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Eurivision2018 - Titina18

Eurovision 2018 – una semifinale fin troppo tranquilla.

Eurovision 2018 ed una prima semifinale tranquilla… forse fin troppo calma dove lo spettacolo a cui eravamo abituati, è un po’ mancato.

Eh sì amici, proprio ieri sera nella bellissima cornice della zona di Parque das Nações a Lisbona, ha preso il via la prima semifinale di Eurovision Song Contest 2018, dove le prime 19 nazioni si sono sfidate a suon di note musicali, spettacoli e passi di danza sul quel palco per accedere alla finale del 12 Maggio.

Vediamo subito chi si è guadagnato la finale:

eurovision 2018 - il punto H

  1. Austria: Nobody But You by Cesár Sampson
  2. Estonia: La Forza by Elina Nechayeva
  3. Cipro: Fuego by Eleni Foureira
  4. Lituania: When We’re Old by Ieva Zasimauskaitė
  5. Israele: TOY by Netta
  6. Repubblica Ceca: Lie To Me by Mikolas Josef
  7. Bulgaria: Bones by EQUINOX
  8. Albania: Mall by Eugent Bushpepa
  9. Finlandia: Monsters by Saara Aalto
  10. Irlanda: Together by Ryan O’Shaughnessy
Ma siamo davvero convinti che siano passati i migliori della prima semifinale?

Sì, senza alcuna ombra di dubbio anche se almeno due finalisti hanno fatto storcere il naso a tutti perché, a parere del web, altri due artisti avrebbero potuto farcela per la finale, ma capiamoci bene.

Nessun parere contrario al passaggio alla finale di Eurvosion 2018 per Austria, Estonia, Cipro, Israele, Finlandia, Repubblica Ceca, Albania e Bulgaria, ma a quanto pare non tutti sono stati d’accordo con il passaggio in finale della Lituania e dell’Irlanda.

Perché? Ma perché giudicate canzoni troppo poco coinvolgenti o “moscie” per far parte della finale di Esc2018.

I Titiners di #Titina18 hanno eletto i Best Five della serata ed ognuno di loro per un motivo ben specifico.

Il nostro gurppone di ascolto sul twitter cresce sempre di più e grazie a voi che twittate con l’ht #Titina18 abbiamo dato quello sprint che mancava alla prima semifinale del festival dell’eurovisione.

 

Al 5° posto si classifica lui, il Ronan Keating sconosciuto, l’Irlandese Ryan dalla voce che voleva somigliare molto a quella di Sam Smith. E’ vero, la canzone era troppo una ballata romantica, ma il balletto tra i due ragazzi e il chiaro riferimento ad una storia d’amore LGBT ha fatto scogliere il cuore anche delle più accide twitstarz!

Al 4° posto dei Best Five della prima semifinale, troviamo l’Estonia! Lei, Barbie magia d’inverno, Elsa di Arendel che cantava diretta dal maestro Beppe Vessicchio, Tanya magia delle spirali psichedeliche, la donna dal vestito che tutti noi ghei vogliamo avere in armadio, ci ha stupiti con una voce forte, calda e un numero di luci e musica che ci ha fatto SO GNA RE!

3° Meritatissimo posto per la plagiosissima e frociarola Saara Aalto dalla nordica Finlandia. Lei, che tutti accusano di aver plagiato un certo pezzo dance di qualche anno fa ma che nessuno riesce a dire quale, ha fatto uno spettacolo che non ha deluso le aspettative del pubblico gay di Eurovision. Saara hai dato ai gay quello che volevano, grazie!

2° posto per la Beyoncé cipriota, per miss vestitino dorato attillato che è tutta un fascio di muscoli e non ha un filo di grasso! Amica, parliamoci chiaro, anche la tua canzone ci ricorda tante di quelle canzoni di altre reginette del pop già sfornate anni fa, ma il tuo spettacolo in pieno stile PUTTANPOP è stato FAN TA STI CO! Ci hai fatti ballare (io e Dedalus abbiamo già imparato la coreagrafia, guardare qui per credere), e divertire. Ma, no, non puoi vincere, vogliamo la finale in Israele per unire i due eventi più ghei in assoluto (Eurovision e Gay Pride Tel Aviv) in un unico grande evento sulle spiagge di Tel Aviv.

1° Meritatissimo posto per Netta che rappresenta Israele. No, non sono di parte per nulla, lo giuro, ma a parer mio e del twitter che ci ha seguito, lei è stata l’unica in grado di regalare uno spettacolo di musica alternativo ai tanti già triti e ritriti, di portare sul palco l’orgoglio curvy con un’eleganza e simpatia uniche, e di stupirci con una voce pulita che è stata tale per tutta la durata del suo pezzo.

 

L’oracolo dice che

Toy, Fuego e Monsters, rispettivamente di Israele, Cipro e Finlandia, saranno 3 canzoni di questa prima semifinale di Eurovision 2018 che ci accompagneranno in disco e nelle radio per tutta questa estate!

E i #Titiners di #Titina18 si sono espressi così!

E tu per chi hai tifato?

Eurivision2018 - Titina18

Eurovision 2018 con #Titina18 – ecco i più papabili alla vittoria

Arriva #Eurovision2018 e torna anche #Titina18: pronti a sbizzarirci con i nostri commenti su twitter in un unico e grande gruppo divertente?

