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Taiwan, referendum per il matrimonio egualitario

In Taiwan, una delle repubbliche più progressive dell’Asia, il 24 novembre si terrà un referendum sul matrimonio egualitario. Le due possibili scelte: l’estensione del matrimonio come definito e regolamentato dal codice civile alle coppie omosessuali o l’introduzione di un tipo di unione civile solamente per le coppie omosessuali, che limiterebbe la definizione di matrimonio all’unione tra un uomo ed una donna.

L’inchiesta: che cos’è l’alluce valgo?

Inchiesta della settimana: che cos’è l’alluce valgo?

Il cambiamento della società contemporanea ci obbliga a porci di fronte a nuovi quesiti, a nuove sfide e a continuare a chiederci di più, ad andare oltre la superficialità delle cose. Ad oramai una settimana di distanza dall’esito del referendum nel Regno Unito che ha determinato la Brexit, ci siamo seduti attorno ad un tavolo e ci siamo chiesti se avesse avuto senso continuare con questa nostra ricerca demografica, questo studio del tessuto sociale italiano ed internazionale. Anche alla luce del voto (discutibile o meno che lo si ritenga) in Gran Bretagna, in molti sostengono che si dovrebbe togliere il diritto di voto alle persone senza un titolo di studio. Ma chi siamo noi per togliere il voto a qualcuno? Chi siamo noi per abolire il suffragio universale? Nessuno, quindi non lo faremo. Questa settimana abbiamo chiesto ai cittadini delle 16 principali  città italiane più la provincia d’Isernia di parlarci dell’alluce valgo, nello specifico abbiamo chiesto loro:

“Signori delle 16 più grandi città Italiane più Isernia, cos’è per voi l’alluce valgo?”

7% : Quella cosa che sistema il logopedologo?

19%:

21% : Un sistema alternativo alle squadre per disegnare angoli di 90° nel disegno tecnico

53% : Un piede L’Oréal che non ha mai smesso di crederci

L’appuntamento è fissato per lunedì prossimo con un’altra inchiesta scottante, che farà tremare i poteri forti di questo paese, e perché no, di tutta Europa.

Fonte immagini: www.meteoweb.it – Trash Italiano

Freakend – I fatti della settimana

Ormai l’abitudine di fare il punto della settimana inizia ad insaporirsi con un pavido sole primaverile e il vociare più frequente della gente che esce dall’uscio: cosa ci hanno lasciato questi sette giorni? Sicuramente tanto, a partire dalla catfight tra Simona Ventura e Alfonso Signorini, passando un attimo di serietà all’interno di Ciao Darwin dove Bonolis le ha suonate al becero populismo razzista, fino ad arrivare ad uno scoop tutto milanese che riguarda la famosa serata dei Magayzzini dove è stata silurata insieme ad altra gente dello staff pure l’iconica figura trash di Elenoire Ferruzzi, tra frecciatine virali e video di risposta: insomma, è successo parecchio, ma andiamo al succo con le notizie più di rilievo a 360°.

E’ MORTO PRINCE: si è spento infatti all’età di 57 anni una delle figure più importanti della cultura musicale. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione, esattamente dentro l’ascensore degli studi di registrazione. Era considerato uno dei fulcri del boom degli anni 80 e tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito passare alla radio Purple rain o Kiss. La veglia dei fan dopo la dichiarazione del decesso non si è fatta attendere e pure l’attuale presidente degli Stati Uniti, Obama, ha dedicato un messaggio di ricordo all’eccentrico personaggio, famoso tra le altre per la sua lotta contro le case discografiche e la pirateria dilagante sui social.
Un altro pezzo di storia ci ha lasciati e non possiamo far altro che ricordarlo con le sue note.
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QUESTO QUORUM NON SA DA FARE: domenica scorsa si è svolto l’ormai noto REFERENDUM SULLE TRIVELLE che credo non abbia bisogno d’essere ancora una volta spiegato; su internet giravano notizie di ogni specie, chi si batteva per il Sì, chi per il No, chi lo reputava ambiguo e chi infine optava per l’astensione.
Ricordiamo innanzi tutto che – grossolanamente senza termini tecnici giuridici – a differenza del voto d’elezione che è un diritto e anche un dovere, quello del Referendum, proprio per il principio semplice del raggiungimento dei numeri, è solo un diritto e non un dovere. Insomma, se vuoi essere un “bravo cittadino” vai a votare.
Ciò detto, l’86% stabilisce la vittoria del sì, peccato però che l’affluenza alle urne non abbia neanche superato il 40% degli aventi diritto. Così il Referendum cade per buona pace di Renzi che commenta la vicenda contento di non aver fatto vincere la demagogia.
Nel frattempo il popolo si è diviso tra amareggiati votanti e soddisfatti non votanti che da entrambe le sponde ci tenevano a far sapere del loro operato giuridico e una domanda sorge spontanea: ma il voto non era pure segreto?
Torniamo a commentare i gattini su Instagram che forse ci riesce meglio.

