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Pisa, ennesima aggressione omofoba contro una coppia gay

Ancora un’altra aggressione in questa lunga stagione omofoba che sta coinvolgendo l’Italia: questa volta l’ambientazione è il centro di Pisa, precisamente Borgo Stretto, dove Christian Murgo e Marco Barone la notte di giovedì scorso (4/10) stavano passeggiando quando sono stati avvicinati da due ragazzini che hanno esordito con “Siete finocchi?” per poi aggredirli.

Facebook blocca alcune pubblicità lgbt+ perchè “politiche”

Facebook ha bloccato alcuni annunci pubblicitari a tema LGBT+ a causa dei “contenuti politici”.

Vittima del nuovo algoritmo i contenuti più vari, da petizioni per i diritti trans* nelle Filippine, ad un cabaret di fiabe gay di Las Vegas, ad un gruppo per uomini latini gay, finanche a pagine ufficiali dei Pride di diverse città, programmi per la salute LGBT e persino un post di auguri per l’attrice bi Sara Ramirez (Callie Torres di Grey’s Anatomy).

Recensioni2.H: I am Michael

Il punto più difficile di una recensione (e parlo delle mie) è trovare un argomento con il quale iniziare, che crei il contesto per poterci infilare un film senza farla diventare una cosa fredda da giornale: copertina, trama, commento, fine.tumblr_n68svw86su1sgsjj1o1_500

Quindi mi metto a sfogliare il catalogo LGBTQ di Netflix e finalmente arriva l’illuminazione leggendo un titolo tra i tanti: I am Michael, e ripenso ad un post (qui il link)che ho letto recentemente su Facebook scritto da un ragazzo che, a detta sua, grazie alla religione è guarito dall’omosessualità, un post che spara a zero sui gay paragonandoli al letame e al male assoluto e dato che mi son sfogato già abbastanza su Twitter passo direttamente a parlare del film.

I am Michael

i-am-michaelPellicola del 2015 tratta dalla storia vera di Michael Glatze (classe 1975), un’attivista gay di inizio millennio che dopo ad un periodo di crisi a causa dei suoi trascorsi e ad un piccolo malessere legato al cuore (il padre morì proprio per una malattia cardiaca) si avvicina alla religione arrivando a rifiutare completamente la propria omosessualità e lasciando il suo fidanzato storico Benjie Nycum (nel film Bennett) con cui aveva fondato una rivista gay e girato un documentario sulla condizione dei ragazzi omosessuali in America.

Michael rinnegando il suo passato è tutt’ora un pastore mormone sposato che lotta assiduamente contro i gay e i loro diritti adottando una politica di terapie di conversione.


Il “problema” di I am Michael è che narrazione e interpretazione non riescono a collimare: da una parte abbiamo James Franco (Michael) e Zachary Quinto (Bennett) che interpretano una storia, in modo impeccabile, seguiti da Justin Kelly alla regia che abbiamo già visto con King Cobra (2016) e dall’altra quella che dovrebbe essere la vita di Michael Gatze.i-am-michael-1Come per King Cobra troviamo quasi un distacco della realtà, una storia che diventa un prodotto multimediale che guardi perché lo credi ricco di pathos e di una morale, quando invece ti ritrovi a sentire cose che non stanno ne in cielo ne in terra e arrivando alla fine della pellicola forse capisci che questa mancanza di tatto verso l’accaduto racconta in pieno la cruda realtà, senza voler inscenare momenti da Oscar, ma semplicemente portando su schermo il vero.

SpheegDate – Il mammone

Il bello di finire gli studi e iniziare a lavorare, è il crearsi la propria indipendenza e andare a vivere da soli.

Ma non per tutti è così.

Conosco F. in discoteca una sera. Ci si guarda, si chiacchiera e ci si scambiano i numeri. Solito iter.
Lavora in banca e sembra proprio un buon partito: bello, simpatico e divertente.

Ovviamente lo stalkero su Facebook e anche qui nulla di strano: foto con gli amici, video di canzoni, ecc…

Decidiamo di andare a fare un aperitivo, dopo giorni di scambi di messaggi sempre divertenti e mai banali.

Ordiniamo e iniziamo a conoscerci meglio, tutto sembra procedere bene quando…

Lui: ‘Che bel taglio, mi piacciono i capelli così!’

