William Barr, nuovo procuratore generale americano, e la sua condotta omotransfobica

Dopo le dimissioni di Jeff Sessions del 7 novembre, campione della libertà religiosa a scapito del benessere della comunità LGBT+, il ruolo di Procuratore Generale degli Stati Uniti d’America sarà ricoperto da William Barr, cattolico convinto che gli insegnamenti della Bibbia debbano essere seguiti dalle leggi dei laici USA.

Barr, la cui nomina è stata annunciata venerdì 7, aveva ricoperto questo stesso ruolo sotto Geoge H. W. Bush dal 1991 al 1993 ed aveva mantenuto una condotta assolutamente contraria ai diritti LGBT+, comprese le leggi di protezione contro la discriminazione.

“I laici utilizzano la legge come arma [passando] leggi che promuovono affermativamente il relativismo morale. […] Questo tipo di legge dichiara, effettivamente, che le persone, individualmente come collettivamente, non possono fare distinzioni morali o definire un certo comportamento come buono ma un altro come cattivo” ha scritto in un articolo per il Catholic Lawyer nell’ottobre del 2017.

“Non è un caso che il movimento omosessuale, all’uno o due percento della popolazione, è trattato con tale sollecitudine mentre alla popolazione cattolica, che comprende oltre un quarto del paese, è dato il dorso della mano. Com’è potuto succedere? Dobbiamo tornare alle basi e ricomporre lo stormo”.

Crede che gli USA stiano vivendo un periodo di declino morale, dovuto alla “rivoluzione sessuale” e che la divisione tra Chiesa e Stato sia una nozione estremista ed una “lobotomia morale”.

Si è anche espresso contro l’aborto, gli immigrati, le persone di colore, etc.

Sessions, che nelle dimissioni ha voluto specificare di lasciare il ruolo perché così voluto dal presidente, ha nei suoi due anni come procuratore generale fatto sì che venissero meno le protezioni contro le discriminazioni in base al sesso, che fosse introdotta una legge sulla libertà religiosa che permettesse la discriminazione contro le minoranze (soprattutto la comunità LGBT+ da parte dei cristiani) e che gli studenti trans non potessero utilizzare i bagni scolastici corrispondenti al loro genere, scatenando un acceso dibattito che ancora non trova soluzione, non essendo stata reintrodotta la guida dell’amministrazione Obama che prevedeva il contrario (e quindi portando anche all’invasione della privacy di questi studenti).

È sempre Sessions che ha supportato i risultati di due casi che hanno fortemente coinvolto la comunità LGBT+ americana, quello del North Carolina’s House Bill 2, alla cui conclusione i cittadini transgender dello stato del Nord Carolina si sono visti portare via molte protezioni offerte dall’Obamacare, e quello del Masterpiece Cakeshop, che ha confermato la protezione dell’omofobia sotto il falso nome di libertà religiosa, giustificando il rifiuto di Jack Phillips, pasticcere del Colorado, di preparare una torta nuziale per il matrimonio di una coppia gay.

Nonostante la sua promessa di difendere la comunità LGBT+ durante la sua audizione di conferma, le sue azioni ed i suoi voti sia prima che dopo la nomina hanno confermato la sua forte opposizione alla comunità, ma anche un forte odio nei confronti di molte altre minoranze.

Il suo sostituto temporaneo però non è stato da meglio nei confronti dei diritti LGBT+; infatti Matthew Whitaker, estremista cristiano, ha numerose volte posto la fatidica libertà di religione e “l’oggettiva morale cristiana” al di sopra della sopravvivenza e dei diritti umani della comunità LGBT+.

La nomina di Barr, in ultima analisi, non porterà nessun cambiamento per la comunità LGBT+ americana, ma sarà funzionale per un presidente che dal primo momento ha voluto espandere il potere dell’esecutivo per poter aver in mano quanto più potere possibile, guidato dal desiderio di controllare unilateralmente il paese e di non subire l’impeachment e finire sotto processo a seguito dell’investigazione di Mueller nelle relazioni tra il 45° presidente e la Russia di Vladimir Putin, fortemente osteggiata sia da Whitaker che da Barr, selezionati da Trump dopo che Sessions non ha voluto prendere le parti del presidente.

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