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Recensioni2.H: Beach Rats

2018, riusciamo a mandare sonde oltre i confini del nostro sistema planetario, abbiamo arti bionici, ma non riusciamo ancora a tollerare la semplice umanità con tutte le sue sfumature: gay, etero, nero, bianco, tante etichette che ultimamente servono unicamente per dividerci e non per imparare l’uno dall’altro.

Così stiamo tornando un po’ a nasconderci non sapendo chi abbiamo di fianco: amico? nemico? e si sa che in branco l’uomo diventa una bestia capace delle peggiori azioni e il film di oggi racconta di questo costante stato di allerta che un ragazzo non dichiarato vive.

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Beach Rats

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Nel cast vediamo Madeline Weinstein, che abbiamo già trovato settimana scorsa nella divertente commedia Alex Strangelove e ragazza mia bella, hai fatti due film e in entrambi il tuo ragazzo è risultato gay, un paio di domande me le farei.

Definito l’anti-Guadagnino (Chiamami col tuo nome) in quanto i film presentano tematiche simili, ma in contesti sociali completamente differenti.

La Storia

Frankie è un Beach Rats, letteralmente un topo di spiaggia, vive una vita all’apparenza normale: passa le giornate con i suoi amici giocando a squash e fumando erba, esce con le ragazze, non ha un lavoro e rubacchia qua e la (parliamo di Coney Island/Brooklyn) quindi diciamo ordinaria amministrazione, e mentre sotto la luce del sole Frankie è un bel ragazzo dal viso angelico di notte passa il suo tempo tra chat gay e facendo cruising nei parchi cercando uomini maturi.MV5BYTVmNmE5N2EtMzMwNi00MjJjLTljYTYtODI0NzBjMjI3Yzg1XkEyXkFqcGdeQXVyMTA2ODMzMDU@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_


Difficile paragonare Beach Rats con Chiamami col tuo nome, dove il primo se la gioca sul piacere meramente estetico del corpo nonostante segua la storia di questo ragazzo confuso il secondo cerca di entrare in una dimensione più profonda superando le barriere imposte dalla società e raccontando una storia dalle tinte pastello.MV5BMDViNDkzODYtZDBiOC00NGVhLTg5MzktOTNlN2UzMzJhYzczXkEyXkFqcGdeQXVyMTA2ODMzMDU@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_

Un film introspettivo che nelle sue riprese di corpi mezzi nudi a rappresentare questo desiderio nascosto e dai toni pacati che solo le giornate estive posso donarci Beach Rats racconta come in una società apparentemente aperta, sempre dietro al progresso, abbia in verità i suoi lati oscuri, come vivere allo scoperto possa essere un problema e dove il nostro primo nemico siamo noi stessi.

Recensioni2.H: Alex strangelove

La scuola è finita e se parliamo del sottoscritto è finita da parecchi anni (ma non così tanti nè!) e finalmente per i prossimi tre mesi non ci sono più ‘ste mamme con il suv che non impareranno mai a parcheggiare o a stare calmine nei loro tacchetti verniciati. Quanti ricordi tra i banchi di scuola, tra le verifiche, le gite e i primi amori…oh le cotte non ricambiate che nonostante tutto ti facevano camminare ad un metro da terra e quanti di noi hanno finalmente capito la direzione del proprio cuore; sì insomma abbiamo capito che siamo O-M-O-S-E-S-S-U-A-L-I.100_percent_gay_25

Ed è di questo che la recensione del prossimo film tratterà.

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Alex strangelove

MV5BMjQ4MjIxOTYyNF5BMl5BanBnXkFtZTgwMTc3MDg0NTM@._V1_SY1000_CR006741000_AL_Pellicola del 2018 diretta da Craig Johnson, regista oltretutto dell’episodio 2×09 (2015) “Looking for Sanctuary” di Looking; Craig è dichiaratamente gay. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al San Francisco International Film Festival il 14 aprile per poi essere distribuito a giugno dalla piattaforma streaming Netflix.