#Titina18 è l’hashtag da utilizzare in combinaizone con #Esc2018 per entrare direttamente a far parte del nostro gruppo d’ascolto twitter che ci ha tenuto compagnia già durante Sanremo 2018 e che ci farà divertire tantissimo per tutta la settimana di #Eurovision2018. Pronti a divertirci come matti?

Quanto mancaaaa!?!?!?

Poco, anzi pochissimo! 4 giorni esatti all’8 Maggio 2018, e alle ore 21, collegandoci sul canale youtube di Eurovision TV, potremo goderci la prima delle due semifinali.Ecco chi scenderà in gara la prima sera:

01 Azerbaijan Aisel X My Heart
02 Iceland Ari Ólafsson Our Choice
03 Albania Eugent Bushpepa Mall
04 Belgium Sennek A Matter Of Time
05 Czech Republic Mikolas Josef Lie To Me
06 Lithuania Ieva Zasimauskaitė When We’re Old
07 Israel Netta TOY
08 Belarus ALEKSEEV FOREVER
09 Estonia Elina Nechayeva La Forza
10 Bulgaria EQUINOX Bones
11 F.Y.R. Macedonia Eye Cue Lost And Found
12 Croatia Franka Crazy
13 Austria Cesár Sampson Nobody But You
14 Greece Yianna Terzi Oniro Mou
15 Finland Saara Aalto Monsters
16 Armenia Sevak Khanagyan Qami
17 Switzerland ZiBBZ Stones
18 Ireland Ryan O’Shaughnessy Together
19 Cyprus Eleni Foureira Fuego

 

Sentirsi come la “Zingara che fa le carte”

Eh sì, abbiamo chiesto al nostro oracolo, immaginatelo come una specie di Christina Aguilera nel corpo di Britney Spears, la follia creativa di Lady Gaga e l’aura compassionevole per i gay e l’età di Cher.

Bene, l’oracolo si è pronunziato , dicendo che i tre papabili alla vittoria di questo Eurovision 2018 sono (dal meno probabile al più probabile)

Il nostro attore di Bel Ami preferito (e anche se non lo è in realtà a noi piace immaginarlo anche come attore hard), il twink che tutti noi vorremmo strapazzare di coccole di qualsiasi tipo, ha dimostrato di saperci fare sul serio su quel palco, accattivandosi sin da subito i giudizi positivi dei presenti alle prove. Sono sicuro che darà del filo da torcere a tutti i concorrenti quest’anno e spero proprio che l’oracolo ci abbia visto giusto su di lui.

Christabelle da Malta con furore viene fuori da una scatola sul palco, tra luci ed effetti visivi che emozionano. Una voce forte e grintosa contro ogni tabù! Questa venere mediterranea ha talento da vendere. E se tutto va bene potrebbe anche salire sul podio.

Lei è al numero 1 delle preferenze anche questa settimana e il nostro Oracolo strafatto e rifatto è più che d’accordo: faccia simpatica, bravura smisurata, una voce chiara, pulita e forte, uno stile e un look tutto suo che fanno simpatia e che piacciono al pubblico. Un testo che da solo meriterebbe la vittoria e un’esibizione su quel palco da far rizzare i capelli in testa per quanto è spaventosamente bella e brava! Ora, io ve lo dico, ma se non vince lei mi incazzo di brutto… e anche il nostro oracolo, solo che poi quest’ultimo manderà maledizioni a tutti quelli che non l’avranno fatta vincere. D’altronde… chi non vuole l’Eurovision in Israele e combinare il festival, le spiagge bellissime di Israle e i manzi e le manze di quei posti? Daje Netta!!!

E tu con noi sei d’accordo? O meglio… il tuo oracolo cosa dice?

Stay tuned su twitter con #Titina18 e #Esc2018

 

 

Eurovision 2018 - ESC201 IlpuntoH

Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.4

Questo giro di boa è stato lungo e ancora di più lo è quello che ci separa dal traguardo, ma credetemi che vale davvero la pena dedicare 2 minutini ad onguno degli artisti in gara a questo Eurovision 2018, e dopo aver conosciuto 30 talenti nella pt.1, pt.2 e pt.3 di questa rubrica, siamo ora pronti a conoscere gli ultimi 13 talenti in gara. E sapete chi è che quest’anno fa il suo grande ritorno? La Russia… ma ne parliamo più in basso.

Ora, pronti, cuffie e volume a palla! Si parte per un viaggio musicale in giro per l’Europa (quella allargata di Eurovision, ovviamente).

Ci eravamo fermati prima di arrivare in Polonia, ed eccoci ora a Krakovia, una fantastica città che vibra di cultura, di musica, di innovazione e sperimentazione. Ed è proprio l’ambiente in cui vive Gromee, classe 1978, dallo sguardo di quello che sa il fatto suo, ogni anno sa regalare hit disco e pop che raggiungono milioni di visualizzazioni e di ascolti. Ha deciso di presentarsi in un featuring davvero interessante: ad accompagnarlo e ad esibirsi con lui sul palco di ESC2018 Luka Meijer che fa da sempre della sperimentazione musicale il suo motto di vita. La loro canzone è un semplice ma accattivante pezzo disco-pop che sa di estate, di sole e salsedine, di quelle risate fatte con amici in riva al mare senza mai preoccuparsi del tempo che scorre. Un pezzo che merita la finale.

