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La Russia non può proibire gli eventi LGBT+, delibera la Corte Europea dei diritti umani

La Corte Europea dei diritti umani ha deliberato martedì 27 novembre che la Russia abbia violato i diritti umani non permettendo la celebrazione del Pride nel paese.

Il caso è stato portato avanti da sei attivisti russi, tra cui principalmente Nikolaj Alexejev, i quali sostengono (in 51 ricorsi diversi) che le loro richieste per organizzare Pride in svariate città sparse per il paese sarebbero state sistematicamente rifiutate o accettate e revocate a poco tempo di distanza a causa della legge sulla propaganda omosessuale del 2013, che proibisce “la propaganda di orientamenti sessuali non tradizionali”, ma alcuni dei casi citati dagli attivisti risalgono persino al 2009.

HOPaura ma sorrido - ilPuntoH

Ho paura, tanta. Ma sorrido.

Sì, ho tanta paura ma sorrido. No, non è un modo per richiamare l’attenzione su di noi, su di me, né tanto meno è un modo per essere negativo e lamentarmi della situazione attuale in cui la nostra società si trova e la direzione in cui sta andando, credo, più che altro, che sia un modo per dire davvero quello che sento, quello che provo, ciò che mi fa tremare dentro.

Così mentre dentro tremo, mi lascio prendere da un pò di ansie, fuori invece provo a mostrare calma, tanta calma e continuo a sorridere e camminare a testa alta.

Parliamoci chiaro e non nascondiamoci dietro i soliti falsi perbenismi a cui noi Italiani siamo più che abituati e che tanto ci fanno comodo: il clima di razzismo e odio umano che si respira in Italia da quando la destra populista è salita al governo, non è un scherzo, lo sperimentiamo

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Sezione 377 – La corte Suprema Indiana depenalizza il sesso gay

Con la discussione della sezione 377, l’India depenalizza il sesso tra persone dello stesso sesso.

La Corte Suprema dell’India ha deciso di depenalizzare il sesso gay, in un verdetto storico e unanime emesso da un gruppo di cinque giudici che avrà un profondo impatto sia in India che in tutto il mondo.

L’aula di tribunale di Delhi era traboccante di attivisti LGBT + che hanno combattuto per 20 anni per questo momento, e l’esultanza è scoppiata quando è giunta voce che il sesso consensuale tra adulti di qualsiasi genere non è più considerato un crimine.

Fino ad ora, il sesso gay era punibile fino a 10 anni di carcere ai sensi dell’articolo 377 della costituzione indiana, una reliquia delle leggi dell’era vittoriana imposte dall’Impero britannico ha messo fuori legge le attività sessuali “contro l’ordine della natura” ed è stato interpretato dalla polizia e dai tribunali come riferito all’omosessualità (quando poi poteva anche solo trattarsi di sesso estremo con pratiche che definiremmo oggi sadomaso e/o feticiste).

Celebrando sotto un soffocante sole sui prati fuori dal tribunale, gli attivisti LGBT + hanno

In Corea del Sud 210 000 persone firmano una petizione contro il Pride

In Sud Corea in un mese più di 210 000 persone hanno firmato una petizione per annullare il Seoul Pride, che si dovrebbe tenere questo sabato nella Seoul Plaza.

Ormai alla sua 19esima edizione, il Seoul Queer Culture Festival è il principale festival coreano di cultura LGBT+ e comprende anche un film festival. Cominciato con soli 50 partecipanti nel 2000 e forti proteste da parte della popolazione, quest’anno ci si aspettano decine di migliaia di partecipanti.

La petizione, postata sul sito ufficiale del governo, sostiene che:

“Noi non stiamo discriminando contro minoranze sessuali, ma la Seoul Plaza appartiene a tutti i cittadini.

Non vogliamo vedere i loro eventi abominevoli in una piazza dove dovremmo poter rilassarci.

Ogni anno, eventi a tema ‘queer’, come spettacoli di strada, bere e fumare vengono definiti ‘festival culturale’, ma sono solamente occasioni piene di atti illegali ed ipocrisia.

Gli omosessuali e le persone normali non dovrebbero prendere parte in tali atti perversi ed osceni in una piazza che dovrebbe essere un posto in cui i cittadini possano rilassarsi.

