E’ nata un popstar! Michele Bravi con Anime Di Carta

michele bravi anime di carta

Quando nasce una Pop Star: Michele Bravi e Anime di Carta.

Ricordate la mia eccitazione per Zero Gravity di Lorenzo Fragola un anno fa? Beh, moltiplicatelo per 10 perché Sanremo 2017 ci ha regalato il disco pop perfetto di un luminosissimo astro nascente: stiamo parlando di Anime Di Carta di Michele Bravi. Mi sono approcciato al disco incuriosito e fiducioso, ispirato dal bel pezzo sanremese di Michele Bravi, Il Diario Degli Errori, 4° classificato. Mi aspettavo un bel disco pop, è vero, ma non mi aspettavo che Anime Di Carta potesse essere addirittura la quintessenza del pop contemporaneo.

Il disco si apre con una intro (una intro capite? In un disco italiano!), Come L’Equilibrio, oscura e inquietante, che scivola senza soluzione di continuità in Cambia, un pezzo che spazia perfettamente, nella sua rabbia, tra beats sintetici e archi con cui la voce di Michele si sposa perfettamente. L’atmosfera rimane ansiogena e misteriosa grazie al perfetto mix di cori e archi, anche in Diamanti, dove pure le tematiche rimangono ben poco leggere: i diamanti non sono altro che ciò che nella vita ci lasciamo scappare prima di capirne il valore. Si distende l’atmosfera – acusticamente, si intenda – nel Diario Degli Errori, che tutti amiamo e conosciamo già da un mesetto. Un pezzo perfettamente in linea col resto del disco ma nel contempo più tradizionale, la scelta perfetta da presentare a Sanremo.

Preparatevi a sudare perché con Solo Per Un Po’ e la sua produzione capace di far impallidire tutte le Katy Perry e le Rihanna lì fuori, Michele Bravi si candida a diventare il re del dancefloor italiano e, perché no, europeo. Dimenticate i pezzi danzerecci proposti random tanto per vendere qualche copia in più durante l’estate, Solo Per Un Po’ è su tutt’altro livello. E’ un brano perfettamente in linea con Anime Di Carta, non è una forzatura, non è ruffiano, è semplicemente quello che ci voleva in questo preciso punto del disco. Torniamo alle produzioni cupe, perfette, curate nel dettaglio ma anche alla rabbia e ai rimpianti in Due Secondi (Cancellare Tutto).

Skrillex e Diplo potrebbero aver prodotto Andare Via. Un’altra bomba che ha davvero il potenziale per fare scintille in tutti i club. Una produzione impeccabile, calata alla perfezione nel disco e, più in generale, nel pop di oggi. Trovatemelo voi un altro artista italiano capace di essere, allo stesso tempo, contemporaneo e genuino senza diventare noioso o macchiettistico. Pausa poi ha l’arduo compito di non far annoiare dopo quella bomba di Andare Via e, con i suoi richiami un po’ Lorde un po’ Sia, ci riesce alla grande.

michele bravi anime di carta

Anime Di Carta prosegue poi con due pezzi in inglese, Shiver e Bones, con cui evidentemente Michele Bravi ha deciso di catapultarci nella scena elettronica londinese, perché entrambi potrebbero essere inseriti in un disco degli Years&Years e nessuno storcerebbe il naso. Tra le due, per essere pignoli, Bones ha un qualcosa in più, forse i sottili richiami agli anni 80.

La chiusura di Anime Di Carta abbandona, senza strappi o forzature, quasi completamente gli elementi elettronici per lasciare spazio agli archi e al pianoforte. Respiro è un bell’inno allo spingersi oltre la propria comfort zone, al rischiare. Segue l’interlude (!!!) Il Punto In Cui Ti Ho Perso che sfuma, tra note di piano, in Chiavi Di Casa, una ballata che è il finale (non lieto, purtroppo) di questo disco, che in fin dei conti è la confessione di un cuore spezzato e lo sfogo di un ragazzo deluso. Chiavi Di Casa però è anche una presa di coscienza, il momento in cui capisci da dove vieni, dove sei, e dove vuoi arrivare.

Insomma, Anime Di Carta di Michele Bravi è il massimo che si potrebbe chiedere al pop di oggi, è quel disco che supera le aspettative, che ti esalta ad ogni nota. Poi certo, è un disco bello pesante, parla di delusione, di paure, di rabbia, di cuori infranti, probabilmente di disincanto nei confronti di un mondo, quello del business musicale, che non è stato clemente con Michele Bravi, ma che lui ha saputo fronteggiare con forza e da cui ha saputo ottenere un disco che è un cazzo di capolavoro che merita di essere ascoltato per i prossimi 30 anni.

Vogliamo trovare un neo in Anime Di Carta? L’assenza di La Stagione Dell’Amore, la cover del brano di Franco Battiato presentata a Sanremo 2017 e che, per tematiche e sound, si sarebbe sposata alla perfezione col resto del disco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com