KATY PERRY IN ITALIA COME GIUDICE: A lanciare lo scoop è stata la rivista Novella 2000 che darebbe per certa la partecipazione della cantante di Roar a niente popò di meno che X FACTOR. A seguito infatti dell’abbandono di Mika dopo tre anni di “servizio” la poltrona resta vacante e secondo tali indiscrezioni proprio la Perry dovrebbe essere la legittima erede. A prescindere dai gusti personali del sottoscritto che ascolta un po’ di tutto, la Katia compresa, ma che se può evita il suo contatto diretto – per intenderci non me la vado a cercare su Spotify – una ventata estrema di pop farebbe proprio bene sia al programma che al Paese in generale; il famoso venticello da disco gradevole e senza impegno che manca all’Italia e che finalmente potrebbe trovare il suo spazio proprio grazie alla stupenda americana. E allora sbrighiamoci a dare sta conferma che poi chissà che non ci esce pure un bacio alla francese saffico al gusto ciliegia sulle note di I kissed a girl!

LEMONADE PER TUTTI: Sorprese delle sorprese, proprio oggi è uscito sulla piattaforma (poraccia) Tidal, il servizio streaming di musica ideato e creato da Jay Z, il nuovo album di Beyoncé dal titolo appunto Lemonade. Il disco che al momento resta online ed è riproducibile per intero – in maniera legale – solo con l’account premium ed in anteprima invece nella versione free, conta 12 tracce, con diverse collaborazioni e con all’interno pure FORMATION, la bomba nigga non rilasciata su Itunes e performata la prima volta durante il Super Bowl.
Il concept è un po’ casareccio Ipster ed era stato lanciato già da qualche giorno attraverso anteprime volte a far ingolosire i fan. Dunque mi raccomando, finite di leggere questo articolo e correte ad ascoltarlo o la mafia Bonnie e Clyde aka Honey B e consorte verranno sicuramente a cercarvi!
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USA Pavilion e l’inizio della Pride Week milanese: dibattiti sui diritti LGBT

Sabato 20 giugno – proprio in concomitanza con la medievale e troglodita giornata del family day, organizzata a Roma da persone che di famiglia non conoscono nemmeno il vero significato – il Padiglione USA ad Expo Milano 2015 ha ospitato la festa inaugurale del Milano Pride, dedicando una intera giornata alla celebrazione dei diritti della comunità LGBT.

La giornata è stata aperta da una conferenza stampa sulla terrazza del Padiglione USA: una manifestazione davvero nell’occhio del ciclone proprio per la vicinanza col padiglione Russo e quello del Kuwait dove ad essere apertamente omosessuali si rischia la vita.

Membri del Governo Italiano e Americano, leader della Comunità LGBT, e rappresentanti di alcuni Padiglioni presenti ad Expo insieme con altri supporter dei diritti LGBT sono stati invitati a partecipare all’evento. Tra gli ospiti illustri interventi all’evento: l’Ambasciatore Douglas T. Hickey – Commissario Generale del Padiglione USA ad Expo Milano; Ada Lucia De Cesaris – Vice Sindaco di Milano; Giuseppe Sala – Amministratore Delegato di Expo Milano 2015; Pierfrancesco Majorino – Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano; Monica Cirinnà – senatrice e relatrice del Disegno di Legge sulle unioni civili; Sergio Lo Giudice – Senatore e Membro della Commissione Permanente Giustizia e Diritti Umani; Ivan Scalfarotto – Sottosegretario al Ministero delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento; Fabio Pellegatta – Presidente dell’Arcigay; Simon Nugent – Attivista irlandese della YES Campaign; e “last but not the least” Art Smith – chef e attivista LGBT che ora lavora per Ophra Winfrey oltre ad essere vicino di casa con gli inquilini della Casa Bianca.

