La (mia) crisi d’astinenza

L’astinenza: terribile condizione dell’essere o pratica esistenziale?

Astinenza. Questa parola fa spesso sorridere. Sorridere istericamente, si intende. E’ una condizione circondata da un alone di mistero e ironia che tutti, almeno una volta nella vita, per periodi più o meno brevi, abbiamo sperimentato. Con dispiacere, magari un briciolo di terrore incastrato tra le pieghe di una vita che vorremmo più ‘frizzantina’, ma soprattutto con dissacrante sarcasmo.

caffeina-astinenzaE’ uno stato d’animo, forse, più che altro. Dettato da circostanze che spesso sfuggono al nostro controllo, e che ci fanno sentire impotenti (eccallà, un esempio di battutaccia sull’astinenza.) Non essere liberi neanche di gestire la propria attività sessuale, non sapere quando (o se) faremo di nuovo sesso, ci spinge a fare e pensare cose ai limiti dell’assurdo. Non piaccio. Non interesso. Non sono abbastanza. Inutile negarlo: il desiderio corrisponde soprattutto alla speranza che l’Altro ci desideri.

E come sconfiggere questa morte ormonale, questa piattezza della pelle, questo freddo delle lenzuola? Con l’ironia. Le battute sull’astinenza, propria e altrui, si sprecano. Spesso cerchiamo di capovolgere la situazione a nostro vantaggio, esprimendo il sacrosanto diritto di godersi un periodo di tranquillità (e la propria mano…) Non era forse il grande pop-artist Andy Warhol a dire che “Non fare sesso è molto eccitante?

Vero. Ma io sono più dell’idea dell’umorista Mark Twain: non fumare mai quando sto dormendo, e non essere mai astinente quando sono sveglio.

Ma è davvero così facile? E’ davvero sufficiente riderci sopra per smettere di patirla, l’astinenza?

images (1)Spulciando tra i manuali di psicologia scopriamo che col termine astinenza si intende una pratica, imposta dalla rinuncia – dettata da circostanze di necessità oppure in osservazione di precetto igienico, morale, religioso – che consiste nell’auto-imposizione di non indulgenza a determinate attività corporee, spesso associate al piacere. In quanto atto cosciente, cioè liberamente scelto dal praticante per valorizzare uno stile di vita, si distingue dalla rimozione, che è invece l’allontanamento dalla coscienza di pensieri e desideri inaccettabili.

Questo ci consentirebbe di associate l’atto di non consumare carne di un vegetariano con l’inattività sessuale di un astinente. Ma possiamo davvero considerarli la stessa cosa?

Al di là della scelta di qualcuno, come l’arrivare vergini al matrimonio o indossare l’abito talare, l’astinenza ha risvolti e conseguenze psicologiche che vanno ben oltre la difficoltà di resistere a una tentazione.

Mi spiego meglio. Avete presente quando siete con gli amici a ridere e scherzare facendo finta che un certo tipo di contatto fisico non vi manchi e poi vi chiudete in camera ad ascoltare Alessandra Amoroso e ingozzarvi di gelato? Ecco, per me l’astinenza è più quella roba lì. E’ una mancanza, spesso involontaria, o solo parzialmente volontaria (e mi riferisco alla scelta consapevole di non ricorrere alle chat per incontri) che conduce a un lento e concreto declino. E’ una forma di crepuscolarismo dell’anima, ecco cos’è!

Man suffering from insomnia caused by a long air travel
Man suffering from insomnia caused by a long air travel

La reazione più logica sarebbe fare qualcosa per rendersi più appetibili. Cercare una valvola di sfogo, un tromba amico – o  un friend with benefits, come si dice adesso -, di apparire più sexy, di conquistare. E invece ciò che accade è esattamente il contrario. Smetti di curarti, ti vesti a caso, pensi che tutto sommato hai quanto meno la libertà di non dover impressionare nessuno. Ed è un cazzo di circolo vizioso. Meno fai sesso, meno hai voglia di farlo, meno sarai pronto a farlo quando ti capiterà l’occasione.

Non ci credevo, quando un’amica me l’ha fatto notare. “Avere meno voglia? Che stronzata!”, dicevo. In fondo l’astinenza è solo un periodo, le cose cambiano. Sì, eccome.

E in meno di due mesi hai il corrispettivo in peli pubici dei capelli sintetici di Rupaul, l’aria di chi vive a caso, lo sguardo scocciato quando sul tram ti imbatti nella coppia di limonatori compulsivi di turno e la voglia di uscire di un coniglio in inverno. Stai una favola, insomma!

Sei più irritabile. Più aggressivo. Più incline a comportamenti nevrotici, a giudicare aspramente gli altri, ad avere discussioni inutili. Senza contare le polluzioni notturne, che poi devi pure cambiare il corredo del letto matrimoniale – che non usi.

Assurdo. Non piaci. Dunque smetti di sentirti attraente. E di conseguenza diventi esattamente il tipo di persona che non vorresti essere. Come se zompare fosse il metro di misura per calcolare il grado di stima sociale che ricevi. Come se servisse a ritagliarsi un posto nel mondo.

Io, ad esempio, ho avuto lunghi periodi di astinenza. La mia vita sessuale è sempre stata sinusoidale. Tanto sesso tutto insieme, e poi il deserto senza tartari per mesi. Certo, i sessuologi trovano un riscontro positivo: stai lontano dalle malattie e dalle gravidanze indesiderate. Che è vero, ma ho come l’impressione che sia una misera ricompensa, soprattutto quando potresti proteggerti dalle une e dalle altre col semplice uso del preservativo mentre FAI sesso, e non mentre non lo fai.

Dicevo, i miei periodi di astinenza. Le ricadute continue in quel labirinto di pensieri su cosa non andasse in me. A volte persino il timore di non essere affatto attraente (nemmeno in quei giorni in cui ti guardi allo specchio e ti daresti due colpi, oppure il vieni bene al primo selfie). Ne so ben qualcosa. Però ho capito questo, e voglio darvi un consiglio.

425.proposal.cm.61311Che in realtà l’astinenza uno se la può anche godere. Per imparare a fare i conti con la realtà che non tutto può stare sotto il nostro controllo, per conoscere di più te stesso e apprezzare l’idea di essere bello per nessuno. Che poi sei più felice quando ti piaci di più.

E la realtà è che le persone vogliono fare sesso con le persone felici e sicure di sé.
E non con Ryan Raynolds.

Ok, sì, anche con Ryan Raynolds. Ma uno sereno e sorridente però!
Che sia per questo che continuiamo a farci sopra quella becera ironia?

N.B.: Nell’immagine di apertura uno fotogramma tratto dal film Trainspotting, con protagonista Ewan McGregor.

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