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Recensioni2.H: Growing Up Coy

Fra pochi giorni si celebrerà la giornata mondiale contro l’omotransfobia (17 maggio) con eventi e manifestazioni per supportare la causa e anche la recensione di stasera tratterà di transgender con un caso mediatico che è diventato un documentario per i posteri essendo l’inizio di un percorso che ha cambiato e ampliato i diritti per tutta la comunità LGBT.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


Growing Up Coy

Docu-film rilasciato nel 2016 che segue il caso diplomatico del 2013 della famiglia Mathis che hanno aperto una causa verso la scuola che impediva l’accesso al bagno femminile alla figlia Coy di sei anni, nata maschio ma che si è sempre identificato nel sesso opposto.maxresdefault

Il caso portato su tutti i media nazionali ha aperto la via, sotto la presidenza Obama che ha emantano delle linee guida contro la discrimanzione di genere, per una legge in California che consente a tutti gli studenti transgender di utilizzare il bagno o di essere ammessi in una squadra in base al sesso in cui si identificavano; ma dall’altra parte il caso ha creato le Bathroom bill (letteralmente Bollette del Bagno) che è un disegno di legge che vieta l’accesso ai bagni specifici a tutte le persone transgender (cioè se sei nato maschio, ma ti identifichi femmina non potrai entrare nel bagno delle femmine; questa legge è passata solo nel North Carolina).


Naturalmente essendo un documentario non c’è un copione, non ci sono attori e neanche una trama, se non la linea temporale degli eventi che costruisce la storia, ma d’altra parte tutto quello che viene narrato è vero, Coy Mathis esiste e Coy si sente una femmina, starà a lei in maggiore età scegliere che percorso seguire.27658024_10155972381608605_4973442357402525324_n

Nel film vediamo Laverne Cox, volto conosciuto nella serie Orange is the new Black e nella battaglia per le persone LGBT.

Il film è stato presentato Human Rights Watch Film Festival e ha vinto i premi “Best Documentary” al Raindance Film Festival.

Disponibile su Netflix

unioni civili

Le unioni civili sono legge!

Dopo trent’anni il parlamento ha finalmente varato la legge sulle unioni civili. Fuori dal medioevo verso la vera battaglia: il matrimonio egualitario!

Dopo la fiducia al Senato (e alla Camera dei Deputati) con 372 sì e 51 no il disegno di legge sulle unioni civili a prima firma Cirinnà è finalmente legge.

Non è la migliore delle leggi, manca l’adozione del configlio ed è stato stralciato l’obbligo di fedeltà. Queste due assenze dicono sostanzialmente che una famiglia omosessuale non è in grado di crescere la prole ed è implicitamente promiscua rispetto alle coppie eterosessuali, ma (e questo ma è grosso quanto una casa) si legittima l’esistenza delle coppie omosessuali e si riconosce finalmente il diritto delle coppie omosessuali a costruire una famiglia. Come hanno più volte detto sia Monica Cirinnà che Micaela Campana “si passa da un diritto di famiglia a un diritto delle famiglie.”

Cosa prevede questa legge? Tutti ma proprio tutti i diritti (e doveri) del matrimonio. Dai diritti patrimoniali all’eredità compresa la legittima, dal diritto al mantenimento ed agli alimenti al diritto alla pensione di reversibilità, dal ricongiungimento familiare alla cittadinanza italiana per lo straniero unito civilmente, dal congedo matrimoniale a tutte le prerogative in materia di lavoro, dagli assegni familiari a tutte le disposizioni fiscali, dalla disciplina sui carichi di famiglia alle imposte di successione e donazione, dall’impresa familiare alle numerose norme del codice civile in materia di contratti, prescrizione ed altro, dalle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari ai punteggi per i concorsi e i trasferimenti, dai trattamenti pensionistici, assicurativi e previdenziali al diritto di ricevere informazioni sullo stato di salute e le opportunità terapeutiche, dalle decisioni sulla salute in caso di incapacità, alle decisioni in caso di decesso sulla donazione di organi, sul trattamento del corpo e sui funerali, dal trattamento dei dati personali all’amministrazione di sostegno ed alla 104, dai diritti in materia penitenziaria alle numerose norme in materia di diritto e di procedura penale e così via… Per un approfondimento più puntuale vi rimandiamo a questo articolo scritto dai giuristi di articolo29.itunioni civili

Oggi è un giorno bello sì: da oggi inizia la vera battaglia, quella per il matrimonio egualitario.

