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Trasmissione dell’HIV nei rapporti tra donne: il rischio c’è, anche se nessuno ne parla

L’AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) è letteralmente la sindrome da immunodeficienza acquisita. Si tratta di una malattia che rende difficile all’organismo contrastare l’attacco dei virus responsabili delle malattie infettive, anche quelle più comuni.

Il virus responsabile di questa malattia è l’HIV, che va a danneggiare parte delle difese sulle quali il nostro organismo potrebbe contare. In particolare, bersagli del virus dell’HIV sono i linfociti, ovvero proprio quei globuli bianchi che hanno il compito di scacciare i batteri e virus.

I primi sintomi dell’infezione provocata dal virus dell’HIV possono essere linfonodi ingrossati e sintomi simil-influenzali, che possono ripetersi a distanza di circa 2-4 settimane dal contagio. I sintomi più gravi, invece, potrebbero comparire anche mesi o anni dopo il contagio. Per diagnosticare l’infezione è sufficiente uno specifico esame del sangue che ad oggi è in grado di fornire una risposta definitiva dopo 90 giorni dal comportamento a rischio. Fortunatamente la ricerca è riuscita ad individuare piani terapeutici in grado di alleviare i disturbi provocati dall’AIDS e questo consente ai malati di condurre una vita pressoché normale. Tuttavia, le persone che hanno contratto il virus dell’HIV hanno una maggiore predisposizione a contrarre altre infezioni che un organismo sano sarebbe in grado di combattere.

“Nei rapporti tra donne non si rischia la trasmissione dell’HIV”. SBAGLIATO!

Nonostante l’AIDS sia sempre causata da un’infezione da virus dell’HIV, non tutti coloro che hanno contratto l’HIV si ammalano. In realtà, gli adulti che hanno contratto il virus dell’HIV possono sembrare sani per anni prima di ammalarsi e per questo è reale il rischio di trasmissione tra soggetti.

Dal 1996 ad oggi si è registrato un progressivo calo del numero di nuove infezioni e di morti provocate dalla malattia, mentre aumenta l’aspettativa di vita di un soggetto sieropositivo. Va sottolineato che in passato la trasmissione avveniva soprattutto a seguito dello scambio di siringhe infette tra coloro che facevano uso di droghe iniettabili, mentre oggi il principale fattore di rischio è la trasmissione sessuale.

Naturalmente, come disse il mio medico curante quando piena di paure mi rivolsi a lui, «Il rischio di contrarre l’HIV non deve impedire alle persone di avere rapporti sessuali. È sufficiente fare attenzione e preferire sempre rapporti protetti, anche perché l’HIV non è certo l’unico virus sessualmente trasmissibile». Avrei voluto rispondere: «Bella consolazione! I partner eterosessuali e i maschietti omosessuali possono usare il preservativo. Ma le donne?».

Comunemente si ritiene che il rischio di trasmissione del virus dell’HIV durante un rapporto sessuale tra donne sia assente ed è una convinzione assolutamente errata. Statisticamente i contagi avvenuti all’interno di rapporti sessuali tra donne lesbiche sono meno frequenti rispetto a quelli avvenuti a seguito di un rapporto uomo-donna o uomo-uomo. Tuttavia la comunità scientifica si è divisa sul tema. Se i rapporti orali passivi sono considerati “non rischiosi”, non è lo stesso per quelli attivi. Secondo alcuni, in assenza di sangue mestruale, il rischio sarebbe praticamente nullo; secondo altri, invece, seppur basso, il rischio esiste.

Il fatto che i rapporti tra donne siano considerati meno rischiosi si basa esclusivamente su un’analisi statistica, che potrebbe rivelarsi infondata qualora iniziassero ad essere documentati casi di contagio. Ma allora come ci si potrebbe difendere? È intuitivo che a difendere i rapporti sessuali tra donne dalla trasmissione del virus dell’HIV non sarà certamente un preservativo. Diviene quindi molto importante sottoporsi ad esami in grado di diagnosticare l’infezione da virus dell’HIV. «Ma quindi prima di avere un rapporto sessuale con una ragazza devo chiederle di fare il test per diagnosticare l’HIV?». Esattamente!

Poiché la trasmissione avviene a seguito del contatto tra sangue o secrezioni vaginali, sarebbe opportuno evitare di avere rapporti se avete ferite che possono venire a contatto con questi fluidi. Opportuno sarebbe, inoltre, tenere le unghie corte per evitare di provocare escoriazioni: il sangue e le secrezioni vaginali sono veicolo di trasmissione non solo del virus dell’HIV, ma anche di epatite B e C, Human Papilloma Virus, batteri e funghi, come quello responsabile della Candida.

Qualora durante il rapporto siano utilizzati oggetti per la penetrazione sarebbe pratica corretta utilizzare un preservativo e cambiarlo qualora l’oggetto sia scambiato con l’altra.

Insomma, studi sulla trasmissibilità del virus dell’HIV ad oggi non sono stati condotti, quindi gli unici dati disponibili sono quelli basati su indagini statistiche. In attesa di maggiore attenzione da parte della comunità scientifica sull’argomento, non resta che prestare la massima attenzione ed evitare, per quanto possibile, comportamenti rischiosi.