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Recensioni2.H: Beach Rats

2018, riusciamo a mandare sonde oltre i confini del nostro sistema planetario, abbiamo arti bionici, ma non riusciamo ancora a tollerare la semplice umanità con tutte le sue sfumature: gay, etero, nero, bianco, tante etichette che ultimamente servono unicamente per dividerci e non per imparare l’uno dall’altro.

Così stiamo tornando un po’ a nasconderci non sapendo chi abbiamo di fianco: amico? nemico? e si sa che in branco l’uomo diventa una bestia capace delle peggiori azioni e il film di oggi racconta di questo costante stato di allerta che un ragazzo non dichiarato vive.

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Beach Rats

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Nel cast vediamo Madeline Weinstein, che abbiamo già trovato settimana scorsa nella divertente commedia Alex Strangelove e ragazza mia bella, hai fatti due film e in entrambi il tuo ragazzo è risultato gay, un paio di domande me le farei.

Definito l’anti-Guadagnino (Chiamami col tuo nome) in quanto i film presentano tematiche simili, ma in contesti sociali completamente differenti.

La Storia

Frankie è un Beach Rats, letteralmente un topo di spiaggia, vive una vita all’apparenza normale: passa le giornate con i suoi amici giocando a squash e fumando erba, esce con le ragazze, non ha un lavoro e rubacchia qua e la (parliamo di Coney Island/Brooklyn) quindi diciamo ordinaria amministrazione, e mentre sotto la luce del sole Frankie è un bel ragazzo dal viso angelico di notte passa il suo tempo tra chat gay e facendo cruising nei parchi cercando uomini maturi.MV5BYTVmNmE5N2EtMzMwNi00MjJjLTljYTYtODI0NzBjMjI3Yzg1XkEyXkFqcGdeQXVyMTA2ODMzMDU@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_


Difficile paragonare Beach Rats con Chiamami col tuo nome, dove il primo se la gioca sul piacere meramente estetico del corpo nonostante segua la storia di questo ragazzo confuso il secondo cerca di entrare in una dimensione più profonda superando le barriere imposte dalla società e raccontando una storia dalle tinte pastello.MV5BMDViNDkzODYtZDBiOC00NGVhLTg5MzktOTNlN2UzMzJhYzczXkEyXkFqcGdeQXVyMTA2ODMzMDU@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_

Un film introspettivo che nelle sue riprese di corpi mezzi nudi a rappresentare questo desiderio nascosto e dai toni pacati che solo le giornate estive posso donarci Beach Rats racconta come in una società apparentemente aperta, sempre dietro al progresso, abbia in verità i suoi lati oscuri, come vivere allo scoperto possa essere un problema e dove il nostro primo nemico siamo noi stessi.

Recensioni2.H: Alex strangelove

La scuola è finita e se parliamo del sottoscritto è finita da parecchi anni (ma non così tanti nè!) e finalmente per i prossimi tre mesi non ci sono più ‘ste mamme con il suv che non impareranno mai a parcheggiare o a stare calmine nei loro tacchetti verniciati. Quanti ricordi tra i banchi di scuola, tra le verifiche, le gite e i primi amori…oh le cotte non ricambiate che nonostante tutto ti facevano camminare ad un metro da terra e quanti di noi hanno finalmente capito la direzione del proprio cuore; sì insomma abbiamo capito che siamo O-M-O-S-E-S-S-U-A-L-I.100_percent_gay_25

Ed è di questo che la recensione del prossimo film tratterà.

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Alex strangelove

MV5BMjQ4MjIxOTYyNF5BMl5BanBnXkFtZTgwMTc3MDg0NTM@._V1_SY1000_CR006741000_AL_Pellicola del 2018 diretta da Craig Johnson, regista oltretutto dell’episodio 2×09 (2015) “Looking for Sanctuary” di Looking; Craig è dichiaratamente gay. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al San Francisco International Film Festival il 14 aprile per poi essere distribuito a giugno dalla piattaforma streaming Netflix.

