Uganda, presentata in parlamento la “Kill the Gays Bill”

È stata presentato nel Parlamento dell’Uganda il disegno di legge denominato “Kill the Gays Bill”, che prevede una serie di pene tra cui quella di morte per persone ritenute colpevoli di “sesso innaturale” o chiunque supporti la comunità LGBT+.

È molto probabile che la legge, che era già stata proposta cinque anni fa e non era stata approvata unicamente per un problema di natura tecnica nel testo originale, passi nel giro di poche settimane, con la possibilità che entri in vigore già entro la fine di quest’anno, dato il supporto da parte del presidente, di buona parte dei parlamentari e anche di una parte importante della popolazione.

Promotore principale della legge è Simon Lokodo, ministro dell’etica e dell’integrità, il quale ritiene che ci sia un tentativo da parte “degli omosessuali” di “reclutare” i giovani ugandesi:

“L’omosessualità non è naturale per gli ugandesi, ma c’è stato un massiccio reclutamento da parte di persone omosessuali nelle scuole, e specialmente tra i giovani, dove stanno promuovendo la falsità che le persone nascono in quel modo. La nostra attuale legge penale è limitata, criminalizza solo l’atto. Vogliamo chiarire che chiunque sia anche coinvolto nella promozione e nel reclutamento deve essere criminalizzato. A coloro che commettono gravi atti verrà data la condanna a morte”.

Le associazioni per la lotta per i diritti LGBT+ hanno già espresso nelle settimane passate la loro preoccupazione e il loro terrore nei confronti dell’odioso ddl che li costringerà ad emigrare, oltre che a chiudere i battenti, terminando improvvisamente l’importantissimo lavoro portato avanti nel Paese, e porterà senza dubbio ad un’impennata nel numero di crimini d’odio di natura omofoba.

Alcuni Paesi hanno già preso misure di chiusura economica nei confronti dell’Uganda, nella speranza di dissuadere il Parlamento, tra cui gli Stati Uniti, che hanno annunciato una riduzione degli aiuti, l’imposizione di restrizioni sui visti e l’annullamento delle esercitazioni militari in territorio ugandese, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca e i Paesi Bassi, oltre alla Banca mondiale. Lokodo ha già risposto che sono disposti a fronteggiare la risposta dell’occidente piuttosto che farsi imporre una “cultura diversa” rispetta a quella dell’Uganda. Ad oggi nel Paese le relazioni omosessuali sono già criminalizzate, ma la pena massima è l’ergastolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *