Tag: germania

Bent

“Non Amarmi”

Max

“E’ il mio segreto”

Horst

In ricorrenza della “Giornata della memoria” oggi vi porto una storia cruda, ambientata in un campo di prigionia durante la Seconda guerra mondiale.

Bent

Pellicola tratta dall’omonima opera teatrale di Martin Sherman che collabora anche alla creazione del film come sceneggiatore, presentato alla 50a edizione del festival di Cannes nella categoria “Prix de la jeunesse”.

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Max / Clive Owen

La storia si svolge nel 1934 in Germania, dove Max un festaiolo che frequenta i cabaret, fidanzato (si fa per dire) con il ballerino Rudy, si ritrova a far da amante a Wolf un SA (paramilitare dell’esercito nazista) fino a quando, probabilmente nella famosa “Notte dei lungi coltelli” (30 giugno 1934), le forze SS non irrompono a casa degli amanti ed uccidono il soldato, lì inizia la fuga di Max e Rudy a causa delle nuove leggi, che vede gli omosessuali come “invertiti” e di conseguenza deportati nei campi di prigionia.

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Wolf / Nikolaj Waldau

Fuga che però termina al campo di prigionia di Dachau dopo la morte di Ruby.

Lì Max incontra Horst, giovane omosessuale che porta con orgoglio il triangolo rosa a fronte dello stesso Max che si nasconde dietro la stella gialla, i due si promettono di sopravvivere ed uscire da lì assieme.



 

Film mai approdato in Italia, ma facilmente trovabile sottotitolato, racconta un episodio crudo e reale di quello che fu il più terribile degli eventi per mano dell’uomo, dove la diversità portò al più grande sterminio di massa, dove l’amore era condannato e ti chiamavano invertito o pervertito, oggi che siam nel 2017 stiamo ancora combattendo questa guerra, è silenziosa, ma c’è.

Girato nel Regno Unito in una fabbrica abbandonata raccoglie un cast davvero eccezionale, come

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Zio Freddie / Ian McKellen

Ian McKellen (famoso per Magneto in X-Men e Gandalf nella saga del Signore degli anelli) e

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Greta-George / Mick Jagger

Mick Jagger che interpreta un travestito che si esibisce nel cabaret dove canta “Streets of Berlin”

 

 

Nel cast son anche presenti Jude Law e Paul Bettany, ma sinceramente non li ho visti.

Nel film c’è un’azione ripetuta costantemente, ma dobbiamo tener presente che è un’opera teatrale dove il palco è il luogo dove si svolge la storia, di conseguenza le scene nel film mantengono questa idea, i due protagonisti passano tutto il tempo a spostare pietre da una parte all’altra della scena. Bent, cioè piegato, può riprendere questo concetto, che i due uomini possono essere piegati fisicamente, ma non nell’anima.

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Rappresentazione teatrale

Curiosità

Il campo di concentramento di Dachau fu il primo campo di concentramento nazista, aperto il 22 marzo 1933.

“Ti amo…cosa c’è di sbagliato?”

Max

Le famiglie gay in Europa, i diritti negati in Italia

Bisogna ammettere che il sì al referendum irlandese ha superato le aspettative: il primo stato al mondo a legittimare il matrimonio omosessuale e, come se non bastasse, uno stato a maggioranza cattolica conservatrice. CIò sicuramente aiuta a capire quanto la corsa, seppur mediamente lenta, ai diritti civili sia inarrestabile. Un assunto quasi dogmatico potrebbe essere: dove c’è democrazia (prima o poi) ci sono anche diritti.

È notizia di questi giorni, oltre ai vari stati che continuamente si accodano (rendendo già “vecchia” la cartina in apertura), che pure la Grecia di Tsipras stia intavolando una discussione legislativa per portare nel proprio paese le unioni civili; in base ai primi chiacchiericci non vi sarà distinzione tra coppie di fatto etero ed omosessuali.

