Il Punto della situazione – MTS, il Magico Terzetto Sottovalutato: Clamidia, Gonorrea, Sifilide

Ultimo appuntamento con l’analisi del più recente Rapporto epidemiologico annuale del ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) sulle malattie sessualmente trasmissibili relativo all’anno 2012, che potete leggere per intero qui. Dopo aver parlato di HIV/AIDS e delle epatiti oggi ci occupiamo delle tre MTS più comuni, ma anche meno conosciute e solitamente un po’ bistrattate quando si parla di prevenzione: clamidia, gonorrea e sifilide.

In un approccio globale alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili però è molto importante considerarle, oltre che per le conseguenze anche gravi che ciascuna di esse può causare, perché tutte e tre queste infezioni, anche singolarmente, possono portare ad un rischio fino a cinque volte maggiore di contrarre l’HIV a seguito di un rapporto sessuale non protetto con una persona sieropositiva. Questo accade sia per una ridotta capacità di risposta del sistema immunitario, in quanto già “impegnato” a combattere la precedente infezione, specialmente nell’area dei genitali, sia perché queste infezioni possono causare piccolissime lesioni sulla pelle che rendono molto più facile il contagio da HIV. In aggiunta, se una persona sieropositiva è infettata anche da clamidia, gonorrea o sifilide sono maggiori le possibilità che questa contagi il partner con l’HIV dopo un rapporto non protetto.

Tutte e tre sono infezioni di origine batterica (causate nell’ordine da Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeaeTreponema pallidum) che si possono trasmettere durante rapporti sessuali non protetti, orali, anali o vaginali, con partner infettati. Il contagio inoltre può avvenire attraverso contatto diretto con secrezioni infette o con i genitali di una persona infetta e attraverso lo scambio di sex toys. L’unica protezione efficace contro queste malattie è l’uso del preservativo fin dall’inizio e per tutta la durata del rapporto sessuale, anche quanto si utilizzano giocattoli sessuali.

La prima di queste, la clamidia, se non curata può avere conseguenze a lungo termine anche molto gravi, a seconda del tipo di rapporto sessuale attraverso cui è stata contratta può portare a sanguinamento e infiammazioni croniche della zona pelvica, del retto e della faringe. Sia all’uomo ma specialmente alla donna questa infezione può causare danni molto seri e irreversibili all’apparato riproduttore, causando infertilità. Solitamente si manifesta attraverso perdite fluide e purulente dall’uretra, sia nei maschi che nelle femmine. La problematica principale per la sua diagnosi è la mancanza di sintomi evidenti nella maggior parte dei casi, nonostante l’infiammazione sia in corso e danneggi i tessuti delle aree interessate, quindi spesso la si scopre quando è già in stato avanzato.
Alcuni ceppi di clamidia possono inoltre causare una patologia chiamata linfogranuloma venereo, che comporta l’infiammazione e l’ingrossamento dei linfonodi della parte bassa dell’addome o del collo, se non curata progredisce in un’infiammazione cronica e può causare ulcerazioni e ascessi nelle aree interessate.

Quindi la gonorrea, che ha decorso e sintomi analoghi alla clamidia. Al pari di quella molto spesso è asintomatica, ma si può manifestare con perdite dall’uretra per entrambi i sessi. Quindi se non curata può causare infiammazioni croniche e sanguinamento, al livello del retto, dei genitali o della faringe, e portare all’infertilità, specialmente per le donne.

Infine la sifilide, probabilmente la più conosciuta delle tre, se non altro a livello letterario e quindi associata all’Ottocento, ma in realtà come vedremo è tornata di prepotenza in tempi recenti. La sifilide ha un decorso più complesso, che si articola principalmente in tre fasi. Nella prima fase si forma una piccola lesione, detta sifiloma, nel punto in cui è avvenuta l’infezione che non è dolente e guarisce spontaneamente. Durante la seconda fase il batterio comincia a diffondersi nell’organismo e causa alcuni sintomi generici, come eruzioni cutanee e ingrossamento dei linfonodi in varie aree del corpo e malessere complessivo (tra gli altri cefalea, febbre, dolori muscolari), che solitamente guariscono da soli. Quindi nella terza fase vengono danneggiati gli organi interni, in particolare questo batterio colpisce cervello e sistema nervoso, occhi, cuore e vasi sanguigni, fegato, ossa e articolazioni, fino a causare perdità di controllo dell’attività motoria paralisi, cecità, demenza e nei casi più gravi anche la morte. Questa è l’infezione trasmissibile sessualmente con il tasso di mortalità più alto dopo l’AIDS.

