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Recensione2.H: Una donna fantastica

Nella grande comunità LGBT+ molte volte la T, che sta per Trans, viene dimenticata, e non intendo nel menzionare la comunità, ma proprio come individui della stessa, un po’ perché difficilmente vediamo persone transgender per le strade, alla fin fine non girano con nessun cartello che urla SONO UN/A TRANS!, un po’ perché, nonostante anni ed anni di lotta le persone transgender son ancora viste con un occhio ancora più bigotto e critico che verso persone omosessuali; la figura del/la trans è ancora troppo legata all’immaginario pornografico molto in voga tra gli etero, ma anche in una nicchia della comunità gay ( parliamo di transgender FtM che quindi presentano fisicità mascoline mantenendo (poi dipende dai casi) l’organo riproduttivo femminile).

Tirate fuori i pop corn (e i fazzoletti) Dolcezze!

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Una donna fantastica

una_mujer_fantastica_xlg-high-resPellicola cilena del 2017 diretta da Sebastián Lelio, padre di Disobedience uscito lo stesso anno e adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo sempre a tema LGBT. Presentato al 67° Festival di Berlino dove ha vinto l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura è approdato successivamente agli Academy Awards vincendo una statuetta come miglior film straniero.

La protagonista, Marina Vidal, è interpretata da Daniela Vega, attrice e cantante lirica,  che vanta di essere la prima persona transgender a presentare un premio durante gli Academy Awards (nel 2018, meglio tardi che mai!). Grazie alla sua interpretazione intima in Una donna fantastica, Daniela Vega ha vinto diversi riconoscimenti come Miglior Attrice.

La storia

Marina Vidal è una giovane donna transgender che vive tranquillamente assieme ad Orlando, suo compagno, molto più grande di lei. Una sera, dopo una serata a lume di candela e un po’ di disco Orlando ha un malore e i due corrono in ospedale dove sfortunatamente l’uomo muore. Neanche il tempo di piangere il compagno scomparso che la famiglia di quest’ultimo arriva come uno tsunami sconvolgendo ulteriormente la vita della giovane donna e tra un’ex moglie bigotta, il figlio che la minaccia e la polizia che la indaga per presunto omicidio, Marina si ritroverà a scontrarsi contro una dura realtà che non l’accetta.


una-mujer-fantastica-e1507889363109Film che viaggia tra il dramma e il mistero, ma che ruota sempre attorno a Marina tramite giochi di luci ed ombre, tra finzione e realtà, camminando sul sottile filo della tematica transgender.

Come detto prima la pellicola è valsa a Daniela Vega diversi premi come miglior attrice grazie alla sua sincera recitazione che l’hanno vista protagonista di alcune scene molto forti se pensiamo al transgender, come posare nuda in diverse occasioni o obbligarla a far una visita medica e fornire le sue generalità quando la pratica per il cambio del sesso non è ancora ultimata.

Recensioni2.H: 120 battiti al minuto

Uno dei grandi problemi dei licei è che, oltre a non insegnare cose che potrebbero essere realmente utili e che sviluppino i singoli talenti del futuro, difficilmente hanno un programma di educazione civile o sessuale e sappiamo tutti che quello è davvero un periodo di confusioni, cambiamenti e scoperte: chi ha i primi rapporti sessuali, chi scopre il proprio corpo e chi scopre sé stesso.

Recensioni2.H: Je ne suis pas un homme facile

Je ne suis pas un homme facile è un lungometraggio che più che una commedia vuole essere una critica e denuncia verso l’immagine che ancora oggi la donna deve difendere, le quote rosa son sempre in minoranza e difficilmente le troviamo in posizioni di prestigio, o se succede hanno sempre qualcun’altro sopra di loro che naturalmente detiene l’uccello nell’intimo.