Storica facciata dello Stonewall Inn distrutta da un cliente

La storica facciata dello Stonewall Inn a New York è stata distrutta, assieme all’insegna al neon, sabato 7 luglio dal 19enne William Gomez dopo essere stato cacciato dal locale per aver attaccato un buttafuori.

Salvador Bobadilla, il buttafuori, ha raccontato di star scortando un cliente mezzo nudo al di fuori del locale quando quest’ultimo è diventato ostile, rifiutandosi di andare via e dimenandosi; a questo punto Gomez, suo collega, si è avvicinato per difenderlo ed ha attaccato Bobadilla. “All’improvviso ha provato a picchiarmi. Mi stava strozzando. Mi sono dovuto difendere”.

Erano le quattro e mezza di mattina quando Gomez è tornato con una mazza da baseball ed ha colpito ripetutamente l’insegna ed il vetro causando danni da $6 800 fino all’arrivo della polizia, che lo ha arrestato per condotta pericolosa, vandalismo e possesso illegale d’arma, ma non crimine d’odio, non ritenendo l’attacco di natura omofoba. Quando il bar ha riaperto sabato pomeriggio era già stati riparato.

Gomez, 19enne etero, era già stato arrestato più di una volta in passato.

La madre del ragazzo, in un’altra intervista, ha sostenuto che il figlio fosse un “ragazzo tranquillo” e che il buttafuori avesse attaccato un suo collega, giustificando le sue azioni come autodifesa.

Lo Stonewall Inn è stato ufficialmente dichiarato monumento storico nazionale nel 2016 dal presidente Barack Obama, diventando il primo monumento della storia della comunità LGBT+ negli USA.

“Penso che i nostri parchi nazionali debbano riflettere la storia completa del nostro paese, la ricchezza e la diversità e lo spirito inconfondibilmente americano che ci ha sempre definiti” ha detto nel discorso celebrativo del locale.

Il bar fu teatro dei moti di Stonewall, cosiddetti proprio per il locale, che hanno portato all’istituzione della tradizione del Pride, di cui il primo si tenne come manifestazione per il primo anniversario degli scontri, e ai primi tentativi riusciti di organizzazione della comunità LGBT+ per il riconoscimento nella società.

Gli scontri, cominciati il 28 giugno a seguito di un incursione della polizia quando Sylvia Rivera ha lanciato una bottiglia contro un poliziotto e sfociati in tre giorni di scontri tra la polizia e la comunità LGBT+ di New York in toto, hanno cambiato la storia della comunità LGBT+ ed hanno portato al movimento che tutt’ora conosciamo, portando in tutto il mondo non soltanto il desiderio di cambiamento ma anche la formula per come ottenerlo.

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