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Eurovision Song Contest 2018: the Grand Final

Buongiorno Titiners! Ieri all’Eurovision Song Contest 2018 abbiamo visto una finale col botto, che ci ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo. Il rischio che vincesse l’Austria (di nuovo) o la Svezia (per l’ottantesima volta) era alto, ma noi non abbiamo perso le speranze! Ripercorriamo insieme i momenti top della serata vissuti nella social room de Il Punto H.

Il gran finale è iniziato con parate di boni-con-bandiere accanto ai cantanti, per poi mostrare l’ordine di esibizione. Cantano Ucraina e Spagna, la noia. Poi parte la Slovenia che ripropone la scomparsa della musica

Diciamocelo, non era necessaria nemmeno in semi-finale!

Il Portogallo porta la mosceria suprema, ma tanto hanno vinto l’anno scorso e quest’anno gliene sbatteva poco o niente. L’hanno presa tutti bene comunque

Per fortuna la Serbia ha contribuito a tirare su l’ormonella del Twitter e del pubblico tutto

Anche l’Ungheria ha contribuito a creare emozioni nel pubblico. Qui una testimonianza delle reazioni

Subito dopo Netta ci regala un’altra meravigliosa performance che segna inequivocabilmente la sua ascesa. Meta-Moro cantano per ultimi e passano abbastanza in sordina rispetto al resto delle esibizioni.

Prima dei voti delle giurie nazionali abbiamo dovuto sorbirci di nuovo Sobral, che non ha mancato di evidenziare nuovamente la sua spocchia concludendo l’esibizione con: “THIS is real music”. Chiaro riferimento alla canzone di Netta Barzilai, di cui aveva criticato la musica e le parole.

Dopo un altro paio di siparietti, che pareva di stare a Sanremo, finalmente iniziano ad annunciare i punteggi delle giurie dei singoli Paesi. Anche qui tutti noi l’abbiamo presa benissimo

 

Al termine noi ci troviamo nella seconda colonna con appena 59 punti, Austria e Svezia conquistano rispettivamente il primo e il secondo posto e Israele si piazza solo terza.

La situazione sembrava disperata, ma noi de Il Punto H abbiamo continuato a sostenere la nostra big girl Netta

Finché capita l’inevitabile. Si parte con l’assegnazione dei punti del televoto ed accade IL RIBALTONE

La Svezia e l’Austria, tanto amate dalle giurie, si piazzano piuttosto basse nelle preferenze del pubblico. Noi, al contrario, risultiamo apprezzatissimi e schizziamo in quinta posizione. Momenti di panico negli ultimi minuti dell’assegnazione, quando arriva l’annuncio: “The winner is Israel!”

La nostra reazione è stata contenuta

Il momento TOP è stato la consegna del premio a Netta Barzilai da parte di Salvador Sobral. Ma soprattutto la sua faccia e la velocità con cui si è defilato. DON’T YOU DARE ANYMORE BITCH

Che dire, noi della redazione siamo soddisfattissimi e l’anno prossimo saremo ancora qui a goderci il trash e la musica europea. Grazie a tutti voi per aver twittato con noi e per averci fatto compagnia durante questo Eurovision Song Contest.

 

Baci stellari 

Titina18-InviatoSpeciale-ESC2018

Eurovision 2018: l’inviato speciale di #Titina18 alla seconda semifinale

Cristian, l’inviato speciale di #Titina18 per questo Eurovision 2018, ha assistito alla seconda semifinale per noi direttamene dall’Arena a Lisbona.
Cosa avremo visto di differente noi da casa e loro sotto al palco di Esc2018?

Per la seconda semifinale sono riuscito a conquistare un posto in posizione molto migliore, esattamente sotto una delle due enormi telecamere panoramiche movimentate da bestioni svedesi dotati di bicipiti e polpacci che levatevi tutti.

Lisbona si sta popolando ogni giorno di più, infatti anche l’Arena era più piena rispetto alla prima semifinale. Grande partecipazione soprattutto da parte degli spagnoli e degli olandesi, due delle nazionalità più rappresentate ogni anno tra gli eurofans.

La serata è stata musicalmente meno interessante della precedente, il caso ha voluto che quasi tutti i pezzi migliorio fossero sorteggiati per martedì. Degna di nota soprattutto l’Australia, che ha scaldato gli animi del pubblico indubbiamente più di tutti gli altri concorrenti in gara, ma per come era vestita, meglio non parlarne che mi sale il “ma come ti vesti!?”.

Qualche fischio politico, ma pochi, per la Russia, che si conferma la nazione meno amata dagli eurofans (chissà perché).

Fatto sta che la sua esibizione è stata inaspettatamente applaudita da tutti, ma forse gli applausi erano pet il ballerino twink che ci stava svolazzando davanti.

Grande utilizzo, finalmente, di effetti speciali. Tra botti, fuoco e fiamme, siamo stati più volte abbrustoliti, ma la mia pelle alla fine della serata era incredibilmente liscia.

Tra le big 5, l’Italia quest’anno parte sicuramente svantaggiata rispetto alla Francia. Il pubblico non si è proprio risparmiato al momento di urlare “Mercy” a squarciagola, mentre la coppia Meta-Moro ha avuto una reazione ben più fredda al momento dell’intervento dalla green room.

 

In definitiva, le 4 queen dei gheis per quest’anno sono definitivamente Netta, Eleni Foureira, Saara Aalto e Jessica Mauboy.
A domani sera per la Finalissima di Eurovision 2018. Mi raccomando twittate con #Titina18 e #Esc2018!

Eurivision2018 - Titina18

Eurovision 2018 : la seconda semifinale con #Titina18

 

E mentre siamo in attesa che il nostro inviato speciale da Lisbona si ridesti e riprenda dalle fatiche della seconda semifinale di questo Eurovision 2018, noi Titiners siamo pronti a commentare, grazie ai vostri tweet con #Titian18 e #Esc2018, la seconda serata di eliminazioni.

