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PrideAMO – l’hashtag evento per questa Ondapride 2018

E se vi dicessi #PridAmo, sentireste l’amore e il buon umore che un Pride può farvi sentire?

Nasce un evento tutto unico quest’anno per l’Ondapride italiana 2018 e credo proprio che tutti dovremmo parteciparci, perché? Perché è necessario sfatare i miti omofobi sui Pride e far capire a tutti che ciò che vogliamo è solo la possibilità di amarci alla luce del sole, di poter essere normali agli occhi di tutti quelli che pensano il contrario e di non dover temere di finire in ospedale mentre stiamo camminando mano nella mano con chi amiamo, solo perché siamo dello stesso sesso.

#PridAmo è dunque un evento di sensibilizzazione e riaffermazione dell’orgoglio LGBT*.

COME PARTECIPARE? Davvero molto semplice e potete farlo in due modi:
– Usando l’hashtag #PridAmo nei propri post su Instagram
– Inviando video di massimo 5 minuti nell’evento Facebook PridAmo oppure all’indirizzo e-mail nonegrindr@gmail.com

CHI PUÒ PARTECIPARE? Tutti, chiunque partecipi ad almeno un Pride 2018 in Italia.

Le FOTO più rappresentative verranno pubblicate sull’Instagram di Non è Grindr e condivise sulle pagine di Non è GrindrMatrimonio egualitario Italia e sui social de Il Punto H durante i giorni successivi alle parate.

I VIDEO verranno pubblicati in sezione apposita sulla pagina Matrimonio egualitario Italia. Il post che riceverà il maggior numero reaction + condivisioni verrà proiettato e premiato durante la parata finale dell’Onda Pride, prevista a Gallipoli il prossimo 11 agosto.

Non è semplicemente una bellissima iniziativa?

E tu, sei pronto a ad un #PrideAmo insieme?

Evento in collaborazione con Non é Grindr e Matrimonio Egualitario Italia.

Atti osceni in luogo privato – Recensione

atti-340x543Le petit Libero si rivolge a noi e ci descrive le stagioni della sua vita, il respiro della sua carne, come puó. Il bianco, punto d’arrivo nella comunione della carne e del cuore é sia un punto d’arrivo che un punto di ritorno. Tra fiotti di umori, veneri nere, cittá stato d’animo, dissoluzioni familiari il racconto si dipana attraverso la sua pelle. Che si genera, consuma, squarcia per arrivare infine ad una compiutezza. Perché si, il mattatoio é bellezza.
Un percorso, un coito, folle, veloce, senza censure o cesoie. Capace di tutto e capace di niente, se non sei tu lettore a viverlo, sentirlo. Se non hai la necessità masochistica di avversarti, girando le pagine e tagliandoti con esse, in un’ orgiastica volontá di perdere sangue.
Questa é grandezza, questa é la grandezza che questo romanzo sa imprimere.
Quello che segue, il suo rapporto sessuale. Con te lettore, senza alcuna protezione.

Infanzia

luogo privato erwin-blumenfeld2Il silenzio tutt’intorno e dentro. Il silenzio di una stasi, della sola. Le mani. Solo con quelle possiamo conoscere e si, lo vogliamo perché lo abbiamo visto, sentito, percepito. E allora attendiamo il momento in cui il silenzio è più feroce, in cui ci sta a guardare. La notte. Vogliamo mostrargli come abbiamo intenzione di riempirlo. Gesti meccanici e continui. Guardami, guarda come inizio a vorticare. Le molle dei materassi cigolano, si lamentano per l’innocenza messa a repentaglio. Un rivolo bianco, non lo secerne l’uccello, gronda, in autonomia. E vogliamo di più, vogliamo un fiotto. Il silenzio è rotto, il caos. Guardiamo quel bianco seccarcisi addosso. Vogliamo una seconda pelle, senza sapere che si spaccherà e sgretolerà, le mani sono forti, non temiamo il ritmo, l’abbiamo appena conosciuto.