La storia

Alex Truelove è un normale nerd appassionato di animali (diverse volte paragona il liceo ad una giungla etichettando i suoi compagni) che al primo anno di liceo conosce Claire e da lì nasce una divertente amicizia che si trasforma in amore, un amore innocente, da liceo. Alex, ormai all’ultimo anno, è ancora vergine per scelta, ma ormai è arrivato il momento di far il grande salto con Claire, finché ad una festa non conosce Elliott, un ragazzo apertamente gay che sembra provare un certo interesse per Alex che in parte sente di ricambiare.alex-strangelove-slice-600x200

Truelove si ritrova davanti ad una realtà che lo confonde: è gay? è etero? è “semplicemente” bisex?


Divertente, scanzonato e a tratti anche innocente, Alex strangelove riporta, per chi lo ha vissuto, una serie di ricordi legati al liceo e alla presa di coscienza della propria persona, sulla scia di Tuo, Simon, uscito recentemente nelle sale, questa pellicola tratta, seppur in modo delicato, la classica denuncia di come viene gestita l’omosessualità nei licei, trampolino di lancio per la società che in modo o nell’altro ci forma per il futuro.as_01903_wide-47bd10bc0c5ed91c768e792d4ecb2bda72efe34b-s900-c85

Nel film viene usato un lessico molto arricchito: pansessuale, queer, poliamore, asessuale, etc. etc. arrivando a dire che praticamente gli etero non esistono più e che in fondo son tutti gay dentro; tutto usato in modo politicamente corretto.

Un film che merita la visione per la delicatezza con cui tratta un tema che segna ogni persona, etero o omosessuale che sia.

Recensioni2.H: La vita di Adèle

Benvenuto Marzo, mese dedicato a tutte le donne, anche quelle immaginarie come Elsa, la regina che, oltre a portare un mucchio di soldini in casa Disney, è ora al centro della politica omofoba di Salvini che durante un comizio se n’è uscito con:

“Elsa lesbica in Frozen? Preparano un mondo al contrario. Voglio intervenire prima”

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perché a quanto pare è sbagliato insegnare ai bambini che l’amore non ha una direzione, o un colore, che bisogna superare la barriera dell’azzurro per i maschietti e il rosa per le femminucce, perché questo confonde i poveri bambini…ragazzi potremmo davvero scrivere pagine e pagine su come siamo cresciuti male, ma siam qui per raccontarvi una storia, tutta al femminile con delicate sfumature di azzurro.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

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– Le bleu est une couleur chaude –

Film del 2013, diretto da Abdellatif Kechiche (classe 1960), che ha vinto la Palma d’Oro come miglior film al Festival di Cannes nello stesso anno. Diviso in due capitoli (per la messa in onda sul piccolo schermo) è la trasposizione cinematografica del fumetto “Le bleu est une couleur chaude“, letteralmente “Il blu è un colore caldo”, modificato in La vie d’Adèle il titolo tradotto nella versione italiana con La Vita di Adele, trasmesso in Italia da Cielo (canale 26) in prima serata nel 2015, stesso canale che non si fa problemi a trasmettere film di un certo spessore come I segreti di Brokeback Mountain.


La storia

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Adèle è una tranquilla ragazza francese che frequenta il quarto anno del liceo, come tutti gli adolescenti vive questo momento di transizione tra la scuola, gli amici è l’amore; tutto va alla grande, fin quando durante un appuntamento con un ragazzo non incrocia una ragazza con i capelli vistosamente azzurri, un colpo di fulmine istantaneo che inizia a smuoverle qualcosa dentro.
Una sera, in un locale gay, le due ragazze si ritrovano e finalmente Adèle conosce Emma, apertamente lesbica e di diversi anni più grande di lei che frequenta il quarto anni di Belle Arti; da lì a poco nasce un’amore che travolge completamente Adèle, ma qual è il lato oscuro di una cosa così bella?



Nessun mezzo termine, il film non è proprio un bicchiere d’acqua da mandar giù, forse più un bicchiere di vino bianco; saranno le quasi 3 ore di proiezione; le scene (6 minuti la prima) di sesso spinto (ho visto la famosa sforbiciata!)che, seppur non inquadrano le magiche labbra, son al limite della pornografia, roba che da gay mi ha messo un certo livello di imbarazzo per i vicini che potrebbero aver visto; o forse come viene presentata la storia cioè vera, nuda e cruda: l’amore e la scoperta sessuale, il coming out e l’outing, l’omofobia e la depressione; tutto così reale e incisivo, come le sequenze dei baci (e del sesso) che prendono violentemente posto nel film con i loro tempi e i loro silenzio.

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Paragonandolo al fumetto i due lavori trovano poche differenze: Adèle nella sua versione cartacea si chiama Clementine, per gli amici Clem e gli avvenimenti vengono raccontati attraverso un flashback scaturiti dal diario di Adèle (Clem), più diverse sfaccettature che vanno a toccare più la narrazione che l’insieme della storia.

Possiamo definirlo il “Chiamami col tuo nome” al femminile, ma se solo CMBYN fosse stato diretto nello stesso modo, scavando nella natura umana, molto probabilmente saremmo ancora in sala a piangere.

Dante Lami - intervista con ilPuntoH

A tu per you – Dante Lami

E diamo il benvenuto sul pianeta IlPuntoH a Dante Lami protagonista, insieme alla nipotina, del video di outing più dolce di sempre!

Tra i suoi mille impegni di lavoro, siamo riusciti finalmente ad acciuffarlo e abbiamo parlato a ruota libera di tutto.

– Partiamo fal tuo famoso video: il tuo modo così spontaneo e naturale di fare outing ha fatto sì che doventasse virale, mostrando una maniera gioiosa e dolcissima per uscire allo scoperto: come è nato?

Questo video è nato in maniera davvero spontanea, durante una sera in cui stavo facendo una grigliata in famiglia con i miei fratelli, le loro compagne e i miei nipoti. A un certo punto, mia nipote Alice si avvicina a me e mi dice ‘Io lo so perchè sei gay’. Sono rimasto subito scioccato e poi colpito dalla sua naturalezza, come se dicesse ‘Io lo so che sei stato tu a mangiare le caramelle’. Così l’ho portata in casa per parlarle con calma. Avendola cresciuta per tanti anni, lei si è subito allarmata, pensando di aver fatto qualcosa di male. In realtà volevo capire il perchè della sua affermazione, sebbene io non gliene avessi mai parlato. Ma non per pudore o vergogna: semplicemente perchè non avevo mai avuto la necessità o alcuna motivazione per farlo.

– E che reazioni hai avuto? Dagli amici e dagli estranei.

Inizialmente mio fratello e sua moglie erano un po’ contrariati, più per il fatto di proteggere la loro bambina dalla potenza virale di questa chiaccherata in cui si affronta un tema abbastanza delicato. Poi hanno comunque constatato la naturalezza e la normalità di questo video, in cui uno zio spiega una cosa alla sua nipotina.

Dagli estranei ho ricevuto valanghe di pareri positivi: mi hanno scritto da moltissime parti d’Italia e anche dall’estero, alcuni in lingue che nemmeno conosco! In generale hanno reagito bene, ringraziandomi. Certo a parere mio non ho fatto chissà cosa di strabiliante, seppure le piccole cose, a quanto pare, riescono a diventare davvero potenti.18337503_10155292968468711_1302526621_n

Ma ho riscontrato anche cattiveria. Tanta tanta cattiveria. Mi hanno scritto di tutto: che era tutto studiato per diventare famoso o peggio insulti a mia nipote. Io ovviamente l’ho difesa in tutto e per tutto. Sai, dietro una tastiera è facile giudicare. A distanza di tempo ne ho parlato nuovamente con lei, alcuni scrivevano che non sapesse fare neanche le tabelline. La mia risposta ironica era stato uno screenshot in cui io le scrivevo che la gente pensava non conoscesse le tabelline. E lei aveva risposto di stare tranquilli, che le sapeva eccome! La gente riesce a trovare la cattiveria anche nelle piccole cose che diventano virali. Non credo lo facciano per invidia, ma solo proprio per parlare e dare sfogo a chissà cosa. Solo per aprire bocca.

– Il coming out è una fase molto molto delicata della vita di un gay, il tuo com’è stato?