La storia

Alex Truelove è un normale nerd appassionato di animali (diverse volte paragona il liceo ad una giungla etichettando i suoi compagni) che al primo anno di liceo conosce Claire e da lì nasce una divertente amicizia che si trasforma in amore, un amore innocente, da liceo. Alex, ormai all’ultimo anno, è ancora vergine per scelta, ma ormai è arrivato il momento di far il grande salto con Claire, finché ad una festa non conosce Elliott, un ragazzo apertamente gay che sembra provare un certo interesse per Alex che in parte sente di ricambiare.alex-strangelove-slice-600x200

Truelove si ritrova davanti ad una realtà che lo confonde: è gay? è etero? è “semplicemente” bisex?


Divertente, scanzonato e a tratti anche innocente, Alex strangelove riporta, per chi lo ha vissuto, una serie di ricordi legati al liceo e alla presa di coscienza della propria persona, sulla scia di Tuo, Simon, uscito recentemente nelle sale, questa pellicola tratta, seppur in modo delicato, la classica denuncia di come viene gestita l’omosessualità nei licei, trampolino di lancio per la società che in modo o nell’altro ci forma per il futuro.as_01903_wide-47bd10bc0c5ed91c768e792d4ecb2bda72efe34b-s900-c85

Nel film viene usato un lessico molto arricchito: pansessuale, queer, poliamore, asessuale, etc. etc. arrivando a dire che praticamente gli etero non esistono più e che in fondo son tutti gay dentro; tutto usato in modo politicamente corretto.

Un film che merita la visione per la delicatezza con cui tratta un tema che segna ogni persona, etero o omosessuale che sia.

federicalamanoamica - ilpuntoH

Masturbazione: secondo uno studio, il popolo LGBTIQ si masturberebbe più di quello etero

Eh sì, quando si parla di masturbazione, credo che siamo tutti un pò esperti in campo. Ma una ricerca ci dimostra che la popolazione LGBTIQ ha una certa propensione per il masturbarsi… più di quanto lo faccia un etero.

 

Un nuovo studio ha rilevato che uomini gay e bisessuali si masturbano più degli uomini etero.

masturbazione

La ricerca – portata avanti dalla casa di produzione di sex toys TENGA – ha rivelato che ci sono alcune differenze chiave tra la comunità LGBT e qulla etero quando si tratta di routine di masturbazione.

La ricerca ha infatti scoperto che il 58% delle persone gay e bisessuali si masturbano settimanalmente rispetto a solo il 35% degli etero, e ha anche scoperto – chiedendo a 2000 adulti del Regno Unito – che a quanto pare noi maschietti a cui piace il pisello, inziamo a masturbarci in un’età molto più giovane di quella degli etero.

13 anni è l’età in cui una persona LGBTI inizia a masturbarsi contro i 15 anni degli etero.

La maggior parte della comunità LGBT (72%) crede anche che la società potrebbe trarre molti benefici se le persone fossero più aperte a parlare di argomenti sessuali rispetto al prudente 44% dell’etero.

Lo studio ha anche riscontrato somiglianze tra entrambi gli orientamenti sessuali, tra cui la visione del porno. Il 56% delle persone omosessuali e bisessuali guarda regolarmente porno contro il 49% degli etero.
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Solo il 24% degli eterosessuali usa la memoria per pensare a un precedente amante, mentre il 33% delle persone bi e gay pensa a ricordi affettuosi mentre se la fa con Federica la mano amica.

Tuttavia, gay e bisessuali sembrano essere tra i più disinibiti durante la masturbazione, con un bel 46% che durante la fase autoerogena, usa sex toys, contro un timido 30% da parte degli amici etero.

