Tag: Salvini

Recensioni2.H: Angry Indian Goddesses

Il film tira a se molte questioni legate alla figura della donna in India denunciando il tutto in modo molto delicato, dai doveri delle spose di gestire i bambini e la casa alla possibilità di scegliere la loro vita; la tematica LGBT che lega la vicenda senza inghiottirla porta a galla la sezione IPC 377, una legge inglese del 1860 che criminalizza i rapporti omosessuali

HOPaura ma sorrido - ilPuntoH

Ho paura, tanta. Ma sorrido.

Sì, ho tanta paura ma sorrido. No, non è un modo per richiamare l’attenzione su di noi, su di me, né tanto meno è un modo per essere negativo e lamentarmi della situazione attuale in cui la nostra società si trova e la direzione in cui sta andando, credo, più che altro, che sia un modo per dire davvero quello che sento, quello che provo, ciò che mi fa tremare dentro.

Così mentre dentro tremo, mi lascio prendere da un pò di ansie, fuori invece provo a mostrare calma, tanta calma e continuo a sorridere e camminare a testa alta.

Parliamoci chiaro e non nascondiamoci dietro i soliti falsi perbenismi a cui noi Italiani siamo più che abituati e che tanto ci fanno comodo: il clima di razzismo e odio umano che si respira in Italia da quando la destra populista è salita al governo, non è un scherzo, lo sperimentiamo

Recensioni2.H: I Gusti sono Gusti

È sabato e IlPuntoH torna con una nuova recensione2.H fresca fresca che cavalca il clima politico che stiamo respirando; due i grandi argomenti: i gay e gli immigrati. Perché cosa c’è di peggio per Salveene che una coppia gay o di immigrati? una coppia mista omosessaule! Netflix, sempre sul pezzo ci “regala” un titolo europeo di pura attualità.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


I gusti sono gusti

Pellicola diretta da Myriam Aziza, fresca fresca di quest’anno (2018) dalla firma francese, prodotta e distribuita da Netflix. Titolo originale “Les goûts et les couleurs” che tradotto correttamente dovrebbe essere “Gusti e colori” e che come titolo, per come è girato il film, prende molto più significato.

La storia

les-gouts-et-les-couleurs-french-movie-poster-md

Simone (leggetelo alla francese) ha da tre anni una relazione con Claire, ma non l’ha ancora detto alla sua famiglia ebrea estremamente praticante, se non a suo fratello anche lui omosessuale che però si è dichiarato con la famiglia, che per quanto lo accetti considera l’omosessualità come una perversione. La famiglia è in procinto di festeggiare il matrimonio dell’unico figlio etero che in tutti i modi cerca di accasare Simone con un uomo.

Il delicato equilibrio della coppia e della vita della donna iniziano a crollare quando ha una sbandata con il cuoco senegalese del suo ristorante di fiducia.


Se siete stati in Francia, avrete notato come la popolazione è variegata: diverse etnie, diverse religioni, usi e costumi che colorano le grandi rue, tutte racchiuse in questo film che racconta la vita sbandata di una famiglia che come tutte vive i suoi drammi, che mette sul piatto l’amore, ma anche il razzismo, la famiglia e l’omofobia e ciliegina sulla torta il poliamore tanto per non farci mancare nulla.1858q3hpl6xad4Y9TAzGRC8VsW8La pellicola ruota attorno a diversi gruppi: una famiglia ebrea, una grande famiglia di cugini africani, lesbiche, gay, cristiani, buddisti, coppie miste e una cosa che accomuna tutto: il cibo, in tutte le sue sfumature e gusti; un film caleidoscopico adatto a far inferocite i turbo leghisti e le loro idee di integrazione.

Terminato il secondo giro di consultazioni: ancora fumata nera.

Si è concluso oggi il secondo giro di consultazioni voluto dal Presidente della Repubblica. Tuttavia, Mattarella ha fatto sapere che il confronto tra le forze politiche ancora non ha fatto progressi e che prenderà ancora qualche giorno prima di esprimersi in merito alla formazione del nuovo Governo, di cui l’Italia ha assolutamente bisogno, soprattutto nell’attuale clima di incertezza che sta caratterizzando la scena internazionale.

Dopo aver ascoltato il Presidente della Camera, Roberto Fico, la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nonché il Presidente della Repubblica emerito, Giorgio Napolitano, il Presidente Mattarella ha dichiarato di non aver ottenuto, dal secondo giro di consultazioni, i risultati attesi.

Acquista forza, a questo punto, l’ipotesi secondo cui il Presidente della Repubblica potrebbe decidere di conferire un mandato esplorativo a un esponente del centrodestra per studiare meglio la situazione.