I veri diritti umani non sono indulgenze.”

Avendo raggiunto le 200 000 firme, il presidente Moon Jae-in, eletto nel 2017 dopo la messa in stato d’accusa di Park Geun-hye, è tenuto a rispondere. Il presidente in realtà ha in passato espresso una certa opposizione alla comunità LGBT+, ad esempio opponendosi al matrimonio egualitario.

Infatti, pur non essendo illegale l’omosessualità, il matrimonio egualitario e l’adozione non sono legali e mostrare la propria omosessualità durante il servizio militare, che prevede la leva obbligatoria, può costare fino ad un anno in carcere.

In un periodo in cui la Corea del Sud sta ottenendo un riconoscimento sempre maggiore a livello internazionale, quest’evento potrebbe favorire la sua immagine a livello internazionale, oltre ad aumentare il turismo, per cui ci si aspetta che il presidente non lo annulli.

A Dublino si terrà il primo Trans* Pride

Un gruppo di tre attivisti trans* ed intersex dublinesi ha deciso di organizzare una parata per la Trans* Pride il 28 luglio, ritenendo la Dublin Pride troppo concentrata sull’aspetto consumistico e poco sulle questioni relative ad uno dei gruppi più a rischio dell’LGBT.

“Il primo Pride fu una protesta, Stonewall fu una rivolta guidata da donne trans e noi non dimenticheremo la nostra storia. Non ci saranno compagnie, aziende, capitalismo arcobaleno. Questa è una protesta per le persone trans, organizzata da persone trans. […] Abbiamo combattuto per il matrimonio egualitario ed abbiamo combattuto per abrogare l’ottavo amendamento, ma la nostra lotta non è ancora terminata.

Uno degli organizzatori, Thomas White, ha infatti detto: “Una delle motivazioni chiave per cui stiamo tenendo questa marcia è perché il Pride è diventato troppo consumistico, al punto che compagnie come Facebook stanno partecipando ai festeggiamenti, nonostante abbiano una prassi circa i nomi che riteniamo essere transfobica. Il Pride dovrebbe rappresentare i bisogni della comunità e la comunità trans* ha molte questioni urgenti da confrontare”.

La marcia infatti presenta una precisa lista di richieste, elencate sulla pagina Facebook dell’evento: sanità trans gratis basata sul modello del consenso informato; porre fine alle mutilazioni genitali intersex; legislazione per le persone non binary; porre fine alla violenza contro le persone trans; fondi per i servizi per la saluta mentale inclusivi; un aumento dei rifugiati LGBTQAI+ accettati in Irlanda; fondi per gli alloggi popolari; una riforma del sistema giudiziario che tratti le vittime di crimini d’odio, violenza transfobica ed aggressione sessuale con rispetto e dignità; accesso gratuito alla PrEP; il bando della conversion therapy; permettere agli uomini gay di donare il sangue; decriminalizzazione della prostituzione; separazione di chiesa e stato: rimuovere la chiesa dagli ospedali, metodi contraccettivi gratis, accesso gratuito all’aborto per tutti, educazione sessuale inclusiva della comunità LGBTQAI+ basata sul consento; un sistema educativo secolare ed inclusivo, bandire le uniformi.

Il progetto non sarebbe il primo del tipo: solo quest’anno si sono tenute parate simili anche a Brighton, in Scozia e nell’Irlanda del Nord.

Il tema di quest’anno sarà l’autonomia del corpo, ovvero il diritto di ognuno di prendere decisioni sul proprio corpo, a seguito del voto per la legalizzazione dell’aborto in quasi tutte le circostanze tenutosi a maggio: la stessa questione è anche al centro di molte questioni legate alla comunità.

Prima della parata si terrà un incontro dove i partecipanti potranno esprimere le loro opinioni su come sia meglio agire per risolvere le varie questioni.

Molti hanno già espresso interesse nel progetto, con oltre 1000 persone interessate a partecipare, con la speranza che il progetto possa portare in primo piano le numerose questioni che ancora affliggono la comunità trans e che possa portare delle soluzioni, così da poter fungere da modello per simili eventi a livello internazionale.