Il presidente polacco accusa i media di aver diffuso notizie false su di lui e sulla sua omofobia

La popolazione polacca LGBT+ è in grave pericolo a causa di un aumento del clima di omofobia giustificato dal presidente polacco e dai suoi fedeli.

Andrzej Duda – presidente della Polonia – continua i suoi attacchi omofobici, e ora ha accusato i media di diffondere “notizie false” sulle proprie opinioni e parole omofobe.

Lo stesso presidente ha appena firmato un ampio impegno anti-LGBT – come abbiamo riportato qui – e anche con prove delle sue parole e atti contro tutti i diritti LGBT + in questo paese, sta negando i suoi atti omofobi.

Le elezioni presidenziali – 28 giugno – sono proprio dietro l’angolo, e in un tweet che ha scritto in inglese, il presidente ha accusato i media dicendo:

“Ancora una volta, come parte della sporca lotta politica, le mie parole sono messe fuori contesto. Credo veramente nella diversità e nell’uguaglianza. Allo stesso tempo, le credenze di qualsiasi minoranza non possono essere imposte alla maggioranza sotto la falsa pretesa di tolleranza. Ai nostri tempi la verità è diventata una piccola creatura spaventata che si nasconde da una correttezza molto più forte. Credo nel mondo, dove verità come MeToo possono avere una piattaforma sicura. Dove possiamo dire la nostra apertamente, dove le parole non sono contorte. Tolleranza ad ampio spettro, quindi per favore smettetela di far girare notizie false”.

Sembra proprio che stia negando le sue stesse parole e stia cercando di ingannare il mondo intero e l’UE che veglia severamente su di lui e il suo partito.

Sabato (13 giugno) ha tenuto un discorso per la sua campagna politica – visibilmente montata sull’omofobia e su di un disperato tentativo di ottenere tutti i voti da quei gruppi estremisti religiosi e conservatori – e riferendosi ad ideologie passate da cancellare ha detto:

“Quello era il bolscevismo. Era l’ideologizzazione dei bambini. Oggi ci sono anche tentativi di spingere un’ideologia su di noi e sui nostri figli, ma è diverso. È tutto totalmente nuovo, ma è anche neo-bolscevismo. Abbiamo la nostra tradizione. Abbiamo la nostra cultura che si basa su oltre 1.050 anni di storia. Non permetteremo che la Polonia ci venga tolta. Non permetteremo a nessuna ideologia, né comunista, né socialista, né a nessun altro di portarcelo via, perché questa è la nostra identità. E non permettere a nessuno di portare i nostri figli su di una strada sbagliata, semplicemente perché non lo permetteremo.”

Cosa sta facendo l’UE?

Beh, non molto, sfortunatamente. Il Parlamento europeo, tuttavia, a dicembre ha approvato una risoluzione che condanna fermamente tutte le zone libere da LGBT+ in quanto “parte di un più ampio contesto di attacchi contro la comunità LGBT+ in Polonia, che include un crescente discorso di odio da parte di funzionari pubblici e specifici media pubblici, nonché attacchi e divieti sulle marce Pride

Un forte divieto da parte dell’UE e una solida ammenda potrebbero essere facilmente applicati alla Polonia, ma non capiamo ancora perché l’UE non stia agendo prontamente in questa direzione.

Elezioni e possibili scenari.

Anna Materska-Sosnowska, politologa all’Università di Varsavia, ha detto a Bloomberg che “trasformare i gay in nemici può funzionare a favore di Duda” infiammando la sua base elettorale fatta di provinciali e tradizionalisti. Gli esperti elettorali hanno affermato che il sostegno alla rielezione di Duda (una volta certa) potrebbe svanire, con una separazione di soli 2 punti percentuali tra lui e Trzaskowski (sindaco di Varsavia) nel secondo turno.

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