Quando smise mi ritrovai con un piacere impiccato. Nella mia vita ero stato sprovveduto, adorabile, addomesticato. Cambiai le mie priorità: le toccai la coscia, fu allora che lei sussurrò Mon petit Libero.

Adolescenza

luogo privato The Naked and The VeiledVoracemente si arriva al colmo del colmare. Abbiamo talmente tanto che lo grondiamo in tutta la purezza del suo bianco, perché quindi fermarsi. Vogliamo quel petto, lo lecchiamo, vogliamo andare vicino a quel rumore che lo riempie, ma non sappiamo ancora che il rumore si sente nello spazio e non nel contatto della carne. La lingua si riempie di sale e allora decidiamo di spostare la nostra ricerca. Perché, perché lo cerchi? Vogliamo la gola, forse da li c’è abbastanza spazio per arrivare vicino a quel rumore che la fa strozzare. Appoggiamo le labbra, ma anche qui con il contatto della carne non conosciamo che i denti. Scopriamo che i morsi fanno perdere sangue e allora decidiamo di spostare la nostra ricerca. Perché, perché continui?
Osiamo, perché possiamo, andiamo oltre, cerchiamo il baratro, un buco. Ci involiamo e qui ci mettiamo la carnalità tutta. Perché il cuore? Non lo so, ma lo voglio.

Ecco, qualcosa era accaduto nelle architetture del mio eros. Dopo il seno, la bocca, il sedere, il mio spettro dell’eccitazione si ampliava: la vagina, l’entità che fino allora mi aveva terrorizzato. Qualcosa di troppo grande, oscuro, pericoloso.

Giovinezza

audrey hepburn 1952 - by erwin blumenfeld. Scanned by Frederic. Reworked by Nick & jane for Dr. Macro's High Quality Movie Scans website: http://www.doctormacro.com. Enjoy!

C’è qualcuno al nostro fianco. Il mio, la mia. Un possesso. Teatralità, la baracconata della normalità, certo che prendo parte alla recita, mettiamoci in cartellone. Al tutto subentra conseguentemente il niente. Quel buco è un buco, la profondità si esaurisce, è esausta. E arriva la vera, devastante solitudine, non più la stasi originaria, non di chi è da solo con se stesso, ma di chi è in due e dispera di poter essere di nuovo solo da solo. Adesso che le molle sono rotte, chi o cosa cigolerà se non un uscio in un’ eterna immobilità.

-L’eros pretende l’imprevisto. Non temetelo, Grand. E non temete l’assestamento. Ci vuole impegno, Libero e bisogna tirare fuori i conigli dal cilindro.
Impegno e conigli dal cilindro. Com’era straordinariamente bella, e infelice, Marie Lafontaine. L’abbracciai.

Maturità

luogo privato erwin-blumenfeld-2Arriva la tempesta, l’uscio non esiste neanche più. La calma prima dello sconquasso. Le strade della violenza del caos sono due ma ambivalenti. Un’ imposizione di un’ utopia autoindotta, l’amore, che ci rigetta a maree tra braccia di persone che in preda a fiotti scuoiamo. Altresì ci eviriamo in un folle carosello orgiastico, vogliamo risentire la pelle viva come quando era nata nel meccanicismo. Ma non funziona, manca il cuore, quel rumore.

Volevo carni, non spirito, ecco la verità. Il mio cuore non tratteneva.

Adultità

Di questa fase non ho memoria a procedere. Accampo esperienza. Quel rumore è la mia dannazione, non riesco ad arrivarci e forse è meglio così, non ho nemmeno più carne.

Ho sposato Anna per amore, e per come scopa. Oltre l’eros, oltre la sua insuperabile attitudine a farmi sentire vivo, le ho chiesto la mano un giorno di settembre per avermi restituito il nome.

