Avvenire pubblica “interventi” di lettori e risposte del direttore che mirano ad attaccare il DDL Omo-transfobia.

DDL omotransfobia - La Lega fa ostruzionismo

La falsità di un giornale che usa anche i nostri fondi pubblici.

Un pò come i suoi colleghi di Libero, l’Avvenire non riesce proprio ad accettare che l’Italia possa anche solo minimamente muoversi in direzione delle persone LGBT+ e che si possa discutere un DDL che preveda sanzioni e pene più severe per chi si macchia del reato di omofobia-transfobia (sia verbalmente che dal punto di vista della violenza fisica).

Così, stamattina leggendo le varie notizie che riguardano la nostra comunità, mi sono imbattuto in questo articolo, lungo, scritto anche parecchio male a mio modesto giudizio, e carico di “testimonianze” che non so quanto reali possano essere (o se reali, quanto queste ultime possano essere state modificate per permettere le risposte che ivi si leggono), insomma, un articolo che serve un omofobia velata da “tolleranza” e che vuole far credere al lettore cose assolutamente non vere.

Tra i vari “interventi” che vengono citati e pubblicati, c’è quello di Paolo Spina Luina che riportiamo di seguito, e che tra tutti merita una menzione per il semplice fatto che a mio giudizio, nasconde un rinnovato attacco nei confronti dell’Onorevole Zan, del DDL da lui proposta ma anche nei confronti di tutto il popolo LGBT+ italiano che sta aspettando una legge che possa realmente tutelarlo:

“Paolo Spina Luino (Va) C aro direttore, apprezzo molto il rilievo che “Avvenire” sta dando al documento della Cei riguardo alla possibile legge per il contrasto all’omotransfobia. Trovo anche molto puntuali le domande dell’intervistatore Moia al relatore Zan. Ma penso sia solo l’inizio del dialogo auspicato dalla Cei anche con i proponenti di questa normativa. Per approfondire il dialogo, credo, saranno da porre alcune ulteriori domande. Le elenco così come mi vengono in mente chiedendo scusa per una inevitabile approssimazione. 1) Cosa si intende per omotransfobia? (i reati devono essere chiari!) non sarebbe il caso di definire in modo chiaro e inequivocabile questo reato? 2) Quali garanzie concrete sono offerte all’imputato rispetto al libero orientamento del giudice e alla sua personale interpretazione dei fatti e dell’eventuale reato? 3) Da che esiste la giustizia negli Stati liberi non si può fare il processo alle intenzioni: non sembra che ci sia il rischio di giungere a questo tipo di processo nel caso dei “reati di odio”? Chi mi assicura che la mia libera affermazione che “il matrimonio è tra uomo e donna” non possa spingere qualche esaltato a commettere gesti violenti nei confronti degli omotransessuali e che io sia ritenuto il responsabile indiretto di tali reati da parte di un giudice? In conclusione: quali misure legislative concrete sono previste nel progetto di legge riguardo a questi nodi particolarmente critici che mettono a rischio la libertà di espressione?”

Allora a questo punto, ho deciso che voglio rispondergli personalmente, e le risposte sono numerate in base alla numerazione delle domande:

  1. L’Omo-trasnfobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità e quindi delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali basata sul pregiudizio. Tale pregiudizio sfocia spesso in atti violenti – sia verbali che fisici – a danno della comunità LGBT+. Potrei dire ancora molto sul termine Omo-transfobia e spiegare anche perché molti ne soffrono… ma rimando il signor Paolo a questo link;
  2. Si spera che il giudice agisca sempre nel pieno rispetto della legge, degli individui in giudizio e soprattutto rispettando la laicità e l’uguaglianza della legge senza fare favoritismi e/o lasciarsi guidare dai propri istinti di intolleranza o di troppa “simpatia” per l’una o l’latra parte. Quindi ne viene che quando ci si trova di fronte a un giudice, qualsiasi sia il reato, abbiamo tutti le stesse garanzie. In qualsiasi caso, sempre che il giudice in questione non abbia mani in pasta con chicchessia e quindi ne derivi una sua corruzione, il giudice ha sempre accesso al proprio libero orientamento;
  3. Non si farà mai il così detto “processo alle intenzioni”, il nostro codice penale non lo prevede e tantomeno è nell’interesse di qualsiasi avvocato e o giudice addentrarsi in un processo senza via di uscita. Il DDL contro l’Omo-transfobia, come ho già spiegato qui – tutela vittima e carnefice (sì anche il carnefice perché lo rimette nelle mani della legge decisa dallo stato Italiano e non nelle mani della legge decisa da un determina gruppo sociale e o religioso), e ti spiego perché:
    • Il DDL in questione modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del nostro codice penale, inserendo così l’orientamento sessuale e l’identità di genere nell’impianto giuridico che regolamenta i reati e i discorsi d’odio che fino ad oggi si rifanno solo a ciò che concerne etnia, razza e religione;
    • Le persone LGBT+ diventano quindi protette da una legge che le vede vulnerabili, ragion per cui, qualora dovessero essere vittime di omofobia-transfobia, si avrà la possibilità di accedere ad un patrocinio gratuito da parte dello stato, che si farà carico delle spese legali;
    • Istituire l’organizzazione di incontri e cerimonie per la giornata del 17 Maggio – IDAHOT – che mirino a promuovere cultura, inclusione e accettazione volti a contrastare violenze e discriminazione di genere;
    • Creare misure specifiche per contrastare e prevenire gli atti di discriminazione legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere, come proposto nell’articolo 7 e 8. Questo quindi incrementerebbe di 4 milioni di euro annui il fondo delle politiche dei diritti e delle pari opportunità, permettendo così l’istituzione di centri contro le discriminazioni sparsi sul territorio italiano;
    • Il costo annuo totale di questo DDL contro l’omosessualità-transfobia sarebbe di 6 Milioni di Euro, ragion per cui anche l’impatto economico di una legge così fondamentale, sarebbe minimo per uno stato che permette spese inutili a partiti politici dannosi e inutili;
    • Il DDL Zan NON prevede il reato di propaganda di idee (anche se a mio parere dovrebbe prevederlo, visto le idee catto-fasciste di certe persone pericolose), ma prevede solo e unicamente una protezione a norma di legge qualora le offese derivanti da tali idee amo-transfobiche, si tramutino in minacce e rappresentino motivo di pericolo per la vita della persona e/o gruppo sociale che è oggetto di tali offese.

Spero di cuore di averti risposto con chiarezza. Magari questo pezzo lo mandiamo all’Avvenire, così sia l’Egregio direttore e i suoi lettori possono dormire sogni tranquilli.

3 thoughts on “Avvenire pubblica “interventi” di lettori e risposte del direttore che mirano ad attaccare il DDL Omo-transfobia.

  1. Spero proprio , invece , che questi ” seminatori d’odio” ( massima evangelica) non dormano affatto sonni tranquilli.
    Hanno perseguitata la nostra comunità per secoli , additandoci al pubblico disprezzo ; ora il tempo del ” calcio all’Ebreo” dal Campidoglio al tempo del Papa-Re è terminato ed Modugno deve prendersi la responsabilità delle proprie parole.

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