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Recensioni2.H: I Gusti sono Gusti

È sabato e IlPuntoH torna con una nuova recensione2.H fresca fresca che cavalca il clima politico che stiamo respirando; due i grandi argomenti: i gay e gli immigrati. Perché cosa c’è di peggio per Salveene che una coppia gay o di immigrati? una coppia mista omosessaule! Netflix, sempre sul pezzo ci “regala” un titolo europeo di pura attualità.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

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I gusti sono gusti

Pellicola diretta da Myriam Aziza, fresca fresca di quest’anno (2018) dalla firma francese, prodotta e distribuita da Netflix. Titolo originale “Les goûts et les couleurs” che tradotto correttamente dovrebbe essere “Gusti e colori” e che come titolo, per come è girato il film, prende molto più significato.

La storia

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Simone (leggetelo alla francese) ha da tre anni una relazione con Claire, ma non l’ha ancora detto alla sua famiglia ebrea estremamente praticante, se non a suo fratello anche lui omosessuale che però si è dichiarato con la famiglia, che per quanto lo accetti considera l’omosessualità come una perversione. La famiglia è in procinto di festeggiare il matrimonio dell’unico figlio etero che in tutti i modi cerca di accasare Simone con un uomo.

Il delicato equilibrio della coppia e della vita della donna iniziano a crollare quando ha una sbandata con il cuoco senegalese del suo ristorante di fiducia.


Se siete stati in Francia, avrete notato come la popolazione è variegata: diverse etnie, diverse religioni, usi e costumi che colorano le grandi rue, tutte racchiuse in questo film che racconta la vita sbandata di una famiglia che come tutte vive i suoi drammi, che mette sul piatto l’amore, ma anche il razzismo, la famiglia e l’omofobia e ciliegina sulla torta il poliamore tanto per non farci mancare nulla.1858q3hpl6xad4Y9TAzGRC8VsW8La pellicola ruota attorno a diversi gruppi: una famiglia ebrea, una grande famiglia di cugini africani, lesbiche, gay, cristiani, buddisti, coppie miste e una cosa che accomuna tutto: il cibo, in tutte le sue sfumature e gusti; un film caleidoscopico adatto a far inferocite i turbo leghisti e le loro idee di integrazione.

Recensioni2.H: An Unexpected Love

Il nostro più grande nemico siamo noi stessi, e questo va bene anche se si parla di una categoria come i gay che nelle chat scrivono non effeminati no così no cosà, ma siamo a marzo e su cosa stiamo incentrando le nostre recensioni? le donne, e fatto degli ultimi giorni la moglie di Salvini, Elisa Isoardi che se n’è uscita con l’infelice frase «Sono orgogliosa di Matteo, per amor suo resterò nell’ombra. Una donna deve fare così», cosa che ha scatenato le femministe e il web, asfaltando anni di lotta per l’emancipazione. 11425861_1051058271583400_3282969214154020388_nParlo personalmente e non a nome del blog, ma trovo che le dichiarazioni della conduttrice siano fuori luogo nel un contesto socio-politico che si sta aprendo in questi ultimi anni, dove ogni classe meno favorita deve lottare con i denti per farsi valere e sopratutto dietro ad un politico che tanto critica la religione mussulmana che impone il velo alle donne mettendole nell’ombra; un consiglio cara Elisa, consiglio la lettura di The Handmaid’s Tale (o se non hai voglia c’è la serie tv) e vediamo se una società dove le donne non hanno più libertà ti piace ancora molto.


E la recensione di oggi parla un po’ di questo, di non farsi mettere in ombra e trovare una propria forza e ragione di vita:

An Unexpected Love

Pellicola del 2003, diretta da Lee Rose, madre di una lista infinita di episodi in diverse serie tv famose anche grazie a Netflix come Star Trek: Discovery; Grace and Frankie; Under the dome e molti altri, girato a Vancouver (Canada).

La storia

352full-an-unexpected-love-photoKate Mayer ha capito di essere giunta alla fine del suo matrimonio, nonostante i figli e una vita relativamente appagante; e decide di ricominciare una nuova vita cercandosi un lavoro e dopo vari tentativi falliti trova posto come centralinista in un’agenzia immobiliare capitanata da McNally Hays, per gli amici Mac. Tra le due donne nasce una dolce amicizia che inizia ad insinuarsi trasformandosi in un’inaspettato amore.


Parliamo di una commedia di 15 (quindici!!) anni fa quindi dimenticatevi hd o grandi fotografie, quando invece troverete delle delicatissime nuance e scene che rispecchiano un po’ le vecchie sit-com con lunghe scene fatte di musica al pianoforte e azioni che si susseguono.7e7f45e6a581599b0644ca0dab0ed138ef49f7c9Nonostante tutto, in un’ora e mezza, riesce a raccogliere tutti i temi del caso: la famiglia e i rapporti interpersonali prima e dopo il coming out; il coming out per l’appunto e come l’amore viene definito senza genere, in diverse scene, quando fanno notare alla protagonista che ama una donna lei risponde che ama una persona.

Nota a margine: in tutto il film la parola lesbica viene tirata fuori solo tre volte, sostituita da gay senza creare distinzioni di genere.