 

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Raccontamelo in una canzone

Pacco di Natale dai The Killers

Natale è alle porte: manca meno di un mese e i primi regali iniziano a posizionarsi sotto l’albero. Un ottimo pacco da scartare è il nuovo singolo dei The Killers, quanto li amo, voi no?

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Ogni anno, negli ultimi nove anni, i The Killers hanno pubblicato un singolo di Natale, e quest’anno non è diverso. La band ci omaggia con “Dirt Sledding”. Si tratta di uno dei titoli che i Killers avevano twittato un mese fa, chiedendo ai loro follower quale fosse il preferito, e che era stato votato da Matthew Gray Gubler, il regista del video.

Come riporta LA Weekly, il tour manager della band, Ryan Pardey ha recentemente descritto il video che accompagna il brano,:

“Un Babbo Natale psicopatico si muove davanti alla macchina da presa in mezzo al deserto, tira fuori dalla borsa una tomahawk (scure tipica dei nativi americani) e gli da fuoco. Il Babbo Natale psicopatico lancia poi l’ascia al suo bersaglio, un orsacchiotto con una foto di Brandon Flowers, frontman dei Killers, attaccata alla sua testa e fa centro.”

Brandon Flowers, nel frattempo, ha discusso lo stato di avanzamento del prossimo album dei The Killers, e ci comunica che la band si trova ancora alle prima fasi, quelle di stesura dei brani.

Durante un’intervista, il frontman ha dichiarato: “Stiamo scrivendo – siamo nelle prime fasi”, aggiungendo che “in un mondo perfetto” Gli appassionati saranno in grado di ascoltare la loro nuova musica “alla fine del 2016, forse”.

Intanto ragazzi godiamoci questo pacco natalizio!

Stay tuned, stay rock!

Vostra Lu

La scuola della carne – RECENSIONE

9788807030666_quartaTaeko, fulgida donna avvenente grazie alla sua fermezza e alterità , stereotipo della donna divorziata e indipendente, vive la sua vita e la propria attività in nome della libertà, conquistata con il sangue e tenuta a costo del sangue. La collisione improvvisa in gay bar con Senkichi, la fatale attrazione. La sua vita cambia improvvisamente e si trova in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. La sua scuola della carne inizia nel gioco perfido e ossessivo che si instaura tra i due. Carnefici, vittime, passione, lucidità … Non resta che frequentare, prendendo appunti sulla propria pelle.

Chiariamo subito perché la vita sia assimilabile e riassumibile nella carne prendendo ad esempio i primi brandelli che perdiamo sfilacciandoci. La gioventù, quella cosa in cui per eccitarsi, per esempio, non si chiede il permesso prima a chi ci eccita: ci si eccita e basta. La gioventù è un erezione ed un orgasmo autonomi, uno schizzo nel vento. Sono tutti moti questi che puoi fare solo fuori, quando inizi a farli dentro è finita.

Stretti l’uno all’altra, i due si lasciarono cadere sul letto. Fu a quel punto che accadde una cosa di rara eleganza, una cosa che non si riscontra neanche nei giovani delle migliori famiglie: la carne di Senkichi prese a trasudare grazia.

image_12503Un probabile monologo interiore di Taeko rivolto al misterioso Senkichi, potrebbe essere “Ti seguo, ti sto vicino, ti ascolto e ribatto e discuto, ti do il meglio delle mie energie, corro e accorro e ti soccorro, ti contesto, ti do ragione solo se penso che la meriti, sono partecipe e fremente, mi lavo, mi pettino e presento in ordine, cucino, mi sveno … e tu, che ormai muori dalla voglia di conoscere la mia carne cosa fai? Scoprendo la tua mancanza di rispetto per me e per il mio desiderio di te, hai scoperto ciò cui hai sempre pensato tu, non io, e in che termini. Scopri che puoi far sesso per costrizione da corruzione , non per creazione, lo sai fare per negare ogni partecipazione, non per affermare una libera scelta. Scopri che hai bisogno di un alibi per commettere un crimine. Potresti di conseguenza perfino amarmi, ma senza mai guardare me, ma lo specchio deformante che hai bisogno di attraversare per mettermi a fuoco una volta ridottomi al feticcio che sei tu per chiunque altro. L’unico sesso che ti si confà è il sesso rinnegato, il sesso del rinnegato.” E’ un monologo personale o universale nella sua personalità?