Ma in realtà non c’è mai stato un vero e proprio coming out. Fin da piccolo sono sempre apparso come più stravagante ed effeminato dei ragazzi comuni, soprattutto nel mio paese, dove semplicemente girare con barba o capelli colorati ti fa subito sembrare diverso.  Credo mi abbiano sempre identificato come gay. Però non è stata nemmeno facile: puntualmente sono arrivate le prese in giro che tutti noi omosessuali conosciamo. Forse però è stato più difficile il coming out con me stesso: il guardarmi allo specchio dritto negli occhi e dirmi ‘Sì, sono gay’. Quello è stato molto difficile e sentito, per il resto si è sempre saputo, non ho mai dovuto fare grandi annunci o altro. Diciamo che poi il video ha tolto ogni possibile dubbio!

– Con il tuo video che messaggio hai voluto lanciare? E hai avuto risposte? Riscontri, testimonianze…

Non pensavo facesse così scalpore. Non avevo certo intenzione di lanciare qualche tipo di ideologia o messaggio supremo. Semmai volevo semplicemente condividere una gioia con mia nipote. Ero entusiasta e felice di poter essere al 100 % me stesso con lei. E poi credo sia un desiderio di un po’ tutti gli zii dire ai propri nipoti ciò che gli piace, ciò che amano e cosa li rende felici. Il mio è stato un video in cui celebravo la gioia nel sapere che lei sapesse che ero gay.

– Come giudichi, in base alla tua esperienza, l’omosessualità in Italia?

Azz, che domanda! A mio parere siamo, per alcuni versi, davvero indietro. A nostra difesa, però , devo dire che ciò che spaventa è sempre visto come pericoloso e non giusto. Secondo me bisognerebbe solo guardarsi un po’ di più allo specchio e pensare a ciò che e giusto e ciò che è sbagliato. Cioccolato, fragola, maschio, femmina, sono solo gusti. Più che aprire la mente, dovremmo guardarci tutti 18361011_10155292968768711_1101407961_nallo specchio e chiederci se siamo davvero felici. Vivere con queste restrizioni, anche a livello mentale, è un danno in primis per noi stessi. In Italia le cose vanno e non vanno: vanno per i comodi degli altri, per la classe politica. Potrebbero andare di più se non si trovasse sempre la scusante della Chiesa. In effetti, però, negli anni anche noi abbiamo fatto dei passi importanti.

Nel settore gay avrei delle note negative: abbiamo impiegato tanti anni per fare coming out, ora dovremmo dare agli eterosessuali e a chiunque ci veda come qualcosa di sbagliato, modo di non parlare negativamente di noi. Forse dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza e capire che facciamo tutti le stesse cose, dalla vita privata a quella lavorativa.

– Quello che sta accadendo in paesi poco distanti da noi, mi riferisco alla Russia e alla Cecenia, non può non colpire per la sua crudeltà. Tu cosa ne pensi?

Tutto ciò fa schifo! Siamo nel 2017 e siamo negli anni di Hitler, in cui le persone venivano torturate e uccise senza un motivo, senza uno scopo, senza un perchè. Secondo me i campi di concentramento in Cecenia, la politica russa e i paesi in cui l’omosessualità viene vista come una malattia o deviazione mentale, vengono raggruppati in una sola parola: ODIO.

Tutto questo è inammissibile. Non posso credere che ci siano paesi non lontani da noi in cui un omosessuale viene fatto prigioniero, torturato e poi ucciso. Non è nemmeno, quindi, una morte semplice, ma un vero e proprio calvario. Credo che nessun Dio di nessuna religione dica questo. Questo è il vero male sulla terra, far sì che tutto ciò per cui si combatte venga spazzato via da questi gesti insani.

– E ora parliamo di Dante privato! Dicci qualcosa di te! Che fai, ecc..

Wow, sembra molto ‘The Club’ questa domanda! (ride)

Allora, sono Dante Lami. Dante era il nome di mio padre, io in verità mi chiamo Andrea. Ho 26 anni e lavoro da quando ne avevo 13, iniziando per gioco quello che in seguito ho trasformato nella mia attività di parrucchiere. Il mio sogno è sempre stato quello di avere un tetto sulla mia testa. Perchè mio padre mi ha sempre insegnato che è una cosa fondamentale.