Io: ‘Oh, grazie!’

‘Anche a me piacerebbe portarli così, ma non posso’

‘Per via del lavoro?’

‘No, mia mamma non vuole.’

‘… In che senso?’

‘Dice che se mi faccio i capelli con il ciuffone, mi manda via di casa.’

‘Ah, ma perchè vivi con i tuoi?’

‘Sì, certo.’

‘Ah intanto stai cercando casa?’

‘No, perchè?’

‘Scusa, ricordami quanti anni hai.’

’33’

‘… Sì, in effetti anche io, prima di andare a vivere da solo, avevo fatto di tutto per mettere via un po’ di soldi.’

‘No ma guarda che i soldi non sono mica un problema. Ma a casa da mia mamma sto bene, che motivo ho di andare a vivere da solo?’

‘Mah, io l’avevo fatto per essere indipendente.’

‘Ma anche io sono indipendente: stasera infatti sono qui con te.’

‘Perchè, di solito non esci?’

‘Sì, nel weekend sì, ma in settimana vuole che stia a casa.’

Un altro ipotetico padre dei mie figli che se ne va giù per il cesso…

NEEEEXT!

Raccontateci i vostri SpheegDate e Tracio@ilpuntoh.com

 

grindr rende tisti gli utenti che la usano

Grindr AKA l’app che rende più tristi gli utenti che la usano!

“Grindr ci sta semplicemente allontanando dalla realtà e gli uni dagli altri, rendendoci sempre più tristi”

Era quello che mi ripetevo spesso quando da single usavo questa app per incontri. E in quanti, ogni volta che lo aprite e cercate qualcuno, vi ripetete “che desolazione qui sopra!”?

D’accordo con una ricerca internazionale, viene fuori che Grindr renda sempre più tristi gli utenti che la usano.

Time Well Spent ha intervistato 200.000 utenti di iPhone sul loro utilizzo delle app e ha chiesto se le singole app li rendessero felici o meno. Le app di meditazione, musica e podcast sono risultate essere quelle che rendono le persone più felici, mentre giochi, app di incontri, appuntamenti e di contatti social sarebbero quelle che rendono “infelice” il popolo degli smartphone.

Secondo il rapporto, Grindr entra a pieno titolo nella tabella di ciò che rende gli utenti infelici dato che il 77% di essi  ha riferito di sentirsi pentito dopo aver usato l’app.

Time Well Spent afferma che il tempo che gli utenti spendono su questa app e il rapporto con il risultato finale è ciò che sta causando infelicità: in pratica il totale di “tempo triste” che gli utenti si trovano a passare su questa appa è pari a 2,4 volte la quantità di  “happy time” che si potrebbe passare su altre app come mostrato nel grafico qui sotto.

grindr rende tristi gli utenti che la usano

Il sondaggio ha rivelato che le persone che hanno utilizzato Facebook per più di 20 minuti al giorno erano felici dell’esperienza, mentre coloro che hanno utilizzato l’app Grindr per oltre 50 minuti non si sentivano felici.

Gli intervistati che hanno affermato che Grindr li ha fatti sentire infelici hanno riferito di aver usato l’app per un’ora o più al giorno.

Ma attenzione che la lista dei “cattivi” è lunga e altre app che molti di noi usano potrebbero renderci ancora più tristi di quello che già siamo: Candy Crush Saga (71%), Facebook (64%), Reddit (58%) e Instagram (51%).

Allora fiorellini profumosi, facciamo il medio a questo Blue Monday, usciamo fuori, alziamo lo sguardo dagli schermi dei nostri smartphone e cerchiamo contatti umani veri che tutti meritiamo di essere felici!

 

Penis Whitening (aka come ti sbianco il pisello): dalla Thailandia con furore

Una nuova moda è esplosa nel Sud-Est asiatico, talmente assurda da far impallidire (letteralmente) l’occidente che ancora si destreggia con gli sbiancamenti anali: il penis whitening. Sit back, relax, and enjoy your flight.

Pare infatti che al Lelux Hospital di Bangkok, Tailandia, abbia preso piede un trattamento estetico a dir poco singolare. Più di 100 uomini al mese, secondo i medici, si sottopongono allo sbiancamento del pene. So che volevate saperlo.