Finalmente si arriva nel mio amato Portogallo, l’ingresso Ovest della nostra Europa, paese magnifico ricco di storia, tradizione e con una politica di integrazione LGBTQ davvero all’avanguardia. A rappresentare questo paese è Cláudia Pascoal che gareggia con la sua O Jardim (tr. il Giardino). Claudia ha fatto della musica la sua più grande ragione di vita. Non è nuova al piccolo schermo: ha infatti presentato per anni il talkshow per teenagers “CurtoCircuito”, ha partecipato ad Idolos (la versione portoghese di American Idol) nel 2015 e a The Voice of Portugal nel 2017 arrivando finalista. Si presenta con una canzone interamente in portoghese (e questo abbiamo scoperto non essere un impedimento alla vittoria, grazie a Salvador Cabral), una ballata romantica, un testo dolce, dai ritmi calmi, il tutto accompagnato da una voce pulita, forte e sensuale. Ci piace proprio tanto!

Dalla Romania arrivano loro, THE HUMANS, un gruppo che lavora e suona insieme già da tempo che si presenta in gara con un pezzo in inglese dal titolo Goodbye. I membri della band sono Adi Tetrade, Alin Neagoe, Alex Matei, Alex Cismaru, Corina Matei and Cristina Caramarcu che è la voce solista e leader della band.Non hanno una grossa storia internazionale ma sono molto conosciuti e apprezzati nel loro paese. Una canzone che ha delle sorprese: inizia con una musica dolce, quasi da love song, la voce solista che sale di tono e di intensità e subito i bassi, le batterie e il violoncello che insieme si mischiano e danno vita ad un pop-rock davvero molto piacevole, che arriva all’orecchio forte e pulito. Una bella canzone che si lascia ascoltare più e più volte sempre con piacere. Potrebbe arrivare in finale, ma non piazzarsi tra i primi 10.

La Russia rientra, ci riprova dovo aver boicottato l’edizione dello scorso anno perché tenutasi in Ukraina. A rappresentarla Julia Samoylova, classe 1989 Julia è sulla sedia a rotelle da quanto era bambina, è stata finalista ad X Factor Russia e ha cantato all’apertura delle Paralimpiadi di Sochi nel 2014. Una canzone profonda, un testo forte, un inno alla vita perché anche nel momento più oscuro non bisogna arrendersi. Ho la netta sensazione che la Russia le stia provando tutte per intenerire il pubblico e ci porta sul palco una cantante che è davvero brava, ma che essendo in sedia a rotelle potrebbe diventare un po’ “quel caso umano” che faccia scogliere anche il cuore più freddo. La canzone è molto orecchiabile, e ho anche paura che arrivi in finale dando del filo da torcere a parecchie nazioni in gara. Vi prego amiche, non portiamo Eurovision a casa di Putin che siamo fritte poi.

San Marino ci riprova anche quest’anno e dove va a pescare le sue cantanti? Una la prende a Malta e una in Germania. Jessika Muscat, maltese e classe 1989, è una cantante che di talento ne ha da vendere, e sin dal 2012 ci prova a farsi scegliere da Malta come rappresentate ad Eurovision ma NIENTE, per quanto ci abbia provato anche con duetti e trii non è mai riuscita ad essere selezionata. Jennifer Bring è invece una millenial classe 1996 che da Berlino è approdata a San Marino (how?) per rappresentare lo stato a Eurovision 2018. Jennifer è un’abilissima rapper che è si è fatta consocere dal pubblico attraverso youtube. La loro canzone a ESC2018 ha un bel testo, importante contro ongi discriminazione, ma è fatta da ritmi, ritornelli che hanno troppo di già sentito e risentito. Se arrivano in finale non mangio nutella per 2 settimane.

Dalla Serbia arrivano loro: Sanja Ilić & Balkanika. Il gruppo si presenta in gara con una canzone tutta in Serbo. Lo stile musicale di Balkanika è un suono originale combinato con elementi di musica proveniente da ogni parte del mondo basati sul potente ritmo nativo dei Balcani mescolato con approcci e una sensibilità moderni. Negli ultimi anni, la band ha organizzato concerti di successo in tutto il mondo, tra cui la Russia, gli Stati Uniti e persino fino alla Corea del Sud. Una canzone dalla musica emozionante, classica delle musiche Balcaniche, ma qualcosa ancora non mi convince nemmeno al 5° ascolto… chi mi aiuta a capire cos’è?

Dalla Slovenia arriva lei, la bella Lea Sirk, che non è affatto nuova ad Eurovision, e che si presenta in gara con la canzone “Hvala, ne!” (tr. No,Grazie!) Lea ha studiato al Conservatorio di musica di Ginevra e ha suonato in diverse orchestre partecipando a diversi seminari in tutta Europa. Lea Sirk ha completato i suoi studi universitari presto e con lode. Ha anche preso un master con lode, due anni più tardi ed è diventata Master of Arts in Specialized Music Performance. Dicevo che Lea non è nuova ad Eurivision, infatti ha già calcato quel palco come corista nel 2014 con Tinkara Kovač e nel 2016 con ManuElla. Dopo qualche anno la Slovenia riporta in gara un pezzo tutto in sloveno. Una musica quasi psichedelica apre la canzone e Lea si fa spazio con la sua voce, solo che il ritmo di sottofondo mi ricorda troppo pezzi di Ariana Grande. La canzone è bella, ma troppo già sentita. Però tranquilla Lea, ce la vedo sta canzone in tutte le disco gaye della Slovenia.

