La CEI attacca la legge sull’omotransfobia etichettandola come “inutile e dannosa”

CEI - legge omofobia

Ma da un gruppo di cattofasciti, cosa ci aspettiamo?

Quindi, stando a quanto ha detto oggi la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), in Italia bisogna ignorare i lavori che proseguono per l’approvazione di una legge contro l’omo-transfobia, perché sempre secondo tali geni del male, esisterebbero già delle leggi che tutelerebbero il popolo LGBT+ punendo tale reato.

Nell loro nota si legge: “Le discriminazioni – comprese quelle basate sull’orientamento sessuale – costituiscono una violazione della dignità umana, che – in quanto tale – deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking… sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini. […] Un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio.”

Ma non finisce qui, eh no! Nell stessa nota si paventano “derive liberticide” che potrebbero mettere in serio pericolo la libertà di opinione del singolo individuo, addirittura arrivando a non permettere che si dica che la famiglia è unicamente composta da un uomo e una donna che procreano come Dyo comanda.

Non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni. Anzi, un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte.”

Tutto ciò, ci fa capire quanto la CEI non consideri importante tutelare quei gruppi che appartengono alle minoranze e quando in effetti, col loro comportamento politicante e con ciò che predicano, si scostino anni luce da quanto il loro capo predicava prima che venisse messo in croce. Che magari sono ancora offesi per questo atto di razzismo nei confronti del loro capo? In fin dei conti anche lui apparteneva ad una minoranza.

Art. 21 della Costituzione Italiana

Ma perché tirare in ballo l’articolo 21 della nostra costituzione? Beh, secondo la CEI in Italia esisterebbe già una “tutela” per le minoranze, e si tratterebbe proprio del succitato articolo.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”

Ma a rispondere a questa idiozia ci pensa la Senatrice Monica Cirinná – a cui dobbiamo l’approvazione delle unioni civili – che insieme a Fabrizio Marrazzo di GayCenter e alle associazioni GayLib, Movimento 5 Stelle e Arcigay, hanno dato una risposta chiara e concisa, alla quale non è possibile ribattere se non con un “mea culpa” (per restare in tema):

Il discorso è semplicissimo: discriminazione e violenza non sono opinioni protette dall’articolo 21 della Costituzione. Di una legge che tuteli la comunità LGBT+ e tutte le persone dai crimini d’odio c’è molto bisogno. Si approvi in fretta la legge contro omofobia, con coraggio.”

La facciamo una colletta per regalare a tutti quelli della CEI, dei vari gruppi cattofasciti come Casa Pound (dove guarda caso hanno appena scovato due uomini che si amavano e fornicavano tra di loro), CL e altri timorati di dyo (solo in pubblico) come Adinolfi, Salvini, Meloni e compagnia bella, che la nostra costituzione (che tanto tirano in ballo) proprio all’articolo 1 dichiara che le nostra è una Repubblica LAICA e che la sovranità appartiene al popolo?

Brutta storia l’ignoranza!

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