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Recensioni2.H: Mala Mala

Signori, basta fare i perbenisti, per essere omosessuali ci vogliono i rudimenti come ci insegna Laura Bondrini e dopo ArciLesbica che spara a zero su tutto quello che non è donna naturale anche su Twitter (non mi faccio scappare nulla) non si ci risparmia per smerciare la propria ignoranza e tutto nel mese della Donna (quasi a farlo apposta!).

Il tweet che ha fatto tremare le tastiere faceva riferimento alla troppa foga che gli utenti cinguettanti mettono in determinate cose e tra queste (cito testualmente) “…alla gara di travestiti…” facendo riferimento al celebre programma Rupaul’s Drag Race.

TribecaFilmFestivalPortraitStudioYyUdlIx9dFuxE qui possiamo veramente scriverci tesi su tesi su cos’è un travestito; perché non si può definire una Drag queen; come una branca del travestitismo può essere diviso in fetish o semplicemente per un fattore più ludico (crossdresser) che prende anche la fascia eterosessuale; e distinguere i travestiti dai transgender o i transessuali. Ecco, minimizzare con “gara di travestiti” offende diverse categorie che si trovano a dover lottare anche contro una categoria che in verità dovrebbe sostenerle.

Ma è arrivato il momento della nostra recensione quindi

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!
popcorn


Mala Mala

Docu-Film presentato al Tribeca Film Festival del 2014 dove si è aggiudicato il 2° posto “Premio del pubblico” per poi vincere una serie di premi in diversi festival sparsi per il mondo.

Girato interamente a Porto Rico si definisve un Transformative Documentary giocando in primis sulla tematica che prende la transessualità e in secondo luogo sull’idea di dar una voce e insegnare la diversità in tutte le sue sfaccettature.

 

Mala-Mala_poster_goldposter_com_2La pellicola segue le testimonianze di diversi volti che caratterizzano Porto Rico, come Ivana Fred che è riuscita a portare sui canali mediatici i diritti delle persone transgender e che lotta aiutando le donne, come Sandy, che si prostituiscono per portare a casa qualche soldo; o Soraya Santiago Solla che nata uomo, dopo la transizione ,non vuole essere chiamata transessuale in quanto lei è ora una donna come certificano i suoi documenti e definisce la transizione come disforia di genere cioè quando nasci con un corpo che non ti corrisponde. Le Drag Queen April Carrion, divenuta famosa grazie al programma Rupaul’s Drag Race (6° stagione) e che proprio nel documentario vediamo prepararsi al grande salto, Zahara Montiere (ritiratasi dalle scene alla fine del film per seguire il suo percorso lavorativo) e Queen Bee Ho che chissà, potremmo vederla in qualche prossima stagione di Drag Race e tutte portano in evidenza come il travestitismo sia una forma d’arte non per forza legata al concetto di genere in quanto una drag può sentirsi sia uomo che donna senza dover dar una definizione precisa. E molte altre storie…


FA-VO-LO-SO

e non lo dico soltanto perché ci son le Drag, ma perché oltre a portare una tematica così delicata e ancora tabù sotto certi aspetti, lo fa con una regia che trascende il classico documentario: fotografia, colonna sonora, stacchi e montaggi vanno a creare quello che in verità e a tutti gli effetti quasi un film.malamala_1130_430_90_s_c1Seppur all’inizio sembri privo di trama piano piano va a costruirsi una storia, naturalmente anche grazie al montaggio finale che quasi crea un dialogo tra le parti, fino ad incorporare anche la  vittoria della comunità LGBT con l’approvazione e la firma della legge 238-2014 (a Porto Rico), che impedisce la discriminazione in materia di occupazione basata sull’orientamento sessuale e / o sull’identità di genere.

Titolo che trovate comodamente su Netflix esclusivamente in Spagnolo, lingua originale, ma naturalmente sottotitolato Mala Mala vi porta in un viaggio esotico che ti cattura ad ogni inquadratura, dalle spiagge soleggiate ai fari dei club, un viaggio per i diritti di tutti di essere se stessi.

Recensioni2.H: Paris is Burning

Vi siete mai chiesti da dove sia nato RuPaul’s Drag Race, qual è l’ispirazione che ha portato la drag queen RuPaul tra le 100 persone più influenti nel mondo? Diverse volte durante lo show sentiamo citare “Paris is Burning” e qua è nata la curiosità di sapere perché questo titolo è così presente nel mondo delle drag e inaspettatamente mi si è aperto un mondo


Paris is Burning

45cd13ec3c4a1465fafa91256f88c7e7039c68e8Pellicola girata durante la metà degli anni ’80 racconta la vita dietro la cultura dei “balli” nella New York dove la supremazia dell’uomo bianco cercava di farla ancora da padrona.

Nel 2016, il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.

Cosa ha a che fare quindi con RuPaul arrivata a New York agli inizi degli anni ’90?

Diciamo tutto, RuPaul’s Drag Race riporta in vita, dal 2009, la cultura dei balli dove i ragazzi gay si “sfidavano” per diventare delle leggende.

