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“TINA” – il musical tributo a Tina Turner

Quanto effetto può avere un tributo musicale a una delle superstar più amate al mondo?

Abbiamo chiesto ad un nostro lettore, esperto e appassionato di musical, di darci il suo parere dopo averlo visto all’ Aldwych Theatre di Londra, e il feedback è davvero forte.

tina il musical

Lo spettacolo in sé non è perfetto, ci sono delle piccole sbavature tecinche che devi proprio cercarle con occhio attento e critico, ma Adrienne Warren (cantante e attrice principale che interpreta Tina Turner) riesce a restituire l’essenza della star come l’anima sopravvissuta che ha trovato la forza di camminare, trascinandosi quasi barcollando, lontano da un matrimonio violento per diventare una delle artiste femminili di maggior successo di tutti i tempi.

Che sia stata proprio la sua celeberrima versione di “Simply the Best” a inspirare lo spettacolo trubito a Tina Turner? No, non credo. Sono sicuro che l’onore va al film del 1993 What’s Love Got To Do With It, che ha avuto il merito di raccontare come Anna Mae Bullock abbia unito le forze creative con Ike Turner e sia diventata una superstar il cui successo è riuscito a mascherare, quasi nascondere e ignorare un profondo mondo di dolore.

Questa sceneggiatura diretta da Kyle Hall, Phyllida Lloyd, ci fa ripercorrere la storia di Ike e Tina: due artisti che lavorano insieme, sono romanticamente coinvolti e nel giro di 10 minuti di spettacolo è come se fossero realmetne passati 10 anni di storia dei due, arriva il figlio e ha inizio il dramma della loro vita e dei loro risultati professionali e artistici.

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Da sinistra destra: Adrienne Warren (Tina Turner) e Lorna Gayle (Gran Georgeanna) Foto trovata sul web.

Il secondo atto, in cui vediamo un’agguerrita Tina Turner che torna a scalare la cima delle classifiche, risulta di gran lunga migliore in quanto la protagonista in scena riesce quasi a sfondare il tetto del teatro con la sua voce potente e la sua grinta scenica. E forse, il fatto che venga scelto di usare la canzone “We Don’t need another hero” come canzone per accompagnare la marcia funebre – inscenata – per il funerale della madre, potrebbe sembrare azzardato, ma la bravura canora e scenica di Adrienne Warren riesce a rendere il tutto un capolavoro.

Adrienne viene direttamente da Brodway ed è capace di ricreare sul palco – essendo una brillante attrice che cattura lo spirito combattivo di Tina – quella risata e quel sorriso ironico, tipico di Tina Turner, senza scadere in una vuota, trita e scadentemente semplice impersonificazione dozzinale della cantante. L’emozione più forte a mio avviso , ci è regalata quando Adrienne intona le sue canzoni.

Mi spiace leggere che sui media inglesi lo spettacolo non abbia incontrato i favori di molti e che in tanti abbiano dato un voto mediocre a questo musical tributo, ma a mio parere è uno show che vale, e che è carico di energia e di emozioni che se ne hai l’opportunità, va visto e goduto.

Per info e biglietti, cliccate qui.

Andrea R. per ilPuntoH

Recensioni2.H: King Cobra

Sanremo è finito e il weekend è tornato ad essere quel meraviglioso momento per dormire, mangiare, giocare alla play e dilettarsi con le miglior categorie porno che il web ci mette a disposizione. tumblr_inline_oe6xh0sCqY1s7ksad_540-1476127380

No, non farò la recensione di un film porno anche perché quelli costano ben più dell’abbonamento a Netflix; naturalmente avendo letto la recensione di settimana scorsa su The Big Gay Musical saprete che ho citato  il pornoattore Brent Corrigan che giustappunto troviamo nella recensione di questa settimana:

King Cobra

kingcobraFilm del 2016 diretto da Justin Kelly (classe 1978) regista l’anno prima di I am Michael”.

La pellicola, basata su fatti reali, segue l’ascesa nel mondo della pornografia gay di Sean Paul Lockhart o meglio conosciuto come Brent Corrigan lanciato dalla casa Cobra Video diretta da Bryan Kocis alias King Cobra. Brent, dopo essersi fatto un nome, decide di lasciare la casa di produzione per diventare più indipendente, ma essendo ancora sotto contratto con Cobra si trova in difficoltà non potendo usare il suo nome d’arte. Nel frattempo, una nuova casa di produzione, i Viper Boyz decide di far di tutto per prendere Brent tra i suoi attori, cosa che porterà all’assassinio di Bryan Kocis.


20-corrigan-clayton.w710.h473Film che sembra uscito dal ciclo di American Crime Story che però non gioca molto sulle somiglianze degli interpreti, partendo da Garrett Clayton, l’attore che interpreta Brent, o James Franco nel ruolo di Joseph Kerekes, il geloso e alquanto instabile produttore dei Viper Boyz, che seppur non somigliante riesce a portare su schermo l’intensità del personaggio.

Per il resto rimane un film su un fatto di cronaca nera che ha creato scandalo nella pornografia gay, in primis perché Brent Corrigan girò i suoi primi video ancora minorenne, fattore che scatenò l’attrito tra il produttore e l’attore e in secondo luogo per l’omicidio consumatosi solo per aver la proprietà su un giovane attore.

