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Eurovision 2019 – ordine di uscita della finale

Manca solo un giorno alla finale di questo meraviglioso Eurovision 2019, e no, non mi importa di dare ascolto a quelle voci che vogliono boicottare questo evento, perché Eurovision Song Contest non è politica, ma è musica.

A poco più di 24 ore dalla finale, l’ordine di uscita degli artisti in gara è stato finalmente pubblicato e Mahmood si esibirà per 22°.

Questo l’ordine di esibizione di ogni singolo artista

eurovision 2019

Eurovision 2019 – #Titina19 e le Pagelle della Seconda Semifinale

(foto copertina, credi: Andres Putting)

Ore 21.00 a Tel Aviv e la sala stampa era già in fervore per l’inizio della seconda semifinale di questo Eurovision 2019, e io personalmente non vedevo l’ora iniziasse perché davvero non stavo più nella pelle!

Ciò che ha reso la sala stampa ancora più effervescente è stato un annuncio che ci chiedeva silenzio per qualche istante e poi sullo schermo principale appare questo

e la voce fuoricampo che annunzia: Madonna è confermata alla finale di Sabato sera!

Un Eurovision che si riconferma essere l’evento più bello, più allegro, più musicale a gayo dell’anno intiero!

La serata in arena si apre con i 4 presentatori che ci provano a fare battute simpatiche ma gli riesce maluccio, anche se le hanno provate e riprovate centinaia di volte, però apprezziamo il tentativo.

Una seconda semifinale che non ha deluso le nostre aspettative portando sul palco delle belle esibizioni (tralasciamo le varie stonature di Paenda) ma soprattutto non ha tradito le speranze di vedere passare in finale gli artisti che preferivo. 

Forse però…qualche speranza è stata tradita. 

Pronti alle pagelle di Raffa e ai commenti a caldo ispirati dalle reazioni in sala stampa?

Questa volta proviamo una cosa diversa per commentare ogni esibizione, vediamo se vi piace. 

1 Armenia: Srbuk – ‘Walking Out’,

eurovision 2019 - prima semifinale - netta - ilpuntoh

Prima Semifinale di Eurovision 2019 – i risultati

Si è appena conclusa la prima semifinale di Eurovision 2019 e NO! Non è andata come mi aspettavo, o come volevo o come tutti i Titiners di #Titina19 speravano andasse, e ora che ho finito anche la conferenza stampa con i vincitori di questa prima serata possiamo parlarne senza peli sulla lingua…come su IlPuntoH siamo abituati a fare.

L’ansia per l’inizio di questo Eurovision, era forte e si respirava tutta in sala stampa, e lo spettacolo non ci ha deluso, come sono sicuro non abbia deluso nessuno degli spettatori da casa, e così, dopo ben 17 esibizioni, che – lo so, lo ripetiamo ogni anno, ma non fa mai male farlo – Sanremo a quest’ora in cui scrivo (sono le 01.34 a.m in Israele) stava ancora per far uscire il 10° cantante, quella di apertura di Netta e quella di chiusura di Dana International, ci ha regalato emozioni davvero contraddittorie in fase di proclamazione dei finalisti.

Ma andiamo per ordine che conviene.

NettaBarzilai-ilPuntoH

Netta a sostegno delle famiglie arcobaleno in Israele

La vincitrice israeliana dell’Eurovision 2018 – Netta Barzilai – afferma che è “assurdo” che le persone LGBTQ non abbiano ancora gli stessi diritti nel suo paese.

La cantante ventiseienne, che ha guadagnato la vittoria per Israele nell’Eurovision Song Contest dello scorso anno con il suo potente brano “Toy”, afferma che il governo israeliano non si sta muovendo “abbastanza velocemente” quando si tratta dell’uguaglianza in materia LGBTQ.

Dana International - Conchita Wurst - IlpuntoH - eurovision 2019

Eurovision 2019: Conchita Wurst e Dana International ricalcheranno il palco del contest.

Due delle vincitrici dell’Eurovision Song Contest faranno parte di una carrellata di star che calcheranno le scene del contest, tra cui anche Gal Gadot la “Wonder Woman” israeliana.