Data la mancanza o la rarità di sintomi evidenti e specifici per queste tre infezioni se si sospetta di aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile, o che l’abbia contratta uno dei propri partner sessuali, è opportuno rivolgersi al più presto ad un centro di diagnosi e cura per le malattie sessualmente trasmissibili (qui potete trovare un elenco aggiornato delle strutture italiane, divise per Regione e Provincia) o al proprio medico. Queste infezioni sono velocemente diagnosticabili attraverso test clinici specifici e quindi facilmente curabili con terapie antibiotiche mirate, tanto più se diagnosticate nelle fasi iniziali. È da notare, però, che dopo la guarigione non si acquisisce l’immunità rispetto a infezioni successive. In aggiunta al momento non esiste alcun vaccino per una di queste infezioni batteriche, anche se sono allo studio alcune opzioni per raggiungere queso risultato.

Per maggiori informazioni su queste e altre malattie sessualmente trasmissibili potete cliccare qua o qua.

Ma ora torniamo al Rapporto ECDC e vediamo quali dati ci fornisce riguardo alla diffusione in Europa di queste infezioni. Come già detto negli articoli precedenti riguardo a questo rapporto i dati che presenta sono da prendere con le pinze, specialmente nel comparare le situazioni dei Paesi tra di loro, a causa delle profonde differenze tra i vari sistemi sanitari nazionali e le relative modalità degli esami e dei resoconti. In aggiunta i dati forniti da alcuni Stati sono ritenuti largamente sottostimati, anche in ragione delle diverse possibilità di accesso ai test e delle politiche nazionali di screening.

Clamidia

  • Questa è l’infezione riportata più frequentemente in Europa, con 384 105 nuovi casi registrati nel 2012 e un’incidenza complessiva di 199 nuovi casi per 100 000 persone. Questi numeri appaiono stabili nel tempo, ma rappresentano sicuramente una sottostima della situazione, poiché la maggior parte dei casi di clamidia sono asintomatici. L’incidenza maggiore è stata registrata in Islanda (600) mentre quella minore in Romania (0,3), questa differenza unita al fatto che l’84% di questi casi è stato registrato in soli quattro Stati (Danimarca, Norvegia, Svezia e Regno Unito) la dice lunga sull’affidabilità dei dati forniti da molti.
Numero e incidenza dei nuovi casi di clamidia, 2008-2012
Numero e incidenza dei nuovi casi di clamidia, 2008-2012
  • La fascia di età più colpita risulta essere quella dei 20-24 anni, con il 40% dei casi totali e un’incidenza pari a 621. Questo dato però è dovuto in gran parte alla politica propria del Regno Unito, che da solo ha segnalato il 62% dei casi totali e che negli ultimi anni ha portato avanti campagne di screening a tappeto rivolte ai giovani e al di fuori delle strutture sanitarie e ad iniziative analoghe di altri Stati, che hanno portato a falsare l’equilibrio complessivo dei dati. Risultano più colpite le donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 0,7 a 1, ma anche in questo caso i dati sono probabilmente falsati a causa dei maggiori incentivi e opportunità per le donne ad eseguire il test. Le informazioni sulle modalità di trasmissione invece sono disponibili per meno la metà del totale, quindi molto poco affidabili, ed evidenziano come modalità principale quella dei rapporti sessuali eterosessuali.
  • I dati sull’insorgenza del linfogranuloma venereo sono molto frammentari, nel 2012 sono stati segnalati 830 casi da 8 Stati (di cui la metà dal solo Regno Unito) ma è stato comunque evidenziato come questa patologia sia fortemente correlata alla sieropositività e riguardi principalmente il gruppo MSM (maschi che fanno sesso con maschi).

