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IDAHOT 2018 - ILPUNTOh.COM

IDAHOT2018 – Giornata Internazionale contro L’omofobia e transfobia, tra celebrazioni e negazioni

Il 17 Maggio è da anni la celebrazione (nella speranza di non doverla più celebrare per rivendicare il sacrosanto diritto di esistere senza la paura di violenze per il nostro orientamento sessuale) della Giornata Internazionale Contro L’Omofobia e Transfobia, IDAHOT.

Perché serve questa gioranta?

Perché ancora oggi troppe persone sono vittime inutili di violenze assurde solo per il proprio orientamento sessuale. Si stima infatti che solo in Europa (e parliamo di “mondo civilizzato”), le persone LGBTI subiscano minacce e aggressioni fisiche (23%) e – come se non bastasse – umiliazioni e insulti (35,5%) ogni giorno. Sì, ogni singolo giorno. E questo non è più tollerabile. Ecco perché serve questa giornata: ricordare ai nostri cari politici che una elementare, umana e necessaria legge contro l’omo-trans-fobia deve essere emanata e attuata ora!

Questa legge ci serve “ieri”, non domani!

E mentre La Cecenia ha cancellato dal proprio calendario questa giornata, perché secondo un loro studio “antropologico”, in Cecenia non ci sono persone LGBTI (altro motivo per cui la comunità internazionale deve arrivare ad una legge a livello mondiale perché queste cose non possano più ripertersi) nel mondo le celebrazioni e le iniziative sono tantissime, come questa di cui vi parlo qui.

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, Vangardist Magazine ha collaborato con il Mauthausen Memorial e il Serviceplan Group per fare un tributo commovente agli omosessuali condannati a morte nel campo di concentramento.

Durante la seconda guerra mondiale, il campo di concentramento di Mauthausen fu costruito appositamente per imprigionare gli omosessuali e torturarli “semplicemente” perché tali.

Il campo austriaco fu liberato dalle truppe americane nel 1945, ma rimane un fatto triste che solo una piccola manciata di persone conosca ciò che accadeva e le torture attuate nei campi nazionalsocialisti durante il poter di Hitler.

Ora, a 80 anni dalla costruzione del campo, Vangardist Magazine ha deciso di allearsi con altri magazine esponenti gay friendly  contro le violenze contemporanee a cui la la comunità LGBTI  in tutto il mondo è spesso sottoposta.
IDAHOT2018 - ILPUNTOH - VANGARDIST MAGAZINE THE PINK TRIANGLE ISSUE
La pubblicazione mira a richiamare il Triangolo Rosa – un simbolo usato per identificare gli omosessuali nei campi di concentramento – e con essa è stata lanciata una petizione al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e ai diritti delle persone LGBTI all’articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite . Potete firmarla qui.

Il 17 maggio segna la Giornata internazionale contro l’omofobia e il redattore capo del Vangardist – Julian Wiehl – ha rilasciato un numero speciale della rivista.

Wiehl ha detto: “Ricordiamo le vittime omosessuali di Mauthausen. In segno di rispetto per la loro morte inutile, oggi richiediamo un’ampia alleanza contro l’omofobia. Perché l’omofobia appartiene al passato ma non al nostro futuro.

La dott.ssa Barbara Gluck, direttrice del Memoriale di Mauthausen, ha aggiunto: “La lotta per i diritti degli omosessuali in Europa e in tutto il mondo è importante ai nostri giorni […] Non si tratta solo di una lotta per i diritti umani, ma anche di una responsabilità storica che dobbiamo soddisfare […] Sebbene la persecuzione degli omosessuali in Europa sia culminata nel nazionalsocialismo, le sue radici sono molto più profonde […] In molte parti del mondo, esiste ancora oggi. Sebbene il riconoscimento come gruppo di vittime dei nazisti in Austria sia avvenuto troppo tardi, è stato comunque un passo importante per spiegare la persecuzione degli omosessuali in passato e lavorare per la loro uguaglianza sociale “.

Il mese scorso, 80 persone provenienti da 10 paesi hanno raggiunto il campo di concentramento e hanno donato il loro tempo per partecipare alla creazione di un’opera d’arte fotografica che rappresenta The Pink Triangle Issue.

Facciamo in modo che l’OMOFOBIA DIVENTI SOLO STORIA DA STUDIARE E NON FACCIA PIU’ PARTE DEL NOSTRO FUTURO!