Ho tanti sogni, che poi sono cambiati con l’età. Ora come ora quello che desidero è la felicità nelle sue molteplici sfaccettature: un lavoro sicuro e amici che sono a tutti gli effetti una vera e propria famiglia. Essendo un po’ una frana in amore, sono anche molto fortunato ad aver incontrato Alessandro, un ragazzo con cui mi frequento da qualche mese. Per adesso cerco di puntare alla meta, senza sognare troppo a occhi aperti. Punto al traguardo e nel frattempo cerco di esaudire i miei sogni.

– Hai partecipato a un seguitissimo canale Youtube dal nome ‘Scherzi di coppia’, parlacene un po’

Con Katia e Luca e i loro ‘Scherzi di coppia’ è nato tutto per gioco. Mi aveva cercato lei su Facebook e mi aveva proposto questo modo di trasmettere ciò che si è. Nei loro video eravamo partiti dalla scusa dei capelli per poi affrontare diversi temi che li legavano ad essi. Abbiamo parlato del mio video e delle tante sfaccettature dell’omosessualità, dalle mode alle leggi. Il tutto in maniera assolutamente scherzosa e pacifica. Abbiamo passato tante ore a ridere e ascoltarci. Il vero lavoro era poi concentrare il tutto in pochi minuti di video! Quello che però è sempre sempre trasparito è la sincerità e l‘aver affrontato temi a volte molto molto seri in maniera libera, serena e ironica.

Approfitto per salutare e ringraziare Katia e Luca, ci siamo sentiti recentemente perchè è uscito il loro primo libro. Sono davvero contento per loro: sono due bravissimi youtuber, estremamente alla mano, molto simpatici e mi hanno fatto sentire come a casa. Tante risate e delle mangiate infinite! Auguro loro tutto il meglio.

– Visto che sei un esperto del settore, non possiamo non chiederti delle dritte su cosa sarà trendy quest’estate!

Sinceramente il settore parrucchieri ha molte sfaccettature: ciò che può piacere non deve essere per forza seguito da tutti come le pecore. Personalmente quello che mi piace e che 18386549_10155292968963711_626127268_nproporrò come un must alle mie clienti, è un ‘long bob’: un taglio abbastanza lineare e lievemente scalato, portato prevalentemente con delle onde effetto mare. Molto biondo, moltre radici scure e lunghezze chiare. Ma soprattutto, per quanto riguarda la sfera colorazione, il trend di quest’anno è l’electric banana: un giallo banana molto molto effetto Flash. Per quanto riguarda i tagli maschili, viva i capelli lunghi e le linee morbide: basta i rasati e basta linee ‘tamarre’!

– E ora concludiamo l’intervista con il nostro classico: c’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e alla quale muori dalla voglia di rispondere?

Ma sai, non c’è una domanda vera e propria che aspetto da una vita. Forse la gente non si sofferma molto sui percorsi che fanno le persone. Nella mia vita avrei voluto incontrare persone che, giunte a un certo punto di una frequentazione o di una relazione, chiedessero del mio passato. Avrei preferito che mi conoscessero di più, perchè io ho sempre dato la possibilità alle persone di farsi conoscere e di conoscermi. Quindi più che una domanda, la mia è una motivazione: vorrei che le persone si prendessero la briga di conoscere anche il passato di un ragazzo. le cose belle e quelle brutte. Indipendentemente dal fine.

Dante, grazie infinite per la tua disponibilità. E grazie per averci insegnato che l’outing può essere fatto in maniera semplice e gioiosa!


Tracio

Castelli di Carte di Fabio Marelli - IlPuntoH recensioni 2.H

Castelli di Carte – Fabio Marelli si racconta nel suo primo libro – IlPuntoH

Castelli Di Carte – il primo libro di Fabio Marelli: un racconto autobiografico di storie che in fondo, sono anche un po’ le nostre.

“E sono solo, di nuovo solo.”

Un racconto in parte autobiografico che ci porta nella storia di Fabio, lo scrittore e Fabio il protagonista, Lisa la perenne innamorata, della quale leggiamo gli sms e i diari, Alessandro e tanti altri, in un circolo di bugie e le prime chat di incontri.

“Avevo tutto, in apparenza,

ma l’apparenza non è tutto”


Fabio Marelli - Castelli di carte -
Fabio Marelli

L’autore

Fabio Marelli, piemontese, classe 1978, inizia a lavorare in radio a 16 anni in una piccola emittente di Alessandria, fino ad arrivare a Milano e diventare speaker di Disco Radio, passando da frequenze come Radio DeeJay o RadioMontecarlo.