Sempre in questi giorni il Parlamento Europeo ha votato, a maggioranza, una risoluzione volta al riconoscimento delle coppie omosessuali come famiglie tout court e non come semplici e banali convivenze: vere e proprie famiglie gay in Europa. Questo riconoscimento, puramente simbolico e formale, invita i paesi membri a riconsiderare la legislazione legata alle unioni civili: non più solo convivenze legalmente riconosciute con relativi diritti accessori ma status di famiglia; ciò inevitabilmente significa maggiori diritti e dunque maggiori doveri.

A ben vedere quasi tutti gli stati europei si stanno muovendo in questa direzione da molto tempo, un esempio può essere la Germania di Frau Merkel, la Grosse Koalition ha nel programma di governo lo studio di norme che equiparino a tutti gli effetti le unioni omosessuali ai matrimoni, trasformando quindi il matrimonio eterosessuale in matrimonio egualitario.

D’altronde un altro noto conservatore, Cameron, nel 2012, prima che il Regno Unito introducesse il matrimonio egualitario ha ben sottolineato questo punto di vista:

Lo dico non solo perché credo nell’eguaglianza ma perché credo appassionatamente nel matrimonio. Credo che il matrimonio sia un grande istituto: penso che aiuti le persone a prendersi responsabilità e impegni, a dire che si prenderanno cura e vorranno bene a qualcuno. Penso aiuti le persone a mettere da parte l’egoismo e pensarsi come unione, insieme all’altro. Il matrimonio mi appassiona molto e penso che se funziona per gli eterosessuali come me, dovrebbe funzionare per tutti: per questo dovremmo avere i matrimoni gay e per questo li introdurremo.

In Italia invece non si riesce ad andare oltre ai grandi annunci, ai tentativi solitari e alle bandierine di associazioni cattoliche che mettono in guardia: “I matrimoni gay uccideranno la famiglia!” – “la teoria del gender sta trasformando i nostri figli!” – “Non si potrà più dire il proprio pensiero sui gay!”

Quando poi chiedi come e perché non c’è una risposta.

Eh sì la lobby gay è potente ma mai quanto quella degli ignoranti.

A Tu Per You Con Raffa – Due Chiacchiere con Anna Paola Concia – Pt2

*Seconda Parte*

continua da qui.

Dicono che Frankfurt sia la città meno sicura della Germania, eppure qui ho visto persone camminare sole, coppie gay tenersi per mano e passeggiare sul lungo-fiume anche di notte fonda. Tu come la vivi?

A.P: Mah, Frankfurt è una città europea, qui vivono il 47% di stranieri e come ogni città dove più culture convivono è normale che abbia i suoi pericoli, ma la certezza della pena qui in Germania limita molto gli atti criminosi. Francoforte è molto cambiata negli anni, e non mi pare proprio una città “pericolosa“.

Ma perché hai scelto proprio la Germania (lasciando da parte il fatto che Ricarda è tedesca e vive a Frankfurt)?

A.P: Dopo che la mia esperienza da parlamentare è finita (ho fatto la parlamentare solo 1 legislatura) volevo tornare a fare la manager, quello che avevo sempre fatto per 25 anni, ma in Italia la crisi dell’occupazione è anche provocata dal fatto che le aziende non sanno trasformarsi per mettersi al passo coi tempi.  Perciò mi sono detta “perché non provare con la Germania?”, ho voluto mettermi in gioco, ed eccomi qui. Ho mandato i miei CV a un po’ di aziende qui a Francoforte e solo per il mio Curriculum hanno deciso di chiamare a colloquio Anna Paola Concia, una perfetta sconosciuta dall’Italia, che manda la propria application alla loro azienda. Ho fatto un colloquio di oltre 2 ore con due responsabili tedeschi della Camera di Commercio Italiana per la Germania, qui a Francoforte e ho sudato 7 camicie, ma ce l’ho fatta. Qui se vali, anche a 50 anni, il lavoro lo trovi.

Ma allora come spieghi la crisi del lavoro in Italia?

