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Uno dei grandi problemi dei licei è che, oltre a non insegnare cose che potrebbero essere realmente utili e che sviluppino i singoli talenti del futuro, difficilmente hanno un programma di educazione civile o sessuale e sappiamo tutti che quello è davvero un periodo di confusioni, cambiamenti e scoperte: chi ha i primi rapporti sessuali, chi scopre il proprio corpo e chi scopre sé stesso.

17ennelesbica sequestrata in casa a Roma

Roma: 17enne segregata in casa dalla famiglia perché lesbica.

Roma, 2018… e l’umanità fa tanti, troppi passi indietro.

No, purtroppo non è una bufala (ma lo speravamo), si tratta di una notizia vera e tristissima, oltre ad essere disumana.

“Brutta lesbica! Ti sistemiamo noi”: queste ed altre frasi “colorite”, offensive, cattive e omofobe sono le parole che la nostra protagonista si è dovuta spesso sentire dire, e il tutto, troppo spesso accompognate da percosse fisiche. Una realtà da incubo, ma tutto questo in pieno giorno e per evitare che lei potesse vedere la propria fidanzata.

Una situazione che la 17enne in questione, abitante di un piccolo paesino in provincia di Roma, ha vissuto per un anno e più, arrivando

VillaTiberiadeTorreAnnunziataOmofobiaIlpuntoH

Torre Annunziata e omofobia: siete una coppia gay? Allora niente foto qui!

Torre Annunziata e omofobia: se siete due uomini, qui non potete fare foto!

Questo è quello che si sono visti rispondere Ciro e Gianni, una coppia neo-sposa protagonista di questa vicena di omofobia, quando si sono recati aVilla Tiberiade (in foto copertina), una struttura religiosa sita a Torre Annunziata che, previo pagamento di un’offerta a piacere (mai al di sotto dei 50Euro) lascia entrare gli sposi nei propri giardini che finiscono sul mare e lascia loro fare fotografie sfruttando il panorama mozzafiato che si gode da lì (tutto il golfo di Napoli, Capri e Ischia in lontanza, ed io che ci sono stato per il matrimonio di mia sorella, posso dirvi che è davvero spettacolare).

La struttra religiosa in questione non solo lucra pesantemente sui neo-sposini della zona, ma ora si macchia di omofobia pesante.

Ai microfoni di Sky TG24, Ciro risponde così:

Pompei Pride 2018: polemiche sullo spot

Mariano Lamberti, regista di Good As You – Tutti i colori dell’amore, originario di Pompei, ha sferrato un attacco via social agli organizzatori del Pride 2018 che si terrà nella cittadina campana. Mariano Lamberti era stato incaricato da Antonello Anteo Sannino di Arcigay Napoli affinchè il regista realizzasse lo spot del Pride. Dopo aver accettato con entusiasmo questa proposta, Mariano Lamberti si è trovato a dover denunciare il mancato permesso dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali di Pompei. Lo spot, infatti, era stato concepito come il video di una gita agli scavi di Pompei. Qui uno degli studenti, suggestionato dalle parole della guida, si immagina come uno dei due amanti del calco in merito al quale si è tanto parlato come di una possibile coppia di amanti omosessuali.

«Fra sogno a occhi aperti e suggestioni inconsce, fa un percorso di liberazione interiore, riuscendo a rivelare il proprio amore ad un compagno di classe. Per una volta il registro di uno spot del Pride non è politico, ma poetico, e sottolinea la necessità di una rivoluzione intima e personale, ancor prima di una giusta rivendicazione dei diritti», ha dichiarato Lamberti. Il regista ha poi denunciato l’atteggiamento della Sovraintendenza dei Beni Culturali: «Al momento in cui chiediamo il permesso di girare ci viene risposto che scientificamente si può essere certi che solo uno dei due sia un uomo, e che neanche sul fatto che siano entrambi giovani si può essere sicuri. Comincia tutta una serie di boicottaggi lenti ed insidiosi che non fanno che rallentare ed esasperare la già precaria organizzazione. Vengono scomodati anche ministri e sottosegretari, i quali generosamente ci aiutano e sostengono. Durante i sopralluoghi c’è stata una scena a dir poco grottesca, con una censura così palese nella veste di un controllore della “scientificità del progetto”, che ha voluto leggere parola per parola cosa avrebbe detto la guida dello spot, avendo da ridire su ogni virgola».

