintesi il pensiero della maggior parte di quelli che stavano interagendo in quel momento. Così come quest’altro

In definitiva questa seconda parte è stata ben più lunga e pesante della prima. Tuttavia era importante parlarne ed era importante discuterne, se non altro perché non lo si fa mai abbastanza. Chiudo mandando un abbraccio virtuale a lui

Be foolish. Be con l’ansia! Ma fallo protetto! Bye!

Dedalus