A.P: il nostro è un sistema bloccato. Purtroppo abbiamo ancora un sistema paese poco dinamico.Ti faccio un esempio molto semplice così capisci quello che voglio dire: solo quest’anno in Germania hanno chiuso per la crisi il doppio delle aziende italiane. Ma hanno chiuso per RIQUALIFICARSI, ovvero, hanno impiegato i propri fondi, le proprie forze per la riqualificazione in nuovi settori del mercato che in questi anni stanno avendo più richiesta. E’ questa la forza del mercato tedesco: l’elasticità mentale delle aziende di accettare “la fine” e di studiare (nel vero senso della parla) con tanto di formazione del personale per inserirsi in nuovi settori lavorativi. E la stessa cosa – sempre in campo di formazione e riqualificazione – succede se uno qui perde il lavoro. Le agenzie di impiego come sai qui sono federali, e i dipendenti delle agenzie ricevono incentivi economici dallo Stato per quante più persone riescono ad immettere e riqualificare nel mondo del lavoro. Quindi metti caso che lavori in un’azienda e vieni licenziato, l’agenzia del lavoro che ha in gestione il tuo profilo, ti chiama, ti paga il sussidio di disoccupazione e ti forma per un nuovo sbocco lavorativo.

E ora che il ghiaccio è completamente rotto, sciolto e galleggia nei nostri drinks, posso attaccare con domande ancora più specifiche!

Quanto è stato difficile per te vivere la condizione di Parlamentare Donna e Lesbica in un ambiente omofobo e sessista come quello della Politica Italiana?

A.P: (sorride) Sono stati 5 anni molto difficili, faticosi e a volte frustranti.

Mi dispiace!

A.P: ma è acqua passata! (con un sorrisone che mette allegria!)

(Rivolgendomi sia ad Anna Paola che a Ricarda) E come vi siete sentite quando Anna ha perso la battaglia per il riconoscimento del diritto all’assistenza sanitaria per il proprio partner dello stesso sesso anche se solo convivente?

(Ricarda mi guarda e sorride facendo quell’espressione di chi preferisce non ricordare, non parlare) ma Paola invece: e come vuoi che ci siamo sentite? La mia era una battaglia di principio, ma ti pare normale che i miei colleghi avessero tutti l’assistenza per i propri partner anche non sposati, e io non potessi averla per Ricarda? Detto questo, il problema non è l’assistenza sanitaria dei parlamentari, ma fare una legge che riconosca tutte le coppie.

No non mi pare normale, e infatti l’anno scorso se non sbaglio Scalfarotto e Lo Giudice l’hanno ottenuta!

A.P: infatti! Fortunatamente hanno trovato la strada spianata

Ma scusa, e il movimento Gay Italiano non ha fatto niente? In che rapporti eravate?

A.P. Non abbiamo mai avuto un rapporto idilliaco. Non vengo dal movimento, ho sempre fatto politica sui diritti civili dentro un Partito. Non è ne un bene ne un male, è un fatto. Ho cercato di sollecitarli a cambiare strategia. Il movimento omosessuale italiano ha fatto grandi cose nella società, la responsabilità di questa situazione di stallo verso i nostri diritti è sicuramente della politica e delle istituzioni, ma anche il movimento omosessuale in questi anni qualche errore lo ha fatto. Saranno loro, se ne avranno voglia, a cambiare strategia, e a cercare finalmente di essere più uniti e meno litigiosi. Questo sicuramente non aiuta la battaglia sui diritti civili

Hai perfettamente ragione… vedo che non sono l’unico a pernsarla così! ahah! Ma dimmi cosa ne pensi del DDL Cirinnà? Pensi che verrà approvato?

A.P: Io sono una grande sostenitrice del DDL Cirinnà e non ne ho mai fatto mistero, credo che Renzi dopo tutto il caos venuto fuori per la riforma sul lavoro la farà approvare!

Secondo te tra quanto le cose cambieranno allora? Verrà approvato a breve?

A.P: e chi può dirlo? Anche se vivo qui, spero davvero venga approvato presto, per il bene di tutti, degli omosessuali e del paese.