48 ore dopo le dichiarazioni del regista, che tra l’altro aveva denunciato il mancato compenso per la realizzazione dello spot, ArciGay Napoli ha chiarito che si tratta di «organizzazioni di volontariato che fondano la loro attività sulla passione e sul contributo gratuito di tante attiviste e di tanti attivisti, cosa ben nota allo stesso Lamberti dato che lo scorso anno ha contribuito alla causa LGBT realizzando lo spot nel Napoli Pride gratuitamente, e per questa sua vicinanza e per il suo essere originario di Pompei era stato da noi scelto per la realizzazione dello spot del Pompei Pride»Ma l’ArciGay Napoli ha anche colto l’occasione per placare le polemiche accese dal regista contro la Sovraintendenza ai Beni Culturali: Siamo certi che con il Soprintendente Osanna e con la passione dei tanti artisti attivisti, pronti a sostenere con generosità le nostre istanze, realizzeremo un meraviglioso spot pride negli scavi di Pompei. Non ci fermerà certo una polemica sterile a nostro avviso strumentale, assai poco utile per la comunità LGBT pompeana».

Pompei Pride

Pompei Pride 2018: se la Madonna di Pompei vuole bene pure ai gay, il sindaco, forse, meno!

Pompei Pride 2018: tutta una questione di comunicazioni…altro che feelings.

Proprio in un’era fatta di comuinicazioni e di social, a quanto pare quelle tra l’Arcigay Comitato per il Pride e il Sindaco di Pompei non hanno funzionato alla grande. Sarà stata anche una questione di semantica? E chi lo sa? Fatto sta che per ora è tutto un grande punto interrogativo.

Notizia fresca fresca, di appena un paio di giorni, ovvero quella che il 30 Giugno 2018 si sarebbe tenuto, nel mese del Pride, il primo, attesissimo e tanto desiderato Pompei Pride. Da Subito i social hanno fatto rimbalzare la notizia ovunque e non vi nascondo che essendo anche io stesso di Pompei, ero pronto a mancare a quello di Milano per essere a quello di Pompei, ma a quando para, il #QuiQuoQua è sempre in agguato dientro l’angolo occupato dal gender… e tacchete! Il sindaco di Pompei, tira in ballo i modi di comunicazione che avrebbero dato adito a fraintendimenti ed ecco che viene ritrattato tutto.

Dal Mattino di oggi si legge:

Un annuncio che ha irritato, più per la forma che per la sostanza, il sindaco di Pompei Pietro Amitrano. «Non ho mai ricevuto alcuna richiesta per autorizzare una manifestazione pubblica in data 30 giugno 2018. Alcuni mesi fa incontrai informalmente l’ing. Antonello Sannino (presidente dell’Arcigay Napoli, ndr) che mi accennò l’idea di portare a Pompei il Pride regionale 2018. Ci dicemmo che ne avremmo riparlato. Poi, la forzatura improvvisa. Alle 23,09 del 10 gennaio 2018, quindi solo cinque giorni fa, al Comune arriva una mail con la quale si richiede un »urgente« incontro per presentare il progetto Pompei Pride 2018. Attenzione, però, non si tratta di una richiesta per lo svolgimento di una manifestazione pubblica (che tra le righe viene data per scontata), ma solo della volontà di incontrarmi per presentare il ‘progettò. Neanche il tempo di leggerla e viene dato l’annuncio di un Pride a Pompei, con tanto di data e tutto il resto. In pratica mi hanno messo di fronte al fatto compiuto». «Non voglio entrare nel merito della vicenda – conclude Pietro Amitrano – ma trovo quanto meno scorretto dover apprendere dal web che ‘il 30 giugno si terrà il Pompei Pride 2018’. Non è così che si procede. Per rispetto di questa amministrazione, ma anche di tutto coloro che invece si attengono alle procedure».

Non ci resta che mandare un pensierino, una preghierina, un tweet, una mail, un post fb, un whatsapping et similia alla cara Madonna di Pompei che vuole bene pure ai gay (un pò come la collega di Montevergine).

#StayTuned che torniamo ad aggiornarvi.

gay help line italia

Gay Help Line – un aiuto è possibile. Non sentirti sol*

GayCenter in collaborazione con ArciGay lancia la nuova campagna per Gay Help Line.

Gay Help Line è il servizio telefonico totalmente gratuito a cui tutti noi LGBT possiamo chiedere aiuto in caso di atti di omofobia, discriminazioni o problemi legati al nostro orientamento sessuale.

Il servizio è supportato anche in versione chat/app da Speakly.org disponibile sia per Melafonini che per Android.

È un servizio che da quando è attivo ha già aiutato centinaia e centinaia di persone LGBT che hanno avuto bisogno di sostegno legale, psicologico o semplicemente di una voce amica.

È fondamentale che tutti facciamo girare il video qui sotto su tutti i nostri canali social perché possa arrivare a tutti.

IlPuntoH e gli HPunters insieme ad altri magazine, blog e testate LGBT sono fieri sostenitori di questo fantastico progetto!

E ora tutti a fare girare questo post/video il più possibile!

Diamo una mano a chi ne ha bisogno, cosa ci costa?