Ci eravamo tutti lasciati con una domanda fatidica

Ovviamente, no, nemmeno quest’anno gli amici di San Marino (sì conosco la storia, ma tutt’ora faccio fatica a capirne il perché della propria esistenza), ce l’hanno fatta. I robottini hanno fatto la loro gran bella figura sul palco, e la parte rappata è stata davvero bella, degna di una Niki Minaj dei poveri, ma tu amica cara, tu voce solista, tu… hai steccato di brutto, non ce l’hai proprio fatta a tenere manco una nota!

Inutile dire che le reazioni del twitter sono state pacate, composte e rispettose per questa eliminazione davvero inattesa.

Ieri sera è stata in assoluto la serata più moscia di Eurovision che io ricordi almeno dal 1991: canzoni davvero mediocri (salvandone 2 o 3) e a poco è valso il tentativo della regia e delle presentatrici (davvero brave) di dare vita alla serata, si sentiva la mancanza di puro trash musicale o comunque di canzoni che dessero la carica.

Sì, ieri sera è stata la serata in cui tutti ci siamo reinterrogati sulle nostre conoscenze geografiche, e con sorpresa abbiamo scoperto che l’Australia, in determinati giorni dell’anno, è più vicina all’Europa di quanto non pensassimo. Dite che un low cost lo trovo per farci un giro prima che ritorni al suo posto?

Ma alla finale di sabato, da questi 18 artisti in gara alla seconda semifinale di Eurovision 2018, chi è passato?

Eurovision 2018, seconda semifinale con #Titina18 de IlPuntoH

  • Serbia: Nova Deca by Sanja Ilić & Balkanika
  • Moldova: My Lucky Day by DoReDoS
  • Hungary: Viszlát Nyár by AWS
  • Ukraine: Under The Ladder by MELOVIN
  • Sweden: Dance You Off by Benjamin Ingrosso
  • Australia: We Got Love by Jessica Mauboy
  • Norway: That’s How You Write A Song by Alexander Rybak
  • Denmark: Higher Ground by Rasmussen
  • Slovenia: Hvala, ne! by Lea Sirk
  • The Netherlands: Outlaw In ‘Em by Waylon

Anche i Titiners di #Titina18 erano un pò confusi ieri sera: chi scegliere in questo mortorio di serata?

io nel dubbio avrei fatto passare Malta perché se lo meritava veramente, non come quegli strilloni Magiari, e avrei votato per il ballerino qui sotto

MOMENTO DISAGY

Sì, avete capito bene ame, anche ieri sera ci sono stati momenti Disagy durante la diretta che nemmeno Sanremo avrebbe potuto eguagliare.

Iniziamo da lui, dallo spettacolo “agghiaggiandeH” dell’Ucraino che si rialza come un Conte Dracula qualunque dal suo pianoforte che poi prende fuoco…. ah sì, non dimentichiamoci la lente a contatto bianca in un solo occhio che fa tanto controcorrente… (credici).

Ora, con tutto il rispetto parlando per le persone diversamente abili, cara Russia, hai tentato di giocare sporco facendo leva sulla compassione del pubblico, ma non ci sei riuscita, e aggiungerei per fortuna.

MetaMoro e l’inglese Oxfordiano: ma io dico, ce la stavamo cavando così bene con Ermal che sa parlare inglese e che stava anche facendo bella figura, e tu Fabrì, arrivi a rovinare tutto con un’accozzaglia di parole e frasi in un inglese stra-maccheronico che non hanno senso compiuto, ringrazi Modugno come se ti avesse fatto una grazia tipo fatto rialzare da una sedia a rotelle, e poi mi intoni “Nel Blu dipinto di Blu” anche demmmerda? No, Fabrì, no!

ALMENO UNA GIOIA

Sì, almeno una! Quale? La soddisfazione di aver visto esibirsi il manzetto Italo-svedese che è anche passato in finale. Bella la canzone, bello lui e ha capito che per passare doveva piacere soprattutto alle ame gay eurofans scatenate, shekerando il culetto e ammiccando nei momenti giusti. Hai dato ai gay tutto quello che volevano ieri sera.

 

Rivelazione indiscussa della serata è stata la bella Lea Sirk che con la sua “Hvala, ne!” ha dato prova di grande spettacolo anche se cantata tutta in sloveno. E sì, l’interruzione della musica che ha fatto andare il pubblico di Eurovision in suspance è stata voluta e attentamente organizzata, ma ha avuto il suo effetto desiderato.

Ma in fondo, lo sappiamo tutti perché abbiamo bisogno di Eurovision e perché ci piace:

E in attesa che il nostro inviato speciale ci racconti l’Eurovision vissuto dall’Arena a Lisbona, vi lascio a qualche commento dei Titiners, e noi ci rivediamo sabato sera per al finalissima sempre twittando #Titina18 e #Esc2018

 

ciauz

 

Eurivision2018 - Titina18

Eurovision 2018 – una semifinale fin troppo tranquilla.

Eurovision 2018 ed una prima semifinale tranquilla… forse fin troppo calma dove lo spettacolo a cui eravamo abituati, è un po’ mancato.

Eh sì amici, proprio ieri sera nella bellissima cornice della zona di Parque das Nações a Lisbona, ha preso il via la prima semifinale di Eurovision Song Contest 2018, dove le prime 19 nazioni si sono sfidate a suon di note musicali, spettacoli e passi di danza sul quel palco per accedere alla finale del 12 Maggio.

