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Recensioni2.H: King Cobra

Sanremo è finito e il weekend è tornato ad essere quel meraviglioso momento per dormire, mangiare, giocare alla play e dilettarsi con le miglior categorie porno che il web ci mette a disposizione. tumblr_inline_oe6xh0sCqY1s7ksad_540-1476127380

No, non farò la recensione di un film porno anche perché quelli costano ben più dell’abbonamento a Netflix; naturalmente avendo letto la recensione di settimana scorsa su The Big Gay Musical saprete che ho citato  il pornoattore Brent Corrigan che giustappunto troviamo nella recensione di questa settimana:

King Cobra

kingcobraFilm del 2016 diretto da Justin Kelly (classe 1978) regista l’anno prima di I am Michael”.

La pellicola, basata su fatti reali, segue l’ascesa nel mondo della pornografia gay di Sean Paul Lockhart o meglio conosciuto come Brent Corrigan lanciato dalla casa Cobra Video diretta da Bryan Kocis alias King Cobra. Brent, dopo essersi fatto un nome, decide di lasciare la casa di produzione per diventare più indipendente, ma essendo ancora sotto contratto con Cobra si trova in difficoltà non potendo usare il suo nome d’arte. Nel frattempo, una nuova casa di produzione, i Viper Boyz decide di far di tutto per prendere Brent tra i suoi attori, cosa che porterà all’assassinio di Bryan Kocis.


20-corrigan-clayton.w710.h473Film che sembra uscito dal ciclo di American Crime Story che però non gioca molto sulle somiglianze degli interpreti, partendo da Garrett Clayton, l’attore che interpreta Brent, o James Franco nel ruolo di Joseph Kerekes, il geloso e alquanto instabile produttore dei Viper Boyz, che seppur non somigliante riesce a portare su schermo l’intensità del personaggio.

Per il resto rimane un film su un fatto di cronaca nera che ha creato scandalo nella pornografia gay, in primis perché Brent Corrigan girò i suoi primi video ancora minorenne, fattore che scatenò l’attrito tra il produttore e l’attore e in secondo luogo per l’omicidio consumatosi solo per aver la proprietà su un giovane attore.

Recensioni2.H: Paris is Burning

Vi siete mai chiesti da dove sia nato RuPaul’s Drag Race, qual è l’ispirazione che ha portato la drag queen RuPaul tra le 100 persone più influenti nel mondo? Diverse volte durante lo show sentiamo citare “Paris is Burning” e qua è nata la curiosità di sapere perché questo titolo è così presente nel mondo delle drag e inaspettatamente mi si è aperto un mondo


Paris is Burning

45cd13ec3c4a1465fafa91256f88c7e7039c68e8Pellicola girata durante la metà degli anni ’80 racconta la vita dietro la cultura dei “balli” nella New York dove la supremazia dell’uomo bianco cercava di farla ancora da padrona.

Nel 2016, il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.

Cosa ha a che fare quindi con RuPaul arrivata a New York agli inizi degli anni ’90?

Diciamo tutto, RuPaul’s Drag Race riporta in vita, dal 2009, la cultura dei balli dove i ragazzi gay si “sfidavano” per diventare delle leggende.

Sfilate, travestitismo, ballo; erano diverse le categorie che animavano queste serate nei peggiori quartieri delle città e qua son nate diverse figure canoniche come Angie e Venere Xtravaganza figure di spicco della casa Xtravaganza, fondazione riconosciuta nel settore culturale artistico, Pepe LaBeija riconosciuta come l’ultima vera queen dei balli drag di Harlem,o Willi Ninja, padre del Voguing, danza resa famosa al pubblico bianco da Madonna nel celebre video Vogue;EdSBF9y

Il documentario segue queste figure iconiche che spiegano come funziona la società omosessuale, ma che include tutti gli emarginati del momento come le comunità latine o afro-americane.

tumblr_o1kjx6gJKt1uwovtso2_500Durante le serate i partecipanti si sfidavano in gare di portamento e travestitismo suddiviso in diverse categorie: drag queen, abbigliamento maschile, direttore d’azienda, militare, opulenza; per finire cone le gare di ballo che portavano i miglior ballerino di ogni casa a sfidarsi per diventare il numero 1.


Paris is Burning, dopo Stonewall, è la vera storia delle drag queen, del portamento che ha portato questo fenomeno a diffondersi in tutto il mondo divulgando un messaggio di tolleranza ed accettazione, non solo per gli omosessuali, ma anche per le donne e i ragazzi di colore.

Un film che a distanza di 28 anni riesce ad essere ancora fottutamente attuale.

Castelli di Carte di Fabio Marelli - IlPuntoH recensioni 2.H

Castelli di Carte – Fabio Marelli si racconta nel suo primo libro – IlPuntoH

Castelli Di Carte – il primo libro di Fabio Marelli: un racconto autobiografico di storie che in fondo, sono anche un po’ le nostre.

“E sono solo, di nuovo solo.”

Un racconto in parte autobiografico che ci porta nella storia di Fabio, lo scrittore e Fabio il protagonista, Lisa la perenne innamorata, della quale leggiamo gli sms e i diari, Alessandro e tanti altri, in un circolo di bugie e le prime chat di incontri.

