Il Punto Seriale – Stranger Things 2

Dopo la grande sorpresa della scorsa stagione, torniamo a tuffarci negli anni 80 e nel terrore paranormale insieme ai bambini di Stranger Things, ovviamente su Netflix.

Ve ne avevo già parlato nella scorsa stagione de Il Punto Seriale: un successo quasi inaspettato e le lodi della critica mondiale. Per chi non avesse visto la prima serie, potete recuperare il mio articolo precedente QUI.

Anticipata da un battage pubblicitario degno di un kolossal hollywoodiano, questa nuova produzione era stata accompagnata da molti pettegolezzi. In primis, si diceva che non sarebbe stata un prosieguo, ma bensì una storia nuova di zecca con però gli stessi attori, alla American Horror Story.

Ora finalmente ogni dubbio è fugato.

In questa attesa season 2, troviamo Will, Dustin, Lucas e Mike alle prese con l’ultimo anno delle scuole medie. E’ la festa di Halloween e sta per arrivare anche il primo anniversario della scomparsa di Will. Ognuno sembra essere andato avanti con la propria vita, cercando di lasciarsi alle spalle gli eventi della stagione precedente, il cui finale ci aveva però mostrato che non sarebbe stato così. Infatti Will è ancora preda di visioni che lo riportano nel Sottosopra, al cospetto di un’entità malvagia. Nel frattempo arriva una nuova studentessa a scuola, l’enigmatica Max, con un brutale fratellastro maggiore al seguito. I ragazzi accolgono la nuova arrivata nel loro gruppo, ma nessuno di loro, soprattutto Mike, si rassegna alla perdita di Undici, sacrificatasi lo scorso anno per salvare i suoi amici. Tra visioni paranormali, feroci creature misteriose e violento bullismo, i brividi non mancano, fin dalla prima puntata.

La serie spinge l’acceleratore sui suoi punti di forza. In primis l’ambientazione vintage pesantemente anni 80, già soggetto di emulazioni non molto riuscite (13 Reasons Why). La meravigliosa fotografia che gioca sapientemente sui toni chiaroscuri e le scene di terrore davvero geniali nella loro semplicità ed efficacia. Ma la vera marcia in più di Stranger Things è un nugolo di attori straordinari. Ognuno sembra nato per la propria parte: dai 4 piccoli protagonisti, alla meravigliosa Winona Ryder, qui forse alla sua più alta prova recitativa, fino al fenomeno Millie Bobby Brown, la cui espressività cresce insieme al percorso evolutivo del suo personaggio.

E proprio la crescita è il fil rouge di questa seconda stagione: ogni personaggio fa un passo avanti nella propria storia, ognuno in maniera diferente: c’è chi si innamora per la prima volta, chi perde la verginità, chi riabbraccia la vita in ogni sua sfumatura e chi precipita in un baratro senza fine. E poi c’è anche chi conosce la sua vera famiglia.

I ragazzi crescono: e anche le citazioni sono più elevate e adulte. Meno ‘I Goonies’ e più ‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’, ‘Ghostbusters’ e perfino un pizzico di ‘Indiana Jones’, ma anche la tenerezza di un cult come ‘Il tempo delle mele’.

Spesso e volentieri, dopo una prima stagione sensazionale, il secondo capitolo di una serie precipita in una scimmiottatura del precedente e delude i fans. E temevo che ‘Stranger Things’ avrebbe seguito questa regola. Invece, questi 9 episodi sono di livello decisamente più alto dei precedenti. Persino il finale è perfetto: una vera conclusione con qualche preambolo per una inevitabile stagione 3.

Ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

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