Vediamo subito chi si è guadagnato la finale:

eurovision 2018 - il punto H

  1. Austria: Nobody But You by Cesár Sampson
  2. Estonia: La Forza by Elina Nechayeva
  3. Cipro: Fuego by Eleni Foureira
  4. Lituania: When We’re Old by Ieva Zasimauskaitė
  5. Israele: TOY by Netta
  6. Repubblica Ceca: Lie To Me by Mikolas Josef
  7. Bulgaria: Bones by EQUINOX
  8. Albania: Mall by Eugent Bushpepa
  9. Finlandia: Monsters by Saara Aalto
  10. Irlanda: Together by Ryan O’Shaughnessy
Ma siamo davvero convinti che siano passati i migliori della prima semifinale?

Sì, senza alcuna ombra di dubbio anche se almeno due finalisti hanno fatto storcere il naso a tutti perché, a parere del web, altri due artisti avrebbero potuto farcela per la finale, ma capiamoci bene.

Nessun parere contrario al passaggio alla finale di Eurvosion 2018 per Austria, Estonia, Cipro, Israele, Finlandia, Repubblica Ceca, Albania e Bulgaria, ma a quanto pare non tutti sono stati d’accordo con il passaggio in finale della Lituania e dell’Irlanda.

Perché? Ma perché giudicate canzoni troppo poco coinvolgenti o “moscie” per far parte della finale di Esc2018.

I Titiners di #Titina18 hanno eletto i Best Five della serata ed ognuno di loro per un motivo ben specifico.

Il nostro gurppone di ascolto sul twitter cresce sempre di più e grazie a voi che twittate con l’ht #Titina18 abbiamo dato quello sprint che mancava alla prima semifinale del festival dell’eurovisione.

 

Al 5° posto si classifica lui, il Ronan Keating sconosciuto, l’Irlandese Ryan dalla voce che voleva somigliare molto a quella di Sam Smith. E’ vero, la canzone era troppo una ballata romantica, ma il balletto tra i due ragazzi e il chiaro riferimento ad una storia d’amore LGBT ha fatto scogliere il cuore anche delle più accide twitstarz!

Al 4° posto dei Best Five della prima semifinale, troviamo l’Estonia! Lei, Barbie magia d’inverno, Elsa di Arendel che cantava diretta dal maestro Beppe Vessicchio, Tanya magia delle spirali psichedeliche, la donna dal vestito che tutti noi ghei vogliamo avere in armadio, ci ha stupiti con una voce forte, calda e un numero di luci e musica che ci ha fatto SO GNA RE!

3° Meritatissimo posto per la plagiosissima e frociarola Saara Aalto dalla nordica Finlandia. Lei, che tutti accusano di aver plagiato un certo pezzo dance di qualche anno fa ma che nessuno riesce a dire quale, ha fatto uno spettacolo che non ha deluso le aspettative del pubblico gay di Eurovision. Saara hai dato ai gay quello che volevano, grazie!

2° posto per la Beyoncé cipriota, per miss vestitino dorato attillato che è tutta un fascio di muscoli e non ha un filo di grasso! Amica, parliamoci chiaro, anche la tua canzone ci ricorda tante di quelle canzoni di altre reginette del pop già sfornate anni fa, ma il tuo spettacolo in pieno stile PUTTANPOP è stato FAN TA STI CO! Ci hai fatti ballare (io e Dedalus abbiamo già imparato la coreagrafia, guardare qui per credere), e divertire. Ma, no, non puoi vincere, vogliamo la finale in Israele per unire i due eventi più ghei in assoluto (Eurovision e Gay Pride Tel Aviv) in un unico grande evento sulle spiagge di Tel Aviv.

1° Meritatissimo posto per Netta che rappresenta Israele. No, non sono di parte per nulla, lo giuro, ma a parer mio e del twitter che ci ha seguito, lei è stata l’unica in grado di regalare uno spettacolo di musica alternativo ai tanti già triti e ritriti, di portare sul palco l’orgoglio curvy con un’eleganza e simpatia uniche, e di stupirci con una voce pulita che è stata tale per tutta la durata del suo pezzo.

 

L’oracolo dice che

Toy, Fuego e Monsters, rispettivamente di Israele, Cipro e Finlandia, saranno 3 canzoni di questa prima semifinale di Eurovision 2018 che ci accompagneranno in disco e nelle radio per tutta questa estate!

E i #Titiners di #Titina18 si sono espressi così!

E tu per chi hai tifato?

Eurovision 2018 - ESC201 IlpuntoH

Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.4

Questo giro di boa è stato lungo e ancora di più lo è quello che ci separa dal traguardo, ma credetemi che vale davvero la pena dedicare 2 minutini ad onguno degli artisti in gara a questo Eurovision 2018, e dopo aver conosciuto 30 talenti nella pt.1, pt.2 e pt.3 di questa rubrica, siamo ora pronti a conoscere gli ultimi 13 talenti in gara. E sapete chi è che quest’anno fa il suo grande ritorno? La Russia… ma ne parliamo più in basso.

Ora, pronti, cuffie e volume a palla! Si parte per un viaggio musicale in giro per l’Europa (quella allargata di Eurovision, ovviamente).

Ci eravamo fermati prima di arrivare in Polonia, ed eccoci ora a Krakovia, una fantastica città che vibra di cultura, di musica, di innovazione e sperimentazione. Ed è proprio l’ambiente in cui vive Gromee, classe 1978, dallo sguardo di quello che sa il fatto suo, ogni anno sa regalare hit disco e pop che raggiungono milioni di visualizzazioni e di ascolti. Ha deciso di presentarsi in un featuring davvero interessante: ad accompagnarlo e ad esibirsi con lui sul palco di ESC2018 Luka Meijer che fa da sempre della sperimentazione musicale il suo motto di vita. La loro canzone è un semplice ma accattivante pezzo disco-pop che sa di estate, di sole e salsedine, di quelle risate fatte con amici in riva al mare senza mai preoccuparsi del tempo che scorre. Un pezzo che merita la finale.