Il party al Padiglione USA ha ufficialmente dato inizio alla settimana del Milano Pride che tra i tanti eventi in programma, culminerà poi con la parata in programma il 27 giugno: noi de #ilPuntoH ci saremo e chiunque vorrà fare gruppo con noi sarà ben accett*!

A darci il benvenuto è stato il responsabile del Padiglione USA in Expo Milano 2015 – Mitchel Davis – che ironicamente ha aperto i dibattiti e gli interventi dicendo che “i finocchi sul green wall oggi hanno un nuovo e più forte significato”; un intervento di apertura leggero ma che ha da subito messo a proprio agio ogni interlocutore e tutti noi intervenuti alla conferenza stampa.

L’Ambasciatore Douglas T. Hickey, Commissario Generale del Padiglione USA ad Expo Milano sottolinea “Uno dei temi del Padiglione USA è la diversità – intesa come varietà della provenienza dei nostri cittadini e delle nostre idee. Siamo felici di ospitare presso il nostro Padiglione il primo evento LGBT nella storia di Expo. Siamo al fianco di tutte le nazioni e i padiglioni che si sono uniti a noi oggi per supportare l’uguaglianza di diritti a livello globale, così come siamo impegnati insieme ad essi nell’affrontare la sfida della sicurezza alimentare”.

Su quel palco si sono poi alternati i nomi già sopra elencati, parlando con sincerità delle proprie esperienze di vita: interventi in alcuni momenti davvero toccanti e sentiti, in altri – come per il discorso in un inglese eccellente di Ivan Scalfarotto – molto sorprendenti ma sempre diretti, emozionanti.

Numerose sono state le iniziative aperte al pubblico nel corso della giornata sulla terrazza del Padiglione USA, dalle 12 alle 18. Il programma ha visto alternarsi musica, performance live dell’LGBT choir, la presenza di corner dedicati alla decorazione di cupcake, angoli per scattare fotografie, un’area per la realizzazione di tatuaggi temporanei, magliette brandizzate con i colori arcobaleno.
Alle 18.30 la terrazza del Padiglione USA si è trasformata in un vero e proprio party, animato dai DJ del Join the Gap ed altre performance, come quelle di alcuni di dei personaggi di Priscilla Regina del Deserto, alcune bellissime e coloratissime Drag Queen del Borgo. Festa che ha visto una forte affluenza di persone da tutta l’Expo: famiglie con bambini – anche quelle famiglie un po’ bigotte, ma che fa? – turisti e addetti ai lavori di altri padiglioni che hanno dato anima ad una celebrazione in musica per rivendicare i nostri diritti.

Una bella organizzazione e una giornata che ha riempito l’Expo 2015 dei colori dell’arcobaleno, i nostri colori, per gridare al mondo che noi, popolo LGBTQI, esistiamo in quanto uomini e donne, in quanto individui ed esseri umani, in quanto cittadini di una nazione che non vuole riconoscerci ma che da noi pretende le stesse tasse e gli stessi doveri di un cittadino etero a cui però, per natura, gli sono riconosciuti in automatico diritti che noi ogni giorni ci vediamo negare.

Per l’occasione, con colleghi de La Repubblica, ho realizzato per voi delle interviste ad alcuni dei personaggi chiave di questa giornata ma soprattutto attivisti internazionali per i diritti LGBTQI. Le interviste verranno pubblicate a breve e i link poi aggiunti a questo articolo.

Vi lascio al resoconto della giornata in video, così che anche chi non è potuto essere dei nostri alla conferenza stampa, possa capire che tanto è stato fatto ma che tanto si sta facendo e ci sarà da fare. Buona visione.