Tag: lesbico

Recensioni2.H: La Luciérnaga

Eccoci qua ragazzi, siam tornati con il nostro appuntamento settimanale con le recensioni e continuiamo a celebrare l’amore tutto in rosa con una storia dai toni dolce amari

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


-La Luciérnaga-

MV5BMDZiYTBmZjItZTlmNS00MTRmLTlhYzktNzI3NGU1NjAxNzYzL2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI0OTczMjc@._V1_SY1000_CR006661000_AL_

Film del 2013 (alcuni siti lo datano 2015 con la visione al Festival di Atlanta), diretto da Ana Maria Hermida, finalmente una donna che racconta di donne. Pellicola di origine colombiana dal titolo spagnolo, lingua originale, La Lucièrnaga, letteralmente la lucciola, titolo tradotto in inglese per la grande distribuzone: The Firefly; ora disponibile su Netflix.

La Storia

Lucia è una donna che all’apparenza ha tutto: un matrimonio con i suoi alti e bassi e una vita agiata, ma l’unica cosa che veramente le manca è il rapporto che aveva con Andres, suo fratello, interrotto alla morte del di loro padre tre anni prima.

Andres sta per sposarsi con Mariana e Lucia non è invitata al matrimonio, ma all’ultimo lo sposo decide di andare a recuperare la sorella per riallacciare i rapporti in un giorno così importante, ma il destino beffardo si porta via anche Andres lasciando le due donne sole nel loro lutto.

Tutto cambia quando Lucia e Mariana si incontrano e rivivendo assieme il passato di Andres iniziano ad intrecciare le loro vite.

MV5BNjIzYWRjMTgtYzBhMi00ODhmLWJiODYtMzNkZTk1OTY0ZmUxXkEyXkFqcGdeQXVyMjI0OTczMjc@._V1_SX1777_CR001777888_AL_



Film molto delicato nei toni: dialoghi, scene, azioni gestite con un tatto che si discosta immensamente con l’idea che abbiamo della telenovela o in generale della regia spagnola.

tenor

Non troviamo un tema centrale, ma seguiamo una storia e la sua evoluzione, l’omosessualità viene oscurata dal semplice amore, che in questa pellicola non trova un metro di giudizio, è semplicemente dettato dal cuore e probabilmente è questo che crea una storia delicata, ma molto profonda.

Film dedicato al fratello della regista mancato nel 2007 all’età di 25 anni e che probabilmente ha dato l’ispirazione per tutta la storia.

A Tu Per You Con Raffa – Due Chiacchiere con Anna Paola Concia – Pt2

*Seconda Parte*

continua da qui.

Dicono che Frankfurt sia la città meno sicura della Germania, eppure qui ho visto persone camminare sole, coppie gay tenersi per mano e passeggiare sul lungo-fiume anche di notte fonda. Tu come la vivi?

A.P: Mah, Frankfurt è una città europea, qui vivono il 47% di stranieri e come ogni città dove più culture convivono è normale che abbia i suoi pericoli, ma la certezza della pena qui in Germania limita molto gli atti criminosi. Francoforte è molto cambiata negli anni, e non mi pare proprio una città “pericolosa“.

Ma perché hai scelto proprio la Germania (lasciando da parte il fatto che Ricarda è tedesca e vive a Frankfurt)?

A.P: Dopo che la mia esperienza da parlamentare è finita (ho fatto la parlamentare solo 1 legislatura) volevo tornare a fare la manager, quello che avevo sempre fatto per 25 anni, ma in Italia la crisi dell’occupazione è anche provocata dal fatto che le aziende non sanno trasformarsi per mettersi al passo coi tempi.  Perciò mi sono detta “perché non provare con la Germania?”, ho voluto mettermi in gioco, ed eccomi qui. Ho mandato i miei CV a un po’ di aziende qui a Francoforte e solo per il mio Curriculum hanno deciso di chiamare a colloquio Anna Paola Concia, una perfetta sconosciuta dall’Italia, che manda la propria application alla loro azienda. Ho fatto un colloquio di oltre 2 ore con due responsabili tedeschi della Camera di Commercio Italiana per la Germania, qui a Francoforte e ho sudato 7 camicie, ma ce l’ho fatta. Qui se vali, anche a 50 anni, il lavoro lo trovi.