Ma secondo te, perché allora l’Italia (non consideriamo la Grecia) è ancora l’unica nazione che in Europa non ha approvato una legge che tuteli le persone LGBT e le loro unioni?

A.P: Diciamo subito che la scusa che tutti usano “è colpa della chiesa” è una cosa che non regge perché la chiesa da che mondo è mondo non approva e non approverà mai le unioni omosessuali. La vera colpa è della politica italiana che non è coraggiosa e non non vuole governare i cambiamenti! Come fanno a non capire che la creazione di una legge che tuteli e regoli le unioni di coppie delle stesso sesso produrrà circoli virtuosi in tutta la società ? Dare piena cittadinanza a chi non ce l’ha fa bene a tutti. Ho provato con tutte le mie forze a farglielo capire durante i miei 5 anni al Parlamento (mi sorride e poi si interrompe) Bene! Sono arrivati anche gli altri nostri amici, Addolarato e Grace (li chiamerò così) andiamo a cena va!

wpid-2014-09-21-13.01.40.jpg.jpegE così tutti insieme, andiamo a cena dove incontriamo Alessandro e sua moglie – lui giornalista e lei ora in cerca di lavoro qui a Francoforte (due persone davvero deliziose e la loro meravigliosa figlioletta di 1 anno, la mascotte della serata, che tutti abbiamo ribattezzato con affetto, Allegra). Una tavolata di 7 italiani e una sola tedesca che però di italianità ha preso tanto e poi … sushi e cibo giapponese.

Birre, chiacchiere, battute da far calare il gelo su un’intera città, le risate e i sorrisi di 8 persone  davvero speciali e intelligenti che sembrano conoscersi da una vita e che insieme stanno bene. I progetti futuri, i sogni e dulcis in fundo la proclamazione di una sfida culinaria (a cui sono stato invitato con Ale) dove Addolrato dovrà darci prova che i suoi “primi non sono secondi a nessuno!”

Grazie a tutti, Grazie Anna Paola… io aspetto la sfida, rinnovo a te e a tutto il bel gruppo l’invito a casa a provare l’assado all’argentina di Ale e ci rivediamo presto come ci siamo detti, o a Milano o a Francoforte!

Raffa

A Tu Per You Con Raffa – Due chiacchiere con Anna Paola Concia

Il mio lavoro, sapete, mi fa viaggiare tanto e ho spesso pensato di voler sfruttare questi viaggi anche per il blog, per portarvi sempre nuove informazioni di prima mano anche fuori dall’Italia. Nasce così l’idea di una rubrica che se vogliamo, possiamo anche chiamare “talk post”, dove provo ad incontrare esponenti del mondo LGBT nel Paese che visito e insieme proviamo a portare la loro esperienza anche in terra italica.

Iniziare però è sempre un po’ più complicato, ma io sono stato fortunatissimo: ho iniziato col botto, con l’incontrare un membro, molto più che esposto, del movimento LGBT a livello internazionale.

Un Pomeriggio di Pioggia

wpid-20140920_160531.jpgE’ sabato pomeriggio, 20 settembre, Francoforte è sotto un diluvio che se fosse successo a Milano a quest’ora sarebbe già diventata la seconda Atlantide scomparsa tra le acque. Appuntamento alle 17.00 all’inaugurazione della nuova Caffetteria Vegana con annesso Sexy Shop per Sole donzelle di Sandra (Italo-tedesca) e amica del cuore di Ricarda. Ah! Vero! Ma con chi avevo appuntamento? Chi è Ricarda?

 Avevo appuntamento con Anna Paola (Concia), sì proprio lei, che quando le ho presentato il mio progetto della rubrica ha subito accettato di collaborare senza se e senza ma, e Ricarda è la sua simpaticissima moglie e compagna di vita.

Che situazione davvero rilassata ed amichevole, ci sentiamo al telefono, e mi fa… “sabato ti porto in un posto fighissimo!”…e non mi aspettavo fosse davvero così fighissimo e divertente.

