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Recensioni2.H: Loev

Se state pensando che ho sbagliato a scrivere il titolo fermatevi, no, è un deliberato errore ortografico, scelto dai produttori, della parola “amore” che in inglese si pronuncia quasi in modo identico, a detta del regista “non importa quanto possa sembrare diverso l’amore rispetto alla convenzione, cioè non importa come sia scritto, è ancora amore” e quindi visto che siamo già in ballo iniziamo con la nostra recensione.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!tumblr_ownl291WX71vtnv5po1_500


Loev

Film del 2015, primo lungometraggio diretto da Sudhanshu Saria (non chiedetemi quale sia il nome) vincitore di diversi premi e riconoscimenti per il cortometraggio His New Hands.

Loev è una pellicola indie road girata in appena 16 giorni con un budget di “solo” 1 milione di dollari, principalmente ambientata  a Mahabaleshwar, un piccolo distretto con una delle poche foreste sempreverdi dell’India e i dialoghi son in Hinglish, un ibrido macaronico della lingua inglese e dell’Asia meridionale.

La Storia

Loev_posterSahil è un giovane musicista di Mumbai che vive una relazione piuttosto zoppicante con Alex, un regista sopra le righe senza peli sulla lingua; Jai, vecchio amico d’infanzia, è un uomo d’affari trasferitosi a New York che per un incontro di lavoro torna a Mumbai e Sahil per l’occasione organizza un weekend solo per loro due.

Inizialmente il rapporto tra i due è giocoso, ma piano piano riemerge una natura che lentamente fa vacillare questo equilibrio fino ad avere un effetto dirompente: i due ragazzi sono amanti occasionali, Sahil disilluso dal compagno cerca conforto nel vecchio amico, mentre Jai, innamorato del primo combatte una battaglia interiore tra l’apparenza e quello che prova il suo cuore.


 

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Definito positivamente dalla critica come un incontro tra Weekend (2011) e Brokeback Mountain (2005), Loev porta su schermo la realtà dell’omosessualità in India con uno stampo americano. Tutta la produzione, girata in pochi giorni, è stata tenuta segreta o con un profilo basso per non scatenare i radicali in quanto l’omosessualità non è ancora ben vista per quanto accettata nei minimi termini.
Durante le riprese solo una piccola parte dello staff era a conoscenza della trama nella sua interezza, cosa che durante le riprese del bacio sulla montagna ha preso alla sprovvista una buona fetta della crew non a conoscenza della relazione romantica tra i due ragazzi.


Il film è stato dedicato all’attore Dhruv Ganesh, volto del protagonista Sahil, morto a solo 29 anni pochi mesi prima del rilascio della pellicola per tubercolosi.

Recensioni2.H: King Cobra

Sanremo è finito e il weekend è tornato ad essere quel meraviglioso momento per dormire, mangiare, giocare alla play e dilettarsi con le miglior categorie porno che il web ci mette a disposizione. tumblr_inline_oe6xh0sCqY1s7ksad_540-1476127380

No, non farò la recensione di un film porno anche perché quelli costano ben più dell’abbonamento a Netflix; naturalmente avendo letto la recensione di settimana scorsa su The Big Gay Musical saprete che ho citato  il pornoattore Brent Corrigan che giustappunto troviamo nella recensione di questa settimana:

King Cobra

kingcobraFilm del 2016 diretto da Justin Kelly (classe 1978) regista l’anno prima di I am Michael”.

La pellicola, basata su fatti reali, segue l’ascesa nel mondo della pornografia gay di Sean Paul Lockhart o meglio conosciuto come Brent Corrigan lanciato dalla casa Cobra Video diretta da Bryan Kocis alias King Cobra. Brent, dopo essersi fatto un nome, decide di lasciare la casa di produzione per diventare più indipendente, ma essendo ancora sotto contratto con Cobra si trova in difficoltà non potendo usare il suo nome d’arte. Nel frattempo, una nuova casa di produzione, i Viper Boyz decide di far di tutto per prendere Brent tra i suoi attori, cosa che porterà all’assassinio di Bryan Kocis.


20-corrigan-clayton.w710.h473Film che sembra uscito dal ciclo di American Crime Story che però non gioca molto sulle somiglianze degli interpreti, partendo da Garrett Clayton, l’attore che interpreta Brent, o James Franco nel ruolo di Joseph Kerekes, il geloso e alquanto instabile produttore dei Viper Boyz, che seppur non somigliante riesce a portare su schermo l’intensità del personaggio.

Per il resto rimane un film su un fatto di cronaca nera che ha creato scandalo nella pornografia gay, in primis perché Brent Corrigan girò i suoi primi video ancora minorenne, fattore che scatenò l’attrito tra il produttore e l’attore e in secondo luogo per l’omicidio consumatosi solo per aver la proprietà su un giovane attore.