Dalla Spagna con furore arriva il duo formato da Amaia e Alfred che portano in gara la canzone dal titolo Tu Cancion (tr. la tua canzone)…. menomale che il titolo non è in inglese altrimenti mi puzzava già di plagio. Amaia Romero e Alfred García sono vincitori e finalisti dell’ultima edizione del talent show televisivo spagnolo Operación Triunfo, (sì, in Spagna hanno ancora questo programma!) e questi due hanno un dono speciale; un talento innato che incanta il loro pubblico. Tu Canción è la trasposizione in musica e parole della storia d’amore di Amaia e Alfred. La canzone tenta di catturare e farci riprovare tutte quelle emozioni che si sentono quando ci innamoriamo: la farfalle nello stomaco, l’ansia del “perché non chiama” e la felicità che ci rende come dei dementi quando sappiamo di dover vedere la persona che amiamo. Sono già in finale, vero, però è troppo smielata… e il guaio è che mi piace tanto!!!

Benjamin Ingrosso, sono tuo, mio bello Svedesone dalle origini Italiane! Ora, ormonella a parte, dalla Svezia arriva lui Benjamin Daniele Wahlgren Ingrosso classe 1997, avete capito bene, è maggiorenne quindi va bene, e nonostante la sua giovanissima età, questo ragazzo ne ha fatta di strada. Nato in Svezia alla periferia di Stoccolma e cresciuto con un forte legame con la sua eredità italiana, Benjamin non ha tardato a trovare il suo mondo in quello dello spettacolo. Pianista e chitarrista autodidatta passa la sua prima infanzia anche a studiare canto. E ha fatto benissimo, perché all’età di nove anni aveva già firmato il suo primo disco d’oro. In questo momento Benjamin è uno degli artisti pop maschili svedesi più popolari. Con oltre 25 milioni di stream Spotify e raggiungendo 1x Platinum e 3x Gold con i suoi singoli. Benjamin’s Dance You Off fa esattamente quello che suggerisce nel titolo, un groove incalzante che ti porta a ballare, muoverti e sudare con felicità dalla prima nota! Lasciatemolo dire… mi ricorda molto Justin Bieber… ma mi piace lo stesso!

ZiBBZ è il duo indie-pop che rappresentà la Svizzer a questo ESC2018 con la canzone Stones. Tra loro fratelli, Corinne e Stefan Gfelle sono originari di Zurigo ma sono attivissimi nella scena musicale di Los Angele. Stones è una canzone vivace che Coco, 32 anni, e Stee Gfeller, 30 anni, hanno scritto insieme al cantautore canadese Laurell Barker. Ha un messaggio chiaro. I fratelli vogliono far vergognare quei codardi che fanno i prepotenti con gli altri e fanno appello a tutti noi affinché gli altri vivano nel modo in cui vogliono vivere e si metta fine al bullismo. “Il bullismo impedisce alle persone di sognare, di essere il loro vero sé, e di vivere veramente la vita: accade nel cortile della scuola, su internet, sono tutte una forma di bullismo”, secondo ZiBBZ. La canzone ti cattura, ti coinvolge e ti fa cantare. Ce la vedo davvero bene in finale.

Dalla tulipanosa Olanda arriva, anzi Ritorna lui: Waylon che dopo aver partecipato ad Eurovision Song Contest con The Common Linnets nel 2014 si riprensenta quest’anno con un brano tutto suo, dove la sua voce e il suo stile inconfondibile vengono fuori e si fanno sentire … e anche tanto. Classe 1980 Waylon ( vero nome Willem Bijkerk) inizia a calcare i palchi internazionali molto giovane. Quando aveva 18 anni, infatti, ricevette una telefonata dal suo eroe, Waylon Jennings, che lo invitò a lavorare con lui a Nashville. Sfortunatamente il cantante country è morto nel 2001, dopo di che Waylon è tornato in Olanda. Il suo brano di quest’anno “Outlaw In ‘Em” è un classico della musica country-rock americana, il tutto accompagnato da una voce forte, graffiante e potente. Bella sì… ma non da Eurovision.

Dal paese che l’anno scorso ha ospitato Eurvosion Song Contest, l’Ukraina, arriva lui, il ragazzo dagli occhi magnetici e profondi, Melovin e si presenta in gara con un testo tutto da ascoltare: “Under the ladder”. Il progetto MELOVIN è iniziato a Odessa nel 2012. Il nome deriva da una combinazione della festa di Halloween e il cognome dello stilista britannico Alexander McQueen. MELOVIN ha fatto una serie di tentativi  in diversi talent show popolari come Ukraine’s Got Talent e The X Factor. Nel 2015, l’artista diviene finalmente unp dei partecipanti della sesta stagione di The X Factor in UKraina e alla fine riesce addirituttra a vincerlo, tutto questo a soli 18 anni. MELOVIN ha anche partecipato due volte alla selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nel 2017 è arrivato terzo e quest’anno ha vinto con la sua canzone Under The Ladder. MELOVIN non solo ha eseguito la sua canzone ma ne ha curato anche le coreografie e le scenografie. L’artista afferma che deve la sua vittoria nella selezione nazionale, tra le altre cose, al supporto attivo dei suoi fan. La canzone è proprio bella da ascoltare, ritmi incalzanti che ti spingono a muoverti e a cantare con lui, chissà chissà che quest’anno, proprio i suoi fan, daranno del filo da torcere ad Israele e tenteranno di riportare Eurovision in Ukraina.

E dal Regnu Unito, dulcis in fundo a questa carrellata di artisti, troviamo lei, SuRie.

