Forze dell’ordine: chiamare lontano dai pasti.

Non c’è gnente da fare! Ho lo spirito da crocerossina insaid proprio! La do’ a tutti … una mano e non mi tiro indietro.

La cosa è seria e preoccupante ma provo a prenderla con un po’ di sarcasmo perché altrimenti i toni potrebbero sembrare quelli di un razzista pronto a fare pulizia raziale in Italia e non è così: chi mi conosce sa bene che la parola razzismo non esiste nel mio vocabolario.

Sabato sera, ore 20.35, dopo una serie di svarioni in palestra, mascherati a regola d’arte facendo finta di stendermi sul tappetino per gli addominali e farli usando l’ab-pro-di-sta-minkja, ci troviamo io e Ale all’incrocio di P.le Nigra (già famoso per questo) che aspettavamo il verde per continuare! All’incrocio scorgiamo due modelli attraversare sulle strisce col verde per loro: lei bellissima, lui SBAV! Pareva un modello della Bel Ami materializzatosi dinanzi a noi per rallegrale le nostre vite e gli orifizi, far sbavare le nostre bocce, farci venire il durello che non guasta mai.

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Da lontano arriva st’Alfa 159 con a bordo dei ragazzi di probabile provenienza marocchina, che forse non avevano né il permesso di soggiorno né l’assicurazione per l’auto (lo deduco dal modo in cui si sono comportati), e come si fa con le autoscontro, li prende in pieno lasciandoli a terra e scappando via!

Mi catapulto dall’auto mentre Ale la parcheggia e vado da loro, e sicuro che non parlavano italiano, chiedo: “How are you guys? Let me see!”. Lei aveva un po’ di graffi ovunque e lui solo un piccolo graffio ed ematoma tra petto e spalla. Ero lì che cercavo di aiutarlo senza però sbavare… alto, bello, occhi azzurri, biondo, bel fisico… io *sbav-sbav*, e Ale idem… ma avevo lasciato lei a terra che piangeva… la mia crocerossinità mi ha fatto rinsavire e mi son chinato su di lei porgendo la schiena a lui: non stavo sperando nulla sia chiaro!

Si mette in moto la macchina di aiuti: Ale chiama il 118, un altro ragazzo chiama i carabinieri CHE NON RISPODONO! IN 20 minuti arriva l’ambulanza con un paramedico che parlava inglese (surprais!) e nel frattempo cercavo di tranquillizzarli senza guardare troppo lui per non sembrare un maniaco… ma credetemi era difficile! (Con rispetto per il mio bellissimo ragazzo, ma anche lui lo ammetteva).

Chiamiamo carabinieri, polizia e solo dopo circa 15 chiamate a vuoto (e non scherzo) mi risponde un poliziotto che mi dà della Signora (a me!?!) e dopo una conversazione inutile – le barzellette su di loro e sui carabinieri sono fatte a pennello – chiamiamo a pagamento il numero dei vigili urbani che arrivano solo dopo circa altri 30 min.

Arriva la pattuglia, due elementi smart, la più sveglia era la vigilessa (GIRL POWER!) che ci fanno depositare le testimonianze e finalmente possiamo correre a casa dove in forno c’era una quiche che stava cuocendo da qualche ora e fuori dalla porta c’erano Stupefrocium con degli amici per la cena e per una serata giochi.

Beh… in 2 ore e 45 di questa situazione ai limiti dell’umano ho capito che: in Italia se fai il giusto e passi sulle strisce rischi comunque la vita; in Italia paghi tutte le tasse e fai il cittadino onesto ma lo Stato non ti tutela e non ti aiuta; in Italia se sei in pericolo CAVATELA DA SOLO/A, carabinieri e polizia non rispondono…soprattutto se chiami in ore pasti!

Spero solo i due ragazzi stiano bene e che l’Italia rimanga per loro un bel ricordo dove anche nella sventura un gruppetto di 4 pirlotti, di cui due FROSCI, si sono fermati, li hanno soccorsi, aiutati e smosso mari e monti per loro, e spero anche che un giorno l’Italia cominci a comportarsi come tutti gli altri paesi europei CIVILI: vuoi immigrare nel nostro Paese? Benissimo! Ti accetto se sei un cittadino onesto, se rispetti i nostri costumi, le nostre usanze e ti integri. Se rispetti la legge e ti comporti da bravo cittadino. Non lo fai? Ritorni subito al tuo Paese a spese del tuo governo e non metterai più piede in suolo italiano. Ripeto: non è razzismo, ma solo voglia di una nazione migliore!

 

0 thoughts on “Forze dell’ordine: chiamare lontano dai pasti.

  1. è sempre stato il mio pensiero: l’Italia ha già troppi problemi interni per sobbarcarsi anche quelli degli altri. Non è questione di razzismo, ne di fare di tutta l’erba un fascio, ma abbiamo già cittadini italiani che fanno schifo ( tipo gente in politica per dire) e se un italiano con un lavoro e una famiglia fa fatica a sopravvivere, un immigrato inevitabilmente finisce per dover muoversi per “vie traverse” per campare.

  2. @Pier: è verissimo quello che dici, e purtroppo pare che nessuno voglia unirsi ai movimenti di lotta pacifica o di scioperi, come le nostre nazioni sorelle (Spagna e Grecia) stanno facendo per ribellarsi a questa situazione. Sono una persona positivissima…ma sai che ora come ora vedo una soluzione troppo lontana per questo problema?… o forse ho paura di non vederla proprio. uff

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