Conchita Wurst e Dana International faranno il loro ritorno all’Eurovision Song Contest in un numero che si preannuncia sensazionale.

Gal Gadot

Tra i nomi delle ex star di Eurovision che si esibiranno quest anno: la drag queen austriaca Conchita Wurst – che ha vinto nel 2014 – che canterà la canzone vincitrice del 2015 di Mans Zelmerlow “Heroes”.

Più di 20 anni dopo la vincita di Dana International nel 1998, è stato anche annunciato che la prima vincitrice transessuale si esibirà durante la prima semifinale e la grande finale, alla quale noi de IlPuntoH saremo presenti dal vivo.

Sebbene l’annuncio non abbia rivelato quale canzone eseguirà, è stata descritta come

Eurovision 2018: l’inviato speciale di #Titina18 al gran finale

Cristian, l’inviato speciale di #Titina18 per questo Eurovision 2018, ha assistito al gran finale per noi direttamene dall’Arena a Lisbona.

Cosa avremo visto di differente noi da casa e loro sotto al palco di Esc2018?

Grande invasione spagnola per la finale: bandiere gialle e rosse in ogni angolo dell’Arena e grandi cori per la loro canzone che, a quanto pare, non è piaciuta altrettanto né alle giurie nazionali né al pubblico a casa.

Lo spettacolo non ha deluso le attese. Le canzoni ormai le conoscevamo ampiamente, nulla di nuovo da segnalare. Grande entusiasmo per l’inglese Surie, e non solo per l’extra show.

Ma cosa è successo? In sostanza, un tizio ha scavalcato la transenna per salire sulla passerella davanti al palco. A un certo punto ce lo siamo visti passare davanti, velocissimo nella sua corsa contro il tempo, passare il ponte laterale e buttarsi letteralmente contro la povera Surie.

Per fortuna, le ha “solo” strappato il microfono per biascicare qualcosa di incomprensibile e, mentre quella gran signora di Surie si allontanava con nonchalance, lo staff si è catapultato sul palco per placcare il povero imbecille e trascinarlo via.
Surie ha gestito benissimo il momento, ha usato le mani per invitare il pubblico a cantare il ritornello sulla base al posto suo e, per finire, ha recuperato il microfono e ha ripreso come se nulla fosse.
Poco dopo una schiera di guardie è stata schierata davanti alle transenne: pensarci prima, memori dell’invasione di Kiev, no eh?

L’Italia è passata quasi inosservata: silenzio quasi tombale tra il pubblico, il testo era davvero troppo complicato per essere cantato da un pubblico internazionale.

Alla fine Netta e Eleni Foureira si sono confermate le vere queen, reggendo bene il voto delle giurie nazionali che come ogni anno è stato fantasioso, e sbancando poi il televoto insieme – incredibile a dirsi – proprio alla coppia Meta e Moro.

Salvador Sobral ha dovuto consegnare il premio proprio alla canzone che ha pubblicamente definito orribile pochi giorni prima: grazie karma.

Gerusalemme 2019, quindi? Netta lo ha annunciato con sicurezza, anche se la speranza rimane Tel Aviv 2019. A voi immaginare il perché.

Alla prossima!

Eurivision2018 - Titina18

Eurovision 2018 : la seconda semifinale con #Titina18

 

E mentre siamo in attesa che il nostro inviato speciale da Lisbona si ridesti e riprenda dalle fatiche della seconda semifinale di questo Eurovision 2018, noi Titiners siamo pronti a commentare, grazie ai vostri tweet con #Titian18 e #Esc2018, la seconda serata di eliminazioni.

Ci eravamo tutti lasciati con una domanda fatidica

Ovviamente, no, nemmeno quest’anno gli amici di San Marino (sì conosco la storia, ma tutt’ora faccio fatica a capirne il perché della propria esistenza), ce l’hanno fatta. I robottini hanno fatto la loro gran bella figura sul palco, e la parte rappata è stata davvero bella, degna di una Niki Minaj dei poveri, ma tu amica cara, tu voce solista, tu… hai steccato di brutto, non ce l’hai proprio fatta a tenere manco una nota!

Inutile dire che le reazioni del twitter sono state pacate, composte e rispettose per questa eliminazione davvero inattesa.