Ciò che è emerso con chiarezza da questa giornata è stata la volontà di Mattarella di nominare un Presidente del Consiglio in grado di formare un Governo stabile, ma nessuno sembra in grado di poter gestire la complessa situazione politica italiana. Questo è dovuto soprattutto alla chiusura da parte di Lega, da un lato, e Movimento 5 Stelle, dall’altro, che non sono disposti a cedere. Entrambi i leader si dicono pronti a governare e in grado di costituire il Governo giusto, dando vita a un tira-e-molla che certamente non sta premiando il nostro Paese. Avere questo clima di instabilità politica interna non è una situazione favorevole e non è da escludere che il Presidente Mattarella, mostratosi in più di un’occasione deluso dai risultati ottenuti ma intenzionato a risolvere la situazione, decida di ricorrere addirittura ad un Governo tecnico, conferendo l’incarico ad una personalità che possa accontentare sia Lega che Movimento 5 Stelle.

É stato proprio Matteo Salvini, leader della Lega, a sottolineare l’importanza di un accordo tra il centrodestra e il M5S:

«L’unica strada è accordo centrodestra e M5S, altre strade non ce ne sono, altrimenti meglio andare a votare. Io chiedo a tutti di essere responsabili. Se continua così, se continuano a bisticciare, si stuferanno gli italiani, mi stuferò io e tra un mese si tornerà alle urne, quindi: o la smettono o si vota».

Recensioni2.H: La vita di Adèle

Benvenuto Marzo, mese dedicato a tutte le donne, anche quelle immaginarie come Elsa, la regina che, oltre a portare un mucchio di soldini in casa Disney, è ora al centro della politica omofoba di Salvini che durante un comizio se n’è uscito con:

“Elsa lesbica in Frozen? Preparano un mondo al contrario. Voglio intervenire prima”

tumblr_o8614faWNo1v22940o1_r1_1280

perché a quanto pare è sbagliato insegnare ai bambini che l’amore non ha una direzione, o un colore, che bisogna superare la barriera dell’azzurro per i maschietti e il rosa per le femminucce, perché questo confonde i poveri bambini…ragazzi potremmo davvero scrivere pagine e pagine su come siamo cresciuti male, ma siam qui per raccontarvi una storia, tutta al femminile con delicate sfumature di azzurro.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn

– Le bleu est une couleur chaude –

Film del 2013, diretto da Abdellatif Kechiche (classe 1960), che ha vinto la Palma d’Oro come miglior film al Festival di Cannes nello stesso anno. Diviso in due capitoli (per la messa in onda sul piccolo schermo) è la trasposizione cinematografica del fumetto “Le bleu est une couleur chaude“, letteralmente “Il blu è un colore caldo”, modificato in La vie d’Adèle il titolo tradotto nella versione italiana con La Vita di Adele, trasmesso in Italia da Cielo (canale 26) in prima serata nel 2015, stesso canale che non si fa problemi a trasmettere film di un certo spessore come I segreti di Brokeback Mountain.


La storia

MV5BMmYwZmVkZGItMjMyOS00OTkxLTg0MDEtZTM2Yzk0ZWEyNTQzXkEyXkFqcGdeQXVyMzM4MjM0Nzg@._V1_UY1200_CR10206301200_AL_

Adèle è una tranquilla ragazza francese che frequenta il quarto anno del liceo, come tutti gli adolescenti vive questo momento di transizione tra la scuola, gli amici è l’amore; tutto va alla grande, fin quando durante un appuntamento con un ragazzo non incrocia una ragazza con i capelli vistosamente azzurri, un colpo di fulmine istantaneo che inizia a smuoverle qualcosa dentro.
Una sera, in un locale gay, le due ragazze si ritrovano e finalmente Adèle conosce Emma, apertamente lesbica e di diversi anni più grande di lei che frequenta il quarto anni di Belle Arti; da lì a poco nasce un’amore che travolge completamente Adèle, ma qual è il lato oscuro di una cosa così bella?



Nessun mezzo termine, il film non è proprio un bicchiere d’acqua da mandar giù, forse più un bicchiere di vino bianco; saranno le quasi 3 ore di proiezione; le scene (6 minuti la prima) di sesso spinto (ho visto la famosa sforbiciata!)che, seppur non inquadrano le magiche labbra, son al limite della pornografia, roba che da gay mi ha messo un certo livello di imbarazzo per i vicini che potrebbero aver visto; o forse come viene presentata la storia cioè vera, nuda e cruda: l’amore e la scoperta sessuale, il coming out e l’outing, l’omofobia e la depressione; tutto così reale e incisivo, come le sequenze dei baci (e del sesso) che prendono violentemente posto nel film con i loro tempi e i loro silenzio.

Le-bleu-est-une-couleur-chaude-1

Paragonandolo al fumetto i due lavori trovano poche differenze: Adèle nella sua versione cartacea si chiama Clementine, per gli amici Clem e gli avvenimenti vengono raccontati attraverso un flashback scaturiti dal diario di Adèle (Clem), più diverse sfaccettature che vanno a toccare più la narrazione che l’insieme della storia.