Arrivo un po’ in anticipo sul ritardo di Anna Paola – ma che volete farci, è pur sempre una signora! – e chiamandomi mi dice “sì sono un po’ in ritardo ma c’è un mio amico, Marco, chiedi di lui e aspettatimi lì per favore!”. Io nel frattempo avevo già iniziato a chiacchierare con Sandra, con sua nipote e a bere un prosecchino in loro compagnia, così cerco un volto “italiano” e di uomo (visto che la folla era maggiormente fatta di gentil donzellette) e tac! Trovato! Una persona estremamente disponibile, simpatica, un ragazzo, che come me ha già superato i 18 anni, col quale subito inizio una piacevole chiacchierata, e al quale faccio subito qualche domanda per il vostro blog.

Marco, si ha l’idea che vista la grandissima accettazione della normalità delle persone gay qui in Germania, fare coming out in famiglia e vivere la propria vita in maniera spensierata sia cosa normale e non difficile: è solo una nostra idea o è proprio così?

M: Beh..sai, oggi giorno ho la netta convinzione che qui ti guardano male se dici che sei vegetariano piuttosto che se dici di essere gay! (esordisce Marco facendomi sorridere tanto!) Ma tornando alla tua domanda, sai… io non sono tedesco di nascita, sono qui da 13 anni e da 2 anni e mezzo sono sposato con David, il mio compagno che è Americano. Io ho sempre vissuto la mia vita in maniera molto trasparente, ho fatto coming out con i miei quando ancora vivevo a Milano e da quando sono qui non ho mai dovuto preoccuparmi di nascondere il mio essere omosessuale e di avere un marito. Non saprei dirti quanto sia difficile per un ragazzo o una ragazza qui in Germania fare coming out in famiglia, ma la grandissima accettazione di questi anni credo, anzi sono sicuro abbia reso le cose molto più semplici e naturali. Poi qui, anche una coppia dello stesso sesso ha gli stessi diritti e doveri di una coppia sposata, diciamo “classica”: mi sono sposato e ho potuto chiedere l’assenza dal lavoro per motivi coniugali; abbiamo fatto un viaggio aziendale con tutti i colleghi o anche qualche cena d’ufficio dove tutti i dipendenti sono invitati a portare le proprie famiglie, e io ho normalmente portato mio marito. Qui è normale… anzi forse anche noioso a volte per quanto normale sia! (scherzosamente finisce)

Torneresti in Italia?

M: Mai! Ci torno volentieri da turista, ma io mi sono spostato per vivere meglio: mai guardare indietro. Forse mi sposterei in un’altra città tedesca… o forse emigrerei in una nuova nazione che possa darmi un futuro ancora migliore, ma non in Italia. Non per disfattismo, semplicemente perché so che lì non posso avere la vita e il futuro che voglio, che tutti meritiamo.

Perché proprio Frankfurt e non Berlino?

M: Berlino!? Ah!… troppo inflazionata: credo che tutti i miei vecchi amici gay italiani vivano lì ora, e nonostante sia una gran bella città, non fa per me. Qui sto meglio.

 E poi, una telefonata: Anna Paola che arriva in bicicletta

Arrivata! Un caloroso abbraccio e saluto come se ci conoscessimo da tempo (sacra dimensione umana!) e via dentro a fare gli auguri a Sandra che avevamo lasciato indaffarata a preparare mille leccornie vegane per il buffet, e poco dopo ecco arrivare anche Ricarda.

Una volta che il dovere è compiuto, ci sediamo tutti fuori a bere l’ennesimo (per me) prosecchino e la chiacchierata inizia tra il mio ancora essere incredulo che ero lì proprio con Anna, e il suo entusiasmo per il mio progetto…ma con quale domanda iniziare? Facciamone una generica sulla città va che è meglio!

Dicono che Frankfurt sia la città meno sicura della Germania, eppure qui ho visto persone camminare sole, coppie gay tenersi per mano e passeggiare sul lungo-fiume anche di notte fonda. Tu come la vivi?

