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Patrocinio del ministero al Congresso Mondiale delle famiglie

Dal 19 al 31 marzo 2019 a Verona si terrà Il congresso mondiale delle famiglie, che “afferma e difende la famiglia naturale come unità fondamentale della società”, e si terrà con il patrocinio del Ministero della Famiglia e la partecipazione di tre ministri, Matteo Salvini, dell’Interno, Lorenzo Fontana, della famiglia e Marco Bussetti, dell’Istruzione, del governatore della regione Veneto Luca Zaia, del sindaco di Verona Federico Sboarina, del presidente del parlamento europeo Antonio Tajani e della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Fontana contro Spadafora: “siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma ed un papà”

Il 30 giugno a Pompei si è tenuto il Pride, uno degli ultimi del mese per la penisola italiana, a cui hanno partecipato anche la senatrice Monica Cirinnà ed il sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora.

“Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo” ha detto Spadafora “So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo LGBT, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò con il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, sono sicuro che non ci sono pregiudizi”.

Ed invece i pregiudizi ci sono eccome: Fontana ha subito messo le mani avanti su un post di Facebook affermando “Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione”, per poi esprimersi in termini ancora più duri da Pontida, dove ha affermato che “al governo abbiamo cercato di portare un po’ di buon senso” e che “abbiamo detto cose banali, che un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà, ci hanno detto che siamo retrogradi, clericali” per poi citare San Pio X, esponente di quella chiesa che non dovrebbe influire nella politica, dicendo “Quando vi dicono queste cose siatene fieri. E noi siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma e un papà”.

Per quanto le numerose affermazioni omofobe del ministro incontrino sempre una forte opposizione sui social, molti anche sono gli italiani che le supportano a pieno, come dimostrato dalla manifestazione in difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale” di Forza Nuova davanti al Santuario della Beata Vergine del Rosario, proprio durante il Pompei Pride, nella quale hanno pregato con dei rosari in mano.

La chiesa ha difeso l’azione sostenendo che, pur rispettando coloro che sono discriminati, le unioni tra persone dello stesso genere non possono essere affatto comparate al matrimonio ed alla famiglia”; un esponente del partito invece, Salvatore Pacella, ha invece detto che si sta festeggiando qualcosa che “non so neanche cosa sia”.

Le affermazioni di Fontana sono le ultime di una lunga serie che mantiene la stessa linea: intransigenza verso la comunità LGBT che punta a fermare le iniziative comunali a favore di questa, mantenendo l’incertezza sul futuro delle famiglie arcobaleno in Italia.

Ministro Fontana : “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”

In un’intervista rilasciata due giorni fa al Corriere della Sera, Lorenzo Fontana, neoministro della Famiglia e Disabilità e fervente cattolico, alla domanda su come ha intenzione di comportarsi nei confronti delle famiglie arcobaleno ha risposto “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”, sostenendo subito dopo che al momento non esistono per la legge.

 

Fontana, leghista, omofobo pur sostenendo di non esserlo perché ha “tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni” da anni si batte affinché non vi siano leggi contro la discriminazione lgbt+, leggi da lui definite “eterofobiche”, supportando un modello di famiglia tradizionale e patriarcale formato da uomo, donna sottomessa e bambini (che lui sostiene essere la “famiglia naturale”).

 

Riguardo le adozioni da parte di coppie gay sostiene che non ci sarà discriminazione verso i bambini, ma allo stesso tempo che bisognerà “decodificare cosa significa ciò che sta succedendo” circa le anagrafi che registrano i figli di genitori dello stesso sesso.

 

Altra affermazione altamente criticata è stata quella riguardante l’aborto: ritiene di poter alzare il tasso di natività abbassando l’iva sui prodotti per l’infanzia e potenziando i consultori affinché dissuadano le donne dall’aborto, questo a dieci giorni dall’anniversario della legge 194.

 

Persino Salvini ha voluto prendere le distanze da tali affermazioni (pur non essendo lontane dal suo punto di vista), dichiarando che le unioni civili e l’aborto non fossero in discussione nel contratto di governo.

 

Fontana dice di volersi opporre al modello relativista che domina la società odierna, ma con la sua prima intervista da ministro ha dimostrato di voler portare avanti una politica di opposizione alle minoranze, che si tratti di immigrati, famiglie arcobaleno o donne in un’Italia che rischia solamente di tornare indietro.