Tutto è nato, manco a dirlo, grazie ai social network. Qualche mese fa la clinica ha postato sulla propria pagina l’immagine di un paziente che era in procinto di godere delle meraviglie della chirurgia estetica e la suddetta foto ha fatto il giro delle home page (19 000 condivisioni in due giorni) fino a diventare virale sui media tailandesi per poi diffondersi anche in quelli di Myanmar, Cambogia e Hong Kong.

Il trattamento, si apprende, prevede delle sedute di laser terapia che hanno lo scopo di degradare la melanina (il pigmento responsabile della colorazione della pelle, anche durante l’abbronzatura). Il Lelux Hospital, e un uomo intervistato dalla BBC tailandese, asseriscono che in pochi mesi i pazienti possono dire addio al proprio pene colorato. Di diverso avviso è invece il Dipartimento della Salute, il quale informa di come l’abbandono delle sedute porti inesorabilmente ad una nuova pigmentazione (e in molti casi ad un aspetto “macchiato”).

Gli esperti del settore hanno inoltre precisato che i presunti benefici non giustificherebbero il rischio, dato che questo trattamento estetico (che viene eseguito per la modica cifra di 650 $ a seduta) può provocare effetti collaterali come dolore, cicatrici permanenti e un’infiammazione in grado anche di compromettere la funzione sessuale.

Sì ma allora perché? Beh, i motivi sono molto poco nobili. Da una parte c’è una fetta di popolazione che vorrebbe assomigliare sempre di più al modello occidentale che si sottopone alla chirurgia estetica, rincorrendo l’ultima moda semplicemente perché se lo può permettere. Dall’altra invece la tradizione vuole che una pelle bianca non venga associata ai poveri, quelli che lavorano nei campi. Non a caso in Sud-Est asiatico è molto florido il mercato dei prodotti sbiancanti sotto forma di creme e unguenti. Infine la laser terapia ha spopolato anche tra gli escort gay, che semplicemente assecondano le richieste della clientela (riconducibili ai due motivi che ho spiegato poc’anzi).

E voi? Conoscevate questa moda? Su Twitter la maggior parte mi dice di no.

Ma c’è anche chi ci sta pensando.

Tranquille ragazze, il Lelux Hospital non si è dimenticato di voi. Da qualche tempo ha inserito anche lo sbiancamento della vagina. Accorrete numerose!

Dedalus

A Tu Per You – I ragazzi di ‘Ferretti cammina con me’.

Siamo nel pieno di quest’estate 2017 e già abbiamo le prime mode: il Fidget Spinner, Despacito, i fenicotteri gonfiabili da spiaggia e i cantanti che cadono rovinosamente sui palchi.

E il web? Risponde con la pagina Facebook più geniale, divertente e di successo del momento: Ferretti cammina con me.

Si tratta di un connubio di due serie cult estremamente agli antipodi tra loro: ‘I Segreti di Twin Peaks’ e ‘Boris’.

La prima non ha bisogno di presentazioni: si tratta del ritorno in grande stile del maestro David Lynch e della famigerata cittadina ripiena di demoni, incubi e sangue. Anche noi ce ne siamo occupati più volte.

La seconda è una serie comica italiana in cui viene raccontato il dietro le quinte di un melenso sceneggiato televisivo dal titolo ‘Gli occhi del cuore’. Il protagonista è un vulcanico regista che deve destreggiarsi tra attrici cagne, raccomandati vari, sceneggiatori cialtroni e una produzione senza soldi. Un successo silenzioso ma inesorabile, che ha permesso addirittura la realizzazione di un film per il cinema. Le citazioni di Boris infestano da anni le bacheche social di mezza Italia. Sembrava il massimo ottenibile, eppure tre ragazzi hanno pensato di smontare l’orrore lynchiano con le citazioni di Renè Ferretti & co. Il risultato? Più di 12.000 like registrati in un battibaleno e una condivisione a macchia d’olio che non accenna a fermarsi!

Ferretti-cammina-con-me-14E allora abbiamo stanato le menti diaboliche dietro questo imprevedibile successo e abbiamo cercato di capire come nasce un cult.

– Come vi è venuta l’idea di coniugare questi due telefilm così diversi tra loro?