Finalmente si arriva nel mio amato Portogallo, l’ingresso Ovest della nostra Europa, paese magnifico ricco di storia, tradizione e con una politica di integrazione LGBTQ davvero all’avanguardia. A rappresentare questo paese è Cláudia Pascoal che gareggia con la sua O Jardim (tr. il Giardino). Claudia ha fatto della musica la sua più grande ragione di vita. Non è nuova al piccolo schermo: ha infatti presentato per anni il talkshow per teenagers “CurtoCircuito”, ha partecipato ad Idolos (la versione portoghese di American Idol) nel 2015 e a The Voice of Portugal nel 2017 arrivando finalista. Si presenta con una canzone interamente in portoghese (e questo abbiamo scoperto non essere un impedimento alla vittoria, grazie a Salvador Cabral), una ballata romantica, un testo dolce, dai ritmi calmi, il tutto accompagnato da una voce pulita, forte e sensuale. Ci piace proprio tanto!

Dalla Romania arrivano loro, THE HUMANS, un gruppo che lavora e suona insieme già da tempo che si presenta in gara con un pezzo in inglese dal titolo Goodbye. I membri della band sono Adi Tetrade, Alin Neagoe, Alex Matei, Alex Cismaru, Corina Matei and Cristina Caramarcu che è la voce solista e leader della band.Non hanno una grossa storia internazionale ma sono molto conosciuti e apprezzati nel loro paese. Una canzone che ha delle sorprese: inizia con una musica dolce, quasi da love song, la voce solista che sale di tono e di intensità e subito i bassi, le batterie e il violoncello che insieme si mischiano e danno vita ad un pop-rock davvero molto piacevole, che arriva all’orecchio forte e pulito. Una bella canzone che si lascia ascoltare più e più volte sempre con piacere. Potrebbe arrivare in finale, ma non piazzarsi tra i primi 10.

La Russia rientra, ci riprova dovo aver boicottato l’edizione dello scorso anno perché tenutasi in Ukraina. A rappresentarla Julia Samoylova, classe 1989 Julia è sulla sedia a rotelle da quanto era bambina, è stata finalista ad X Factor Russia e ha cantato all’apertura delle Paralimpiadi di Sochi nel 2014. Una canzone profonda, un testo forte, un inno alla vita perché anche nel momento più oscuro non bisogna arrendersi. Ho la netta sensazione che la Russia le stia provando tutte per intenerire il pubblico e ci porta sul palco una cantante che è davvero brava, ma che essendo in sedia a rotelle potrebbe diventare un po’ “quel caso umano” che faccia scogliere anche il cuore più freddo. La canzone è molto orecchiabile, e ho anche paura che arrivi in finale dando del filo da torcere a parecchie nazioni in gara. Vi prego amiche, non portiamo Eurovision a casa di Putin che siamo fritte poi.

San Marino ci riprova anche quest’anno e dove va a pescare le sue cantanti? Una la prende a Malta e una in Germania. Jessika Muscat, maltese e classe 1989, è una cantante che di talento ne ha da vendere, e sin dal 2012 ci prova a farsi scegliere da Malta come rappresentate ad Eurovision ma NIENTE, per quanto ci abbia provato anche con duetti e trii non è mai riuscita ad essere selezionata. Jennifer Bring è invece una millenial classe 1996 che da Berlino è approdata a San Marino (how?) per rappresentare lo stato a Eurovision 2018. Jennifer è un’abilissima rapper che è si è fatta consocere dal pubblico attraverso youtube. La loro canzone a ESC2018 ha un bel testo, importante contro ongi discriminazione, ma è fatta da ritmi, ritornelli che hanno troppo di già sentito e risentito. Se arrivano in finale non mangio nutella per 2 settimane.

Dalla Serbia arrivano loro: Sanja Ilić & Balkanika. Il gruppo si presenta in gara con una canzone tutta in Serbo. Lo stile musicale di Balkanika è un suono originale combinato con elementi di musica proveniente da ogni parte del mondo basati sul potente ritmo nativo dei Balcani mescolato con approcci e una sensibilità moderni. Negli ultimi anni, la band ha organizzato concerti di successo in tutto il mondo, tra cui la Russia, gli Stati Uniti e persino fino alla Corea del Sud. Una canzone dalla musica emozionante, classica delle musiche Balcaniche, ma qualcosa ancora non mi convince nemmeno al 5° ascolto… chi mi aiuta a capire cos’è?

Dalla Slovenia arriva lei, la bella Lea Sirk, che non è affatto nuova ad Eurovision, e che si presenta in gara con la canzone “Hvala, ne!” (tr. No,Grazie!) Lea ha studiato al Conservatorio di musica di Ginevra e ha suonato in diverse orchestre partecipando a diversi seminari in tutta Europa. Lea Sirk ha completato i suoi studi universitari presto e con lode. Ha anche preso un master con lode, due anni più tardi ed è diventata Master of Arts in Specialized Music Performance. Dicevo che Lea non è nuova ad Eurivision, infatti ha già calcato quel palco come corista nel 2014 con Tinkara Kovač e nel 2016 con ManuElla. Dopo qualche anno la Slovenia riporta in gara un pezzo tutto in sloveno. Una musica quasi psichedelica apre la canzone e Lea si fa spazio con la sua voce, solo che il ritmo di sottofondo mi ricorda troppo pezzi di Ariana Grande. La canzone è bella, ma troppo già sentita. Però tranquilla Lea, ce la vedo sta canzone in tutte le disco gaye della Slovenia.

Dalla Spagna con furore arriva il duo formato da Amaia e Alfred che portano in gara la canzone dal titolo Tu Cancion (tr. la tua canzone)…. menomale che il titolo non è in inglese altrimenti mi puzzava già di plagio. Amaia Romero e Alfred García sono vincitori e finalisti dell’ultima edizione del talent show televisivo spagnolo Operación Triunfo, (sì, in Spagna hanno ancora questo programma!) e questi due hanno un dono speciale; un talento innato che incanta il loro pubblico. Tu Canción è la trasposizione in musica e parole della storia d’amore di Amaia e Alfred. La canzone tenta di catturare e farci riprovare tutte quelle emozioni che si sentono quando ci innamoriamo: la farfalle nello stomaco, l’ansia del “perché non chiama” e la felicità che ci rende come dei dementi quando sappiamo di dover vedere la persona che amiamo. Sono già in finale, vero, però è troppo smielata… e il guaio è che mi piace tanto!!!