La carriera musicale di SuRie è iniziata in giovane età, come solista della HRH Princes Charles alla Royal Albert Hall. Persa  nei suoi libri da bambina, una giovane SuRie creativa ha spesso tentato di scriere racconti e poesie, testi che rapidamente diventavano canzoni. Il suo stile musicale di piano pop è influenzato da cantautori di pianoforte come Tori Amos, Regina Spektor, Billy Joel e Alicia Keys. Più recentemente è stata anche ispirata dalla storia poetica e cinematografica di Emiliana Torrini, Ry X, Agnes Obel e Imogen Heap.
Combinando i nomi Susanne Marie, SuRie è una musicista di formazione classica e si è laureata alla Royal Academy of Music di Londra. SuRie è stata recentemente appuntata Associated of Royal Academy of Music, un riconoscimento conferito agli ex studenti per il loro significativo contributo alla professione musicale.E il suo tocco classico, pulito, preciso e moderno non tarda a farsi sentire sin dalle prime note. Una canzone che se anche non fosse stata in finale per diritto, avrebbe avuto tutto il diritto di esserci e classificarsi alta. Una cazone, Storm, dal ritmo crescente e dal testo che ti spinge a non arrenderti mai, a non rinunciare ai sogni di bambino che ti accompagnano ancora oggi, perché quel bambino che è in noi può davvero salvarci ancora oggi e farci vivere una vita più felice, nonostante tutto.

E ora però dimmi: CHI VUOI CHE VINCHEEEEE!!!!!?!?!?

Gay&Geo – Viaggiare per Sposarsi

Europa_e _egislazione_unioni_gay_ilpuntoHQui a lato ho voluto riportare in foto quella che è la situazione in Europa per quanto riguarda le unioni civili e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ragà, prendiamola ancora con molta (ma propprio M O L T A) filosofia e diciamo semplicemente che per poter celebrare i matrimoni gay in Italia (anche fossero unioni civili alla tedesca) purtroppo bisogna aspettare ancora un po’ ma…  se l’amore chiama – mi chiedo –  perché non rispondere?

E dalla bellissima foto di copertina che ritrae uno scorcio colorato e mozzafiato di Lisbona vista dal Barrio di Alfama, (la mia amatissima Lisboa menina e moça), voglio proprio (ri)portavici e magari – perché no? – toccare l’idea di poter rispondere alla chiamata dell’amore. Lo scorso 2 Marzo, Dedi Salmeri, che è co-founder di Just2! Gay Wedding Planner insieme a Franco Bosisio, ci han spiegato così la loro idea che sta alla base del loro prodotto e progetto Matrimonio in Portogallo: “Per far fronte al vuoto legislativo italiano sulle unioni gay abbiamo deciso di prendere direttamente accordi con strutture, professionisti e consulenti legali portoghesi. Vogliamo così diventare un riferimento serio, credibile per le coppie che vogliono soluzioni sicure vestite di creatività“.

Ciò che mi è piaciuto molto è il fatto che Just2! si occuperà di tutte le pratiche burocratiche e agli sposini o alle sposine non resterà che scegliere data, anelli e meta (se mi invitate io ci vengo con piacere…poi se è Lisbona tanto meglio!).

Lisbona, come ho già avuto modo di dirvi in diverse occasioni, come qui, è una città dal grandissimo fascino che offre l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la location e gli scorci mozzafiato. Dimore storiche, giardini segreti e mistici, eleganti terrazze con vista a 360° della città oppure, per un evento indimenticabile, l’incantevole Monastero di São Vincente de Fora, nel cuore della capitale, che domina la collina di Alfama.

In Portogallo – che tutti criticano ma che è avanti anni luce rispetto alla nostra cara, vecchia e cieca Italia – è possibile celebrare la cerimonia anche in riva al mare! Praticamente la location che sceglierei io per sposarmi se optassi per Lisboa (sapete com’è…Ale è pur sempre argentino e gli piacerebbe sposarsi nel suo Paese natale). E come non prendere in considerazione anche Cascais, deliziosa località a soli 30 minuti dalla capitale, dove l’azzurro cristallino dell’oceano e il bagliore delle spiagge danno vita a scenari mozzafiato e magari poi dopo per festeggiare, tutti a fare surf alla vicina spiaggia di Carcavelos!

Per gli amanti delle atmosfere fiabesche c’è sempre l’intrigante, magica ed esoterica Sintra: un pittoresco borgo nei pressi di Lisbona, Patrimonio dell’Unesco, definito da Byron il glorioso Eden“, che con i suoi colori, le sue costruzioni ricche di simboli magici e passaggi segreti, i suoi cunicoli sotterranei che si dice essere stati usati dai massoni nei secoli passati, i suoi boschi e i suoi scorci ha incantato milioni di viaggiatori.

Ora rimane pur sempre una piccola domandina tecnica: ma come facciamo col riconoscimento legale delle nostre nozze all’estero?

É una piccola spina nel fianco, vero, ma non disperate! Per il riconoscimento legale in Italia tutto dipende dal proprio comune di residenza, come ci spiega la nostra amica Emanuela: “molti sindaci di altrettanti comuni italiani, saranno ben lieti di trascrivere le vostre nozze e renderle legali anche in Italia.” Ma state tranquilli, anche qui se vi servisse aiuto legale ci pensano quelli di Just2!, vero Manu?

Emanuela:ovvio! Ma quindi i prossimi siete tu e Ale? Lo facciamo in spiaggia?

Ci si può pensare!

Lasciamo che l’amore trionfi … alla faccia di Angelino che ha tanta paura dell’amore vero!

