Tag: Game of thrones

Il Punto Seriale – Bodyguard

Londra: il sergente David Budd è un veterano di guerra, granitico, eroico e con un grande disturbo da stress post traumatico mai passato. Rientrato nella capitale inglese, diventa la guardia del corpo dell’ambiguo Ministro dell’Interno Julia Montague, perseguitata da un folle attentatore.

Il movimento politico sostenuto dalla donna, è in pesante contraddizione con le ideologie della sua guardia del corpo, diviso tra etica e una passione proibita che non farà che complicare ancora di più le cose. Nel frattempo, le indagini vanno avanti: si sospetta ci sia una ‘talpa’ e che, addirittura, l’obiettivo non sia la Montague, ma lo stesso David.

Il Punto Seriale – La cattedrale del mare

Barcellona, XIV secolo. Arnau Estanyol, figlio di un umile contadino, riesce a scalare la piramide sociale dell’epoca, partendo come misero servo fino a diventare un ricco banchiere. Ovviamente questa evoluzione non sarà per nulla facile nè priva di sacrifici e dolori. Ma la passione del protagonista sarà in grado di abbattere anche la più coriacea resistenza. Tutto ciò all’ombra della storica cattedrale di Santa Marìa del Mar la quale, nel bene e nel male, sarà il fil rouge della vita del protagonista.

Il Punto Seriale – Siren

Ah, la Sirenetta! La dolce Ariel che, in barba a quella brutta cattivona di Ursula, trova il vero amore e vissero tutti felici e contenti!

La ricordate?

Bene, dimenticatela. Perchè la sirene di cui vi parlo oggi, sono delle sanguinarie cacciatrici assetate di vendetta.

Siamo a Bristol Cove, piccola cittadina americana e, secondo la leggenda, proprio dimora di alcune sirene nell’antichità. Durante una normale battuta di pesca, insieme ai pesci viene catturata una di queste creature, subito segregata in un angusto laboratorio e cavia di esperimenti e analisi. Poco tempo dopo, arriva in città una misteriosa ragazza di nome Ryn. Non parla, uccide. E’ un’altra sirena, giunta sulla terraferma per salvare sua sorella e niente e nessuno la fermerà. Anche perchè non è da sola, ma ha con sè le più feroci creature del mare… Grazie al cielo, la sirena si imbatte nell’idealista Ben, un biologo marino attratto da questa scoperta e deciso ad aiutare Ryn, per evitare un violentissimo conflitto.

Ben ha il volto di Alex Roe (The 5th Wave), mentre la misteriosa Ryn è la Bianca de ‘Il Trono di Spade’ Eline Powell, bravissima nel rendere ammaliante a al tempo stesso pericolosissimo un personaggio enigmatico e misterioso.

Una serie ipnotica e molto originale nel soggetto, dal momento che qui le sirene non sono dolci e indifese, ma agguerrite e dotate di quella ferocia e spietatezza che solo la natura può sfoderare. La fotografia è molto cupa ed elegantissima, il trucco e gli effetti speciali sono elevati per un prodotto televisivo.

‘Siren’ è un prodotto anticonvenzionale che promette fuoco e fiamme. Assolutamente consigliato.

Ecco il trailer, non perdetelo!

Sciaouz!
Tracio

Il Punto Seriale – The End Of The F***ing World

Il primo outsider di questo 2018 è, ovviamente, targato Netflix.

The end of the f*** world è la serie di cui tutti parlano. Basata sull’omonimo fumetto di Charles Forsman, il titolo è quantomai esplicativo per raccontare la storia di un viaggio. Anzi, di una fuga.

James e Alyssa sono due diciassettenni inglesi fuori dagli schemi: psicopatico e inerme lui, annoiata e ribelle lei. Si incontrano a scuola e insieme decidono di fuggire dalle loro vite in cerca di nemmeno sanno che cosa.

James da bambino aveva assistito al suicidio della madre, sta con il padre che nulla può fare per scalfire l’apatia del giovane. Alyssa vive con la mamma, l’odiato nuovo marito e i due gemelli della coppia. Lei è di troppo e la madre è totalmente succube del compagno, che non si fa problemi a nascondere l’insofferenza verso la ragazza.

La meta della fuga dei due giovani è il padre naturale di Alyssa. Ma, come sempre in questi casi, non è importante dove si va, ma il viaggio. Non mancheranno sangue, violenza ma anche tanta acerba passione adolescenziale.