Castelli di Carte è la sua prima opera.


castelli di carte - fabio marelli copertina

La Trama

Fabio è un ragazzo come tanti, preso dal lavoro, dagli amici e alla ricerca di una stabilità emotiva, non fosse che tutte e tre vorticano attorno alle continue bugie che Fabio usa per proteggersi: sul lavoro si mostra una persona affidabile, pronta a tutto, il classico leader, ma intanto sogna di scappare; con la sua migliore amica Lisa non riesce ad essere onesto e mentre lei combatte per capirlo lui scappa dentro a false storie; infine Fabio è gay e proprio per questo la sua vita va un po’ a rotoli, tanto più lui si nasconde tanto più tutto si complica portandolo ad un percorso di accettazione, punto a cui prima o poi noi tutti siamo dovuti o dobbiamo arrivare per poter vivere in pace con noi stessi.


Castelli di Carte ci porta a capire quanto sia giusto accettarsi per quanto possa essere difficile, e di aver il coraggio di non nascondersi dietro alle maschere, che piano piano andranno a formare un castello fragile che anche solo un piccolo alito di vento potrebbe buttare giù.

Un libro che affronta le bugie che diciamo a noi stessi per andare avanti e farci forza, a tutte le menzogne che usiamo con gli altri per apparire, soprattutto nelle chat o sui social, ormai così quotidiani.

castelli di carte - fabio marelli

La particolarità del libro è che ogni capitolo è rappresentato con un Arcano maggiore (carte dei tarocchi più intense di significato), partendo dal Mago (o Giocoliere) che rappresenta in tutto e per tutto l’inganno.

Storia nata per caso, dall’incontro fortuito (“perché il destino gioca sempre bene le sue carte”) con Diego Leone e Alberto Manieri (Do it Human Editori) che hanno visto in Fabio una storia che tutti dovevano conoscere, una storia profonda e vera, che l’autore è riuscito a riportare su carta con uno stile veloce come una corsa in autostrada, saltellando tra incontri notturni e un “Caro diario” di un’anima innamorata.

Un libro che, Castelli di Carte di Fabio Marelli, che vi consigliamo fortemente di leggere, che siate gay o no, che siate in arrivo al punto di accettazione o lontani ancora anni luce, perché ricordate che essere se stessi  e mostrarsi per ciò che si è realmente, è il primo passo per stare bene, realmente bene, perché ci lascia capire che essere gay, in fondo, è solo un altro e naturale modo di amare.

 

 

In & Out

…Benvenuti alla nostra serie -Verificate la vostra Virilità-, questa è la cassetta audio numero 1, “Occhio all’apparenza”…

Audio Cassetta

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Locandina

Era una domenica sera qualunque quando *canale televisivo* annuncia che alle 21:10 avrebbe trasmesso “In & Out” e la svolta che ha incollato (quasi) tutta la famiglia alla tv.

Film commedia del 1997 che prende spunto dal discorso che Tom Hanks fece dopo aver ricevuto l’Oscar per Philadelphia (1993), in cui dedicò il premio al suo ex professore gay.


La trama

Howard Brackett è un professore di letteratura inglese in una piccola cittadina dell’Indiana,  ormai prossimo al matrimonio con la sua storica fidanzata Emily Montgomery.

La sua vita trascorre serena e tranquilla, fino al giorno in cui Cameron Drake, un suo ex studente diventato ora una star del cinema, viene premiato con l’Oscar come miglior attore: durante la cerimonia, Cameron dichiara pubblicamente a tutta la nazione che il professor Brackett, a cui dedica il premio, è gay!

Dopo questa dichiarazione la vita di Howard viene sconvolta, e il tranquillo professore viene di colpo assediato dai giornalisti e dalle domande di studenti, genitori e soprattutto della fidanzata.


 

 

Film prodotto in Usa e vietato ai minori di 13 anni, la pellicola racconta con sfumature comiche e mai estreme, la difficoltà nell’accettarsi e fare outing.

Con le straordinarie apparizioni  in un cameo delle attrici Whoopi Goldberg e Glenn Close nella parte di loro stesse.