L’idea è nata, banalmente, guardando e commentando i nuovi episodi di Twin Peaks tra amici. Sul divano davanti allo schermo c’era lo stesso gruppo di amici con cui anni prima avevamo guardato Boris e la visione di Boris è un’esperienza dalla quale non si torna indietro. È difficile, dopo averla vista, scrollarsi di dosso ed eliminare dal proprio vocabolario espressioni come “a cazzo di cane”, “dai dai dai”, “è coffèè break, signori”. Per cui è stato naturale, e per certi versi inevitabile, rileggere Twin Peaks alla luce di quel filtro. A farci ridere, in particolare, è ovviamente il contrasto che si viene a creare: prendere David Lynch, un maestro autorevole e indiscusso del cinema americano, immaginarlo alle prese con gli attori cani, i collaboratori svogliati e le piccole meschine difficoltà quotidiane del set e vederlo reagire con la delicatezza tutta romanesca di Renè Ferretti. In linea di massima noi comunque siamo grandi fan di entrambe le serie, per cui è stata anche un’occasione di mettere insieme due cose che amiamo e usarle per giocarci un po’.

– La vostra pagina si alimenta anche grazie ai contributi dei vostri fans. Vi aspettavate un riscontro così massiccio?5fb72d2c-43bd-4468-83a5-9d35b7700699_large

No, non ci aspettavamo i contributi e non ci aspettavamo questo successo. Quando abbiamo deciso di aprirla i nostri pronostici è che avremmo preso una decina di mipiace da amici e parenti, che saremmo durati tre giorni “e poi tutti a casa ad aggiornare il curriculum”. Il fatto che le cose siano andate diversamente ci ha colti davvero di sorpresa. In particolare non ci aspettavamo di trovarci la casella dei messaggi straripante di una pioggia di contributi, la maggior parte dei quali tra l’altro ottimi. Anzi, a questo punto ci piacerebbe approfittare biecamente de Il PuntoH e sfruttare questa intervista per ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze che quotidianamente ci inviano contributi. È grazie a loro che FCCM sta in piedi.

– Avete già in mente una nuova accoppiata da mettere alla berlina?

Fino ai primi di Settembre siamo coperti perché c’è ancora Twin Peaks. Poi, se dobbiamo pensare a un futuro per la pagina (ammesso che sia destinata ad averlo, un futuro), ci piace pensare ad essa come un potenziale frullatore di cultura pop. Abbiamo già provato un po’ a variare la formula delle nostre gag, facendo reagire Boris e Twin Peaks non solo tra loro ma con altri materiali disparati: Berlusconi, Pippo Franco, Merkel & Putin, Paolo Villaggio, eccetera. Ecco, se dobbiamo pensare a cosa sarà FCCM nel futuro ce lo immaginiamo così, come un posto in cui Pippo Franco irrompe nel cinema di David Lynch o il dottor House è imparentato con Lino Banfi e lavora in una asl a Poggifiorito. O in alternativa, possiamo sempre immolarci al capitale e vendere la pagina per denaro al miglior offerente. Che a ripensarci non è niente male, come ipotesi.

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– Parlateci un po’ di voi, adesso! Chi siete, cosa fate…

Siamo Daniele Giovannone, Francesco Iervolino e Alberto Iannone: tre ragazzi, tutti studenti o post-studenti, che si conoscono da quasi quindici anni e che hanno passato una buona percentuale di questi insieme davanti a uno schermo.

– Avete avuto qualche riscontro dal team di Boris? 19554204_298635480547395_8962689855720853343_n

Purtroppo no, non direttamente. Abbiamo avuto un’ottima recensione dalla pagina Boris Italia, che però non è ufficiale anche se molto ben fatta. Certo, ovviamente sarebbe un sogno che si realizza ricevere una parola di apprezzamento o una lettera di diffida dal team di Boris. Certo, potendo scegliere magari preferiremmo la parola di apprezzamento, ma siamo gente che sa accontentarsi.

– C’è una domanda che nessuno vi ha mai fatto e alla quale morite dalla voglia di rispondere?

Una domanda che nessuno ci ha mai posto ma alla quale risponderemmo volentieri è: “Vi posso dare un sacco di soldi senza nessuna ragione?”

Ragazzi grazie infinite per la vostra disponibilità, ovviamente noi continueremo a seguirvi! Ma non possiamo lasciarvi andare senza chiedervi un saluto nel vostro stile…

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Sciaouz!

Tracio