Stefania Pucciarelli: razzista, omofoba e presidente della Commissione Diritti Umani

“#Ruspe nel campo nomadi di Castelnuovo Magra. Un altro passo avanti per ristabilire la legalità”, la genitorialità per le coppie omosessuali è “un palese atto di egoismo” ed una “inaccettabile pretesa”, ed ancora “se uno deve pagare per essersi difeso, è meglio che la mira la prenda per bene” nello sparare ai ladri (nello specifico caso rom): un campionario di citazioni degne di una presidente della Commissione per i diritti umani, almeno secondo Lega e M5S.

È Stefania Pucciarelli, ex consigliera della Lega in Liguria, infatti, a prendere il ruolo di Luigi Manconi, parlamentare del Pd che ha sostenuto nel ruolo diverse battaglie sui diritti civili, dallo ius soli alla legge sulla tortura alla ricerca della verità su Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Giulio Regeni; Stefania Pucciarelli che è al momento sotto processo per istigazione all’odio razziale dopo aver messo like ad un commento di Facebook sotto il suo posto che leggeva “[i migranti] vogliono le casa popolare, un forno gli darei”.

Sulle questioni LGBT+ si è mantenuta perfettamente in linea con il partito: “un bambino deve avere un papà maschio e una mamma femmina, è quello che regola la natura per la riproduzione” disse nel 2012 in risposta al caso di Nicki Vendola; nel 2015 condivise un post che diceva “stop gender nelle scuole”, infatti ritiene che introdurre una conversazione sulla teoria gender nelle scuole influenzerebbe l’orientamento sessuale degli alunni; quest’estate ha bollato la registrazione dello stato di famiglia del figlio di una coppia omogenitoriale di Sarzana, commentando “non abbiamo paura di dirci cristiani e di difendere la famiglia naturale e tradizionale”.

Il partito la supporta come sostenitrice delle loro idee, “Siamo certi che grazie al suo spiccato senso di responsabilità ed alla sua comprovata esperienza politica saprà attendere ai compiti cui è chiamata dedicandosi con imparzialità, rispetto istituzionale e grande attenzione verso una tematica trasversale e di fondamentale importanza per la convivenza civile delle moderne democrazie”.

Ma pare che siano gli unici a crederlo: dall’annuncio numerosissime sono state le risposte in protesta, da Monica Cirinnà, senatrice democratica a Riccardo Magi, deputato di +Europa, a Nicola Frantoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.

“Tutti i giorni un nuovo passo verso una deriva culturale e politica, ma dove vogliono portare il nostro paese?” commenta Laura Boldrini; “M5S e Lega affidano il compito di vigilare sulla violazione delle libertà fondamentali a chi quelle libertà vorrebbe distruggerle ed è stato indagato per istigazione all’odio razziale, povera Italia” dice invece Sergio Lo Giudice, responsabile Diritti Civili del Pd; “La commissione diritti umani nelle mani della senatrice della Lega Pucciarelli, nota xenofoba, è il segno di una vergognosa irrisione delle vittime di violazione dei diritti. E il M5S vota, felice” accusa Gennaro Migliore; “la Commissione sui diritti umani viene travolta dalla ruspa leghista ed è difficile immaginare che possa portare avanti un lavoro all’altezza del compito istituzionale che gli spetta. Ma non è certo stato un caso o un infortunio: è tutto frutto di un disegno ben preciso per calpestare i diritti umani. Con i 5 Stelle pienamente coinvolti” risponde invece Pippo Civati.

“[Alle critiche] io rispondo con i fatti: la settimana prossima avrà luogo la prima riunione degli uffici di presidenza della commissione, dove saranno invitati anche gli esponenti dell’opposizione. Io mi soffermo solamente sul fare e non sul dire. Non mi devo pentire di una cosa che già all’epoca avevo chiarito, era semplicemente un like in un commento di una persona che io conosco, come me volontario in Croce Rossa, con cui ci siamo sempre prodigati per aiutare il prossimo indipendentemente dall’etnia o dal colore della pelle. Nel momento in cui è stato fatto presente il contenuto del post, me ne sono immediatamente dissociata e ho chiesto scusa. Da lì è partita una denuncia nei confronti dell’autore e di conseguenza anche della sottoscritta, che ha portato a un’archiviazione perché non vi era nessun reato”.

Persino Amnesty Italia si è opposta, attraverso il portavoce Riccardo Noury, che ha dichiarato: “C’è sempre tempo e sempre possibilità di farsi una cultura dei diritti umani. Al momento questa nomina ci sembra del tutto inadeguata e inopportuna. La senatrice è nota per aver fatto dichiarazioni contrarie ai diritti umani. Non capiamo come possa presiedere un organismo il cui scopo è quello di promuoverli e tutelarli”.

Ed il suo primo post dimostra come intende lavorare nel suo nuovo ruolo, concludendosi con poche ma importanti parole: “Basta persecuzioni contro i cristiani. Accendiamo i riflettori sul loro genocidio”.

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