*Fine Prima Parte*

Mondiali che passione! – Un gayo punto di vista –

gary-lewin-fisioterapista-infortunato_980x571Si dica quel che si vuole, ma i Mondiali di Calcio da sempre rappresentano un momento di aggregazione e/o di spettacolo calcistico quasi imperdibile per il 90% della popolazione mondiale: quella gaya inclusa!

Io, in questo caso, non faccio testo a parte: mi piace vederli, aspetto i mondiali per far venire fuori tutto il testosterone che è in me e per far uscire il mio lato maschio-ruttatore-tifoso-bestemmiatore-accanito che va in letargo e di tanto in tanto viene svegliato. Quindi sì, i Mondiali di calcio mi gasano, mi piacciono e sono imprendibili anche per uno come me che di calcio ne capisce tanto quanto la Minetti ne capisce di Odontoiatria..e ho detto tutto!

Ma secondo voi, cosa spinge noi gayi spettatori poco ferrati in materia a seguire la partite dove un folto numero di aitanti giovinotti in pantaloncino e maglietta insegue e calcia una palla?

Tralasciando chi li segue per passione o perché di calcio se ne intende, credo il pubblico gayo segua questi eventi calcistici per guardare i calciatori delle diverse squadre nella loro bellezza (quando si tratta di bellezza); apprezzare i loro culi sodi e alti che sfidano qualsiasi legge della fisica e della forza di gravità; seguirli con le telecamere mentre vanno negli spogliatoi e si scambiano abbracci, magliette sudate, pacche sulle spalle e osservare i loro fisici statuari sbavando un pochinino; ma soprattutto perché così stileremo la nostra classifica personale e ufficiale del giocatore più Gnocco dei Mondiali 2014.

Ma ora, sempre con occhio gayo e attento, diamo un piccolo sguardo critico a queste partite già disputate per le quali di seguito trovate i risultati. (così come appaiono sulla pagina FIFA).

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Io però mi concentrei (brevemente per non farvi addormentare) su due partire: quella giocata dall’Italia, della Spagna e quella del Portogallo.

Immaginate 3 persone post-cena con una pizza al farro sullo stomaco in via di digestione, un temporale che imperversa fuori e la partita che inizia a mezzanotte: ecco noi tre (io, dolce metà, suocera). Improvvisamente, dolce metà preso dalla stanchezza del viaggio di lavoro perde i sensi sul divano e parte per il mondo dei sogni. La partita prosegue e di punto in bianco anche Suocera si lascia rubare da Morfeo. Da solo a vedere la partita e a cercare di decidere quale giocatore avesse il culo più (optando poi per premiare Daniel Sturridge come miglior Twerking Ass della partita) non posso esultare ad alta voce per i goal della nostra bella Italia per non svegliarli di soprassalto dal sonno e provocare loro una serie continua di infarti  ma la possibilità di imprecare contro l’arbitro ce l’ho. Non è sembrato anche a voi che l’arbitro japponico avesse delle spesse fette di sashimi di tonno rosso sugli occhi e favorisse un tantinello la squadra d’oltre Manica? Noi però abbiamo giocato di gran lunga meglio e meritatamente abbiamo vinto! Un complimentone va tutto al portiere, Salvatore Sirigu che è stato molto ma molto meglio di Buffon (che sinceramente potrebbe anche andare in pensione e pensare ai suoi casini sentimentali), e soprattutto mi permetto di chiedere a tutti di aderire alla nostra iniziativa, la nostra raccolta firme: in ogni vostro tweet/commento inserire l’hashtag #PalettaRasatiLaTesta perché è un reato per gli occhi vedere quella pelata sotto quei pochissimi e radissimi capelli spettinati su un giovine come lui! Salva il salvabile Palettina bello, rasa il capaccione!

Della Spagna devo parlarne? Che dirvi? Si è portata a casa 5 tulipani freschi e grandi regalati dalla squadra Olandese (che in quanto a gnocchi non scarseggia). Spagnoli cari, accontentatevi del fatto che avete tra i giocatori più boni di questo mondiale, a cominciare da Piquet, e che se volete consolarvi, noi tutti de IlPuntoH sappiamo come fare!