Possiamo definirlo il “Chiamami col tuo nome” al femminile, ma se solo CMBYN fosse stato diretto nello stesso modo, scavando nella natura umana, molto probabilmente saremmo ancora in sala a piangere.

A quanto me lo fai l’utero?

Sembra ieri che ci scannavamo sull’obbligo di fedeltà (che a me continua a far ridere) che già se so scordati che forse riusciamo a vederci riconosciuti in parte come coppia -perché mica siamo uguali agli etero noi eh no no- e il nuovo argomento di conversazione del momento sono diventati i bambini, o meglio le madri, o per essere più specifici, il loro utero.

Gli uteri non si vendono, gli uteri non si affittano, i bambini non si comprano.          Non fa una piega, anche perché detta così pare che stamo a parla delle svendite su amazon.
E invece pensate un po’, in Italia, sono pratiche illegali.

In alcuni Paesi civilizzati però esiste questa stranissima pratica, che ai nostri piace chiamare UTERO IN AFFITTO, definita GPA (gravidanza per altri) che permette a coppie sterili, omosessuali, donne pigre, di pagare un’altra donna per far crescere nel suo utero il proprio figlio.
Ora, tutta la discussione nasce proprio dal fatto che, per usufruire di questa possibilità,  bisogna, a volte, pagare una donna.

E quindi i nostri, da responsabili portavoce (perché governanti mi fa vergognare) di un Paese civilizzato oltremodo, ritengono sia una pratica abominevole perché, appunto un figlio non deve essere un diritto di tutti, nè tantomeno trattato come prodotto di mercato, nè una donna si debba sentire in diritto di sfruttare il proprio corpo come cazzo ritiene più giusto.

“I bambini non si comprano” un par de palle, perché non mi pare ci siano bancarelle con bambini in fasce, coi prezzi esposti, venduti a peso, qualità garantita 15 anni, luxury da utero verginello.
Infatti si pagano le madri ed  “è inammissibile che una donna sfrutti il proprio corpo per denaro se ha difficoltà”.

Sorvolando sul fatto che, dove permesso, esiste una regolamentazione, mi concentrerei su una stupefacente realtà che, probabilmente, non è molto chiara a questi signori.

Dove sono finite le loro obiezioni pubbliche quando una donna, magari in difficoltà, ha sfruttato la sua abilità manuale sui loro organi genitali?
Non pagano forse sempre delle donne, (a volte anche uomini, altre transessuali) per usufruire liberamente delle loro vagine e/o altri orifizi contrattati preventivamente?

Se poi, immaginando questi signori siano stati abbastanza intelligenti da non pronunciare le precedenti stronzate, il problema fosse quello di preoccuparsi della crescita di questi bambini con genitori omosessuali (perché attenzione le coppie etero se ne servono da anni ma improvvisamente se ne sono accorti tutti) senza la propria madre generatrice, bè allora mattiamo in discussione anche la possibilità di partorire in anonimato e affidare il bambino alle cure di altri quando le ragazze non ne sono in grado o le donne non vogliono tenere il figlio.
Pensate, miriadi di bambini indesiderati cresciuti come tali, una meraviglia.

Anche perché se poi dovesse andarvi bene che una donna sia libera di abbandonare il figlio, ma non di prestare il proprio corpo per donare la vita volontariamente ad una creatura che avrà una famiglia che la desidera e la amerà, bè allora signori miei siete degli emeriti ipocriti e omofobi.

E non perché avete paura degli omosessuali, anzi vi ritenete superiori e privilegiati.
Omofobi, o forse meglio misomosessuali, perché più che paura questi signori odiano proprio l’idea che esista altro, oltre alla loro sessualità poco praticata di certo.

Però ecco, se mi pagassero come pagano loro garantendomi quei privilegi, probabilmente anch’io diventerei così stronzo.
Deve essere quello.
MENTE IN AFFITTO.
Chissà se è legale.

Povero Tobia che si trova a rappresentare ora tutti quei bambini che hanno visto la luce grazie alla GPA e a donne che secondo me sono molto forti.
Povero Tobia che tra vent’anni verrà a sputarvi in faccia e allora vorrei davvero essere presente per sentire le giustificazioni che riuscireste a dare.

Anzi Tobia, se lo leggerai un giorno, raggiungi quel tizio (che forse sarà morto) coi capelli grigi e gli occhiali, e fagli vedere quanto due coglioni possono far crescere un uomo anche senza le tette da ciucciare.