Benjamin Ingrosso, sono tuo, mio bello Svedesone dalle origini Italiane! Ora, ormonella a parte, dalla Svezia arriva lui Benjamin Daniele Wahlgren Ingrosso classe 1997, avete capito bene, è maggiorenne quindi va bene, e nonostante la sua giovanissima età, questo ragazzo ne ha fatta di strada. Nato in Svezia alla periferia di Stoccolma e cresciuto con un forte legame con la sua eredità italiana, Benjamin non ha tardato a trovare il suo mondo in quello dello spettacolo. Pianista e chitarrista autodidatta passa la sua prima infanzia anche a studiare canto. E ha fatto benissimo, perché all’età di nove anni aveva già firmato il suo primo disco d’oro. In questo momento Benjamin è uno degli artisti pop maschili svedesi più popolari. Con oltre 25 milioni di stream Spotify e raggiungendo 1x Platinum e 3x Gold con i suoi singoli. Benjamin’s Dance You Off fa esattamente quello che suggerisce nel titolo, un groove incalzante che ti porta a ballare, muoverti e sudare con felicità dalla prima nota! Lasciatemolo dire… mi ricorda molto Justin Bieber… ma mi piace lo stesso!

ZiBBZ è il duo indie-pop che rappresentà la Svizzer a questo ESC2018 con la canzone Stones. Tra loro fratelli, Corinne e Stefan Gfelle sono originari di Zurigo ma sono attivissimi nella scena musicale di Los Angele. Stones è una canzone vivace che Coco, 32 anni, e Stee Gfeller, 30 anni, hanno scritto insieme al cantautore canadese Laurell Barker. Ha un messaggio chiaro. I fratelli vogliono far vergognare quei codardi che fanno i prepotenti con gli altri e fanno appello a tutti noi affinché gli altri vivano nel modo in cui vogliono vivere e si metta fine al bullismo. “Il bullismo impedisce alle persone di sognare, di essere il loro vero sé, e di vivere veramente la vita: accade nel cortile della scuola, su internet, sono tutte una forma di bullismo”, secondo ZiBBZ. La canzone ti cattura, ti coinvolge e ti fa cantare. Ce la vedo davvero bene in finale.

Dalla tulipanosa Olanda arriva, anzi Ritorna lui: Waylon che dopo aver partecipato ad Eurovision Song Contest con The Common Linnets nel 2014 si riprensenta quest’anno con un brano tutto suo, dove la sua voce e il suo stile inconfondibile vengono fuori e si fanno sentire … e anche tanto. Classe 1980 Waylon ( vero nome Willem Bijkerk) inizia a calcare i palchi internazionali molto giovane. Quando aveva 18 anni, infatti, ricevette una telefonata dal suo eroe, Waylon Jennings, che lo invitò a lavorare con lui a Nashville. Sfortunatamente il cantante country è morto nel 2001, dopo di che Waylon è tornato in Olanda. Il suo brano di quest’anno “Outlaw In ‘Em” è un classico della musica country-rock americana, il tutto accompagnato da una voce forte, graffiante e potente. Bella sì… ma non da Eurovision.

Dal paese che l’anno scorso ha ospitato Eurvosion Song Contest, l’Ukraina, arriva lui, il ragazzo dagli occhi magnetici e profondi, Melovin e si presenta in gara con un testo tutto da ascoltare: “Under the ladder”. Il progetto MELOVIN è iniziato a Odessa nel 2012. Il nome deriva da una combinazione della festa di Halloween e il cognome dello stilista britannico Alexander McQueen. MELOVIN ha fatto una serie di tentativi  in diversi talent show popolari come Ukraine’s Got Talent e The X Factor. Nel 2015, l’artista diviene finalmente unp dei partecipanti della sesta stagione di The X Factor in UKraina e alla fine riesce addirituttra a vincerlo, tutto questo a soli 18 anni. MELOVIN ha anche partecipato due volte alla selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nel 2017 è arrivato terzo e quest’anno ha vinto con la sua canzone Under The Ladder. MELOVIN non solo ha eseguito la sua canzone ma ne ha curato anche le coreografie e le scenografie. L’artista afferma che deve la sua vittoria nella selezione nazionale, tra le altre cose, al supporto attivo dei suoi fan. La canzone è proprio bella da ascoltare, ritmi incalzanti che ti spingono a muoverti e a cantare con lui, chissà chissà che quest’anno, proprio i suoi fan, daranno del filo da torcere ad Israele e tenteranno di riportare Eurovision in Ukraina.

E dal Regnu Unito, dulcis in fundo a questa carrellata di artisti, troviamo lei, SuRie.

La carriera musicale di SuRie è iniziata in giovane età, come solista della HRH Princes Charles alla Royal Albert Hall. Persa  nei suoi libri da bambina, una giovane SuRie creativa ha spesso tentato di scriere racconti e poesie, testi che rapidamente diventavano canzoni. Il suo stile musicale di piano pop è influenzato da cantautori di pianoforte come Tori Amos, Regina Spektor, Billy Joel e Alicia Keys. Più recentemente è stata anche ispirata dalla storia poetica e cinematografica di Emiliana Torrini, Ry X, Agnes Obel e Imogen Heap.
Combinando i nomi Susanne Marie, SuRie è una musicista di formazione classica e si è laureata alla Royal Academy of Music di Londra. SuRie è stata recentemente appuntata Associated of Royal Academy of Music, un riconoscimento conferito agli ex studenti per il loro significativo contributo alla professione musicale.E il suo tocco classico, pulito, preciso e moderno non tarda a farsi sentire sin dalle prime note. Una canzone che se anche non fosse stata in finale per diritto, avrebbe avuto tutto il diritto di esserci e classificarsi alta. Una cazone, Storm, dal ritmo crescente e dal testo che ti spinge a non arrenderti mai, a non rinunciare ai sogni di bambino che ti accompagnano ancora oggi, perché quel bambino che è in noi può davvero salvarci ancora oggi e farci vivere una vita più felice, nonostante tutto.