Gonorrea

  • Questa risulta la seconda infezione batterica per diffusione, con 50 341 nuovi casi nel 2012 e un’incidenza complessiva di 13 nuovi casi per 100 000 persone. Anche in questo caso il Regno Unito fa la parte del leone, segnalando il 57% dei casi totali e l’incidenza più alta (45,4), mentre l’incidenza più bassa è stata registrata in Italia (0,5). Di nuovo differenze così ampie tra questi Stati delineano l’inadeguatezza di molti sistemi nazionali di controllo. Il dato preoccupante è che comunque tra il 2008 e il 2012 è stato riscontrato un aumento complessivo del 58% del numero dei nuovi casi, trainato sempre da alcuni Stati ma un aumento sensibile è stato comunque registrato quasi ovunque.
ECDC_2012_GON
Numero e incidenza dei nuovi casi di gonorrea, 2008-2012
  • I giovani risultano ancora i più colpiti da questa infezione, il 37% dei nuovi casi ha riguardato ragazzi tra i 15 e i 24 anni, con l’incidenza maggiore, 45 per 100 000 persone, registrata di nuovo nella fascia 20-24 anni. Inuovi casi hanno riguardato per i tre quarti i maschi, determinando un rapporto tra maschi e femmine pari a 3 a 1. È possibile anche vedere che negli ultimi anni i nuovi casi sono aumentati in modo sproporzionato tra uomini e donne, in quanto la crescita tra gli uomini è stata molto maggiore.
  • Le informazioni sulla modalità di trasmissione hanno evidenziato che il 57% dei nuovi casi è stato da attribuirsi ai rapporti eterosessuali, mentre il 38% a rapporti sessuali tra uomini. Il gruppo MSM risulta complessivamente quello più colpito, in quanto esattamente un terzo dei casi totali ha riguardato persone che ne fanno parte.

Sifilide

  • Tra i numeri più bassi in questo rapporto quelli dei nuovi casi di sifilide del 2012, che ammontano a 20 769, con un’incidenza totale di 4,5 nuovi casi per 100 000 persone. Anche in questo caso buona parte dei casi, il 68%, è stata notificata da 4 dei 29 Paesi (Germania, Romania, Spagna e regno Unito), con l’incidenza più alta registrata in Romania (8,5) e quella più bassa a Cipro (0,7), ma le variazioni in questo caso sono molto più contenute, facendo propendere per una maggiore affidabilità di questi dati. Il numero dei nuovi casi negli ultimi anni sembra rimanere complessivamente stabile.
Numero e incidenza dei nuovi casi di sifilide, 2008-2012
Numero e incidenza dei nuovi casi di sifilide, 2008-2012
  • Questa infezione sembra colpire una fascia di età complessivamente più alta rispetto alle precedenti, in quanto il 30% dei casi riguarda la fascia dai 24 ai 35 anni, che conta anche l’incidenza più alta, pari a 16,3. Però anche in questo caso i maschi sono molto più colpiti rispetto alle donne, con un rapporto complessivo di 4,6 a 1 per i nuovi casi nei due sessi, ma che in alcuni Stati è maggiore di 10 a 1, in più l’incidenza tra le donne risulta essere in costante diminuzione.
  • Anche qui le informazioni sulla modalità di trasmissione riguardano solo la metà dei casi complessivi, ma viene evidenziato come la trasmissione tra MSM conti il 48% del totale, mentre quella tramite rapporti eterosessuali il 40%. Ne consegue che il gruppo più colpito è quello MSM, che in alcuni Stati conta fino al 70% dei casi totali e il numero delle nuove infezioni conseguenti a rapporti omosessuali sembra fare da traino all’aumento complessivo dell’incidenza tra i maschi.

Si può facilmente notare che il numero di casi e l’incidenza rilevati per tutte e tre queste malattie infettive siano solitamente maggiori in quei Paesi “virtuosi” che portano avanti vaste campagne per la salute sessuale, specialmente mirate alla popolazione giovane. Quello che sembra invece mancare sempre di più sono campagne di sensibilizzazione specialmente pensate per la popolazione omosessuale, sempre la più colpita dalle malattie sessualmente trasmissibili. L’Italia è sicuramente indietro su questo fronte, ma non conforta sapere che lo è anche buona parte dell’Europa.

 

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Le opinioni qui espresse rappresentano il mio personale punto di vista e non sono imputabili all’associazione Progetto IST.
Non ho peli sulla lingua e se ne avessi non sono miei, ça va sans dire.

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