[Dedicato a molti, ma in particolare alla mia amica del cuore super prefe la Bea ministra]

Giulia Latorre, mi schiererò dalla parte giusta della storia

Aggiornamento 26/01/2016 h 17.30

Dal suo profilo facebook Giulia ci tiene a far sapere che non ci sono state smentite:

Io non ho smentito nulla, mi dispiace che vadano a scrivere ciò.

[divider]

Aggiornamento 26/01/2016 h 16.00

Giulia Latorre affida una smentita a Radio Cusano Campus, una web radio, dicendo che parlava “in generale”. Noi, condividiamo i dubbi di gay.it.
Il sito fa notare alcune incongruenze: la prima è un suo stesso commento di ringraziamento all’interno del post pubblicato da omofobia stop (qui l’immagine); il direttore di gay.it sottolinea che in una chat privata si sia dichiara indisponibile ad un’intervista pur non smentendo assolutamente nulla e la pagina facebook OmofobiaStop sottolinea che le è stato più volte chiesto se fosse un coming out vero e proprio o solo un sostegno a #svegliatitalia e lei avrebbe risposto sempre “entrambe”.
[divider]

Il dibattito sulle unioni civili infiamma i salotti televisivi e della politica, tante sono le manifestazioni che si succederanno in questi giorni. Dopo il successo sbalorditivo di sabato scorso un nuovo tassello si aggiunge al puzzle. Giulia Latorre, figlia di uno dei due Marò al centro del caso giudiziario indiano, fa coming out; lo fa per schierarsi “dalla parte giusta della storia”, perché le unioni civili non sono più rimandabili.
Chi sa quanti, a destra, storceranno il naso ma lei lo sa e lo ha messo nero su bianco in questa sua lettera dicendo di aver imparato ad essere forte anche a causa delle vicende che hanno colpito la sua famiglia. Ecco la lettera pubblicata su OmofobiaStop:

Ciao sono Giulia Latorre , 22 anni di Taranto e sono la figlia del MARO’ Massimiliano Latorre, la cui vicenda e’ ormai tristemente nota da tutti. Ho deciso di fare questo passo non per pubblicità, anzi forse è la cosa di cui ho meno bisogno, ma perché’ voglio dar e forza a quelle persone che hanno paura di mostrarsi per timore delle polemiche, degli insulti e delle conseguenze di un coming out. A queste persone voglio dire che la vita è questa, è solamente una , e ve ne dovete fregare del parere della gente, soprattutto di quelle schiave della loro ignoranza! Siate voi stessi sempre, al di là di chi troverete di fronte a voi. Cosa avremmo di diverso noi omosessuali? Siamo tutti esseri umani, abbiamo sentimenti, abbiamo un cuore, abbiamo la voglia e il diritto di essere felici! E’ chi ci giudica ad avere qualche problema. Perché le coppie gay, lesbiche non possono adottare un bambino? Per quale assurdo motivo? Vi dirò di più: a mio avviso ci sarebbe più amore nelle coppie gay che crescono un bambino, che in una coppia etero. Sono una persona abbastanza forte e determinata, ho superato tantissimi ostacoli da quando ero piccola, sto combattendo da anni una battaglia con la mia famiglia per avere giustizia per mio padre, ma ormai ho capito una cosa: il mondo fa veramente schifo. Per questo ho deciso di scrivere a voi di OmofobiaStop che state lottando per i diritti delle persone. Perché ho deciso di fregarmene del parere della gente, e vivere felice la mia vita.. A te che ci giudichi: ti rabbrividisce una persona omosessuale? Mi spiace, ma il problema ce l’hai tu, non io. Quindi gira i tacchi. Sicuramente molta gente omofoba mi contatterà e dirà la sua ma alla fine, CHISSENEFREGA! Ragazzi, non vergognatevi di essere ciò che siete, soprattutto se i vostri genitori non vi accettano. Si dovrebbero vergognare loro di non accettare il proprio figlio, non voi di desiderare la vostra vita. Chi ci perde sono loro, non voi. Non demoralizzatevi, andate avanti. La vita è piena di ostacoli, ci mette alla prova .. Tocca a noi superarli e pian piano diventeremo più forti… Io ho partecipato alle manifestazioni del 23 gennaio e ne sono orgogliosa. Spero che chi di dovere capisca che le unioni civili sono indispensabili è una conquista di civiltà. E il 30 gennaio. In occasione del Family Day, io mi schiererò dalla parte giusta della storia e a favore dei diritti e delle unioni civili. Spero lo facciate anche tutti voi. Vi abbraccio tutti. E ringrazio Stefano per avermi dato la possibilità di lanciare questo messaggio.
Giulia Latorre

Sulla sua pagina facebook invece si legge uno stato: “Bisogna trovare la forza per andare avanti, sempre!”

Noi cara Giulia non possiamo far altro che ammirare il tuo coraggio e la tua forza d’animo e ti ringraziamo per esserti schierata dalla parte giusta della storia.