PINKTRIANGLEILPUNTOh

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IDAHOT – Matrimonio Etero di Massa: una singolare protesta della chiesa Ortodossa Georgiana

Mentre in Italia arrivano notizie interessanti e di un movimento di accettazione e non discriminazione da parte di alcuni esponenti importanti della Chiesa Cattolica, come potete leggere qui, la Chiesa Ortodossa Georgiana ha deciso invece di ribellarsi a questo giorno, IDAHOT, che celebra e incita all’accettazione delle diversità di ognuno di noi, con un Matrimonio di coppie Eterosessuali di Massa.

Giovedì (17 maggio) è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia; La Chiesa ortodossa georgiana sta promuovendo il proprio “Family Purity Day” in segno di protesta a questo IDAHOT, con matrimoni di massa per coppie eterosessuali.

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La Chiesa ortodossa georgiana protesterà contro IDAHOT sposando 400 coppie di sesso opposto

La Chiesa ortodossa georgiana celebrerà (a modo suo) la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia (IDAHOT) con la propria dimostrazione di “purezza familiare”. La chiesa della Georgia mirerà così a tenere 400 matrimoni di sesso opposto in tutta la regione e a livello internazionale questo giovedì. Questa non è la prima volta che la Chiesa intraprende azioni in opposizione ad IDAHOT, che si svolge ogni anno il 17 maggio.

Nel 2013, un rally guidato dai sacerdoti si è scontrato con i manifestanti per i diritti LGBTI a Tblisi, la capitale dell’ex Repubblica Sovietica. L’anno seguente, la Chiesa decretò il 17 maggio “Giornata della purezza familiare” in Georgia. Da allora ha continuato a celebrare la sua posizione anti-gay ogni anno e sempre più prepotentemente.

La scorsa settimana, il leader del gruppo conservatore, il Chokhosnebi del Patriarcato, ha detto a Netgazeti (la loro gazzetta online) che 20 matrimoni erano già stati confermati a Tblisi. Zviad Sekhniashvili ha anche detto che fino a 400 matrimoni si sarebbero svolti in tutto il paese (popolazione di 4 milioni) nel suo complesso.

Gli omosessuali e tutto il popolo LGBT+ affrontano un’omofobia diffusa nella società georgiana, con la chiesa ortodossa che continua a esercitare una grande influenza sull’opinione pubblica e sui politici. Lo scorso fine settimana, la polizia ha fatto irruzione nei famosi club techno di Tblisi proprio come raid omofobo. Benché si dica che i radi siano serviti a mettere in carcere i truffatori, Beka Gabadadze dell’associazione LGBTQI Temida ha dichiarato che i locali erano spazi LGBTI-friendly.

Gli attivisti LGBTI e attivisti per i diritti umani nel paese celebreranno l’IDAHOT con la loro dimostrazione giovedì. “La Chiesa ortodossa rappresenta i valori conservatori e promuove la retorica filo-russa in Georgia”, ha detto Giorgi Tabagari del Movimento per l’uguaglianza.

“Ciò comprende la lotta contro la libertà di riunione, il controllo dell’istruzione e il coinvolgimento in questioni governative. Alla fine della giornata, questo facilita una crisi di laicità. ‘Quanto a noi, stiamo progettando di protestare a prescindere dai gruppi radicali che probabilmente ci attaccheranno. Terremo una protesta di fronte al palazzo del governo il 17 maggio “.

E tu, come celebrerai l’IDAHOT?

 

giornata mondiale contro l'omofobia

Una Parte di Noi – (Giornata Mondiale Contro l’omofobia)

Ciò che segue è un piccolo contributo (forte) anonimo per la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e Transfobia. É un grido di dolore e di speranza, ma al contempo di forza: quella forza che ci spinge ad essere noi stessi, essere felici e ad amare nonostante tutto e tiene accesa in noi la fiamma della speranza che un giorno, anche chi ci ama ma è accecato dalla paura di ciò che è diverso dalle idee e dai progetti che per noi avevano fatto, possa accettarci di nuovo e amarci per chi realmente siamo.

C’è una parte di me che non ha festeggiato per il traguardo delle unioni civili.

C’è una parte di noi che non ha festeggiato e non festeggerà forse mai.

C’è una parte di noi a cui una legge purtroppo non ridarà quel che ha perso.

C’è una parte di noi che si veste di sorrisi ed esuberanza per coprire il dolore.

C’è una parte di noi a cui fa male vivere la vita.

Quella parte di noi vive in me. Vive in chi non si sente compreso nemmeno dagli affetti più cari della vita.

Ecco, spero in questo, che chi ci ama ci capisca e smetta di odiarci perché non siamo quel che speravano fossimo.

Perché il dolore dentro, anche se non lo si dà a vedere, in una parte di noi, è grande.

Non abbiate paura di essere voi stessi…perché, ehi..”you were born this way“!