Taeko , non si era mai scontrata con una verità tanto terrificante sugli esseri umani. Insondabile è la gioia impetuosa che, chi è amato, avverte nel profanare se stesso; mentre chi ama, è condannato a seguire l’altro in una perpetua discesa verso le profondità dell’inferno.

Vogliamo i dolci pensieri di un’attesa per ingigantire qualcosa che non sopporta troppi pesi e franeràacrylic-paint-woma_2082377i immediatamente al primo impatto con le aspettative. Vogliamo ciò che nemmeno noi sappiamo più essere: un uomo che sia uomo. Vogliamo tornare un’ultima volta, che sarà la penultima, a fuggire. Fuggire anche dalla vecchiaia che incalza, dalle ghiandole che invece di secernere, scolano.
Superficialmente si potrebbe imputare a Mishima di non essere andato a fondo nell’argomento, non di certo nelle argomentazioni. In realtà quello di Mishima è solo un monito, un monito non a frequentare la scuola della carne, quello è inevitabile, quella è la vita, l’invito è a considerarla come tale e quindi apprendere, in modo da poter arrivare ad un giorno, in cui rassettando i propri visceri residui, ci si potrà levare sui propri piedi ed esclamare “L’ho terminata”.

E se fosse stato un dolore da provare prima o poi nella vita, a quanto pare non si era accontentato di annunciarsi a distanza e restare li. No era qualcosa di folle e di vicino a lei, ma cosa?

frozenlake5Nonostante il titolo, nonostante l’argomento, ci viene regalato il candore di un fiocco di neve suggerendoci di essere come esso che non è la neve, ma senza quel fiocco che cade e ne tocca un altro e un altro ancora non si dà alcuna neve. La volontà umana che segue di raccoglierla e giocarci. Un semplice monito, guai a voi se nelle palle di neve ci mettete i sassi, piuttosto picchiatevi a sangue.

Amate.

Non poteva lasciar andare tutte queste cose che si erano incollate al cuore di Taeko come vischio. Se qualcuno le avesse estirpate con la forza, la sua pelle si sarebbe lacerata fino a sanguinare.

Kader

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Maschio bianco etero – RECENSIONE

maschio-bianco-etero-coverTutte le caratteristiche che possono rendere un uomo biasimevole (donnaiolo, egocentrico, narciso, violento) Kennedy Marr le possiede e né è posseduto. Scrittore di successo inglese, ritiratosi a vivere ad Hollywood, vive il suo sogno. Un giorno arriva il risveglio, brusco e freddo, da cinque anni non scrive più neanche una riga e l’agenzia delle entrate gli è alle costole. L’unica via d’uscita è rappresentata da un sostanzioso premio letterario vinto che tuttavia porta con sé un inevitabile e conseguente cattedra da tenere in un college britannico. Questo significherebbe tornare a casa, tornare dai propri fantasmi, così violentemente tenuti chiusi in un cassetto, perchè Kennedy sa bene che il passato non lo si può sopprimere.

Mettere davanti al suo volto del passato un uomo è un agire orribile e devastante. Questo viaggio a ritroso per Kennedy Marr sfocerà nella violenza, nell’alcool, nel disorientamento. La penna che lo segue per riflesso perde ogni riferimento grammaticale e sintattico. Il caos.

Che cosa era bastato? Che cosa facevi quando tutto quanto non era sufficiente? Tutta la faccenda alla Judy Garland: volere prendere il mondo e sniffarlo tutto, ma come imparare a capire quando era abbastanza se non quand’era troppo?