Ma allora come spieghi la crisi del lavoro in Italia?

A.P: il nostro è un sistema bloccato. Purtroppo abbiamo ancora un sistema paese poco dinamico.Ti faccio un esempio molto semplice così capisci quello che voglio dire: solo quest’anno in Germania hanno chiuso per la crisi il doppio delle aziende italiane. Ma hanno chiuso per RIQUALIFICARSI, ovvero, hanno impiegato i propri fondi, le proprie forze per la riqualificazione in nuovi settori del mercato che in questi anni stanno avendo più richiesta. E’ questa la forza del mercato tedesco: l’elasticità mentale delle aziende di accettare “la fine” e di studiare (nel vero senso della parla) con tanto di formazione del personale per inserirsi in nuovi settori lavorativi. E la stessa cosa – sempre in campo di formazione e riqualificazione – succede se uno qui perde il lavoro. Le agenzie di impiego come sai qui sono federali, e i dipendenti delle agenzie ricevono incentivi economici dallo Stato per quante più persone riescono ad immettere e riqualificare nel mondo del lavoro. Quindi metti caso che lavori in un’azienda e vieni licenziato, l’agenzia del lavoro che ha in gestione il tuo profilo, ti chiama, ti paga il sussidio di disoccupazione e ti forma per un nuovo sbocco lavorativo.

E ora che il ghiaccio è completamente rotto, sciolto e galleggia nei nostri drinks, posso attaccare con domande ancora più specifiche!

Quanto è stato difficile per te vivere la condizione di Parlamentare Donna e Lesbica in un ambiente omofobo e sessista come quello della Politica Italiana?

A.P: (sorride) Sono stati 5 anni molto difficili, faticosi e a volte frustranti.

Mi dispiace!

A.P: ma è acqua passata! (con un sorrisone che mette allegria!)

(Rivolgendomi sia ad Anna Paola che a Ricarda) E come vi siete sentite quando Anna ha perso la battaglia per il riconoscimento del diritto all’assistenza sanitaria per il proprio partner dello stesso sesso anche se solo convivente?

(Ricarda mi guarda e sorride facendo quell’espressione di chi preferisce non ricordare, non parlare) ma Paola invece: e come vuoi che ci siamo sentite? La mia era una battaglia di principio, ma ti pare normale che i miei colleghi avessero tutti l’assistenza per i propri partner anche non sposati, e io non potessi averla per Ricarda? Detto questo, il problema non è l’assistenza sanitaria dei parlamentari, ma fare una legge che riconosca tutte le coppie.

No non mi pare normale, e infatti l’anno scorso se non sbaglio Scalfarotto e Lo Giudice l’hanno ottenuta!

A.P: infatti! Fortunatamente hanno trovato la strada spianata

Ma scusa, e il movimento Gay Italiano non ha fatto niente? In che rapporti eravate?

A.P. Non abbiamo mai avuto un rapporto idilliaco. Non vengo dal movimento, ho sempre fatto politica sui diritti civili dentro un Partito. Non è ne un bene ne un male, è un fatto. Ho cercato di sollecitarli a cambiare strategia. Il movimento omosessuale italiano ha fatto grandi cose nella società, la responsabilità di questa situazione di stallo verso i nostri diritti è sicuramente della politica e delle istituzioni, ma anche il movimento omosessuale in questi anni qualche errore lo ha fatto. Saranno loro, se ne avranno voglia, a cambiare strategia, e a cercare finalmente di essere più uniti e meno litigiosi. Questo sicuramente non aiuta la battaglia sui diritti civili

Hai perfettamente ragione… vedo che non sono l’unico a pernsarla così! ahah! Ma dimmi cosa ne pensi del DDL Cirinnà? Pensi che verrà approvato?

A.P: Io sono una grande sostenitrice del DDL Cirinnà e non ne ho mai fatto mistero, credo che Renzi dopo tutto il caos venuto fuori per la riforma sul lavoro la farà approvare!

