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Recensioni2.H: Io e Lei

Federica (Margherita Buy) e Marina (Sabrina Ferilli) son una coppia che convive ormai da 5 anni; la loro vita “idilliaca” si smonta quando Federica si ritrova tra le braccia di una vecchia fiamma e Marina ha la possibilità di tornare nel mondo dello spettacolo.

Recensioni2.H: Angry Indian Goddesses

Il film tira a se molte questioni legate alla figura della donna in India denunciando il tutto in modo molto delicato, dai doveri delle spose di gestire i bambini e la casa alla possibilità di scegliere la loro vita; la tematica LGBT che lega la vicenda senza inghiottirla porta a galla la sezione IPC 377, una legge inglese del 1860 che criminalizza i rapporti omosessuali

Recensioni2.H: Notte Splendente

Dal titolo originale Nachthelle, tradotta letteralmente come Notte Splendente (“Bright Night” nella versione inglese) la pellicola tedesca, considerato un dramma freudiano pansessuale, del 2015 è diretta da Florian Gottschick  e conta un cast di solo 5 attori, fuori le comparse concentrate in un’unica scena. Presentato al Filmfest Munich 2014 vinse il premio Evolutionary Award nella categoria Miglior Regista agli Evolution International Film Festival del 2015.

Recensioni2.H: La Zattera

Di solito scrivo l’introduzione delle recensioni ben prima di vedere il film, riuscendo a collegare argomenti di vita quotidiana con il titolo di qualche pellicola d’autore che Netflix o internet ci regala; ma questa volta il nulla, abbiamo parlato della giornata delle famiglie arcobaleno grazie al film “L’orgoglio di un figlio” e della giornata contro l’omotransfobia con “Growing Up Coy“, ma per questa settimana c’è il vuoto totale e solo alla fine del film ho capito di aver scelto il titolo giusto.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

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La Zattera

Non abbiamo molte informazioni su questo film; è stato rilasciato nel 2015, dopo due anni tra riprese e montaggio a Berlino ed è il primo lungometraggio della giovane studentessa di cinema  Julia C. Kaiser.

La Storia

296704Katha e Jana sono prossime al matrimonio e nella loro vita di coppia hanno messo in conto anche un bambino che gli giungerà grazie ad un intervento di inseminazione artificiale.

Come da tradizione le due donne festeggiano l’addio al nubilato, Jana a casa con le amiche mentre Katha assieme al fratello, un’amico di infanzia, un collega di lavoro e a grande sorpresa il donatore di sperma che hanno selezionato.

Quello che doveva essere un divertente weekend di alcool e barbecue si trasforma in un momento di momento di riflessione personale.


Non è un filmone, non è una commedia, non è una tragedia, ma dopo aver visto Dark trovo che questo sia semplicemente lo stile tedesco: riprese di ambigua fattura, storia che difficilmente si tiene in piedi in quanto davvero si fa fatica ad entrare nelle dinamiche dei singoli personaggi; insomma, un film per perdere tempo.Das_Floss_by_Julia_Becker_und_Julia_C._Kaiser_Filmproduktion

Il discorso della famiglia arcobaleno sembra semplicemente un’ombra su cui appoggiarsi per cercare di tirare fuori una storia.

Un film che ti lascia il vuoto totale cercando di toccare argomenti delicati e di estrema attualità come il discorso del matrimonio egualitario e le famiglie arcobaleno, ma proprio niente, in un’ora e mezza non si arriva ad una conclusione, anzi, la zattera su cui si è tentato di costruire la storia cola a picco senza possibilità di salvezza.

Recensioni2.H: I am Michael

Il punto più difficile di una recensione (e parlo delle mie) è trovare un argomento con il quale iniziare, che crei il contesto per poterci infilare un film senza farla diventare una cosa fredda da giornale: copertina, trama, commento, fine.tumblr_n68svw86su1sgsjj1o1_500

Quindi mi metto a sfogliare il catalogo LGBTQ di Netflix e finalmente arriva l’illuminazione leggendo un titolo tra i tanti: I am Michael, e ripenso ad un post (qui il link)che ho letto recentemente su Facebook scritto da un ragazzo che, a detta sua, grazie alla religione è guarito dall’omosessualità, un post che spara a zero sui gay paragonandoli al letame e al male assoluto e dato che mi son sfogato già abbastanza su Twitter passo direttamente a parlare del film.

