Spagna, il partito di estrema destra Vox richiede informazioni private su collettivi LGBT+

Vox, partito di estrema destra spagnola, ha fatto richiesta al registro dell’Assemblea di Madrid per ottenere informazioni su tutti gli incontri di informazione sulla comunità LGBT+ e di educazione sessuale tenuti da COGAM, la più importante associazione per la lotta per i diritti LGBTI di Madrid, inclusi i nomi dei relatori, le scuole in cui si sono tenuti, gli argomenti e una copia delle presentazioni PowerPoint utilizzate, oltre che su tutte le attività portate avanti dall’associazione dal 2015 ad oggi.

La mossa, quasi sicuramente di natura meramente intimidatoria, ha dei precedenti: non soltanto questo tipo di richiesta, solo questo mese, è stata fatta dal partito in due città diverse, Madrid e Valencia, oltre che in Andalusia, ma è stata fatta anche nei confronti di compagnie e il mese scorso nei confronti di gruppi contro la violenza domestica e di genere e collettivi LGBT+ a Valencia.

“Vogliono polarizzare la nostra società facendo liste di persone che non pensano e non provano ciò che pensano e provano loro, come hanno già fatto numerosissimi partiti totalitari nella storia e le cui conseguenze sono risapute. Stanno perseguendo e criminalizzando il nostro collettivo. Ieri erano i collettivi femministi, oggi siamo noi, chi domani?” ha commentato Jesus M. Grande, vicepresidente di COGAM.

COGAM ha difeso il suo lavoro, sottolineando l’importanza dell’educazione sulla comunità LGBT+ delle scuole e sul successo del loro progetto, a cui ad oggi hanno preso parte oltre 10 000 persone, ed ha attaccato il partito, comparandolo al governo totalitario che ha oppresso la Spagna il secolo scorso.

 “Non abbiamo nulla da nascondere, ma VOC richiede dati criminali bypassando la normativa sulla protezione dei dati – ha affermato García de Merlo, presidente di COGAM – “la nostra missione è combattere per i diritti delle persone LGBT+ in uguaglianza e diversità, chiunque voglia riportarci indietro dovrà vedersela con noi. Lavoriamo e lavoreremo con tutti i partiti e le persone che vogliono stare con noi, ma ricorderemo ad ognuno di loro cosa vogliamo e cosa abbiamo fatto per loro. Lavoriamo per un mondo in cui rientrano tutti in uguaglianza e diversità: quelli che fanno il contrario dovrebbero tornare nelle caverne”.

La richiesta è stata anche fortemente criticata dalla maggior parte dei partiti dell’Assemblea, che dalle elezioni stanno tentando di limitare quanto possibile quella poca influenza che il partito neo-fascista può esercitare, tra cui il deputato indipendente e senatore apertamente gay Eduardo Fernández Rubiño:

“Se la prendono con gli attivisti LGBTI, se la prendono con quelli che rendono le aule un po’ più libere dal bullismo, se la prendono con quelli che tentano di evitare che gli indici di suicidio nei minorenni LGBTI siano talmente allarmanti.”

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