Thailandia, Tanwarin Sukkhapisit è la prima deputata transgender in Parlamento

Transgender, bisessuale, regista e membro del parlamento tailandese, Tanwarin Sukkhapisit è la prima deputata ad entrare in Parlamento nelle prime elezioni dal golpe del 2014 e la prima deputata transgender nella storia della Thailandia.

La donna si è candidata con il partito Verso il Futuro, partito terzo nella classifica delle preferenze, ed ha basato la sua campagna sui diritti LGBT+ e più in generale sull’ottenimento dei diritti e della rappresentatività per le minoranze: una delle promesse principali fatte agli elettori è quella di battersi per modificare la sezione 1448 del codice civile, che prevede la definizione di matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna, modifica che secondo lei “rimuoverebbe una barriera e aprirà la porta a molte altre cose”.

“Voglio essere una persona che rappresenta le minoranze in Thailandia, perché per me, persona LGBT, non ho il diritto di sposarmi in un matrimonio omosessuale. Legalmente, per legge, noi non possiamo adottare bambini” ha dichiarato durante la campagna elettorale, durante la quale quasi tutti i partiti hanno incluso maggiori diritti per la comunità LGBT+ tra le promesse elettorali, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio egualitario.

La regista ha deciso di entrare in politica dopo una battaglia legale durata cinque anni per il suo film del 2010, Insects in the Backyard, battendosi contro la censura per immoralità, contestata fino a finire in tribunale e ritirata solo a seguito dell’eliminazione di una scena di nudo, essendo nel paese vietate le effusioni in pubblico, che siano etero o omosessuali.

Un altro momento storico per la comunità transgender tailandese è la candidatura a primo ministro di Pauline Ngarmpring da parte di un partito che al suo interno conta una ventina di persone LGBT+, prima persona transgender ad ottenerla, importante anche perché è una di solo sette donne, su oltre settanta candidature totali.

“So che avere la mia candidatura è un gesto simbolico. So che non sarò il primo ministro ora, ma speriamo di ottenere alcuni posti e rappresentare le persone LGBT nel paese. E forse, la prossima volta, anche una donna transgender avrà una possibilità”.

Per quanto i risultati non saranno ufficiali fino al 9 maggio, per ora i risultati mostrano un vantaggio del partito della giunta militare, il Palang Pracharath, seguito dal Pheu Thai, partito democratico, i quali si competono i seggi del Parlamento, cinquecento in tutto, mentre quelli del Senato saranno eletti dalla giunta militare come ultima azione governativa prima di passare alla democrazia completa, per cui in ogni caso il governo tenderà verso l’ala militare: le elezioni comunque non sono state del tutto democratiche – non si sa molto di come si sta svolgendo il conteggio dei voti, la maggior parte della popolazione non è ben informata e il governo democratico dovrà comunque basare le proprie decisioni su una costituzione scritta dai militari, sottoposta ad un referendum basato sulla disinformazione della popolazione, solo per essere modificata dal re dopo la sua approvazione.

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