Secondo te tra quanto le cose cambieranno allora? Verrà approvato a breve?

A.P: e chi può dirlo? Anche se vivo qui, spero davvero venga approvato presto, per il bene di tutti, degli omosessuali e del paese.

Ma secondo te, perché allora l’Italia (non consideriamo la Grecia) è ancora l’unica nazione che in Europa non ha approvato una legge che tuteli le persone LGBT e le loro unioni?

A.P: Diciamo subito che la scusa che tutti usano “è colpa della chiesa” è una cosa che non regge perché la chiesa da che mondo è mondo non approva e non approverà mai le unioni omosessuali. La vera colpa è della politica italiana che non è coraggiosa e non non vuole governare i cambiamenti! Come fanno a non capire che la creazione di una legge che tuteli e regoli le unioni di coppie delle stesso sesso produrrà circoli virtuosi in tutta la società ? Dare piena cittadinanza a chi non ce l’ha fa bene a tutti. Ho provato con tutte le mie forze a farglielo capire durante i miei 5 anni al Parlamento (mi sorride e poi si interrompe) Bene! Sono arrivati anche gli altri nostri amici, Addolarato e Grace (li chiamerò così) andiamo a cena va!

wpid-2014-09-21-13.01.40.jpg.jpegE così tutti insieme, andiamo a cena dove incontriamo Alessandro e sua moglie – lui giornalista e lei ora in cerca di lavoro qui a Francoforte (due persone davvero deliziose e la loro meravigliosa figlioletta di 1 anno, la mascotte della serata, che tutti abbiamo ribattezzato con affetto, Allegra). Una tavolata di 7 italiani e una sola tedesca che però di italianità ha preso tanto e poi … sushi e cibo giapponese.

Birre, chiacchiere, battute da far calare il gelo su un’intera città, le risate e i sorrisi di 8 persone  davvero speciali e intelligenti che sembrano conoscersi da una vita e che insieme stanno bene. I progetti futuri, i sogni e dulcis in fundo la proclamazione di una sfida culinaria (a cui sono stato invitato con Ale) dove Addolrato dovrà darci prova che i suoi “primi non sono secondi a nessuno!”

Grazie a tutti, Grazie Anna Paola… io aspetto la sfida, rinnovo a te e a tutto il bel gruppo l’invito a casa a provare l’assado all’argentina di Ale e ci rivediamo presto come ci siamo detti, o a Milano o a Francoforte!

Raffa

A Tu Per You Con Raffa – Due chiacchiere con Anna Paola Concia

Il mio lavoro, sapete, mi fa viaggiare tanto e ho spesso pensato di voler sfruttare questi viaggi anche per il blog, per portarvi sempre nuove informazioni di prima mano anche fuori dall’Italia. Nasce così l’idea di una rubrica che se vogliamo, possiamo anche chiamare “talk post”, dove provo ad incontrare esponenti del mondo LGBT nel Paese che visito e insieme proviamo a portare la loro esperienza anche in terra italica.

Iniziare però è sempre un po’ più complicato, ma io sono stato fortunatissimo: ho iniziato col botto, con l’incontrare un membro, molto più che esposto, del movimento LGBT a livello internazionale.

Un Pomeriggio di Pioggia

wpid-20140920_160531.jpgE’ sabato pomeriggio, 20 settembre, Francoforte è sotto un diluvio che se fosse successo a Milano a quest’ora sarebbe già diventata la seconda Atlantide scomparsa tra le acque. Appuntamento alle 17.00 all’inaugurazione della nuova Caffetteria Vegana con annesso Sexy Shop per Sole donzelle di Sandra (Italo-tedesca) e amica del cuore di Ricarda. Ah! Vero! Ma con chi avevo appuntamento? Chi è Ricarda?

 Avevo appuntamento con Anna Paola (Concia), sì proprio lei, che quando le ho presentato il mio progetto della rubrica ha subito accettato di collaborare senza se e senza ma, e Ricarda è la sua simpaticissima moglie e compagna di vita.

Che situazione davvero rilassata ed amichevole, ci sentiamo al telefono, e mi fa… “sabato ti porto in un posto fighissimo!”…e non mi aspettavo fosse davvero così fighissimo e divertente.