Il turista che non sono

Adoro viaggiare e nonostante la mia immensa fobia per le altezze che mi condiziona a tal punto da farmi quasi cagare sotto anche affacciandomi dal quinto piano di uno stabile di medie dimensioni, il cielo, gli aerei, i voli sono il mio canale di spostamento preferito.

E ironicamente, (ora lo so che direte “ma questo ce l’ha tutte lui!?”), soffrendo anche un po’ di claustrofobia ho bisogno di stare vicino al finestrino per guardare fuori e sentire meno la sensazione di chiusura del veicolo aereo.

Guardare fuori dall’oblò mi fa sentire – stupidamente – libero, senza barriere e tranquillo come se potessi avere tutto sotto controllo in caso di problemi: ma tanto poi ogni qual volta ci sono forti turbolenze fisso le ali dell’aereomobile e sperando che nulla si spezzi o prenda fuoco, comincio ad immaginare le peggiori scene da film thriller dove L’ala colpita da un fulmine o in pieno vuoto d’aria, si spezza e l’aereo comincia la sua rovinosa caduta vorticosa verso il basso. Ed é in quei momenti che assumo l’aspetto “viso calmo, tempesta in corpo”, provando a dare sfoggio della mia mascolina sicurezza nella bravura del capitano e nella resistenza del veicolo, e cercando di non sparare urla di panico che di mascolino non hanno nulla!

Ma arrivando al succo del discorso, il viaggio per me é sempre una nuova scoperta, un modo per confrontarmi con nuove culture, nuove abitudini: mangiare solo cose del posto e provare almeno a spiccicare due parole della lingua del posto in segno di apprezzamento a chi vi abita e mi accIMG_0195.JPGoglie nella propria città é per me fondamentale. Sono un tipo di turista anomalo: adoro visitare tutto ciò che lil posto ha da offrire ma mi piace provare a farlo alla maniera di chi vi abita, senza divenire quel turista invadente e fastidioso.

Purtroppo gli italiani non sempre riescono ad essere questo tipo di turista, sopratutto quelli con qualche soldino in più da spendere: arrivano informandosi su nulla di ciò che é possibile fare e vedere nel luogo in cui ci si reca, e danno poca importanza alla cultura e identità del posto.

L’altro girono a Lisbona ero con Ale a fare colazione alla Padaria Sāo Roque in Rua da Rosa, nel Bairro Alto, e improvvisamente entrano queste quattro turiste italiane -dal l’accento direi che fossero Lombarde – e senza nemmeno pensare che forse scambiare i portoghesi per spagnoli sbagliati fosse offensivo, una di loro – quella che credeva di essere piú gnocca tra le gnocche – si rivolge ad un’impiegata in Spagnolo pretendendo che la capisse e le rispondesse in Spagnolo.

Ci sono poi quei turisti che manco si sforzano di parlare una lingua differente dall’italiano, come una famiglia che il giorno seguente all’uscita dalla solita panetteria dopo colazione mi ferma urlandomi “scusa! Lá [indicando la panetteria da cui uscivo ] croissant, buono? Caffé? Mangiare bene?!”… Immaginate me in quel momento: irritato sì, perché mi sentivo trattato come un ebete e con molta sufficienza incurante, ma avevo una risata pronta a scoppiarmi in bocca che non ho trattenuto, esplodendo in una grassa e goduriosa risata in faccia e aggiungendo: ” sí, andate
e abbuffatevi, si mangia benissimo!”

Ma il peggio sono quei turisti che a cena vogliono fare quelli fighi andando a mangiare in posti tipici, che fanno grosse tavolate per fare casino tra di loro senza curarsi dei commensali, e pretendono sconti o fanno le pulci al conto (di conti ridicolosamente bassi come qui a Lisbona) e che indossano solo cose griffate e che dopo cena hanno già organizzato di andare al Casinò a giocare alle slot! Siete ridicoli, ci spalate solo vergogna in faccia!

Ma d’altra parte come pretendere di avere una popolazione educata al turismo quando noi stessi che in Italia potremmo campare di turismo non abbiamo infrastrutture adatte, dove la maggior parte di noi non parla un inglese decente (non dico Oxfordiano, ma che ci si faccia capire), dove anche i nostri ministri del turismo dormono e fanno suppliche ai paesi membri (video sotto docet) facendo letteralmente scappare i turisti dal nostro invidiabilissimo patrimonio turistico e culturale?

La smetto col mio soliloquio, ma vi lascio con una domandina: voi che tipo di turisti siete? Cosa odiate degli altri turisti quando viaggiate?
Ditelo con un commentino qui sotto 🙂
Ciauz

Mondiali che passione! – Un gayo punto di vista –

gary-lewin-fisioterapista-infortunato_980x571Si dica quel che si vuole, ma i Mondiali di Calcio da sempre rappresentano un momento di aggregazione e/o di spettacolo calcistico quasi imperdibile per il 90% della popolazione mondiale: quella gaya inclusa!

Io, in questo caso, non faccio testo a parte: mi piace vederli, aspetto i mondiali per far venire fuori tutto il testosterone che è in me e per far uscire il mio lato maschio-ruttatore-tifoso-bestemmiatore-accanito che va in letargo e di tanto in tanto viene svegliato. Quindi sì, i Mondiali di calcio mi gasano, mi piacciono e sono imprendibili anche per uno come me che di calcio ne capisce tanto quanto la Minetti ne capisce di Odontoiatria..e ho detto tutto!

