Polonia: studenti universitari brutalmente interrogati dalla polizia dopo aver denunciato professoressa omofoba nella loro università.

Polonia LGBT+

La polizia polacca ha interrogato alcuni studenti universitari dopo aver presentato un reclamo ufficiale contro una professoressa omofoba, anti-abortoe anti-LGBT+ della loro università.

Il Centro per il monitoraggio dei comportamenti razzisti e xenofobi in Polonia ha riferito che alcuni studenti dell’Università di Slesia a Kotowice, nella Polonia meridionale, sono stati interrogati per ore da agenti di polizia e quando sono stati rilasciati, sono apparsi molto “scossi” … quasi sotto shock.

ORDO IURIS WRAZ Z POLICJĄ PRZESŁUCHUJĄ „NIEPOKORNYCH” STUDENTÓW UNIWERSYTETU ŚLĄSKIEGOPrzesłuchania mają miejsce na…

Pubblicato da Ośrodek Monitorowania Zachowań Rasistowskich i Ksenofobicznych su Sabato 23 maggio 2020

In un post di Facebook di ieri (che puoi vedere anche sopra), l’organizzazione ha riferito ciò che gli studenti hanno fatto: “Sembra un’interrogatorio volto a intimidirli, non un’attività standard di polizia”, ha scritto il Center for Monitoring Racist and Xenophobic Behaviors, che sta fornendo supporto legale agli studenti. Ufficialmente, gli studenti non sono stati informati per quale motivo sono stati interrogati.

Tutto quello che sanno è che questo ha qualcosa a che fare con una denuncia che gli studenti hanno presentato alle autorità universitarie contro la dott.ssa Ewa Budzyńska

Gli avvocati di Ordo Iuris – una think-tank cristiano-conservatrice che si oppone alla parità di matrimonio e all’aborto e che sostiene Ewa Budzyńska – erano presenti anch’essi alla stazione di polizia per interrogare gli studenti sulle loro lamentele. Gli studenti hanno giustamente sottolineato che Budzyńska, professoressa associata di sociologia presso l’Università della Slesia, “forma giovani menti sulla base di false informazioni incompatibili con le attuali conoscenze scientifiche“.

D’altra parte, la situazione sembra ancora più complicata, anche data la controversa e molto omofobica situazione politica che la Polonia sta affrontando ora. In effetti, il vice primo ministro polacco, Jarosław Gowin, ha parlato del caso affermando che “nel caso della professoressa Ewa Budzyńska, sin dall’inizio sono stato in contatto con le autorità dell’Università della Slesia. All’inizio della settimana presenterò un disegno di legge per proteggere la libertà di parola e di ricerca nelle università polacche. Non permetteremo agli ambienti estremamente ideologizzati di censurare”.

ZONE ANTI LGBT+

La Polonia ha recentemente introdotto quelle che chiamano “zone ANTI LGBT+” e ha visto un enorme aumento di intolleranza, razzismo e omofobia in tutto il paese, mettendo a rischio la comunità LGBT+. Come l’Ungheria, altro paese dell’est europa socialmente e politicamente complicato, la Polonia ha avviato una sorta di dittatura politica che mette a tacere tutti i tipi di ideologie che non obbediscono alla “normalità accettabile dal punto di vista religioso”.

Le Nazioni Unite, dalla loro parte, stanno cercando di sradicare questi estremismi da quei paesi.

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