Quando due lesbiche si lasciano..

lesbo-dramma

Breve guida al lesbo-dramma classico.

Articolo tratto da storie vere.

Lo sappiamo bene, quando due lesbiche si lasciano i possibili scenari sono due:

  1. Il lesbo-dramma all’ennesima potenza, in cui entrambe soffrono e maledicono il destino. Generalmente intervallato da numerosi ritorni di fiamma fino a che una delle due non trova la sua nuova anima gemella, portando quindi allo scenario successivo:
  2. Dualità morte-cagna. In cui generalmente la cagna si sta vivendo la sua vita serenamente, e la morente sta affrontando il dramma in maniera davvero poco sportiva.

Il dramma dell’abbandono si snoda attraverso delle fasi facilmente riconoscibili imprescindibili dalla ragione della separazione.

Queste fasi sono universalmente riconosciute da qualsiasi lesbica, purché vi sia chiara evidenza di lucidità e ragionevolezza. Pensaci bene: quante volte ti sei lasciata e ne hai fatto un dramma inutile?

FASE 1. Il rapporto epistolare.

lesbo-drammaLe più vintage ancora usano la mail, ma è innegabile ormai che  Whatsapp la fa da padrone nella scrittura di lunghi ed estenuanti messaggi di scuse/addii strappalacrime. A dire il vero ho il serio sospetto che gli schermi sempre più grandi degli smartphone siano stati progettati proprio per facilitare la lettura di questi messaggi incredibilmente densi di puntini di sospensione e talvolta di punti esclamativi.

Un paio di suggerimenti per entrambe: disabilitate la spunta blu e l’ultimo accesso; usate web whatsapp. E’ più comodo ed accelerate la stesura del poema.

FASE 2. Lo stalking sociale.

Solitamente questa fase coincide con la fase 1 e la fase 3, la provocazione. Si tratta fondamentalmente di un controllo maniacale degli ultimi accessi sulle varie piattaforme di messaggistica istantanea come whatsapp e facebook. Ultimamente ha avuto un notevole sviluppo anche il controllo su Twitter. Questo non si traduce in un banale check dell’ora di connessione, ma si snoda in una ricerca fine e minuziosa di tutte le briciole lasciate in rete, come ad esempio likes, commenti, retweet e post.

Le poste sotto casa ormai sono troppo rischiose: si potrebbe rischiare di entrare in contatto con la realtà troppo velocemente.

FASE 3. La provocazione.

Questa fase è interessante e non tutte la attraversano bene. Dopo un po’ di tempo, si tende infatti ad esternare il proprio dolore non in maniera passiva e cinematografica, bensì con una punta di aggressività. Lo scopo è provocare una reazione, una risposta, qualsiasi cosa nella ex che ormai si mostra indifferente al tuo stato emotivo. Probabilmente fa così perché s’è rotta il cazzo di starti appresso nelle tue alzate di testa, ci può stare.

FASE 4. La dipendenza.

Le astemie iniziano a bere, le asmatiche iniziano a fumare. Parola d’ordine: autodistruzione. Il nervoso non si placa da solo, invece di fare del sano sport le più preferiscono massacrarsi il fegato ed i polmoni.

Fase ad alto rischio messaggi involontari. Anche se ci ho sempre creduto poco a questa cosa del “scusami per ieri, ero ubriaca”. Solitamente questa fase può portare ad un ritorno della fase 1, il rapporto epistolare.

FASE 5. Le crisi isteriche, l’apoteosi del lesbo-dramma.

lesbiche istericheQuesta secondo me è la fase più imbarazzante. Quella in cui passi 10 minuti tranquilla a fare la spesa, poi vedi il suo snack preferito ed all’11esimo minuti inizi a piangere in mezzo alla corsia. La stessa cosa si applica alla razza del suo cane, la pubblicità, il vino che avete assaggiato la prima volta che…. Consiglio spassionato? State a casa ancora per un po’, non ci corre dietro nessuno.

FASE 6. L’odio profondo e le risse il sabato sera.

Lei si è rifatta una vita, tu no e non lo accetterai mai. In realtà sei più vicina di quanto pensi. Anche se ora stai dando una capocciata sul naso della sua nuova fiamma e stai urlando in mezzo alla strada che lei è una cagna e te sei una povera stronza che ancora le vai dietro. Cominci finalmente a realizzare davvero che è finita, ed il tuo orgoglio non può proprio accettarlo. Tranquilla, la fase 10 è vicina anche per te. Spesso questa fase si alterna alla settima creando un simpaticissimo bipolarismo odi et amo.

FASE 7. Il ricordo indistruttibile.

lesbo-drammaOggi la odi, domani la ami. Lei è un regalo prezioso che hai perso e che non hai saputo curare a dovere. Non amerai mai più nessuna come hai amato lei, tutto il resto è noia, anzi, visto che ci siamo, passiamo alla fase 8. In cui cerchi di rimpolpare un po’ il tuo ego.

 

FASE 8. Mi scopo chiunque, compresa la tua migliore amica.

Qui la cagna sei tu. Ed è proprio questa la fase in cui si generano altre cagne. E’ tipo il vaso di pandora delle lesbiche. Qui tutto torna: tu fai soffrire un’altra, che farà soffrire a sua volta un’altra ragazza e così via. Finché non ti tornerà indietro e tu non saprai perché. A quel punto ci rivediamo alla fase 1, perciò pondera bene le tue scopate.

FASE 9. Installo Wapa.

installare-wapaFinalmente sei uscita da sta situazione. Si lo so, le prime due con cui parlerai probabilmente non sono poi così interessanti, ma alla terza non farai più la schizzinosa e ti innamorerai di nuovo. Te lo assicuro.

FASE 10. Convivenza al secondo appuntamento e la tua ex diventa la vostra consulente di coppia.

Si scherza ma fino ad un certo punto… Buona fortuna!

Solitamente la rielaborazione del lutto dura fino ad un massimo di 10 giorni, fase 10 inclusa. Per ulteriori approfondimenti, se capitate ( o siete di ) a Roma, vi invito a fare una vasca ( o struscio ) in Via San Giovanni in Laterano dove potrete osservare le diverse fasi del lesbo-dramma a seconda della distanza dal famoso “Bar delle Lelle” – che ad un certo punto ha deciso di vendere degli shots dal nome felicità blu e felicità verde. Probabilmente perché assicurano la giusta dose di sedativo serale e permettono alle altre lesbiche di passare una serata in santa pace.

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