Cari amici oggi è un bel giorno, da oggi potrete chiedere la mano alla vostra dolce metà. Comprerete casa insieme senza preoccupazione, vi ammalerete e saprete che nessuno potrà chiedere al vostro amore di restare fuori.

E quindi unitevi!

“Unioni Civili”, Ivan Scalfarotto: «La verità è che non vogliono nessuna legge»

assemblea pubblica e democratica pd

(Alcun)i cattolici probabilmente continuano a considerare l’omosessualità una malattia infettiva che, qualora legittimata, si propagherà sulla terra come una piaga d’Egitto facendoli estinguere come foche monache nel mediterraneo e, anziché diffondere quel messaggio d’amore universale impresso nelle Sacre Scritture, preferiscono alimentare l’omofobia impedendo diritti al prossimo.

È prepotentemente ribalzato alle cronache il tema unioni civili, che di civile a quanto pare non hanno nulla, in occasione di una ormai fantomatica legge che dovrebbe indistintamente equiparare i diritti di tutti in materia “matrimoniale”, in discussione in parlamento in questi giorni. Ma guai a chiamarlo matrimonio! Se il governo è completamente spaccato sulla legiferazione, su di una sola cosa pare siano tutti d’accordo, si parlerà di “specifica formazione sociale”, manco un’unione (d’amore) tra due persone dello stesso sesso fosse una specie di cooperativa sociale.

Tre sono i punti di discussione, riporta Annalisa Cruzzocrea su La Repubblica in edicola oggi, l’impossibilità di prendere il cognome dal partner, nessun riferimento al codice civile nella gestione patrimoniale della coppia e, punto ancora più caldo, l’impossibilità di adottare i figli del partner, almeno non subito. Secondo quella che è stata definita stepchild adoption, l’adozione infatti non scatterebbe subito dopo l’unione, ma sarà un giudice a stabilire se riscontri o meno un rapporto di “genitorialità”, e bisognerà aspettare almeno due anni di effettiva convivenza. Dalla legge sarebbe stralciato ogni riferimento al matrimonio dal codice civile, mentre rimarrebbero inalterati i diritti successori.

Insomma, questa legge, anche se dovesse essere approvata, nulla o poco apporterebbe alla già pre-esistente normativa in materia di convivenza, garantendo alle coppie quel minimo sindacale che occorre più al governo per mettersi (apparentemente) in pari con l’Europa, che agli omosessuali per sentirsi legalmente una coppia a tutti gli effetti e non i soliti cittadini di serie B.

Tra i pochi a vedere chiaramente questa improbabile proposta di legge, il sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento, l’attivista LGBT Ivan Scalfarotto, che accusa: «La verità è che non vogliono nessuna legge. Qualcuno mi ha detto contrito che il suo vescovo non gli parla più. Stiamo rischiando di mandare a monte il lavoro di un anno».

L’altra faccia delle “unioni civili”

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Si dice Unioni Civili, si legge “matrimonio gay”. A tenere banco in questi giorni è la delibera da parte del governo in materia di regolamentazione delle coppie di fatto, ma in tanti, erroneamente, credono si tratti di una tematica puramente omosessuale. Niente di più sbagliato, dato che la legge andrebbe anche a garantire i diritti di tutte quelle coppie eterosessuali che, per scelta, hanno deciso semplicemente di convivere senza contrarre matrimonio civile o (anche) religioso che sia.

Se questa settimana molto ha fatto discutere il caso “Scialpi”, il cui marito, Roberto Blasi, sposato negli States qualche mese fa, è stato trattato da estraneo in seguito ad un suo ricovero in ospedale, tale trattamento è stato riservato anche a molte coppie eterosessuali, di cui, forse la più nota degli ultimi anni, quella di Alberto Bevilacqua e la compagna Michela Macaluso, che pare non avesse alcuna voce in capitolo alla salute dello scrittore in seguito ad un suo ricovero in una costosa clinica privata.

Ma non è soltanto quella che in Chiesa è definita la “cattiva sorte” che questa legge andrebbe a regolamentare. Occorrerebbe infatti che si garantisse anche il partner dal punto di vista patrimoniale ed economico, consentendogli, come una qualsiasi moglie o marito, di accedere ai beni o al diritto di reversibilità della pensione per la quale un compagno di vita ha duramente lavorato.