Kennedy è l’emblema della violenza che gli uomini si fanno l’un l’altro per imprimersi il programma della normalità in testa, per convincersi che ciò che è compressione sessuale è natura, è istinto: da qui la realtà confusionaria delle passioni, in cui quello che c’è non corrisponde mai a come lo si è propagandato per renderlo sessualmente commerciabile.
Assistiamo ad un arrampicarsi di donne su tronchi per raggiungere un maschio in cima che non è lì, ma aggrappato esattamente dall’altra parte e sta arrampicandosi anche lui verso una cima vuota di fatto ma piena d’eterno, caduco femmineo.BN-GR523_0129GU_H_20150129002821

Toglietemi tutto, va bene? Lasciatemi solo qualcosa per pisciare. Perchè, fuori dai denti, volete saperla una cosa cari miei? Non mi ha portato altro che dolore, cazzo.

Nero su bianco, l’immane, ridicola fatica che uomini e donne fanno per sentirsi tali, perché siano sentiti tali e non quali nascono e sono: esseri aspecificamente umani. Come si lavano l’un l’altra il cervello per piacersi, per sentirsi attratti dal sesso opposto,o anche attualmente uguale, per diventare normali. Giusti, mostri, convenzionati, normali, il peso della propria educazione alla normalità, della propria sessualità quale che sia, la sbandierano come un gagliardetto per assicurarsi a vicenda di far parte della stessa massoneria sessuale, ma in cuor loro sono disposti a qualunque nefandezza per il fatto di essere costretti a vivere fuori da ogni possibile verità.

Avevano peccato contro l’amore, come credevano che avrebbe reagito? Pensavano che sarebbe stato al gioco? Che si sarebbe spaparanzato con una gomma in bocca dicendo “Ma sì, continua. Vai alla grande”. Col cazzo. L’amore arrivava nel cuore della notte e li trasformava in feminucce. Li svegliava sull’orlo delle lacrime.

Ben-Quilty-8-1024x774Non hanno più consapevolezza della loro perduta diversità, della loro originaria individualità.
A differenza di un tempo in cui le persone avevano dei ruoli, oggi sono i ruoli ad avere le persone e è normale che dietro un ruolo ci sia un altro ruolo. Neppure le cipolle vengono vendute più con la buccia e a sfogliarle si capisce che non hanno più un cuore, si arriva semplicemente ad un dentro più dentro del precedente, ma la cipolla è sempre cipolla, così come le persone normali che a forza di preferire mille foglie e mille volti all’unità, non hanno più un cuore, ma un recesso. La fuoriuscita involontaria e spesso violenta del nonnulla schizofrenico ammalato di sé fino a volersi bene, è inevitabile.

Era un mondo rabbioso e iperpoliticizzato, il tipo di mondo che si esprimeva in acronimi la cui ragione d’essere era adontarsi per qualcosa. Un maschio alfa. Bianco, etero. Kennedy ripensò al suo privilegio e scoprì che gli andava a genio.

flesh-and-the-devil-duelVerba volant, scripta dolent
(In questo spazio imparerete a infliggere stoccate con classe e cultura, sfoggiando la vostra ultima lettura, o semplicemente questa recensione . Stoccate capaci di mettere immediatamente a tacere gli altri)

-“Sei più mellifluo di un romanzo di John Niven.” Da dire al vostro amico passivo-aggressivo di fiducia.

-“Dovrebbero scrivere un romanzo su di te, già vedo il titolo: Maschio bianco sfrantah!” Da dire al prezioso di turno.

-“Fatti un piacere, fai come John Niven, abbandona la tua carriera di critico musicale.” Da dire al profeta che vi consiglia caldamente di ascoltare l’ultimo cd della Spears del momento, sottolineando come sia la bibbia del pop.

Bramo consigli, discussioni e pareri. Scrivimi su kader@ilpuntoh.com o molto più semplicemente lascia un tuo commento.