Per la partita giocata dal Portogallo mio amato contro i giocatori della Culona (molto dimagrita, non trovate anche voi?) della Merkellina cara, ci sono rimasto malissimo: non doveva finire così, e soprattutto stento ancora a crederci.

Stavolta la situazione è diversa: arrivo in palestra e cerco subito un tapis-roulland per me per vedere subito la partita (ogni tappi-roullant ha uno schermo tv privato): sintonizzo sulla partita di calcio e comincio il mio allenamento guardando il gioco e gesticolando, esclamando, imprecando e sperando durante tutte le azioni del Portogallo. Alla fine sono state 3 le cose che ho potuto constatare: i portoghesi hanno giocato come un gruppo di vecchi moribondi giocando però con troppa cazzimma (tr: cattiveria); i giocatori tedeschi sono stati agonisticamente migliori e meritano senza ombra di dubbio alcuna l’Oscar come migliori attori protagonisti in campo (la finta da “Sceneggiata Napoletana” di Müller al tocco di Pepe); ma soprattutto il fatto io a fine partita avevo fatto una camminata veloce di circa 90 minuti perdendo millemila calorie e gocciolando sudore ovunque (Che belle scene!).

Tralascio il fatto che i giocatori croati sono stati paparazzati nudi in piscina in Hotel perché tra di loro non ne ho visto nessuno degno di essere forgiato del titolo di Gnocco…quindi, NEEEEXT SCANDAL, PLEASE!

Ma la domanda che frulla per la testa è chi secondo voi è il giocatore più gnocco di questo mondiale?

Se poi vogliamo, apriamo anche il TOTOScommesse: chi vuoi che PASSE ai quarti di finale?

Dalla Germania un atto di sensibilizazione: #Mundpropaganda

Ed ecco che GQ tedeschia ci delizia con questo servizio fotografico dove alcune celebrità Tedesche (taluni davvero gnocchi e meritevoli) si baciano tra loro come gesto di sensibilizzazione all’accettazione dei diritti gay (soprattutto in Russia, dove sappiamo la situazione non è la migliore) e per provare a sradicare l’inutile e dannosa Omofobia.

Il  servizio si chiama ‘Gentleman contro l’omofobia‘: una campagna che mira a diffondere l’amore e debellare l’intolleranza in tutta Europa e nel mondo… ci riusciranno i nostri eroi? Boh?
In questa nuova campagna tedesca, intitolata #Mundpropaganda ( diciamo un pò un gioco di parole tra il   ‘passaparola’ e  ‘la prropaganda dei baci’), i protagonisti sperano di sradicare l’intolleranza e la discriminazione nei confronti del popolo gay.

Lifestyle GQ, che è generalmente noto per le pubblicità e gli articoli di auto veloci e di donne molto calienti, ha sorpreso un po’ tutti lanciando questa nuova azione a mezzo foto.

Vi hanno preso parte 13 celebrità relativamente sconosciuti al di fuori del paese: l’attore August Diehl , la band Revolverheld e il cantante Herbert Grönemeyet .

Sei foto incredibili sono il risultato di questo progetto , con l’obiettivo di poterle pubblicare in tutta la Germania: su autobus, manifesti e cartelloni pubblicitari .

Il co-editore José Redondo-Vega ha detto: ‘L’intolleranza che gli omosessuali devono ancora combattere è scioccante ‘. Ed ha aggiunto poi:’ Con # Mundpropaganda abbiamo voluto dare un chiaro segnale a favore di una società libera . ‘

Nota dolente: alcuni personaggi che GQ avvicinato per proporre di prendere parte alla campagna, hanno detto di no, dimostrando che nonostante tutto la Germania ha ancora ‘molta strada da fare ‘ .

Il servizio e le foto sono disponibili sul numero uscito il 12 dicembre… ma qui sotto vi riporto il video del “dietro le quinte”, in tedesco, e anche se non lo capite…checcefrega?! L’importante è il gesto e il contenuto!