USA, amministrazione Trump rende più facile per gli operatori sanitari discriminare le minoranze

L’amministrazione Trump ha ufficialmente introdotto una legislazione a favore dell’obbiezione di coscienza che permette a dottori ed operatori sanitari di non somministrare una vasta gamma di cure mediche ai pazienti per motivi etici, religiosi o politici, legalizzando a livello pratico la discriminazione nei confronti dei pazienti facenti parte di minoranze.

Secondo quanto si legge nel documento, infatti, qualunque operatore sanitario ha “il diritto in virtù della legge federale di rifiutarti di effettuare, aiutare nella somministrazione, indicare, essere sottoposto o pagare per alcuni trattamenti sanitari, ricerche o servizi (quali ad esempio l’aborto o l’eutanasia tra gli altri) che violano la propria coscienza, credo religioso o convinzioni morali”.

È stata annunciata durante un discorso del presidente alla Casa Bianca ai leader evangelici tenutosi ieri 2 maggio 2019: “Oggi abbiamo finalizzato nuove protezioni per il diritto di coscienza di dottori, farmacisti, infermieri, insegnanti, studenti ed enti di beneficenza confessionali. Lo stavano aspettando da molto tempo, no?”; si parlava da mesi ormai, infatti, di una possibile legge per rendere più difficile l’accesso all’aborto, con forte opposizione da parte di moltissime associazioni per i diritti umani che prevedono maggiori discriminazioni soprattutto per quanto riguarda proprio gli aborti, oltre che le cure ormonali e le cure preventive per HIV e AIDS, tra le altre.

Il decreto non influenzerà solo i dottori e gli infermieri che dovrebbero somministrare le cure mediche, ma anche le compagnie assicurative, già colpevoli di numerosissime discriminazioni ignorate dalle istituzioni, che da ora saranno anche ufficialmente protette dallo Stato.

“L’amministrazione Trump-Pence ha appena aperto la porta ad un maggior numero di operatori sanitari che si rifiutano di seguire le persone trans nella transizione, e nel mentre ha anche negato che ci siano abbastanza prove per dimostrare che il fanatismo religioso danneggi le persone LGBTQ e le altre minoranze” ha commentato il Centro Nazionale per la Parità Transgender “quest’orribile decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali mette delle vite in pericolo. Le persone trans fanno già fronte ad alti tassi di discriminazione in contesti sanitari”.

“Ancora una volta, l’amministrazione ha preferito assecondare la propria base di estrema destra piuttosto che assicurare la salute e sicurezza della nostra comunità” ha commentato Terra Russel-Slavin, direttore del centro LGBT di Los Angeles, “È una chiara violazione delle leggi sui diritti civili, dell’etica medica e dei valori umani di base”.

Uno studio recente ha dimostrato come spesso membri della comunità LGBT+, soprattutto persone trans, non cerchino assistenza medica anche per problemi più gravi per paura di essere discriminati, e che, quando lo fanno, spesso sono liquidati, ricevono trattamenti incompleti o sono trattati male, e questa nuovo decreto peggiorerà una situazione già critica.

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