Si pensi ad esempio a Marco Alemanno, compagno del cantautore Lucio Dalla, che alla morte di quest’ultimo ha avuto lo schiaffo di una casa in vendita e di una contesa in un’eredità, con i parenti del cantante, in cui pare non avere alcun diritto o garanzia. Ma non è solo la storia recente a dircelo: già nel 1997, Antonio D’amico, compagno di Gianni Versace, rinunciò alla sua eredità in seguito alla prematura scomparsa dello stilista italiano, assassinato proprio al cancello della sua villa di Miami.

E se da un lato è giusto che lo Stato si tuteli dall’innescare eventuali meccanismi di frode, di cui malintenzionati potrebbero senza dubbio approfittarne, è altrettanto vero che garantire e tutelare anche chi, per una serie di ragioni non può o semplicemente non vuole contrarre matrimonio, si ritrova tutta una vita al fianco di una persona per la quale vorrebbe avere una valenza non solo affettiva, ma anche legale. Che garantisca quella libertà di scelta di vita, di morte, di conservare e proteggere quegli oggetti, non soltanto per quel valore materiale che la società impone, ma per quella valenza affettiva che conquistano negli anni vestendosi di ricordi e amore, e ciò trascende il sesso o il proprio orientamento sessuale, ma entra a far parte di quella tutela della PERSONA, di cittadini onesti che pagano le tasse, lavorano, si sforzano di rendere un paese migliore, quello stesso paese che spesso li discrimina e li fa sentire dei reietti, quello stesso paese che, a dispetto di millenari secoli di arte e scienza, spesso dimostra di essere bigotto e omofobo.

Gay Pride e Omofobia: qualcosa non quadra!

20130704-093538.jpgMilano ore 9.00 di un sabato mattina (29 Giungo 2013) non proprio qualunque:

la città si preparava alla grande festa dell’Onda del Gay Pride che da Sud era arrivata al Nord con l’intento pacifista di rivendicare pari diritti per le coppie dello stesso sesso.

Siamo tutti d’accordo che l’Italia non può continuare a stare nell’Unione Europea o a considerarsi una Nazione tra quelle “avanzate” se non viene approvata prestissimo una legge che dia pari diritti e possibilità a coppie dello stesso sesso: l’amore è amore non importa se ami un lui o una lei!

Corso Buenos Aires si preparava a ricevere la parata che qui si sarebbe fermata e qui tutti insieme (famiglie con bambini, gay, lesbiche, trans, travestiti, forze dell’ordine, persone comuni, vip e chiunque avesse voluto esserci) avrebbero poi festeggiato per la buona riuscita del Pride e perché sì rivendicare i diritti in modo pacifico e colorato è motivo di festa, di gioia e di orgoglio!

Parte di Corso Buenos Aires è ormai chiuso al traffico e protetto dalle nostre forze dell’odine…ma c’è chi questo posto deve raggiungerlo per lavoro.

Milano ore 9.30 del mattino dello stesso Sabato. Gian che convive da oltre 10 anni col suo compagno Gio (miei amici), venuti insieme da Napoli per costruirsi un futuro in questa città che tanto ti dà ma tanto ti chiede in cambio, stava andando in bicicletta a lavoro da Maciachini a Corso Buenos Aires, dove avrebbe incontrato i suoi colleghi, e preparato il negozio di questo famoso brand nord-europeo molto gay friendy, a festeggiare con la folla l’arrivo della parata.

Ma, ahimè, in Italia un gay si alza ogni mattina con la consapevolezza che dovrà lottare peggio di un gazzella col leone nella savana; così mentre Gian all’altezza di via Rossellini e via Taramelli, praticamente passava fuori dal nuovo costosissimo e non del tutto utilizzato palazzo della Regione Lombardia (zona per altro piena di telecamere di sorveglianza – non sia mai che un politico pappone venisse aggredito da qualche trans a cui deve soldi) un automobilista, dal nulla e senza alcun motivo, comincia a stromabazzare con il clacson.

Gian, non si spiega il perché di questo strombazzamento, pensa forse sia per il traffico mattutino del mercato che si stava svolgendo in quella zona, così indifferente all’insistenza dell’automobilista continua per la sua strada. Ad un certo punto l’auto lo affianca ed il conducente dall’abitacolo comincia ad urlare contro Gian, il quale capendo che si trattava di un povero idiota senza palle e sempre senza dar peso all’accaduto cambia strada, percorrendo via Melchiorre Gioa.

