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William Barr, nuovo procuratore generale americano, e la sua condotta omotransfobica

Dopo le dimissioni di Jeff Sessions del 7 novembre, campione della libertà religiosa a scapito del benessere della comunità LGBT+, il ruolo di Procuratore Generale degli Stati Uniti d’America sarà ricoperto da William Barr, cattolico convinto che gli insegnamenti della Bibbia debbano essere seguiti dalle leggi dei laici USA.

Barr, la cui nomina è stata annunciata venerdì 7, aveva ricoperto questo stesso ruolo sotto Geoge H. W. Bush dal 1991 al 1993 ed aveva mantenuto una condotta assolutamente contraria ai diritti LGBT+, comprese le leggi di protezione contro la discriminazione.

Nasce il Tavolo di consultazione permanente Lgbt contro la discriminazione

È nato il tavolo di consultazione permanente LGBT con la firma del decreto da parte del sottosegretario alla presidenza con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora ed avrà sede all’interno di Palazzo Chigi.

Il tavolo, che sarà presieduto da Spadafora stesso e comprenderà ben 48 associazioni per la protezione dei diritti LGBT+ provenienti da tutta Italia, per prima cosa avrà il compito di scambiare informazioni e dati sulla comunità per poi basare sui dati azioni per contrastare la discriminazione e soprattutto i crimini d’odio che di recente stanno dilagando nella penisola.

Sei attivisti ricreano la bandiera arcobaleno con le maglie delle squadre del proprio paese

All’apparenza dei tifosi come tutti gli altri, sei attivisti provenienti da tutto il mondo, indossando le maglie della squadra del proprio paese, hanno creato la bandiera arcobaleno, sfoggiata per le strade di una Russia in cui il simbolo è bandito dal 2013. 

L’operazione ‘Hidden Flag’, proposta ed organizzata dalla FELGTB (la Federazione Statale Spagnola di Lesbiche, Gay, Transgender e Bisexual) ha coinvolto attivisti spagnoli, olandesi, brasiliani, messicani, argentini e colombiani fortemente coinvolti nella comunità LGBT+ del proprio paese scelti attentamente attraverso il web in un acuto simbolo di protesta contro l’omofobia sistematica del governo russo.  

La Russia infatti negli ultimi anni ha visto un vertiginoso aumento delle leggi e delle persecuzioni contro la comunità LGBT+, tra cui il piú conosciuto è il caso della Cecenia, dove sono stati allestiti dei veri e prorpi campi di lavoro dove sono rinchiusi uomini omosessuali.  

A pochi giorni dall’inizio dei mondiali, inoltre, la FSF (la Football Supporters’ Federation) ha rilasciato un pamphlet con delle regole base per i fan LGBT+ di cui la prima è semplicemente “non mostrare o parlare pubblicamente della propria identità sessuale”.  

“Mi hanno chiamata e non ci ho dovuto neanche pensare due volte. Sono quasi svenuta, anche se in realtà ero un pò spaventata”, ha detto Marta Márquez (la maglia rossa, della Spagna), scrittrice e presidente dell’associazione GALEHI per famiglie arcobaleno.  

Eloi Pierozan Junior (maglia gialla, del Brasile) ha raccontato di come il suo fidanzato fosse terrorizzato all’idea, ma che lui non fosse spaventato dai rischi perché si trattava di un progetto alla cui partecipazione ci teneva molto. Ha anche detto che si è trattato del progetto piú emozionante di cui abbia mai fatto parte.  

Eric Houter (maglia arancione, dei Paesi Bassi) ha preso parte al progetto al posto del fratello che non ha potuto partecipare. Pur essendo etero, ha preso parte per dimostrare l’importanza del supporto e del coinvolgimento degli etero nella lotta per i diritti LGBT+.  

“Essere visibili è sempre un rischio, ma farlo di fronte a migliaia di spettatori dei mondiali, è ciò che ci ha motivati a portare avanti questa protesta” ha detto il presidente Uge Sangil in una dichiarazione dal nome “Amore 1 – Russia 0)”, nella quale ha annunciato il progetto al pubblico dopo che tutti gli attivisti, dopo cinque giorni in Russia, erano tornati a casa indenni, essendoci la possibilità di arresto.  