Una sorta di road movie in cui i rimandi a opere passate sono molto forti: Thelma & Louise, Sulla Strada, Il giovane Holden.

Totalmente incentrato sui due protagonisti, è interessante vedere come i loro caratteri si scontrino per poi incastrarsi perfettamente e diventare fondamentali l’uno per l’altro. Metodico e razionale lui. Impulsiva e senza freni lei. Con la sua decisione e intransigenza, Alyssa scalfisce l’impenetrabile scudo di James, arrivando a farlo innamorare di lei. In controcanto, lui diventa per Alyssa una parte fondamentale della propria vita e molto più che un compagno di fuga.

Alle loro calcagna, si gettano due agenti di polizia con un trascorso sessuale in comune e che, diametralmente, sembrano la versione adulta dei due fuggitivi: la dolce Eunice (Gemma Whelan, la Yara di ‘Game Of Thrones’) cerca di immedesimarsi in James e Alyssa, arrivando quasi a giustificare il loro folle gesto. La risoluta Teri, invece, guarda i fatti ed è determinata più che mai ad acciuffare i protagonisti e a sbatterli in galera per sempre. Due caratteri opposti ma che, nonostante ciò, non riescono a stare lontani.

Gli interpreti di James e Alyssa sono i giovanissimi Alex Lawther (Black Mirror) e Jessica Barden (Penny Dreadful), molto ben amalgamati e bravissimi nel rappresentare due personaggi borderline senza scadere nelle macchiette.

Nell’essenzialità di fotografia e costumi, spicca una pazzesca colonna sonora vintage e molto on the road, curata da Graham Coxon, storico chitarrista dei Blur.

The end of the f***ing world è una serie sicuramente non facile: qui non ci sono facce sorridenti, non c’è una morale paracula e non c’è nemmeno il tipico happy end alla ‘e vissero tutti felici e contenti’. James e Alyssa si trovano e si salvano a vicenda dal torpore e dall’apatia. Per uno come me, cresciuto nei ribelli anni 90, in questa serie non c’è niente che non abbia già visto o sentito. Anzi, ho constatato che determinati stati d’animo non hanno età e attraversano le generazioni restando immutati.

Nonostante ciò, è stato bello tornare indietro di quasi 20 anni giusto per il tempo di 8 episodi.

Ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

Il Punto Seriale – Taboo

Taboo: una serie che non potrai non amare!

Londra, Primo Ottocento. Il misterioso James Keziah Delaney, dopo anni trascorsi in Africa, fa rientro in Inghilterra per partecipare al funerale del padre. Dato per morto in preda alla sua follia, la sua ricomparsa getta nello sgomento tutta la comunità, in primis la sorellastra Zilpha. Su di lui aleggiano diverse leggende che lo coinvolgerebbero in riti satanici e morti avvolte nel mistero. L’eredità lasciata dal genitore consiste in una striscia di terra tra Canada e Stati Uniti. Un appezzamento che fa gola a molti, soprattutto all’ambiguo Stuart Strange, capo della compagnia delle Indie Orientali.

Di fronte al netto rifiuto di Delaney di vendere il terreno, allo spettatore è subito chiaro come Strange farà di tutto pur di accaparrarselo. Ma dietro a questo rifiuto si nasconde un incoffessabile segreto.

1483954667_Taboo-590x296

La star di Hollywood Tom Hardy è la mente di Taboo, serie televisiva britannica composta da 8 puntate in onda su BBC One nel Regno Unito e dal 10 gennaio 2017 su FX, negli Stati Uniti. Un progetto sicuramente molto elaborato e ambizioso che Hardy ha ideato insieme a suo padre e poi affidato alla produzione di Ridley Scott (‘Thelma & Louise’, ‘Alien’, ‘Blade Runner’).

darlin_1456422511-tom-hardy-2taboo

Un noir estremamente elegante e patinato che, dalla prima puntata, promette una valanga di colpi di scena.

Tom Hardy è perfetto nell’interpretare il proprio personaggio che, d’altra parte, si è scritto su misura: un uomo avvolto nel mistero che sembra avere ben chiaro in testa un piano definito e mefistofelico. Conosciuto per la sua grande versatilità, che lo ha fatto spaziare da blockbuster come ‘Mad Max – Fury Road’ e ‘Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno’ fino a eleganti opere indipendenti com ‘Locke’ e ‘Bronson’, in Taboo dona al personaggio di Delaney una elegante ambiguità mista a venature di pura follia, grazie a una postura imponente e agile allo stesso tempo e una profonda voce baritonale.