E ora però dimmi: CHI VUOI CHE VINCHEEEEE!!!!!?!?!?

Eurovision 2018 - ESC201 IlpuntoH

Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.3

E dopo aver scoperto le prime 20 canzoni in gara a questo Eurovision 2018 con questi articoli 1 e 2, ci prepariamo a scoprire, assaporare e conoscere le prossime 10 in gara.

Iniziamo il tour dalla nordica Islanda, e a rappresentarla abbiamo il 19 enne Ari Ólafsson, che già solo per avere nel suo cognome il nome di Olaf di Forze merita di arrivare in finale, ma consociamolo meglio. Inizia a cantare giovanissimo e con la sua voce calda riesce a conquistarsi molti ruoli in musical al National Theatre of Iceland. Nel 2015 ha partecipato a The Voice Of Iceland ma non ha vinto. Grande fan di Eurovision Song Contest si presenta con una canzone che mi riporta molto agli anni 90 dove il pop si fondeva a ballate romantiche, il tutto condito da una voce calda, potente e pulita, ma con molta onestà la vedo difficile che arrivi in finale.

Spostiamoci così nella mia amata e verde Irlanda e chi la rappresenta quest’anno? Il bel Ryan O’Shaughnessy. Ryan nasce nel 1992 in una famiglia di musicisti e già all’età di 8 anni inziò a recitare nel ruolo di Mark Hlapin nella soap opera prodotta dalla rete televisiva nazional, Fair City. Nel 2013 partecipa alla competizione nazionale messa sempre in piedi dalla RTE (tv nazionale) vincendola e addirittura battendo il coach di The Voice of Ireland, Brian Kennedy. Si presenta a ESC2018 con una canzone romanticissima, dove le corde della chitarra risuonano chiare, continue e profonde accompagnate da una voce che ti entra dentro, il tutto con un sottofondo musicale nel quale riecheggiano echi celtici. Una canzone che ricorda molto quelle delle serie tv tipo Dawson’s Creek, per il modo in cui ti entra in testa, e che può arrivare in finale senza grossi problemi.

Una dietro l’altra le nazioni che preferisco, e arriviamo in Israele, paese bellissimo e baciato dal sole, unica e vera democrazia in tutto il medio-oriente, destinazione preferita dal turismo LGBT internazionale, e a rappresentarla quest’anno abbiamo Netta! Bellezza curva che canta un personale inno alla femminilità e all’importanza di credere in se stesse nonostante tutti e guardare avanti a testa alta! Netta ha un passato musicale di forte sperimentazione tanto che nel 2016 ha co-fondato un’assemblea di cantanti improvvisatori chiamata The Experiment. Nel 2018 ha partecipato all’edizione di HaKokhav haha L’Eurovizion (La prossima Star per Eurovision) vincendola alla grande. Una curiosità sulla canzone: è stata scritta da Doron Medalie, uno dei più famosi compositori di successo israeliani, per intenderci quello che ha scritto questo capolavoro qui. Raga, che questa volta e dopo Dana International si riesca riportare Eurovision in Israele? Credo sia proprio la volta buona!

Conosciamo tutti la canzone che il Duo Sanremese #MetaMoro ci ha regalato durante Sanremo 2018 e per l’Italia saranno loro a rappresentare il nostro Tricolore. Siamo già in finale, you know, ma a detta del duo ci saranno dei pezzi tradotti proiettati sugli schermi dietro di loro ma la canzone resterà com’è nata: in Italiano. Buona fortuna a noi!

Dalla Lettonia con furore c’è che di Lettone non ha il nome: Laura Rizzotto con la sua Funny Girl. Nata in Brasile, da padre Lettone e Madre brasiliana di origini portoghesi, Laura ha scritto il suo primo pezzo alla tenera età di 10 anni. A 15 anni ha iniziato a fare spettacoli nella scena musicale di Rio De Janeiro e il suo primo disco ha visto la luce un solo anno dopo e Made In Rio viene pubblicato nel 2011. Artista che ha calcato scene internazionali si presenta a Eurovision 2018 con una canzone dai ritmi che si alternano tra sostenuti, calmi e poi di nuovo profondi e ancora più appassionanti. Ascoltandola ad occhi chiusi ci si immagina in una scena importante di uno dei tanti film di 007. Un tema forte, quello trattato in questa canzone, una donna che dopo varie peripezie a amori sbagliati riprendere in mano la sua vita e guarda avanti a testa alta. A me la canzone piace davvero tanto, non so perché ma l’ho immaginata illuminata sul palco come la bella Conchita Würst.

Ieva Zasimauskaitė è invece la rappresentante della Lituania. Ieva con i suoi 24 anni ha già collezionato un buon numero di successi come cantante professionista. ha iniziato a suonare il piano quando aveva soli 6 anni e da sempre è grande fan dell’Eurovision Song Contest tanto da partecipare come corista al Junior Eurovision Song Contest 14 anni fa. nel 2012 arriva seconda a The Voice of Lithuania ed è scrittrice e produttive musicale per X Factor Lithuania. La sua canzone di ESC2018, When We’re Old, è una romantica canzone dalla musica dolce e dalle note che sanno di primo innamoramento che ti fa sognare di invecchiare con chi ti sta accanto in quel momento. Una voce pulita, una voce donna e sensuale, ma non vince. Ê un qualcosa di già troppo sentito.