“Avevo tutto, in apparenza,

ma l’apparenza non è tutto”


Fabio Marelli - Castelli di carte -
Fabio Marelli

L’autore

Fabio Marelli, piemontese, classe 1978, inizia a lavorare in radio a 16 anni in una piccola emittente di Alessandria, fino ad arrivare a Milano e diventare speaker di Disco Radio, passando da frequenze come Radio DeeJay o RadioMontecarlo.

Castelli di Carte è la sua prima opera.


castelli di carte - fabio marelli copertina

La Trama

Fabio è un ragazzo come tanti, preso dal lavoro, dagli amici e alla ricerca di una stabilità emotiva, non fosse che tutte e tre vorticano attorno alle continue bugie che Fabio usa per proteggersi: sul lavoro si mostra una persona affidabile, pronta a tutto, il classico leader, ma intanto sogna di scappare; con la sua migliore amica Lisa non riesce ad essere onesto e mentre lei combatte per capirlo lui scappa dentro a false storie; infine Fabio è gay e proprio per questo la sua vita va un po’ a rotoli, tanto più lui si nasconde tanto più tutto si complica portandolo ad un percorso di accettazione, punto a cui prima o poi noi tutti siamo dovuti o dobbiamo arrivare per poter vivere in pace con noi stessi.


Castelli di Carte ci porta a capire quanto sia giusto accettarsi per quanto possa essere difficile, e di aver il coraggio di non nascondersi dietro alle maschere, che piano piano andranno a formare un castello fragile che anche solo un piccolo alito di vento potrebbe buttare giù.

Un libro che affronta le bugie che diciamo a noi stessi per andare avanti e farci forza, a tutte le menzogne che usiamo con gli altri per apparire, soprattutto nelle chat o sui social, ormai così quotidiani.

castelli di carte - fabio marelli

La particolarità del libro è che ogni capitolo è rappresentato con un Arcano maggiore (carte dei tarocchi più intense di significato), partendo dal Mago (o Giocoliere) che rappresenta in tutto e per tutto l’inganno.

Storia nata per caso, dall’incontro fortuito (“perché il destino gioca sempre bene le sue carte”) con Diego Leone e Alberto Manieri (Do it Human Editori) che hanno visto in Fabio una storia che tutti dovevano conoscere, una storia profonda e vera, che l’autore è riuscito a riportare su carta con uno stile veloce come una corsa in autostrada, saltellando tra incontri notturni e un “Caro diario” di un’anima innamorata.

Un libro che, Castelli di Carte di Fabio Marelli, che vi consigliamo fortemente di leggere, che siate gay o no, che siate in arrivo al punto di accettazione o lontani ancora anni luce, perché ricordate che essere se stessi  e mostrarsi per ciò che si è realmente, è il primo passo per stare bene, realmente bene, perché ci lascia capire che essere gay, in fondo, è solo un altro e naturale modo di amare.

 

 

Cronaca di un Disamore

“Dimenticare il dolore è difficilissimo, ma ricordare la dolcezza lo è ancora di più. La felicità non ci lascia cicatrici da mostrare, dalla quiete impariamo così poco.”

Chuck Palahniuk


Poche cose son pesanti come i drammi della letteratura LGBT, è come se gli omosessuali fosse fatti per soffrire maggiormente, fossero adatti alle tragedie, plasmati per provare dolori emotivi senza sosta e questo libro ne è la prova.

e signori, che fatica!

Autore

Cotroneo2016
Ivan Cotroneo

Ivan Cotroneo (classe 1968) è uno scrittore e sceneggiatore italiano, più conosciuto nel mondo del cinema grazie a lavori come Mine vaganti, Io e Lei o Questo piccolo grande amore (per alcuni ha vinto diversi premi e riconoscimenti) ed uno dei co-autori di Stasera casa Mika, uno degli ultimi show del 2016 trasmesso dalla Rai.

Regista del film Un Bacio uscito ad inizio 2016, tratto dal suo ultimo libro.

La Storia

cronaca
il Libro

Come per Camere Separate (per la recensione ) anche qui ci troviamo dentro ad un flusso di pensieri, ad un “diario di bordo” che racconta la vita di Luca dopo che è stato lasciato da Maurizio.

Tra pensieri, azioni e ricordi il libro si sviluppa non seguendo una precisa linea temporale, se non all’ultimo capitolo.

Mera riproposta di Camere Separate il libro è più semplice, nella scrittura, ma comunque una tragedia greca che strazia senza pietà.


 

Non mi piace dare giudizi negativi sui libri, ma ancor meno mi piace perdere tempo su questi libri, forse perché mi ritrovo a leggere di un 35enne che per quattro (4!!) mesi di relazione con un uomo con cui il sesso manco gli piaceva (boh, i misteri della vita!) si strugge per due anni pensando perché, per come, dove sei, cosa pensi …eh Signore Santo due sberle e cammina!

Non ero pronto a Camere Separate – Il ritorno e sinceramente dateci un po’ di felicita per Santa Cher!

“Avete visto l’amato del mio cuore?”