Al suo fianco un cast di tutto rispetto: Oona Chaplin, la Talisa Maegy de ‘Il Trono di Spade’ interpreta la sorellastra Zilpha. Mentre Jonathan Pryce, attore dalla lunga e splendente carriera sia cinematografica (‘Brazil’, ‘Evita’) che televisiva (è l’Alto Passero de ‘Il Trono di Spade’) è il perfido Stuart Strange.

Come in molte serie, la prima puntata non brilla per ritmo, in quanto devono essere ben chiari le basi della storia e i caratteri dei personaggi. Sicuramente le premesse sono comunque ottime per assistere a un bel prodotto. E’ appena iniziato, quindi avete tempo per conoscere la follia di James Keziah Delaney e convincervi che Hardy è senza dubbio uno degli attori più talentuosi attualmente in circolazione.

Ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

8 dettagli che forse non hai notato nella puntata finale di Game of Thrones

Ieri è andata in onda, anche in Italia, la puntata finale della sesta serie di Game of Thrones, la serie che da anni appassiona e tiene incollati alla tv (o al pc) milioni di spettatori in tutto il mondo.

ATTENZIONE: SPOILER

La sesta stagione ci ha mostrato tanti colpi di scena, tante rivelazioni da tempo attese dai fan lettori del libro.
Ovviamente tra le epiche scene di draghi ed esplosioni, ci sono stati tanti dettagli e piccoli riferimenti che la maggior parte degli spettatori magari non hanno notato.
Il blog Techinsider li ha raccolti e noi li riproponiamo qui sotto.

Lo stemma dei Bolton è sparito da Winterfell nella sigla.

A partire dalla quarta stagione, l’uomo scuoiato dei Bolton svettava su Winterfell durante la sigla sopra lo stemma rotto degli Stark vicino la torre.
Ma dopo “La battaglia dei bastardi” in cui Sansa e Jon hanno battuto Ramsey, le cose sono cambiate di nuovo, per la gioia dei fan degli Stark.

A proposito degli Stark, il nuovo soprannome di Jon Snow ha un significato importante.

 
Quando Robb Stark è diventato Re del Nord nella prima stagione, il suo nome era Il Giovane Lupo.
Ora nella sesta stagione, quando Lord Wyman Manderly ha dichiaro Jon Snow nuovo Re del Nord, lo ha chiamato “Il Lupo Bianco”.
Questo soprannome non è un riferimento al suo metalupo albino, Spettro, ma è un riferimento al suo essere un bastardo.

Il nuovo stemma di Jon come Re del Nord sarà una rivisitazione del classico stemma Stark.

A Westeros i bastardi che usano lo stemma di famiglia devono invertire i colori dello stemma, per rappresentare il loro status di bastardi.
Lo stemma Stark è un lupo grigio su sfondo chiaro, ciò vuol dire che lo stemma di Jon Snow sarà un lupo bianco su sfondo scuro.
Jon Snow come Re del Nord sarà chiamato il Lupo Bianco e il fatto che abbia un metalupo bianco è la ciliegina sulla torta.

Le buone maniere di Arya Stark tradiscono la sua vera identità.

 
Molti fan hanno notato che la serva di Walder Frey non era chi diceva di essere prima ancora che Arya si rivelasse.
Questo perchè Arya, cresciuta ed educata in un rango alto, chiama i suoi pari rango “mio lord” e “mia lady”.
Questo è un limite che la ragazza ha quando deve fingere di essere un’umile serva.

Tywin Lannister ha cercato di insegnarglielo nella seconda stagione.

Quando Arya fingeva di essere un giovane ragazzo e serviva Tywin, lui ha scoperto subito l’inganno.
“Le ragazze di umili origini dicono m’lord, non my lord” le disse Tywin. “Se vuoi fingere di essere un’altra persona, devi parlare come loro.”
La lezione non è stata recepita, a quanto pare.

La scena di Arya ha un altro riferimento nascosto: Il cuoco dei ratti.

Far mangiare a Walder Frey i suoi due figli in una torta salata è un adattamento della storyline con i libri.
Nonostante Arya e Lord Walder non siano i personaggi in questione nel libro, gli autori hanno voluto comunque inserire questo episodio.

Bran Stark racconta la fiaba del Cuoco dei Ratti subito dopo le “Nozze rosse”.