Kader

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Fammi tuo

Raccontamelo in una canzone

Il Punto Coolinario – Nuove idee in Cucina

IMG_0722.JPGLa Kellog da sempre, nel mio immaginario da mezzo irlandese almeno, rappresenta il momento della colazione: grandi scatoloni di cereali immersi in litri di latte, con l’aggiunta di un po’ di zucchero, e accompagnati da un succo d’arancia. Questa era la mia colazione prima che scoprissi la mia intolleranza al lattosio… ma nulla mi ferma però dal consumare cereali, specie se davvero invitanti e stuzzicanti (col quel loro retrogusto salaticcio) come i nuovi Crunchy Muesli 5 cereali con mele e uvetta sultanina appena lanciati sul mercato.

Se poi metti un’appartamento proprio a ridosso dell’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano, tanti appassionati e intenditori di cibo, una location calda e accogliente, un giovane chef bello e simpatico che di originalità e inventiva ne ha da vendere (Parlo del mio amico Diego Bongiovanni che avete già conosciuto qui), una nutrizionista e tante risate e ricette uniche, allora la scoperta di questi nuovi cereali diviene una piacevolissima esperienza sensoriale dove il gusto e l’olfatto godono del tripudio di odori e sapori e gli occhi invece, godono della bellezza del cibo e delle sue composizioni.

Dopo tante ricette interessanti e stuzzicanti, l’uso del muesli anche in piatti salati dove davvero non ti aspetti di trovarli, la mia curiosità in cucina mi ha portato a rivisitare una ricetta che a me piace da morire: Tonno in Crosta.

La ricetta originale, come sapete, prevede i pistacchi tritati a grani mediamente grossi, i pomodori secchi e via discorrendo…ma io l’ho rifatta a mangiata per voi usando i seguenti ingredienti per due tranci di tonno fresco:

  • 20 mandorle spelate;
  • 3 cucchiai di farina di semola (o anche pan grattato se volete);
  • 250 gr di crunchy muesli Kellog;
  • 2 gallette di riso soffiato;
  • una spruzzatina di zenzero in polvere;
  • abbondante olio EVO;

Prima di tagliare il tonno in trancetti, vi consiglio di tenerlo in congelatore almeno un’oretta così da evitare di rompere le fibre della carne del tonno mentre la tagliamo.

Una volta tagliato il tonno in tranci più piccoli, immergiamolo in abbondante olio di oliva e lasciamolo a bagno. Nel frattempo inseriamo nel boccale del nostro mixer le mandorle, i 3 cucchiai di farina di semola, le gallette e lo zenzero e tritiamo il tutto per circa 30 secondi, poi inseriremo il Chrunchy muesli e diamo un colpo di lame per altri 20 secondi circa. Il composto per la crosta è ora pronto, e non faremo altro che disporlo in un piatto e impanare uno ad uno, in modo certosino, i transetti di tonno che avremo preso dal bagno di olio.

Prepariamo una buona padella antiaderente e facciamo scaldare per bene, aggiungiamo 2 cucchiai d’olio EVO e facciamo cuocere il tonno: pochi tranci per volta e non più di un minuto e mezzo a trancio! In questo modo non cuociamo troppo il tonno, che non diventerà duro e secco, ma avrà invece una consistenza morbida, umida e saporita. Ripetiamo l’operazione fino all’esaurimento dei tranci di tonno.

Togliamo i pezzi di tonno cotti, adagiamoli su carta da cucina per far assorbire l’olio in eccesso, e poi impattiamo a piacere. Lasciate che il sapore del tonno si alterni a quello delle mandorle e del muesli, che la dolcezza dell’uvetta e delle mele vi esploda subito al palato e accompagni la sapidità del tonno, e godete quello stuzzicante retrogusto di zenzero e l’alternarsi di croccante e morbido sotto i denti.

Buon Appetito!

Ed ora, una piccola carrellata di immagini bellissime della mattinata di sperimentazione culinaria e Brunch offerta da Kellog.