Ieri sera è stata in assoluto la serata più moscia di Eurovision che io ricordi almeno dal 1991: canzoni davvero mediocri (salvandone 2 o 3) e a poco è valso il tentativo della regia e delle presentatrici (davvero brave) di dare vita alla serata, si sentiva la mancanza di puro trash musicale o comunque di canzoni che dessero la carica.

Sì, ieri sera è stata la serata in cui tutti ci siamo reinterrogati sulle nostre conoscenze geografiche, e con sorpresa abbiamo scoperto che l’Australia, in determinati giorni dell’anno, è più vicina all’Europa di quanto non pensassimo. Dite che un low cost lo trovo per farci un giro prima che ritorni al suo posto?

Ma alla finale di sabato, da questi 18 artisti in gara alla seconda semifinale di Eurovision 2018, chi è passato?

Eurovision 2018, seconda semifinale con #Titina18 de IlPuntoH

  • Serbia: Nova Deca by Sanja Ilić & Balkanika
  • Moldova: My Lucky Day by DoReDoS
  • Hungary: Viszlát Nyár by AWS
  • Ukraine: Under The Ladder by MELOVIN
  • Sweden: Dance You Off by Benjamin Ingrosso
  • Australia: We Got Love by Jessica Mauboy
  • Norway: That’s How You Write A Song by Alexander Rybak
  • Denmark: Higher Ground by Rasmussen
  • Slovenia: Hvala, ne! by Lea Sirk
  • The Netherlands: Outlaw In ‘Em by Waylon

Anche i Titiners di #Titina18 erano un pò confusi ieri sera: chi scegliere in questo mortorio di serata?

io nel dubbio avrei fatto passare Malta perché se lo meritava veramente, non come quegli strilloni Magiari, e avrei votato per il ballerino qui sotto

MOMENTO DISAGY

Sì, avete capito bene ame, anche ieri sera ci sono stati momenti Disagy durante la diretta che nemmeno Sanremo avrebbe potuto eguagliare.

Iniziamo da lui, dallo spettacolo “agghiaggiandeH” dell’Ucraino che si rialza come un Conte Dracula qualunque dal suo pianoforte che poi prende fuoco…. ah sì, non dimentichiamoci la lente a contatto bianca in un solo occhio che fa tanto controcorrente… (credici).

Ora, con tutto il rispetto parlando per le persone diversamente abili, cara Russia, hai tentato di giocare sporco facendo leva sulla compassione del pubblico, ma non ci sei riuscita, e aggiungerei per fortuna.

MetaMoro e l’inglese Oxfordiano: ma io dico, ce la stavamo cavando così bene con Ermal che sa parlare inglese e che stava anche facendo bella figura, e tu Fabrì, arrivi a rovinare tutto con un’accozzaglia di parole e frasi in un inglese stra-maccheronico che non hanno senso compiuto, ringrazi Modugno come se ti avesse fatto una grazia tipo fatto rialzare da una sedia a rotelle, e poi mi intoni “Nel Blu dipinto di Blu” anche demmmerda? No, Fabrì, no!

ALMENO UNA GIOIA

Sì, almeno una! Quale? La soddisfazione di aver visto esibirsi il manzetto Italo-svedese che è anche passato in finale. Bella la canzone, bello lui e ha capito che per passare doveva piacere soprattutto alle ame gay eurofans scatenate, shekerando il culetto e ammiccando nei momenti giusti. Hai dato ai gay tutto quello che volevano ieri sera.

 

Rivelazione indiscussa della serata è stata la bella Lea Sirk che con la sua “Hvala, ne!” ha dato prova di grande spettacolo anche se cantata tutta in sloveno. E sì, l’interruzione della musica che ha fatto andare il pubblico di Eurovision in suspance è stata voluta e attentamente organizzata, ma ha avuto il suo effetto desiderato.

Ma in fondo, lo sappiamo tutti perché abbiamo bisogno di Eurovision e perché ci piace:

E in attesa che il nostro inviato speciale ci racconti l’Eurovision vissuto dall’Arena a Lisbona, vi lascio a qualche commento dei Titiners, e noi ci rivediamo sabato sera per al finalissima sempre twittando #Titina18 e #Esc2018

 

ciauz