Alix Fox, educatrice sessuale e relazionale e ambasciatrice di TENGA, ha dichiarato:

“Ci sono tutti i tipi di teorie che circondano questo argomento. In passato, alcuni psicologi hanno polemicamente suggerito che la masturbazione precoce potrebbe effettivamente causare l’omosessualità, incoraggiando una fissazione su genitali dello stesso sesso, anche se questa idea è ora in gran parte stata rovesciata. […] Mi chiedo se, poiché la cultura LGBTIQ in generale non pone l’enfasi tanto sul sesso del pene nella vagina o sul sesso penetrativo come obiettivo finale di un’esperienza sessuale condivisa, la masturbazione può essere vista come un’attività più accettabile e davvero calda, sia praticata da soli o in coppia, e quindi l’auto-piacere è qualcosa che le persone LGBTIQ hanno più probabilità di indulgere regolarmente. […] Potrebbe anche essere rilevante dal fatto che semplicemente esistendo e identificandosi come persone non eterosessuali, le persone LGBTIQ hanno più probabilità di dover lottare contro le percezioni antiquate della società, fermamente conservatrici di ciò che è” giusto “o” sbagliato ” “la cosa fatta” o “la cosa sporca”, “rispettabile” o “tabù”, possono essere più aperti a sfidare anche altri stigmi obsoleti e restrittivi – come quelli che dicono che la masturbazione è un peccato o sia da disapprovare “.

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E tu, che rapporto hai con la masturbazione?

Recensioni2.H: Va a finire che ti amo

never_trust_in_love_by_crisnanegab-d4i85fpOgni settimana la vita mi regala un nuovo spunto per cercare un film adatto e tirarci giù una recensione tutta per voi e anche questa volta mi butta in mezzo ad un argomento che mi ha toccato in primis: l’innamoramento, e non parliamo del classico lui & lei, lui & lui o lei & lei, ma del lei etero e lui gay (o lui etero e lei lesbica ogni formula vale). Tutti ci siamo passati e uscirne bene è sempre una sfida tipo campo minato perché non sappiamo mai come la controparte può esplodere, se in una sfuriata omofoba o in una cascata di glitter.

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Va a finire che ti amo

IMG_8188Pellicola del 2015, titolo originale Naomi and Ely’s No Kiss List, diretto da Kristin Hanggi, meglio conosciuta come direttrice del musical Rock of Ages e per aver diretto la produzione iniziale che ha lanciato le Pussycat Dolls. Nel cast troviamo Victoria Justice, volto giovane della Nickelodeon che ha recitato assieme ad Ariana Grande nella serie Victorious e nel The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again (remake del celebre musical del 1975); Monique Coleman, co-star in High School Musical.

Film presentato all’Outfest Film Festival (dedicato a tematiche lesbiche, gay, bisessuali e transgender) non transitato mai nelle sale italiane fino all’approdo sulla piattaforma di streaming on-demand Netflix (doppiato).

 

La Storia

Naomi e Ely son vicini di pianerottolo nella caotica Manhattan e migliori amici; passano tutto il tempo assieme tra serate nei locali e passeggiate al parco, lei bella, bugiarda ed etero, lui pragmatico, maturo e gay. Hanno un rapporto d’amicizia basato su due grandi bugie: a lei piace lui e a lui piace il suo ragazzo, insomma un triangolo amoroso che esplode quando tutto viene a galla riaprendo delle ferite che hanno sfasciato le loro famiglie.


Film un po’ denigrato dalla grande critica, ma che in fondo porta degli argomenti in modo così semplice che probabilmente li ha quasi fatto passare per superficiali: abbiamo il rapporto tra i due ragazzi con alle spalle delle famiglie che hanno subito un terremoto a causa di tradimenti: lei con la madre divorziata che vive in uno stato di nulla verso tutto, mentre lui con le sue due mamme che hanno un rapporto burrascoso proprio a causa del tradimento di una delle due con il padre di Naomi;

Il fattore omosessualità diventa un punto fondamentale quando lei (voce narrante in alcune scene) dice che non sopporta i gay, se non solo Ely perché ne è innamorata, questo porta a creare una sinergia che segue la storia fino alla fine senza sfociare mai in occasioni di attacchi omofobi verso la categoria;

Il coming out affrontato da un terzo personaggio che in poche battute riesce a farti venire la pelle d’oca.naomi_ely_still_h_15Una commedia per ragazzi all’americana che con uno stile scanzonato, ma deciso riesce a portare argomenti che riguardano la famiglia, gli amici e la propria persona, una pellicola adatta ad un sabato sera sotto le coperte con i popcorn e una dolce compagnia.