I am Michael

i-am-michaelPellicola del 2015 tratta dalla storia vera di Michael Glatze (classe 1975), un’attivista gay di inizio millennio che dopo ad un periodo di crisi a causa dei suoi trascorsi e ad un piccolo malessere legato al cuore (il padre morì proprio per una malattia cardiaca) si avvicina alla religione arrivando a rifiutare completamente la propria omosessualità e lasciando il suo fidanzato storico Benjie Nycum (nel film Bennett) con cui aveva fondato una rivista gay e girato un documentario sulla condizione dei ragazzi omosessuali in America.

Michael rinnegando il suo passato è tutt’ora un pastore mormone sposato che lotta assiduamente contro i gay e i loro diritti adottando una politica di terapie di conversione.


Il “problema” di I am Michael è che narrazione e interpretazione non riescono a collimare: da una parte abbiamo James Franco (Michael) e Zachary Quinto (Bennett) che interpretano una storia, in modo impeccabile, seguiti da Justin Kelly alla regia che abbiamo già visto con King Cobra (2016) e dall’altra quella che dovrebbe essere la vita di Michael Gatze.i-am-michael-1Come per King Cobra troviamo quasi un distacco della realtà, una storia che diventa un prodotto multimediale che guardi perché lo credi ricco di pathos e di una morale, quando invece ti ritrovi a sentire cose che non stanno ne in cielo ne in terra e arrivando alla fine della pellicola forse capisci che questa mancanza di tatto verso l’accaduto racconta in pieno la cruda realtà, senza voler inscenare momenti da Oscar, ma semplicemente portando su schermo il vero.

Recensioni2.H: Va a finire che ti amo

never_trust_in_love_by_crisnanegab-d4i85fpOgni settimana la vita mi regala un nuovo spunto per cercare un film adatto e tirarci giù una recensione tutta per voi e anche questa volta mi butta in mezzo ad un argomento che mi ha toccato in primis: l’innamoramento, e non parliamo del classico lui & lei, lui & lui o lei & lei, ma del lei etero e lui gay (o lui etero e lei lesbica ogni formula vale). Tutti ci siamo passati e uscirne bene è sempre una sfida tipo campo minato perché non sappiamo mai come la controparte può esplodere, se in una sfuriata omofoba o in una cascata di glitter.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!popcorn


Va a finire che ti amo

IMG_8188Pellicola del 2015, titolo originale Naomi and Ely’s No Kiss List, diretto da Kristin Hanggi, meglio conosciuta come direttrice del musical Rock of Ages e per aver diretto la produzione iniziale che ha lanciato le Pussycat Dolls. Nel cast troviamo Victoria Justice, volto giovane della Nickelodeon che ha recitato assieme ad Ariana Grande nella serie Victorious e nel The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again (remake del celebre musical del 1975); Monique Coleman, co-star in High School Musical.

Film presentato all’Outfest Film Festival (dedicato a tematiche lesbiche, gay, bisessuali e transgender) non transitato mai nelle sale italiane fino all’approdo sulla piattaforma di streaming on-demand Netflix (doppiato).

 

La Storia

Naomi e Ely son vicini di pianerottolo nella caotica Manhattan e migliori amici; passano tutto il tempo assieme tra serate nei locali e passeggiate al parco, lei bella, bugiarda ed etero, lui pragmatico, maturo e gay. Hanno un rapporto d’amicizia basato su due grandi bugie: a lei piace lui e a lui piace il suo ragazzo, insomma un triangolo amoroso che esplode quando tutto viene a galla riaprendo delle ferite che hanno sfasciato le loro famiglie.


Film un po’ denigrato dalla grande critica, ma che in fondo porta degli argomenti in modo così semplice che probabilmente li ha quasi fatto passare per superficiali: abbiamo il rapporto tra i due ragazzi con alle spalle delle famiglie che hanno subito un terremoto a causa di tradimenti: lei con la madre divorziata che vive in uno stato di nulla verso tutto, mentre lui con le sue due mamme che hanno un rapporto burrascoso proprio a causa del tradimento di una delle due con il padre di Naomi;

Il fattore omosessualità diventa un punto fondamentale quando lei (voce narrante in alcune scene) dice che non sopporta i gay, se non solo Ely perché ne è innamorata, questo porta a creare una sinergia che segue la storia fino alla fine senza sfociare mai in occasioni di attacchi omofobi verso la categoria;

Il coming out affrontato da un terzo personaggio che in poche battute riesce a farti venire la pelle d’oca.naomi_ely_still_h_15Una commedia per ragazzi all’americana che con uno stile scanzonato, ma deciso riesce a portare argomenti che riguardano la famiglia, gli amici e la propria persona, una pellicola adatta ad un sabato sera sotto le coperte con i popcorn e una dolce compagnia.