Ma secondo voi, cosa spinge noi gayi spettatori poco ferrati in materia a seguire la partite dove un folto numero di aitanti giovinotti in pantaloncino e maglietta insegue e calcia una palla?

Tralasciando chi li segue per passione o perché di calcio se ne intende, credo il pubblico gayo segua questi eventi calcistici per guardare i calciatori delle diverse squadre nella loro bellezza (quando si tratta di bellezza); apprezzare i loro culi sodi e alti che sfidano qualsiasi legge della fisica e della forza di gravità; seguirli con le telecamere mentre vanno negli spogliatoi e si scambiano abbracci, magliette sudate, pacche sulle spalle e osservare i loro fisici statuari sbavando un pochinino; ma soprattutto perché così stileremo la nostra classifica personale e ufficiale del giocatore più Gnocco dei Mondiali 2014.

Ma ora, sempre con occhio gayo e attento, diamo un piccolo sguardo critico a queste partite già disputate per le quali di seguito trovate i risultati. (così come appaiono sulla pagina FIFA).

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Io però mi concentrei (brevemente per non farvi addormentare) su due partire: quella giocata dall’Italia, della Spagna e quella del Portogallo.

Immaginate 3 persone post-cena con una pizza al farro sullo stomaco in via di digestione, un temporale che imperversa fuori e la partita che inizia a mezzanotte: ecco noi tre (io, dolce metà, suocera). Improvvisamente, dolce metà preso dalla stanchezza del viaggio di lavoro perde i sensi sul divano e parte per il mondo dei sogni. La partita prosegue e di punto in bianco anche Suocera si lascia rubare da Morfeo. Da solo a vedere la partita e a cercare di decidere quale giocatore avesse il culo più (optando poi per premiare Daniel Sturridge come miglior Twerking Ass della partita) non posso esultare ad alta voce per i goal della nostra bella Italia per non svegliarli di soprassalto dal sonno e provocare loro una serie continua di infarti  ma la possibilità di imprecare contro l’arbitro ce l’ho. Non è sembrato anche a voi che l’arbitro japponico avesse delle spesse fette di sashimi di tonno rosso sugli occhi e favorisse un tantinello la squadra d’oltre Manica? Noi però abbiamo giocato di gran lunga meglio e meritatamente abbiamo vinto! Un complimentone va tutto al portiere, Salvatore Sirigu che è stato molto ma molto meglio di Buffon (che sinceramente potrebbe anche andare in pensione e pensare ai suoi casini sentimentali), e soprattutto mi permetto di chiedere a tutti di aderire alla nostra iniziativa, la nostra raccolta firme: in ogni vostro tweet/commento inserire l’hashtag #PalettaRasatiLaTesta perché è un reato per gli occhi vedere quella pelata sotto quei pochissimi e radissimi capelli spettinati su un giovine come lui! Salva il salvabile Palettina bello, rasa il capaccione!

Della Spagna devo parlarne? Che dirvi? Si è portata a casa 5 tulipani freschi e grandi regalati dalla squadra Olandese (che in quanto a gnocchi non scarseggia). Spagnoli cari, accontentatevi del fatto che avete tra i giocatori più boni di questo mondiale, a cominciare da Piquet, e che se volete consolarvi, noi tutti de IlPuntoH sappiamo come fare!

Per la partita giocata dal Portogallo mio amato contro i giocatori della Culona (molto dimagrita, non trovate anche voi?) della Merkellina cara, ci sono rimasto malissimo: non doveva finire così, e soprattutto stento ancora a crederci.

Stavolta la situazione è diversa: arrivo in palestra e cerco subito un tapis-roulland per me per vedere subito la partita (ogni tappi-roullant ha uno schermo tv privato): sintonizzo sulla partita di calcio e comincio il mio allenamento guardando il gioco e gesticolando, esclamando, imprecando e sperando durante tutte le azioni del Portogallo. Alla fine sono state 3 le cose che ho potuto constatare: i portoghesi hanno giocato come un gruppo di vecchi moribondi giocando però con troppa cazzimma (tr: cattiveria); i giocatori tedeschi sono stati agonisticamente migliori e meritano senza ombra di dubbio alcuna l’Oscar come migliori attori protagonisti in campo (la finta da “Sceneggiata Napoletana” di Müller al tocco di Pepe); ma soprattutto il fatto io a fine partita avevo fatto una camminata veloce di circa 90 minuti perdendo millemila calorie e gocciolando sudore ovunque (Che belle scene!).

Tralascio il fatto che i giocatori croati sono stati paparazzati nudi in piscina in Hotel perché tra di loro non ne ho visto nessuno degno di essere forgiato del titolo di Gnocco…quindi, NEEEEXT SCANDAL, PLEASE!

Ma la domanda che frulla per la testa è chi secondo voi è il giocatore più gnocco di questo mondiale?

Se poi vogliamo, apriamo anche il TOTOScommesse: chi vuoi che PASSE ai quarti di finale?

Euroingiustizia ad Eurovision2014

Dopo l’ingiustissima esclusione del Portogallo da Eurovision, la seconda semifinale di #ESC2014 trasmessa ieri sera in diretta da Rai4 è si è conclusa con delle Euroingiustizie per le quali noi di FlyingWords (presto ilPuntoH) ci siamo appellati all'”Ajax” (la splendente e profumosa corte dei diritti europei) perché non doveva andare così. Meglio andare punto per punto che altrimenti non vi facciamo capire una cippalippafritta!

