#SulLettinoConDeLarge: b-watching, sexy passatempo sotto l’ombrellone

C’è chi è culturale e allora approfitta del ritrovato tempo libero per leggere. C’è chi è intellettuale, e preferisce dedicarsi alle parole crociate, o al più esotico sudoku – che mannaggia la Maiorca ancora me lo devono spiegare come preferiscono buttare via ore di vita a incastrare numeri in una tabellina del nove. C’è chi è sportivo, e si porta in spiaggia racchettoni e pallone per disturbare tutti gli altri al suono di fischi e schiamazzi. E poi ci sono io. E voi, adorateh delargers.

Noi, sotto l’ombrellone, facciamo una e una sola cosa. Esercitiamo l’unica attività che ci si addice, because it’s in our dna, che lo si sa che sotto la caldazza diventiamo tutte un po’ più sboccate. Pratichiamo un unico sport, che ve lo prometto, sarà olimpico un giorno. Il bird-watching.

Arte antica quella del bird-watching, nata in una piscina di paese e poi diffusasi capillarmente in spiagge, anfratti, golfi e navi da crociera. Avvistamenti, appostamenti e fotoshooting vari ne completano oggi la particolarità. Di che si tratta è intuitivo: spizzare con gli occhi tutti i boni di tipo sabbia, acqua (e quando ci va bene) fuoco che rientrano nel nostro campo visivo.

beach_guyE ho detto spizzare con gli occhi, non catturare. Niente porkeball dunque, ma pochi, economici, strumenti indispensabili. Telo spiaggia, occhiali da sole – pure quelli del vucumprà sono perfetti – e antenne radar attive 24/7.

Sdraiati sul bagnasciuga, puntellati sui gomiti (perché abbiamo passato l’anno in palestra a lavorare quei bicipiti e ora li vogliamo pure mostrare, no?), tutto quello che dobbiamo fare è girare la testa da una parte all’altra, con disinteresse e nonchalance, mentre dietro le lenti scure lacrimiamo sperma. Ecco a cosa serve l’occhiale, a nascondere. Prima regola del bird-watching è infatti lavorare sotto mentite spoglie.

Costumi attillati, speedo da tuffatori olimpionici, bermuda alla Sampei, infradito, piedi nudi, dadolata di addominali, spalle ampie come le ali di un airone, segno dell’abbronzatura. Tutto quello che è durello sicuro, insomma, è li per essere guardato. E vuole essere guardato. Quindi non siate avareh. Guardate.

E non siate nemmeno egoisteh. Scattate, scattate, scattate foto di #GnocchiDaSpiaggia, perché sono bramoso di sapere cosa bolle in pentola e qual è il tipo dell’estate 2016.

tumblr_o50pg8KZ1u1ufzydro1_250Senza contare che il bird-watching, e qui vi stupirò, si declina in una serie di derivate da tenere d’occhio. E’ bar-watching quando ti berresti come un mojito ghiacciato il cameriere del chiriguito sulla spiaggia, ma pure quello del lido di Bellano va bene, eh. Diventa bear-watching quando ad attirare l’attenzione sono i paffuti, pelosetti, giganti da rimorchio. Si fa beard-watching se è la barba a farla da padrona, e allora tutti i papi-papi, papi-chulo, con figli al seguito, un po’ mature un po’ hypster per cause di forza maggiore (forse la barba è pigrizia ecco) diventano prede perfette. Bodyguard-watching se il trespolo del bagnino è il trono del manzo abbronzato con la divisa rossa. Meglio se incorporato, dentro lo slip. Diciamolo, che sia un life-guard ci importa poco. Il grado di sicurezza delle onde è infatti inversamente proporzionale al body del nostro salvatore. Nella speranza che abbia il salvagente a portata di mano, magari incorporato, nello slip.

Sì perché soprattutto, il bird-watching, è la capacità di testare le nostre competenze personali e decretare Mr- Uccellone. E allora comincia una gara a premi nella nostra testa, a chi ce l’ha più grosso, più evidente. E i premi che vorremmo consegnare, bé… che ve lo dico a fare. Purtroppo per noi non tutte le spiagge hanno la pineta della G-Beach di Gallipoli, ma sono sicuro che una soluzione sarete in grado di trovarla.

Io la valigia l’ho fatta. Quattro paia di occhiali da sole perché sia mai che si consumi a furia di lucidarli. E voi, a quale avvistamento vi dedicherete quest’estate? Oltre a quello delle stelle cadenti, ovviamente, perché i sogni non sono mai landscape-1467962672-spiaggebanali.

Buona visione delargers. Godetevela tutta.
E se proprio vi butta male, ricordatevi sempre che il film Mine Vaganti ci dà un’ottima alternativa per divertirci. Con gli amici, che non è proprio come rotolarsi nella sabbia con Ricky Martin, ma è comunque qualcosa.

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