Fermatosi al semaforo rosso l’automobilista, che non aveva smesso di seguirlo, lo raggiunge scende dall’auto e comincia ad insultarlo attribuendogli nomi non proprio gentili “frocio di merda” “ricchione” “omosessuale di merda” “deviato” “voi e la vostra razza dovete morire tutti”, ma Gian che è una persona giusta e buona, non reagisce, nonostante dentro stesse tramando e allontanava il più possibile il pensiero spaventoso di quello che sarebbe potuto succedere dopo gli insulti; così alla non reazione di Gian partono gli schiaffi.

Il malcapitato era proprio fermo al semaforo che è appena fuori l’uscita della metro di Gioia che a quell’ora è piena di orde di persone che vanno in giro, a lavoro, o fanno le proprie cose, e tutti…TUTTI…sono stati spettatori passivi dell’accaduto!

Volano schiaffi, pugni, calci ripetuti, TUTTI guardano e nessuno fa NIENTE, così dopo quei 2 minuti che sono durati un’eternità (e ne so qualcosa per esperienza in prima persona) Gian resta a terra, spaventato, in lacrime, sanguinante, (si scoprirà più tardi in ospedale che quella belva ignorante gli avrà causato una micro frattura al setto nasale, micro lesione alla cervicale e un occhio nero) e nell’indifferenza della folla, l’assalitore, lo sporco bastardo beatamente rimonta in macchina e va via.

Ripeto: tutto cio è sucesso sotto gli occhi incuranti di passanti e altri automobilisti che, né mentre né durante né dopo hanno soccorso il malcapitato.

Gian -fisicamente – ora sta meglio: i segni della violenza fisica passano in fretta ma la paura, l’ansia del ritrovarsi in una situazione simile, e soprattutto le ferite che lasciano parole ed offese come quelle ricevute da lui, beh… quelle sono più taglienti di una lama affilata e ci metteranno tanto tempo a guarire eppure rimarranno lì, sempre dentro, a segno “percepibile” di un qualcosa che è stato, che ha segnato, che ha fatto male!

Cari amici, gay e non, ma persone intelligenti e colte consapevoli che al mondo siamo tutti uguali purché non si faccia del male al prossimo e che tutti abbiamo il diritto ad una vita DIGNITOSA E A VEDERCI RICONOSCIUTI I PROPRI DIRITTI DI CITTADINI E DI ESSERI UMANI, vi chiedo: è questa l’Italia che vogliamo? Sono questi i politici che possono garantire alla popolazione #LGBT un futuro dignitoso, pari diritti ed uguaglianza e tutelare le nostre vite? É questa la vita che vogliamo? Io, come Gian, come Gio, come il mio Ale, come tanti altri gay, genitori di gay e persone etero diciamo NO! Non è questo ciò che vogliamo e ci opponiamo ad un governo dove i diritti essenziali sono lasciati al caso mentre tutti si interessano di trovare il modo migliore per incularci ed arricchirsi!

Io non taccio! IO reagisco!

NO ALL’OMOFOBIA! Perché fin quando ci saranno persone passive come quelle che sono passate e hanno assistito alla violenza che la belva ignorante compiva sul povero ragazzo “colpevole” di amare un uomo, di essere OMOAFFETTIVO, non ci sarà eguaglianza e nessuno si interesserà di proteggere “le minoranze a rischio“! (che poi … chi ha detto che siamo una minoranza?)

Milano ore 16.30 … su Corso Buenos Aires, si festeggia il Gay Pride, dall’altro lato della città Gian e il suo compagno si stringono per scongiurare le paure e curare le ferite dell’OMOFOBIA.

 

Quelli…

Martedì sera (13-10) Piazza Duomo (MI) era così… (foto a lato) un sit in di un gruppo di conosrelle e in sottofondo un sax che suonava malinconico mentre l’idifferenza e il vento facevano da padroni…triste vero? Beh… triste è anche il fatto che oramai paesi come l’Uruguay o altri che fino a qualche anno fa cosnsideravamo … sottosviluppati … hanno approvato una legge che tuteli gli appartenenti della popolazione LGBT e che li difenda a dovere…magari anche consentendone il matrimonio o unione riconosciuti ai fini giuridici, mentre qui, beh qui… qui dormiamo...ci nascondiamo dietro un dito, e per non far arrabbiare la chiesa della cara Papessa Katzinger, non approviamo leggi del genere…però in compenso i nostri parlamentari vanno coi trans! (E Mamma Ugo sotto casa mia lo sa bene!)