Sfilate, travestitismo, ballo; erano diverse le categorie che animavano queste serate nei peggiori quartieri delle città e qua son nate diverse figure canoniche come Angie e Venere Xtravaganza figure di spicco della casa Xtravaganza, fondazione riconosciuta nel settore culturale artistico, Pepe LaBeija riconosciuta come l’ultima vera queen dei balli drag di Harlem,o Willi Ninja, padre del Voguing, danza resa famosa al pubblico bianco da Madonna nel celebre video Vogue;EdSBF9y

Il documentario segue queste figure iconiche che spiegano come funziona la società omosessuale, ma che include tutti gli emarginati del momento come le comunità latine o afro-americane.

tumblr_o1kjx6gJKt1uwovtso2_500Durante le serate i partecipanti si sfidavano in gare di portamento e travestitismo suddiviso in diverse categorie: drag queen, abbigliamento maschile, direttore d’azienda, militare, opulenza; per finire cone le gare di ballo che portavano i miglior ballerino di ogni casa a sfidarsi per diventare il numero 1.


Paris is Burning, dopo Stonewall, è la vera storia delle drag queen, del portamento che ha portato questo fenomeno a diffondersi in tutto il mondo divulgando un messaggio di tolleranza ed accettazione, non solo per gli omosessuali, ma anche per le donne e i ragazzi di colore.

Un film che a distanza di 28 anni riesce ad essere ancora fottutamente attuale.

Recensioni2.H: Cherry Pop

Ormai son caduto nella spirale delle drag queen; come dimenticare il primo approccio con quell’affascinante creatura che fuori dai magayzzini mi chiese in che lista fossi, con quella voce baritonale che probabilmente partiva dai tacchi…avevo 18 anni ed ero un giovane unicorno alla scoperta dei c…olori.

Poi ho avuto modo di lavorarci assieme…in verità preparavo il camerino per gli spettacoli quanto me ne stavo dietro ad un bancone in mogano a servire Mojito e CubaLibre.

Per poi finire a guardarmi tutte le stagioni di RuPaul Drag Race e urlare HALLELO! perché ormai è un fenomeno che non si ferma mai e proprio da questo programma stanno uscendo dei volti che, grazie a Netflix possiamo vedere in lungometraggi anche divertenti.

Cherry Pop

Film rilasciato a settembre 2017 negli Usa e da dove probabilmente non uscirà mai (intendo per i doppiaggi, a meno che qualcuno di amatoriale non si metta dietro per farci divertire un po’) e composto sopratutto da drag queen.

MV5BMTkyOTM1MzkyOV5BMl5BanBnXkFtZTgwNjI4MDc4OTE@._V1_SY1000_CR006661000_AL_Diretto dall’affascinante Assaad Yacoub di cui sappiamo essere alto 1.78m, perché son queste le informazioni importanti che vogliamo noi giovani ragazze in cerca dell’amore. e Regista di altre due pellicole: “Bob TheDragQuenn -2016” e “Clat -2017” che vede come protagoniste Drag Queen sfornate da RuPaul nelle ultime stagione, tra cui Sasha Velour, vincitrice della nona stagione del programma, praticamente Ru’ è il suo pusher.

In Cherry Pop troviamo Latrice Royale, però in borghese, niente parrucca e brillantini per Timothy Wilcots che qui interpreta Terry, un cliente affezionato del Cherry Pop; Detox della 5° stagione e sicuramente altri nomi che non conosco essendo arrivato per ora solo alla 4° stagione.

La storia

MV5BMjQwMjk0MGMtZDZjMy00MDVlLTk4Y2MtMTA5MDE5YTU0MjdkXkEyXkFqcGdeQXVyMjQ3MTMzNDU@._V1_SY1000_SX675_AL_Il Cherry Pop è un locale drag dove tutti i più grandi sognatori finiscono quando non hanno più nulla per cui lottare; grandi cantanti, artisti (tutti drag) finiscono in questo locale dimenticato da Dio per esibirsi per quattro gatti che a malapena battono le mani. Una sera arriva Terry, “La Ciliegina”, The Cherry, nomignolo usato per indicare il nuovo volto che andrà ad unirsi ad una squadra formata da Drag che più che tirarsi dietro frecciatine non riescono; a capo di tutte c’è Queen Zaza, una ormai cadente Drag che non trova più un senso dopo che il suo amante è morto. Riuscirà la nuova ciliegina a portare un po’ di pace tra le parrucche?


Classificato come Musical in verità è proprio un drama, ma con la D maiuscola, DRAMA in perfetto stile drag, senza eccessi da esasperare uno stereotipo, ma quel bel cinismo che possiamo trovare tra splendide che usano il tacco 12 come ciabatte.

e57e75b514a323f6dba0e27b36eac3db6e509dc9Tutta la pellicola gira attorno ad un unico spettacolo e quindi abbiamo pochi cambi di scena: il bar e i camerini, più qualche esterno per non renderlo troppo claustrofobico; e strano a dirsi, ma son riusciti a mettere pure dentro una nuova interpretazione di razzismo di genere, e a questo giro è verso gli etero, pff, quando mai! ma fatto da Drag diventa pure divertente.

Insomma, tra una Snatch Game e le mini sfide di Ru’ prendetevi un po’ di tempo per guardarvi del vero cinismo tra favolose regine sul lastrico.