Scrigno del Mediterraneo ed ex colonia Inglese, Malta si fa rappresentare dallo sguardo ammaliante di Christabelle che si presenta in gara con Taboo. É una carrellata di giovani quella di oggi, anche lei del 1992 ha iniziato a cantare e ad esibirsi all’età di 3 anni arrivando ad essere una stella della TV Maltese nei suoi anni “teen” in programmi per bambini, decidendosi così a investire le sue forze negli studi musicali. Ha rappresentato varie volte il suo paese in diverse edizioni di Junior Eurovision Song Contest. La canzone in gara è un susseguirsi di ritmi tribali, tamburi che ti incitano ad alzarti e ballare, sentendoti forte, rinvigorito e pronto a conquistare il mondo con la musica. Mi ricorda Rihanna in Where Have Been… ma mi piacerebbe molto vederla in Finale, ci sta tutta questa canzone.

E dalla Moldavia arrivano loro, il trio Folk-pop DoReDos, formatosi nel 2011. Indovinate un pò? Il loro nome è formato dalle prime due note della scala musicale… che originalità! Marina è del 1986 e viene da una famiglia di Musicisti, Eugeniu Andrianov è del 1993 (quello sbarbato per intenderci) e ha cominciato a cantare quando aveva solo 10 anni. Nel 2013 è arrivato secondo al Slavianski Bazar Song Festival in Vitebsk, Bielorussia. Mentre Segiu Mîta, anche lui del 1993, (quello con la barbetta) a differenza dei suoi colleghi ha un passato meno spettacolare ma con la sua bravura e volontà si è diplomato all’Accedemia di Musica Nazionale nel 2014. La loro è una canzone che mi ricorda ritmi troppi già sentiti, cliccate qui per capire a cosa mi riferisco, è la classica e ben piazzata cafonata all’Eurovision Maniera. Dopo la band dello scorso anno hanno provato a puntare più in alto… ma dall’alto le facciate potrebbero fare più male.

Cosa mai ci avrà riservato il Montenegro per questa edizione di ESC 2018? vanta Radonovic, classe 1982, è una star acclamata nel suo paese dove cavalca la scena musicale da ben 14 anni. La canzone, interamente in lingua montenegrina, è un classico della tradizione musicale del paese, ricorda musiche già ascoltate, ma la presenza degli archi, e il crescendo musicale che si ha verso il finale la rendono un bel pezzo da ascoltare, la sera, sul divano, in sottofondo mentre leggi un libro, ma non è da vedere sul palco dell’Eurovision 2018.

Sì, cocche, ritorna proprio lui – più cresciuto e gnocchetto – dalla Norvegia, il violinista che ha fatto innamorare il mondo, il twink Norvegese delle “fairytales” Alexander Rybak, nato in Bielorussiona nel non lontano 13 Maggio del 1983 (compie gli anni proprio nel periodo di Eurovision), ha iniziato la sua carriera davvero presto, dopo che a 5 anni con la sua famiglia si è spostato ad Oslo. Nel 2009 Alexadre è diventato famoso con la sua Fairytale vincendo l’Eurovision Song Contest 2009, e da allora la sua carriera musical è voltata alta. Si ripresenta ad ESC con una canzone davvero carica di beat, rythm&blues, un wanna-be Michael Jackson misto a Bruno Mars. Canzone che fa molto appeal, che ti fa venir voglia di ballare e divertirti, un inno alla musica, quella spontanea e che ti fa star bene. Una canzone che può facilmente arrivare in Finale.

Ora però dai, siamo curiosi di sapere il tuo pezzo preferito!

 

Eurovision 2018 - ESC201 IlpuntoH

Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.2

Ci eravamo lasciati qui con i primi 10 artisti in competizione a questo Eurovision 2018, e credo che tra quei 10 abbiate già scelto i vostri favoriti. Quindi vado senza indugio e inizio la prossima carrellata di cantanti che ci delizieranno con le loro esibizioni il prossimo 10 e 12 Maggio 2018 in diretta da Lisboa per ESC2018, e ricordate che il nostro groppone d’ascolto sarà di nuovo on line su twitter con gli hashtag #Esc2018 e #Titina18.

Iniziamo questa seconda parte in cui scopriamo le canzoni in gara a Eurovision 2018, con lui, il mio twink Bel Ami preferito: Mikolas Josef (su twitter lo trovate qui). Ah no? Non viene da Bel Ami? Vabé… mi piace lo stesso! Giovinotto del 1995 (solo 22 anni) ha già alle spalle una carriera niente male: all’età di 17 anni vince la “Gold Medal” per il suo impegno e la sua bravura alla London Academy of Music and Dramatic Arts, poi ha lavorato un anno come modello internazionale in sfilate d’alta moda ma non contento ha intrapreso un giro del mondo in cui campava facendo il musicista di strada, e dopo un anno di girovagare ha investito i suoi risparmi per la produzione delle sue canzoni, incidendo così Hands Bloody – suo primo singolo – nel 2015. Si presenta con Lie To Me, un testo che ha scritto e musicato lui stesso, una traccia che si lascia ascoltare per la sua ritmica sostenuta e allegra che da lontano ricorda un Farrell Williams alle primissime armi. Ci va in finale secondo me.

Ed ecco che dalle lontane terre Danesi arriva il Vikingone che tutte noi stavamo aspettando: Rasmussen. Il 33enne danese lavora come coach canoro e come artista di musical anche molto importanti. La sua canzone parla della storia del Vikingo Magnus Erlendsson che credeva – al contrario di tutti gli altri vichinghi – nella non violenza, spodestando il re del suo popolo, e tentando con tutto se stesso di passare lo stesso messaggio a tutti e soprattutto di farlo mettere in pratica. Sono questi i principi cantati da Rasmusses, e chissà che sulla scia buonista dello scorso anno, non ci ritroviamo il prossimo in Danimarca?

