Ucraina: proposta legge per vietare pride e matrimoni omosessuali

Quando si dice che al peggio non c’è mai fine non si sbaglia, soprattutto quando si parla di diritti della comunità LGBT.

Tra i (piccoli) passi compiuti verso un’Europa più sensibile alle istanze della comunità omosessuale. Se è vero che per ragioni economiche è stato negato all’Ucraina l’ingresso nell’Unione Europea, è pur vero che questa aveva chiesto di poterne far parte. Questo farebbe pensare ad una comunanza di interessi, di obiettivi, che a quanto pare manca. Allora non si può che condividere la scelta di ritenere il Paese in una situazione di “vicinanza economica” all’Unione Europea. Per quanto riguarda le posizioni politiche, invece, l’Ucraina sembra essere ben distante dall’Unione Europea.

Ad allontanare ancora di più Ucraina e Unione Europa potrebbe essere, qualora venisse accolta, la proposta di legge presentata al Governo dal consiglio comunale di Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale. La proposta mira a vietare la rappresentanza delle unioni LGBT nel Paese. A presentare la proposta è stato il Movimento cristiano per la vita, ma dovrà essere accolta dal Governo. In caso di esito positivo, in Ucraina sarebbero vietati i Pride.
Come se non bastasse questo a rendere la proposta contraria ai principi di un Paese democratico, la proposta vuole essere una risposta alla mancata presa di posizione, da parte del Governo centrale, in difesa della “famiglia tradizionale”. Secondo il Movimento cristiano per la vita, infatti, “lo Stato presta attenzione solo al problema creato artificialmente della cosiddetta discriminazione contro le persone con un orientamento sessuale non convenzionale”. Sostanzialmente ci si lamenta di uno Stato che si impegna a rimuovere le discriminazioni e si tenta di affermare che alcune persone hanno più diritti di altre.

Tra i punti della proposta non c’è solo “la propagazione di vari tipi di comportamenti sessuali devianti”, ovvero manifestazioni in favore della comunità LGBT, compresi i Pride, ma anche la conferma al divieto assoluto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Qualora non fossero sufficienti queste proposte a sottolineare come questa proposta sia pericolosamente ispirata da un’omofobia nemmeno troppo latente, si chiede la rimozione dai libri di testo scolastici di qualsiasi concetto legato “agli stereotipi di genere” (quella che “in casa” conosciamo come ideologia gender). Ma la proposta che ritengo più pericolosa è quella di bandire le diciture orientamento sessuale e identità di genere da tutti i documenti governativi attuali e futuri, perché ritenute ideologiche e anti-scientifiche. A quanto pare poco conta il fatto che la comunità scientifica si sia più volte espressa in merito, affermando come l’omosessualità sia un orientamento sessuale meritevole della stessa dignità dell’eterosessualità.

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