Recensioni2.H: The Big Gay Musical

Il sessantottesimo (68 – “‘A zuppa cotta” come i nostri cosiddetti…) Festival di Sanremo ormai sta per concludersi, stasera verrà proclamata la canzone italiana che farà da bandiera alla nazione all’Eurovision Song Contest che verrà disputato in Portogallo e che qualcuno ce la mandi buona!

In onor di questo spirito canoro oggi vi proponiamo anche qui, alle Recensioni2.H, un po’ di musica, ma niente Baglioni state tranquilli, noi vi portiamo un musical, anzi un BIG MUSICAL!

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!tumblr_ownl291WX71vtnv5po1_500


THE BIG GAY MUSICAL

big-gay-musical-theCommedia-Musical a tematica gay del 2008 segue le vicende di due giovani attori che riescono ad arrivare ad esibirsi a Off-Broadway (piccoli teatri della periferia di New York,quindi fuori da Broadway) con il loro spettacolo “Adam & Steve; Just the Way God Made ‘Em” una riscrittura della Genesi dove a fianco di Adamo ed Eva troviamo anche Adam e Steve, interpretati da Paul ed Eddie.

Paul è apertamente gay e vive la propria situazione senza ombre assieme a Sebastian mentre Eddie, cresciuto in una famiglia particolarmente religiosa, non è dichiarato e, remore della dottrina (leggete bene) inculcata è anche vergine; la situazione esplode quando i genitori di Eddie decidono di presentarsi alla prima teatrale del figlio trovandosi davanti uno spettacolo ben sopra le righe, tra angeli troppo sexy e denunce agli insegnamenti cristiani.


BGM_7La pellicola si divide seguendo tre storie separate: il musical che viene proposto man mano durante la narrazione e tiene la parte più critica, dove vediamo gli omosessuali dal punto di vista degli etero, dalla Bibbia che dice che Dio odia i gay alle terapie riparative per diventare eterosessuale, tutto sempre trattato come un grande cabaret;

La storia di Paul, l’innamorato dell’amore, che dopo esser stato ingiuriosamente etichettato come sieropositivo e lasciato da Sebastian si ritrova ad affrontare la vita da slutty cercando appuntamenti online che si concludono uno peggio dell’altro;

La storia di Eddie, il timorato del Signore, che grazie alla compagnia teatrale inizia a vivere più apertamente la sua natura e preparandosi al coming out con i suoi genitori.

the-big-gay-musicalInsomma una commedia che, seppur cantereccia, ci da dentro con gli argomenti più delicati della comunità LGBT, in primis la prevenzione che viene seguita dall’inizio del film fino alla fine, anche nelle scene di sesso vediamo l’uso del preservativo e tante parole buone sul sesso sicuro; l’omofobia, trattata tra una canzone e l’altra è il secondo argomento che tiene a galla la storia, mettendo in chiaro come la gente abbiamo paura dell’amore stesso solo perché di un colore diverso.

SeanRNota a margine, nel film troviamo un piccolo cameo di Brent Corrigan, pornoattore classe 1986,  divenuto famose sotto la casa Cobra Video dove ha girato la prima scena in assoluto di doppia penetrazione prodotto da questa casa, e successivamente divenuto egli stesso produttore di film pornografici rigorosamente con l’uso del preservativo.

Ma ricordate

God loves gays!

 

Once Upon A Star : Barbara Cola

barbara3Il Festival di Sanremo è intoccabile.
So che per molti di voi è una gara inutile, vecchia, sempre con gli stessi cantanti e lunga da seguire ma io lo amo e non me ne frega proprio niente ..tie’!
Purtroppo va detto che molte delle canzoni di oggi non sono belle come quelle di una volta e che sono lontani i tempi quando la cara Gigliola cantava intimorita Non ho l’età.
Anche Sanremo è diventato, musicalmente parlando, un prodotto usa e getta e spesso la gente non ricorda mai il vincitore dell’anno prima.
In attesa dei nuovi nomi per il festival del 2016, andiamo a scoprire che fine ha fatto Barbara Cola!

Barbara Cola è nata a Bologna l’otto febbraio del 1970.
Inizia a studiare musica e canto esibendosi anche con un quartetto jazz all’età di 15 anni.
Nel 1992 partecipa a Castrocaro e tra il 1993 e il 1994 lavora come corista ad un paio di tour di Gianni Morandi.
Nel 1995 Barbara con acconciatura stile casco alla playmobil assieme a Morandi partecipa al Festival di Sanremo con il pezzo In Amore che si piazza al secondo posto.
Dopo Sanremo esce il suo primo disco Barbara Cola e nel 1996 pubblica il suo secondo album Il Tempo Di Guardare Le Stelle.

Dopo aver prestato la sua voce al film Disney Hercules nel 1997, Barbara inizia a lavorare in teatro.
Dal 2001 al 2003 recita per i musical Masaniello e I Promessi Sposi.
Nel 2000 pubblica un nuovo singolo intitolato Come Quando Piove Il Sole e si esibisce in tutta l’Italia in alcuni club di musica jazz.
Ritorna in teatro nel 2011 come protagonista nel musical Salvatore Giuliano e dal 2013 recita in Romeo e Giulietta – Ama e Cambia Il Mondo.

Adesso la Cola si stira i capelli ma per noi resterà per sempre la ragazza col casco alla playmobil… perché Sanremo è Sanremo ta-ra-raaaa..!

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