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Recensioni2.H: Scusate se esisto!

“Scusate se esisto!” potrebbe non sembrare un titolo adatto a questa rubrica, dove trattiamo l’argomento LGBT nel mondo cinematografico come protagonista, cosa che in questa pellicola non lo è, ma ad un’analisi più attenta l’intera storia racchiude sotto il suo titolo una serie di argomenti molto concitati per le minoranze

gay pride 2019

I 6 migliori Gay Pride del 2019

Il 2019 è iniziato e sappiamo bene che state già pensando a tutti i viaggi che volete fare in questo nuovo anno e di sicuro uno di questi viaggi (o forse anche di più) sarà verso uno dei Gay Pride in giro per il mondo.

Ci sono centinaia di eventi Gay Pride in tutta Europa (e includo ancora il Regno Unito visto che non hanno ancora trovato un accordo sulla Brexit), altre centinaia fuori dall’Europa e solo Santa Lady Gaga da New York sa quanti altri in tutto il mondo.

Ma noi ne abbiamo selezionati 6 per voi che davvero non potete perdere.

Milano Pride. Perché noi non siamo invisibili

Il punto H ha seguito per voi anche il Milano Pride. Questa volta il vostro scienziato cacciatore ha faticato moltissimo per trovare qualcuno disposto a farsi intervistare, ma niente paura. Invece della videointervista vedrete il Pride in tutto il suo splendore attraverso le foto.


 

Quest’anno Milano si è letteralmente riempita. Persone da tutta Italia sono venute nel capoluogo di una regione in cui è presente una giunta leghista e i cui comuni sono governati per lo più dalla destra.

 

Attualmente Milano è come se fosse un’isola rispetto al resto della Lombardia, con il Sindaco Sala che crede fortemente nei diritti civili e lo dimostra ogni giorno con parole e fatti. A differenza di molti altri [Virginia, can you hear me?] è stato in prima linea nella parata fino al discorso finale.

Mai come quest’anno la partecipazione è stata massiccia. I negozi, i passanti, i turisti, le persone sui balconi, le associazioni, le aziende. Siamo tutti diversi ma siamo tutti stanchi di essere trattati come se fossimo l’ultima ruota del carro, siamo tutti incazzati perché non vogliamo tornare indietro dopo aver fatto dei piccoli passi avanti.

Tanti colori, tanti costumi, tanta fantasia e tanto simbolismo. Perché noi, cari politici, ve lo vogliamo spiegare in tutti i modi che conosciamo che esistiamo e che meritiamo di essere trattati come tutti gli altri a livello sociale e legislativo.


 

Quest’ultima foto URLA, scuote, fa riflettere. E il Punto H ringrazia Nicola per aver acconsentito alla pubblicazione.

L’Onda Pride è quasi terminato. Tutti, dal primo all’ultimo, speriamo che negli anni a venire non ci sia più bisogno di essere così combattivi, che non importi più se due uomini o due donne si amano, che i figli arcobaleno siano tutelati, che le istituzioni collaborino con noi per ridurre le diversità e non per togliere diritti. Tutti noi ci speriamo. E quel giorno arriverà. Il vostro scienziato cacciatore vi saluta, ché è stata una giornata estenuante. #LoveIsLove

Dedalus

Recensioni2.H: Vita e Morte di Marsha P. Johnson

Circa un’anno fa parlavamo di Stonewall, il famoso locale da cui partì, nel 1969, la grande onda arcobaleno che ancora oggi, a 49 anni di distanza, invade, nel mese di giugno, ogni angolo del continente. Grazie all’omonimo film del 2015 possiamo rivivere quei momenti facendoci venire la pelle d’oca per la forza che ha spinto quelle persone a difendere e combattere per il loro orgoglio.648d991c-e19f-43d3-ab24-a27f8674fe04-banner

Il mese dell’Orgoglio LGBT è ormai iniziato e siamo qui per scoprire chi ha dato il via a tutto e che grazie alla sua grande personalità ha portato un grande cambiamento in tutto il mondo.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!popcorn


THE DEATH AND LIFE OF

MARSHA P. JOHNSON

locandinaDocumentario del 2017, disponibile su Netflix, che ripercorre la vita e la tragica morte di Marsha P. Johnson (Elizabeth, 24 agosto 1945 – New York, 6 luglio 1992) attivista statunitense e Drag Queen. Marsha, già volto noto per essere un travestito senza paura, partecipò ai famosi Moti di Stonewall nella notte tra il 27 e 28 giugno che sancì quella che ancora oggi festeggiamo come “La giornata dell’Orgoglio LGBT” (o Gay Pride che dir si voglia); fondatrice, assieme all’amica Sylvia Rivera, transgender, della S.T.A.R. (Street Transvestite Action Revolutionaries) che aiutava e combatteva per i diritti per i gay anche per la comunità Trans che nonostante tutto faceva ancora fatica a farsi rispettare nel movimento LGBT.

La pellicola segue parallelamente il caso di Islan Nettles ragazza transgender di 21’anni uccisa brutalmente a mani nude nel 2013 da un coetaneo e di come i casi di omicidio verso persone transgender vengavo archiviati con la “difesa da panico” lasciando liberi i loro aguzzini.


Seppur la pellicola segua la morte di Marsha come un caso investigativo, in quanto il fatto fu archiviato come “semplice” suicidio, troviamo continue testimonianze video, audio e di persone che hanno vissuto orbitando attorno alla drag e che ne raccontano la forza e la vita che hanno cambiato l’assetto del pensiero mondiale.DBzcdhbXsAAuCDf

Tra i volti troviamo Sylvia Rivera, forza combattiva famosa per aver lanciato una bottiglia contro un poliziotto durante i moti e che combattè a fianco dell’amica che far valere i suoi diritti di Transgender, Rivera si scontrò per tutta la vita contro la comunità che emarginavano i transessuali, travestiti e drag queen.  L’intervista che si vede nel documentario risale al 1992, dieci anni dopo Sylvia morì per un tumore al fegato dopo aver riaperto la S.T.A.R..

Pellicola consigliata per capire a fondo cosa vuol dire combattere per far valere la propria persona, e che la “carnevalata” che ogni anno ci troviamo a fare serve anche per commemorare queste figure che non si sono mai arrese, affrontando ogni difficoltà con il sorriso ed un corredo arcobaleno, magari con i glitter.