Un Paese civile e svilluppato, secondo l’idea di parecchie persone ragionanti e di certe capre come sono presenti al nostro parlamento, è un Paese che oltre a cercare di risolvere problemi economici e tutto il resto, pensa per prima cosa al benessere dei propri cittadini, proteggendoli, tutelandoli in qualsiasi modo! E non discriminandoli perché ci sono alcuni a cui piace il biscotto o alcune a cui piace la biscotta, o ancora chi il biscotto lo aveva e si fatto fare un bel paio di mele e ha preferito farsi tramutare il biscotto in biscotta o anche c’è a chi piace sia il biscotto che la biscotta! O mi sbaglio?

Di certo non possiamo dire che i nostri politici in Italia ci facciano annoiare! Eh no! Oramai qualsiasi telegiornale segui o giornale che leggi, ti informa solo sui nuovi screzi tra il nano malefico e il caro Napisan... o tra le opposte fazioni! Posso dire una cosa in tutta libertà!?!? Ma andate a morire ammazzatti tutti! Vi rendete conto che pensate solo al vostro rendiconto personale ed economico e noi cittadini italiani (che ancora amiamo questo paese e di cui purtroppo a causa vostra siamo costretti a vergognarcene) froci e non siamo lasciati a galleggiare nei liquami e a stento se non siamo figli di ré e pascià arriviamo a fine mese!?!?

Rendetevi conto miei cari politici che la crescente ondata di omofobia e le aggressioni ad essa correlate, sono causa vostra e di quei quattro cretini che governano la chiesa e tramite essa governano le vostre menti malate!

Mia cara Mara, si tu… mia cara conterranea (siamo campani entrambi e anche io abitavo nella prov di Sa), nonché mia cara collega (si anche io come te che sei ballerina e show-girl sono ballerino e show-gay) ti rendi conto che potevi usare le tua abilità per arrivare a sfondare in qualche altro mondo (tipo dello showbiz) e non per venire a mettere naso, bocca e testa in un ministero che non ti si addice per nulla!? (certo èpur vero che col Nano barzellettiere al governo chssà chi ti avrebbe sostituita!?) Tu alla pari della tua cara amica Marystar?? Cioè… fermati e ragiona un momentino...come può una ballerina, una che (mi ci scommetto le palle che per qualche tempo il tuo migliore amico era un frocio come me!) per la danza ha sempre vissuto tra miriadi di ricchioni che sognavano di diventare la prima ballerina del Royal Albert Hall di Londra…. come puoi tu dunque non batterti a spada tratta per difendere chi viene aggredito per il suo orientamento sia sessuale che religioso o ancora per il colore della pelle; definire le unioni tra omosessuali impure e definire il gay pride solo un’ostentazione carnevalesca!?!?

Marucciaaaa….su!! Non diciamo sciocchezze con quella bocca! Renditi conto che se sul giornale di ieri (CITY) alla sessione “Dite La Vostra” leggo messaggi che  mi fanno girare vorticosamente le ovaiei tipo ” QUELLI [si riferisce a noi omosessuati tesoro] vogliono solo godere senza avere figli! Come tante donne del resto. Ma nel frattempo meglio non dargli privilegi. Alexx e Samu Itis Belluzzi Contrari!” è tutta colpa vostra!! (tua in primis che dovresti curarti di ste cose!)

Le generazioni che stanno venendo su in Italia, grazie a questo vostro comportamento disumano non fanno altro che spaventarci….ma mica solo noi ghei!? Vedi come apostrofano anche voi donne! Secondo te da sti due o da chi come st’alto cretino dice “ Contrario! [alla domanda  se si era favorevoli o contrari a questa legge contro le violenze per discriminazione da orientamento sessuale] L’unica categoria a rischio è il maschio bianco etero e di destra! L’unico che può essere insultato e accusato di ogni nefandezza.Alb!“….cosa c’è da aspettarsi?? Che un bel giorno tutti i mascchi neri, o gay o di sinistra si ritrovino in un campo di concentramento a fare da cavie a nuovi esperimenti come è già successo durante lo sterminio nazista!?!? Dimmi tu!

Tesoro mio è ora di agire!

Nel frattempo, io e Milo prevediamo di lasciare l’Italia (a malincuore) dopo l’università….grazie Silvio! Grazie Mara! Grazie Josepha!

Hafblood con le palle che girano!