Dall’Estonia invece arriva Elina Nechayeva, una cantante lirica – classe 1991 – che vuole sorprendere tutti all’Eurovision 2018 con una canzone classica e con voce da soprano cantata in Italiano. Da quando da bimba sognava di diventare un’astronauta, ora invece è pienamente presa dalla musica e dal canto classico lirico. Allora Elina, la musica è davvero bella, di quelle musiche che ti fanno partire per lunghi viaggi su mari immaginari tranquilli, la tua voce poi è da favola, ma il testo, amore il testo, potevi chiedere ad un italiano vero di riguardarlo un attimino, no?

Eye Cue è il duo macedone che rappresenterà la Macedonia quest’anno ad ESC2018. A differenza el gruppo Bulgaro, loro sono un duo che canta insieme dal 2008 ed è anche molto rinomato in Macedonia. Bojan e Maria hanno in progetto di far crescere la loro band con nuovi membri e nuove voci. Gli Eye Cue portano una canzone ben strutturata, che alterna ritmi rock a quelli pop per poi passare da un sound tipico di Bob Marley e riportarci con i piedi per terra con una voce calda e profonda.

Ed ora lei, la regina dei gay! Colei che creando questo pezzo per Eurovision 2018 ha usato come mantra:”I’m gonna give the gays everything they want!”: Saara Aalto. Che poi a primo colpo pensavo fosse parente del famoso architetto Aalvar Aalto, ma a quanto pare non è così. Saara si è fatta conoscere nel panorama musicale partecipando ad una versione mash up finlandese di The Voice of Finland e Finland’s got Talent, per poi approdare nella squadra di Simon Cowell a X Factor UK 2016. Sapevate che Saara Aalto è anche la voce della principessa Anna di Forzen nella versione finlandese? Bene… sapevatelo! Una canzone, la sua, che ti prende, ti fa alzare in piedi, assumere quello sguardo sicuro e fiero e gridare al mondo che sei forte e che non hai paura di niente. Io una capatina di nuovo a Helsinki ce la farei con piacere.

I Cugini d’oltre Alpi schierano il duo Madame Monsieur, aka Jean-Karl (che ha uno sguardo affascinante da francese gnocco) e Emilie. Un duo che ha iniziato insieme ben 10 anni fa in un bar a Parigi. Nella loro versione di Mercy per Eurovision 2018 riportano in auge ambientazioni da chançon française di altri tempi che arrivano ai nostri sensi ritrasformate, quasi vestite di moderno grazie ad un mix di sound davvero particolare. Ma la domanda è: vogliono vincere o no sti francesi? Non è da eurovision, a mio parere.

Ethno Jazz Band Iriao è invece il gruppo musicale che rappresenterà la Georgia. Gruppo che suona e si esibisce insieme dal 2013 prendono il nome dalla famosa frase “iriao-uruao” che viene dal famoso canto dello yodeling in stile Krimanchuli della tradizionale musica polifonica georgiana. E infatti il brano che porteranno in gara è un più moderno adattamento dei canti polifonici misti a musicalità celtiche in sottofondo, davvero un bel brano… ma non lo vedo in finale.

La moderna Germania schiera il suo Michael Schulte in campo. 28enne ricciolino e dallo sguardo tenero misto a porcellone, è un giovane che è stato scoperto grazie a YouTube dove si è conquistato un pubblico che gli ha regalato oltre 50milioni di visualizzazioni e 200k subscribers. Nel 2011 viene scoperto da Rea Garvey che lo porta ad esibirsi al Kieler Woche Festival sulla costa Baltica e sempre grazie a Rea è nato il pezzo Carry Me Home, che entrata da subito alla posizione numero 8 della Chart Tedesca di quell’anno. Da allora il ragazzo ne ha fatta di strada e si presenta ad Eurovision Song Contest 2018 con una canzone – You Let Me Walk Alone – che è un misto tra una ballata ritmata e un sound pop semplice da intonare ma di effetto. Potrebbe entrare in finale, sì sì! Ah no, aspetta! E’ in finale di diritto.

La Grecia questa volta ha scelto di schierare la bella Yianna Terzi, figlia d’arte – entrambe i genitori musicisti e cantanti – ha lasciato la Grecia 9 anni fa per stabilirsi negli Stati Uniti dove continua a studiare con artisti, anche vincitori di Grammy, per poter rendere la sua arte musicale qualcosa di unico e portarla ad un altro livello (parole dell’artista). Il brano in gara si intitola “Oniro Mou”, del tutto in lingua greca moderna ci trascina in un sogno ad occhi aperti, anche se non capite una cippalippa di quello che dice la cantante, e in un istante ti trovi nella Creta dell’antica Grecia, a vedere approdare navi vittoriose e ad assaporare l’arrivo della gioia della festa. Tranquilli, la cosa peggiore è che sto scrivendo queste parole senza essere sotto effetto di droghe o alcohol.

E dulcis in fundo per oggi ci sono loro, gli AWS, questi bei ragazzoni Ungheresi, portatori sani di Palinka nel sistema linfatico, si descrivono come una Band Metal Moderna e dotata di parecchio Stile. La Band si è formata nel 2006 nella scena underground di Budapest quando gli artisti erano poco più che dei teenagers. Le loro musiche si caratterizzano per le loro esecuzioni vigorose, cariche di trasporto e soprattutto per gli improvvisi ed inaspettati cambi ritmici che si usano nel metal, nel rock psichedelico e in quello alternativo di oggi. La loro è una band solida che ha girato in più paesi stranieri e che è molto apprezzata dagli appassionati di questo genere musicale… ma sarà che a me sembra solo urla e musica assordante. Ridatemi Freddy!!!

Tra questi 10 chi è l’artista che preferite di più? Dicetecelo con un tweet usando gli ht #ESC2018 e #Titina18

Ciaoio!