Eva e l’Isola di Lesbo

E venne l’outing rosa.
Dopo i tronisti gay, la Coca Cola con il suo spot arcobaleno, e presunti sex symbol quantomeno ambigui, sale alla ribalta anche il movimento omosessuale femminile.
E in effetti non poteva scegliere testimonial migliore della vulcanica Eva Grimaldi, attualmente naufraga spaccacocchi all’Isola dei famosi.

Attrice molto popolare nei fulgidi anni 80 e 90 grazie, perlopiù, a parti da bonona inutile, la Grimaldi è stata autrice di diverse rinascite artistiche. In primis con la fiction di enorme successo eva-grimaldi-isola_980x571‘Il bello delle donne’, in cui interpretava il ruolo della tormentata Elfride: una intensa prova drammatica osannata da pubblico e critica. Più recentemente l’abbiamo ammirata nel reality game Pechino Express dove, in coppia con Roberta Garzia, la Grimaldi si è rivelata una vera forza della natura: simpaticissima, un po’ svampita ma comunque molto molto combattiva.

Ora naufraga in Honduras, Eva si barcamena tra pesca, prove ricompensa e nominations. Dopo l’entusiasmo iniziale, ha mostrato i primi segni di stanchezza e insofferenza apparendo, così, un po’ in ombra. La produzione ha deciso di darle una bella carica di energia spedendo sull’isola la sua cara amica Imma Battaglia, attivista politica e leader del movimento LGBT italiano. E la scelta si è evarivelata azzeccata: Eva Grimaldi è tornata quel vulcano che avevamo imparato a conoscere durante Pechino Express, ma soprattutto ha mostrato un lato estremamente dolce che fino ad ora era sempre rimasto relativamente in secondo piano. E tutti noi abbiamo visto un amore vero, sano e condito con quel pizzico di gelosia che non può non rendercele ancora più belle e felici.

Eva e Imma sono innamorate ormai da tanti anni e non fanno nulla per nasconderlo, anzi: si godono questa particolare esperienza nella maniera più naturale e limpida possibile. Finalmente non si nascondono più e rilasciano anche tenere dichiarazioni d’amore l’una nei confronti dell’altra: nel confessionale Eva ha dichiarato:

Trovare l’amore a 50 anni, non è semplice, non è da tutti. Imma è la mia vita. C’avevo visto lungo. Non è stato semplice per me, sono figlia degli anni Ottanta era più facile apparire che essere.

Le fa Eco la sua Imma, che risponde:

L’amore che proviamo è bello, sereno, sincero, molto forte e solido.

Una bellissima storia che corona l’avventura di uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano.

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Io posso solo dire BRAVE! E spero che la produzione cavalchi questo trend e spedisca altri ospiti in Honduras.

Pillole isolane! Quali altri confronti potrebbero verificarsi all’Isola dei famosi?

1 – Moreno / Emma Marrone: una ìmpari lotta nel fango per decretare la vera bulla tra gli Amici di Maria.

2 – Raz Degan / Paola Barale: pronti per il remake di Laguna Blu.

3 – Nancy Coppola / Nino D’Angelo: sfida senza pietà a colpi di pathos partenopeo e sopracciglia aggrottate per vincere il titolo di ‘Scugnizzo più amato dagli italiani’.

4 – Alessia Marcuzzi / Ilary Blasi: sfida in studio a chi fra le due riesce a far risultare utile alla vita un essere come Stefano Bettarini.

Dopo questo meraviglioso outing, viene da interrogarsi sull’utilità pure di Gabriel Garko, storico ex fidanzato della Grimaldi, ma questo sarà un altro articolo.

Sciaouz!

Tracio

Il contenuto del presente articolo riflette esclusivamente le opinioni personali dell’autore. Le affermazioni, descrizioni e conversazioni incluse nel presente sono frutto di pura immaginazione e della fertile fantasia dell’autore. In nessun caso si intende attribuire ai personaggi fittiziamente descritti alcuna opinione, idea e/o si intendono descrivere abitudini e/o consuetudini di personaggi celebri a fini dello sfruttamento della relativa immagine. Le immagini riportate sono di pubblico dominio e non sono coperte da diritti di proprietà intellettuale.