Arrivo un po’ in anticipo sul ritardo di Anna Paola – ma che volete farci, è pur sempre una signora! – e chiamandomi mi dice “sì sono un po’ in ritardo ma c’è un mio amico, Marco, chiedi di lui e aspettatimi lì per favore!”. Io nel frattempo avevo già iniziato a chiacchierare con Sandra, con sua nipote e a bere un prosecchino in loro compagnia, così cerco un volto “italiano” e di uomo (visto che la folla era maggiormente fatta di gentil donzellette) e tac! Trovato! Una persona estremamente disponibile, simpatica, un ragazzo, che come me ha già superato i 18 anni, col quale subito inizio una piacevole chiacchierata, e al quale faccio subito qualche domanda per il vostro blog.

Marco, si ha l’idea che vista la grandissima accettazione della normalità delle persone gay qui in Germania, fare coming out in famiglia e vivere la propria vita in maniera spensierata sia cosa normale e non difficile: è solo una nostra idea o è proprio così?

M: Beh..sai, oggi giorno ho la netta convinzione che qui ti guardano male se dici che sei vegetariano piuttosto che se dici di essere gay! (esordisce Marco facendomi sorridere tanto!) Ma tornando alla tua domanda, sai… io non sono tedesco di nascita, sono qui da 13 anni e da 2 anni e mezzo sono sposato con David, il mio compagno che è Americano. Io ho sempre vissuto la mia vita in maniera molto trasparente, ho fatto coming out con i miei quando ancora vivevo a Milano e da quando sono qui non ho mai dovuto preoccuparmi di nascondere il mio essere omosessuale e di avere un marito. Non saprei dirti quanto sia difficile per un ragazzo o una ragazza qui in Germania fare coming out in famiglia, ma la grandissima accettazione di questi anni credo, anzi sono sicuro abbia reso le cose molto più semplici e naturali. Poi qui, anche una coppia dello stesso sesso ha gli stessi diritti e doveri di una coppia sposata, diciamo “classica”: mi sono sposato e ho potuto chiedere l’assenza dal lavoro per motivi coniugali; abbiamo fatto un viaggio aziendale con tutti i colleghi o anche qualche cena d’ufficio dove tutti i dipendenti sono invitati a portare le proprie famiglie, e io ho normalmente portato mio marito. Qui è normale… anzi forse anche noioso a volte per quanto normale sia! (scherzosamente finisce)

Torneresti in Italia?

M: Mai! Ci torno volentieri da turista, ma io mi sono spostato per vivere meglio: mai guardare indietro. Forse mi sposterei in un’altra città tedesca… o forse emigrerei in una nuova nazione che possa darmi un futuro ancora migliore, ma non in Italia. Non per disfattismo, semplicemente perché so che lì non posso avere la vita e il futuro che voglio, che tutti meritiamo.

Perché proprio Frankfurt e non Berlino?

M: Berlino!? Ah!… troppo inflazionata: credo che tutti i miei vecchi amici gay italiani vivano lì ora, e nonostante sia una gran bella città, non fa per me. Qui sto meglio.

 E poi, una telefonata: Anna Paola che arriva in bicicletta

Arrivata! Un caloroso abbraccio e saluto come se ci conoscessimo da tempo (sacra dimensione umana!) e via dentro a fare gli auguri a Sandra che avevamo lasciato indaffarata a preparare mille leccornie vegane per il buffet, e poco dopo ecco arrivare anche Ricarda.

Una volta che il dovere è compiuto, ci sediamo tutti fuori a bere l’ennesimo (per me) prosecchino e la chiacchierata inizia tra il mio ancora essere incredulo che ero lì proprio con Anna, e il suo entusiasmo per il mio progetto…ma con quale domanda iniziare? Facciamone una generica sulla città va che è meglio!

Dicono che Frankfurt sia la città meno sicura della Germania, eppure qui ho visto persone camminare sole, coppie gay tenersi per mano e passeggiare sul lungo-fiume anche di notte fonda. Tu come la vivi?

*Fine Prima Parte*