La conduzione italiana mi ricorda l’inutilità delle traduzioni Eng-Ita della Cagnalis a Sanremo di qualche anno fa: piuttosto che sparare minchiate e coprire passaggi interessanti delle interviste dei 3 presentatori fareste meglio a tacere e limitarvi a fare un post-eurofestival dove commentate le esibizioni e magari i tweet passati in diretta (tra i quali c’è stato anche il nostro durante l’esibizione della Georgia).

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E dopo aver sparato veleno sui conduttori, non posso che avere parole d’ammore e di apprezzamento per le coreografie e scenografie usate durante le esibizioni che mi hanno fatto capire quanto noi in Italia con i nostri talent siamo messi proprio demmerda! Anche al Georgia (per dire) è entrata in scena col percussionista attaccato ad un paracadute (momento in cui il nostro tweet è passato in onda).

Certo ci sono state dell esibizioni con scenografie davvero da poracciata e quindi come non parlare dei “Wrong Direction” dell’Armenia o del piano circolare (fintissimo) portato in scena dalla Romania (che è passata! Ma voi ci pensate!?)  con tanto di effetti alla Jem e le Hologarms falsissimi e tamarrissimi;

oppure l’esibizione davvero porno delle Polacche che secondo me potevano anche risparmiarsi!?!? Non hanno fatto altro che marciare sullo stereotipo delle bionde tettone e stupide che mercificano il loro corpo per poter fare spettacolo! Mi aspettavo che la lavandaia si levasse il vestitino restando in lingerie e lavandolo in pubblico, che la fattora alzasse il latte dal suo strumento pastorizzatore e se lo facesse gocciolare sulle tettone e che d’improvviso entrasse Rocco Siffredi con una pacco di patatine in mano…e forse sarebbe stato meglio.

E poi , come non prendere atto del fatto che anche l’Eurovision ha capito bene a quale target di pubblico deve mirare? Anche i presentatori si sono accorti che ” il popolo rainbow” ha particolarmente apprezzato le esibizioni dei manzi che si susseguivano sul palco e ha intasato twitter di commenti. Ma è proprio su questo che voglio soffermarmi un attimino: avete notato quanto la selezione per l’ “offerta” dei generi gay fosse stata completa?

Partiamo dall’ “orsacchiottone tristone” e falegname di Carl Espen che ci ha sfrantecato i cabassissi con la sua tristezza espressa in musica che Adele a confronto è un carnevale! Ma a riprenderci ci ha pensato subito la meravigliosa donnabarbutasemprepiaciuta (la preferisco da donna perché da ragazzo – cercate sue foto on line e capirete – NUNSEPOGUARDÁ!) Conchita Wurst: One Lady Show! Meravigliosa presenza scenica e ottima voce che quasi quasi sembra davvero una voce femminile (se la metti a confronto con la cantate Israeliana sembra poi una voce bianca) e il pezzo poi? É già in loop nel mio iPhone, oltre al fatto che è palpabile la sua candidatura alla scrittura della prossima colonna sonora di James Bond o addirittura a diventare una Bond Girl.

E completiamo il quadro #GayGayGay con l’esibizione di manzi e manzetti vari sul palco che hanno allietato gli ormoni e gli occhi di noi gentlegay e quelli delle GentleLadies: la cugina Svizzera che mette in campo l’avvocato-cantante e anche percussionista (e qui potremmo scendere nel trash con battute tipo “suonami tutto” oppure ” fa di me il tuo tamburo per la tua bacchetta da percussione”, ma non lo faremo… o forse l’abbiamo già fatto!?);

per poi passare dai ballerini Irlandesi di River Dance che con il loro irish-kilt hanno fatto sognare e sbavare un po’ tutti noi, ma i più gnocchi in assoluto della serata sono stati i Greci con il loro rap-pop-rock tendente all’hipster-style che io personalmente ho molto, ma molto apprezzato (e anche mio marito l’ha fatto): esibizione con tanto di trampolino elastico su cui hanno saltato che quasi quasi una piccola defezione nel trash ci starebbe bene e ci verrebbe da dire “saltami addosso” oppure “fammi saltare sul tuo trampolino” … ma anche in questo caso, non lo faremo, vero?

Ma smettiamola di divagare e di dar retta agli ormoni e veniamo alla scelta finale: cazzo c’entra far passare la Polonia, l’Armenia e l’orsacchiottone Triste lasciandomi fuori Israele (che a me piaciuta tantissimo) e altre nazioni che meritavano come l’Irlanda?!? EH?

10177946_396930973781364_4525393492608560349_nE poi che cosa mi fate venire gli attacchi di ANSIAH lasciando la proclamazione del passaggio in finale di Conchita Wurst per ultima? Ma vi siete resi conto che quella povera donzella stava per avere un’ischemia cerebrale seguita da un’infarto? Per fortuna che quando avete chiamato il suo nome ha anche visto la Madonna e si è ripresa! Siete senza cuore! Senza cuore!

Per fortuna però (vabé che era scontato) che i cugini Maltesi sono passati in finale: una canzone davvero bella e poi il cantante MERITA e merita tanto!

E i tuoi preferiti chi sono stati? #ChiVuoiCheVinche questo #ESC2014 ?

Diccelo con un commento qui sotto e poi ricorda che la finale la commenteremo insieme sui social usando gli hashtag #IlPuntoH #EscIta #Esc2014 – unisciti a noi come hanno fatto in tanti ieri sera e ci divertiremo 😉