“Il cuoco ha ucciso i figli del Re e li ha cotti in una grande torta con cipolle, carote, funghi e bacon,” Bran racconta a Meera e Jojen. “Quella notte ha servito la torta al Re, che ha apprezzato molto il gusto dei propri figli, tanto da chiedere una seconda fetta. Gli Dei hanno trasformato il cuoco in un grande ratto bianco che poteva mangiare solo i suoi piccoli simili.”
Quando Meera esprime perplessità per la scelta degli Dei per averlo trasformato in un topo per un omicidio, Bran la corregge.
“Non è stato trasformato in un topo per l’omicidio o per aver servito i figli in pasto al Re. Lui ha ucciso degli ospiti sotto il proprio tetto. Questa è una cosa che gli Dei non perdonano.”
Bran ha raccontato questa storia subito dopo che Walder Frey e Roose Bolton hanno assassinato gli Stark durante il “Matrimonio rosso”.
Walder Frey ha dato a Robb, Catelyn e tutti i loro uomini, pane e sale, il simbolo dell’accoglienza a Westeros.
Avendo ucciso gli Stark sotto il proprio tetto dopo aver dato loro cibo, ha fatto si che Walder violasse la legge degli ospiti.
Ora, tre stagioni dopo, Walder viene punito per questo crimine contro gli Stark e gli Dei.

C’è stato un Easter Egg nella libreria della Cittadella.

Il lampadario della libreria non vi ricorda qualcosa?

Vi sarete chiesti anche voi come abbia fatto Varys a tornare a Meereen così in fretta?

Nell’episodio finale vediamo Varys a Dorne con Ellaria Sand e Olenna Tyrell che discutono di una nuova alleanza ma alla fine dell’episodio lui è proprio dietro Daenerys, sulla barca verso Westeros.
Il viaggio tra Meeren e Dorne dista diverse miglia, come avrà fatto?

C’è un salto temporale in avanti di diverse settimane. Lo sappiamo perchè si vedono barche di Dorne nella flotta di Daenerys.

Il simbolo di Dorne è un sole dorato su sfondo arancione e lo possiamo vedere questo simbolo nella flotta che sta lasciando Meeren.
Varys è andato a Dorne per convincere Ellaria Sand e Olenna Tyrell ad allearsi con Daenerys.
Siccome vediamo le barche di Dorne in mezzo alla flotta Targaryen e Greyjoy, è chiaro che è passato del tempo tra la scena di Varys con le donne di Dorne e la partenza di Daenerys.

Anche la flotta Tyrell è presente, significa che anche Lady Olenna si è unita alla Madre dei Draghi.

Il simbolo della casa Tyrell, una rosa dorata in un campo verde, viene visto nella flotta di Daenerys.

Il vestito finale di Tommen è un richiamo alla profezia fatta a Cersei sulla morte dei suoi figli.

Nella première della quinta stagione gli spettatori hanno visto una giovane Cersei che si vede leggere il futuro da una donna chiamata Maggy the Frog.
La strega le dice che tutti e tre i suoi figli sarebbero morti.
“D’oro le loro corone, e d’oro i loro vestiti” ha detto.
Tommen era vestito d’oro quando si è suicidato saltando dalla finestra. La profezia di Cersei è completa.

O almeno, la profezia che riguarda la morte dei suoi figli è completa. Jamie potrebbe avere un ruolo chiave nella settima stagione, se le teorie dei fan sul resto della profezia fossero vere.

Il dialogo tra Sansa e Ditocorto è un richiamo alla prima stagione.

Quando Ditocorto va a parlare con Sansa a Winterfell, c’è un richiamo ad una conversazione tra Ned e Catelyn della prima stagione.
Vi ricordate che Ditocorto ha messo in moto la serie di eventi della prima stagione convincendo Lysa Arryn ad avvelenare suo marito Jon e a mandare un corvo a sua sorella Catelyn dicendo che era stato un complotto dei Lannister.

Catelyn ha detto a Ned che Jon Arryn era morto nello stesso posto.

Sansa sembra non sapere ancora che Ditocorto è l’unico responsabile per tutti gli orrori successi alla sua famiglia.
Non solo è stato lui a creare la rivalità tra Stark e Lannister ma ha anche tradito Ned ad Approdo del Re.
Il rifiuto di Sansa all’approccio di Ditocorto, nel posto sacro per i suoi genitori, ha qualcosa di poetico.

Non vediamo l’ora di vedere insieme la settimana stagione e scoprire cos’altro ha in mente George RR Martin.