Anche altre organizzazioni internazionali hanno messo in scena diverse proteste, soprattutto contro la persecuzione dei gay in Cecenia: Peter Tatchell, famoso attivista, è stato arrestato e poi rilasciato; alla Three Lions Pride è stato detto di non mostrare la loro bandiera arcobaleno durante la partita Inghilterra-Panama, ma il gruppo ha combattutto per tenerla, vincendo; etc.  

L’idea centrale del progetto era mostrare supporto e portare speranza alla comunità LGBT+ russa in questo clima politico straziante e riportare l’attenzione internazionale sull’incredibile mancanza di rispetto per i diritti umani nel paese.  

Fontana contro Spadafora: “siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma ed un papà”

Il 30 giugno a Pompei si è tenuto il Pride, uno degli ultimi del mese per la penisola italiana, a cui hanno partecipato anche la senatrice Monica Cirinnà ed il sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora.

“Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo” ha detto Spadafora “So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo LGBT, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò con il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, sono sicuro che non ci sono pregiudizi”.

Ed invece i pregiudizi ci sono eccome: Fontana ha subito messo le mani avanti su un post di Facebook affermando “Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione”, per poi esprimersi in termini ancora più duri da Pontida, dove ha affermato che “al governo abbiamo cercato di portare un po’ di buon senso” e che “abbiamo detto cose banali, che un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà, ci hanno detto che siamo retrogradi, clericali” per poi citare San Pio X, esponente di quella chiesa che non dovrebbe influire nella politica, dicendo “Quando vi dicono queste cose siatene fieri. E noi siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma e un papà”.

Per quanto le numerose affermazioni omofobe del ministro incontrino sempre una forte opposizione sui social, molti anche sono gli italiani che le supportano a pieno, come dimostrato dalla manifestazione in difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale” di Forza Nuova davanti al Santuario della Beata Vergine del Rosario, proprio durante il Pompei Pride, nella quale hanno pregato con dei rosari in mano.

La chiesa ha difeso l’azione sostenendo che, pur rispettando coloro che sono discriminati, le unioni tra persone dello stesso genere non possono essere affatto comparate al matrimonio ed alla famiglia”; un esponente del partito invece, Salvatore Pacella, ha invece detto che si sta festeggiando qualcosa che “non so neanche cosa sia”.

Le affermazioni di Fontana sono le ultime di una lunga serie che mantiene la stessa linea: intransigenza verso la comunità LGBT che punta a fermare le iniziative comunali a favore di questa, mantenendo l’incertezza sul futuro delle famiglie arcobaleno in Italia.

Ministro Fontana : “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”

In un’intervista rilasciata due giorni fa al Corriere della Sera, Lorenzo Fontana, neoministro della Famiglia e Disabilità e fervente cattolico, alla domanda su come ha intenzione di comportarsi nei confronti delle famiglie arcobaleno ha risposto “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”, sostenendo subito dopo che al momento non esistono per la legge.

 

Fontana, leghista, omofobo pur sostenendo di non esserlo perché ha “tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni” da anni si batte affinché non vi siano leggi contro la discriminazione lgbt+, leggi da lui definite “eterofobiche”, supportando un modello di famiglia tradizionale e patriarcale formato da uomo, donna sottomessa e bambini (che lui sostiene essere la “famiglia naturale”).

 

Riguardo le adozioni da parte di coppie gay sostiene che non ci sarà discriminazione verso i bambini, ma allo stesso tempo che bisognerà “decodificare cosa significa ciò che sta succedendo” circa le anagrafi che registrano i figli di genitori dello stesso sesso.

 

Altra affermazione altamente criticata è stata quella riguardante l’aborto: ritiene di poter alzare il tasso di natività abbassando l’iva sui prodotti per l’infanzia e potenziando i consultori affinché dissuadano le donne dall’aborto, questo a dieci giorni dall’anniversario della legge 194.

 

Persino Salvini ha voluto prendere le distanze da tali affermazioni (pur non essendo lontane dal suo punto di vista), dichiarando che le unioni civili e l’aborto non fossero in discussione nel contratto di governo.

 

Fontana dice di volersi opporre al modello relativista che domina la società odierna, ma con la sua prima intervista da ministro ha dimostrato di voler portare avanti una politica di opposizione alle minoranze, che si tratti di immigrati, famiglie arcobaleno o donne in un’Italia che rischia solamente di tornare indietro.