Invece di cercare il principe azzurro, fatti vedere da uno bravo.

Se il tuo unico obiettivo nella vita è trovare il fidanzato, se stai cercando il principe azzurro che faccia di te la sua principessa, tesoro mio, tu non stai bene.

Non poche persone vivono l’amore come una droga. Saltano di relazione in relazione, come scimmie da un albero all’altro, sempre in cerca della prossima “dose”. Prima di chiudere una storia, si adoperano per cercare (in chat) qualcun altro con cui iniziarne una nuova. E non ci vuole Freud per capire che finiscono puntualmente a instaurare relazioni tossiche.

Non mi riferisco a chi magari sta affrontando una separazione e, di punto in bianco, incontra te sul suo cammino e ritrova il sorriso. Se si tratta di una persona con un minimo di intelligenza e maturità, saprà senz’altro risolvere la sua situazione con il suo ex senza coinvolgerti e, solo dopo aver messo un punto alla vecchia storia ormai al capolinea, inizierà una nuova relazione con te. Mi riferisco a quelli che, prima di lasciare la strada vecchia, vogliono sapere se la nuova sarà più conveniente. 

Chi mai vorrebbe una relazione con uno così? Solo chi sta messo come o peggio di lui. E sono in tanti. Certo, non è da escludere che possa funzionare, che si facciano compagnia a vicenda nei loro deliri e che abbiano psicopatologie oltremodo compatibili, incastrandosi così bene da vivere felici contenti per il resto della vita.

Tuttavia, chi salta di storia in storia in linea di massima soffre di bassa autostima e può accoppiarsi solo con un suo simile. Credendo che il nuovo fidanzato sia finalmente quello giusto, entrambi si illudono che tra quelle nuova braccia troveranno la felicità, l’amore e il senso della vita. Ma due personalità disfunzionali non fanno una relazione funzionale.

Bastano infatti pochi giorni, forse un paio di settimane, e i conflitti all’interno della neo coppia spuntano come funghi. Così, magari all’insaputa dell’altro, ricomincia la ricerca di un nuovo fidanzato con cui ripetere esattamente le stesse dinamiche, per poi arrivare alle solite conclusioni: “i gay fanno tutti schifo,  sono tutti pazzi, nessuno si vuole impegnare seriamente, nessuno mi vuole, …”

Si tratta di persone che non sanno stare da sole, che vivono l’essere single come una condanna, un handicap o una vergogna, convinte che stare in coppia sia lo stato naturale di ciascun individuo. Il senso della loro vita risiede nel cercare il fidanzato, perché solo l’amore è in grado di giustificare e dare un significato alla loro esistenza. Ma non si rendono conto di essere loro stessi quelli tenuti a fare qualcosa di concreto affinché la propria vita abbia un senso.

Se sei uno di loro, se ritieni che la tua vita non abbia valore, davvero credi che qualcuno possa innamorarsi di te solo perché sei una persona profonda che ha tanto sofferto? Sei sicuro che – come nei film – un giorno, per caso, incrocerai lo sguardo di un principe azzurro che si innamorerà della tua ineguagliabile nonché sconfinata bellezza interiore e ti trasformerà nella sua principessa? Tesoro, svegliati. 

Comprati e leggiti qualche buon libro sull’analisi culturale femminista e impara come la nostra cultura – in particolare il cinema – abbia fatto credere alle donne (e ai gay) di essere soggetti passivi che solo un uomo può riscattare da una vita anonima, insignificante, vuota. Impara a riconoscere le cazzate con cui sei cresciuto e di cui ancora sei convinto, e apri gli occhi. I principi azzurri, sì, esistono. Ma si innamorano di altri principi azzurri, non di eterni sognatori immaturi e frignanti.

Alessandro Cozzolino, LGBTQ+ coach

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